Sondaggio macello petrolio

Votate il sondaggio. Siete totalmente anonimi e non posso vedere chi ha votato che cosa. Quasi dimenticavo: potete scegliere più risposte.

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19 responses to “Sondaggio macello petrolio”

  1. andreaX says :

    Io ho votato per la demand destruction, vedo che lo hanno fatto anche gli altri.

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  2. sinbad says :

    Io ho votato per demand destruction e mancato qe3.
    Le riserve erano alte e, a meno di dichiarata pazzia di Ben, il qe3 non si farà con relativo rafforzamento del dollaro (temporaneo?).
    Sarà importante capire dove si stabilizzerà il prezzo.
    Io azzardo tra i 90-95 (wti) con temporanea discesa sui 75-80.
    ciao
    sinbad

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    • medo says :

      Occupandomi di importazione di alimenti (da Sud-America ad Europa), posso dire che lo sconvolgimento inflazionistico da settembre ad oggi è una prima assoluta che nessuno riesce a gestire, che ora stanno appunto assorbendo le banche (che l’hanno contribuita a creare, questa inflazione) con fidi aumentati, prestiti, etc. Il problema è che il comparto alimentare nel frattempo non riesce per niente a colmare le perdite e si attende una grande esplosione del credito… Francamente pur essendo in super-inflazione nessun comparto della produzione in Europa sta facendo profitti da mesi. Siamo sulla cresta dell’onda e si attende la risacca che farà chiudere imprese a migliaia. Forse autunno-inverno 2011 ci diranno cosa sta succedendo ora.
      Il tutto per dire che il mancato QE3 negli USA porterà un nuovo equilibrio, purtroppo solo dopo aver spazzato via qualche milione di posti di lavoro anche in Europa.

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      • sinbad says :

        Sono allineato.
        Io lavoro in campo siderurgico e c’è troppa sovrapproduzione.
        L’hanno tenuta su con il QE ma adesso siamo ad un bivio…in un contesto debitorio allucinante (meglio non guardare le stime perchè fa male…).
        Fine del dollaro….o ridimensionamento produttivo e ciò che comporta?

        Io è da tempo che ho paura per me stesso avendo la consapevolezza che così non può andare avanti. Nel mio piccolo cerco di tenere comportamenti etici ma, in un’ottica globale, il mio stesso stipendio non lo è.

        ciao
        sinbad

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  3. pier says :

    io non avevo capito perchè saliva.
    capire perchè scende mi riesce più semplice.
    capirne la violenza è ancora più semplice. i vix amplificano le performance dei derivati che i manipolatori usano per garantirsi i loro superbonus.
    Visto i conti di citi? la priossima volta saranno altrettanto divertenti grazie alla bolla dell’argento, greggio, cotone, e varie!

    produzione/domanda/consumi contano davvero poco nel medio/breve periodo. anzi può essere dannoso per azione di chi manipola i mercati. Condideriamo che l’Informazione è manipolata e politicizzata a loro volere.

    Complimenti all’autrice di questo blog, Ti seguo da molto tempo e lo considero l’unico punto di vista interessante leggibile in lingua italiana.

    Per restituire “fiato” al ciclo economico serve il texano fra i 90 e i 95$.
    Le stime medie degli insider sono di 100$ per quest’anno.

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    • medo says :

      “Per restituire “fiato” al ciclo economico serve il texano fra i 90 e i 95$.”

      Un po’ come la ventilazione forzata ad un 85enne che “muore di vecchiaia”. Sarebbe il caso che chi ci dirige prendesse decisioni drastiche. Fossi Obama tenterei la carta del default e farei saltare per aria definitivamente la finanza mondiale. Forse ci troveremmo con il barile a 20 $ (ma con alcuni stati produttori che collasserebbero immediatamente) ed un kg di pane a 15 €, con conseguenti danni alle democrazie o a quel che ne rimane. Ma quanto sarebbe più leggero il mondo “dopo”…

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      • Anonimo says :

        “Per restituire “fiato” al ciclo economico serve il texano fra i 90 e i 95$.” spiegazione:
        se il greggio aumenta con altre commodities, aumenta l’inflazione ed il ciclo economico torna in recessione in alcuni semestri. nel primo trimestre l’inflazione ha ridotto la crescita economica dunque le banche centrali hanno conseguentemente rivisto al ribasso la crescita sul resto dell’anno. i debiti sovrani sono eccessivi, e l’inflazione divora la crescita. se continua così aumenta l’inflazione e si riduce il pil fino ad avere un pil negativo con la stagflazione come risultato.
        l’unica via è agire sulle commodities cui l’ascesa è dovuta alle continue iniezioni di liquidità, non dai fondamentali. L’opec deve alzare l’offerta (e condurre il greggio in quella forchetta di prezzo) in brevi tempi affinchè le banche centrali possano evitare di alzare i tassi e premere l’inflazione sotto il 2%.
        le borse ne patiscono ma si allunga il ciclo economico di 2-3 anni.

        il prezzo del greggio è speculazione pura, il crollo repentino su esplicita richiesta delle banche centrali lo dimostra.

        Sono d’accordo con Te – il mio dubbio è che con pane a 15$/kilo sopravviverebbe soltato la classe politica/imprenditoriale attuale quindi alla radice ci sarebbero sempre coloro che vogliono questo sistema.

        Non c’è crescita demografica, non c’è lavoro. l’economia neglil states e in europa è finita.

        Spero non sia il mio messaggio ad infestare il blog. (?)

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  4. Loris says :

    Ho votato x la demand distruction perché è quella che più si avvicina a quello che penso.
    Il petrolio, come anche l’argento e molte commodities, era in bolla speculativa sull’onda delle dichiarazioni (ridicole) che l’economia è finalmente in ripartenza. Il ritracciamento così brusco è dovuto al fatto che le economie occidentali a seguito di questi aumenti speculativi sarebbero presto state spinte in stagflazione. E il rischio non è ancora passato, sebbene le mani forti del sistema se ne siano accorte e cerchino di rimediare il più velocemente possibile.
    Prevedo che la stessa sorte toccherà all’Euro, con un violento ritracciamento, onde evitare che rimanendo a questi livelli ci distrugga quel poco di export rimasto.
    A meno che invece non si cerchi la 3a guerra mondiale portando l’europa di nuovo, 80 anni dopo, alla fame (quest’ultimo paragrafo ovviamente è una provocazione…).

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  5. medo says :

    Torno a rinnovare i complimenti al blog Oro Nero! Sei incredibilmente efficace e sempre puntuale e precisa. Lascia perdere i pochi commentatori “nati ieri” che ogni tanto infestano questo o quel blog.

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    • Loris says :

      Bravo Medo, sono d’accordo con te!
      A parte questo post, che essendo un sondaggio prevede proprio che le persone forniscano la propria opinione a prescindere dalla reale competenza in materia, ho notato anch’io che c’è gente che interviene sempre e comunque in tutti i post, magari facendo dei copia e incolla di dati presi dalla rete. Ma che ci vuoi fare… se nessuno scrivesse niente, nessuno risponderebbe (che tristezza i post senza neanche 1 commento…).

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      • Anonimo says :

        @ Loris

        Dici: “…ho notato anch’io che c’è gente che interviene sempre e comunque in tutti i post, magari facendo dei copia e incolla di dati presi dalla rete….”

        Visto che sono stato l’unico a portare numeri nella discussione, ho pensato che indirettamente ti stessi rivolgendo anche a me.

        Dove è il problema se uno riporta numeri e poi li commenta?

        Stiamo parlando di petrolio, produzione, domanda. Senza i numeri di cosa discutiamo? Di sensazioni personali e basta?

        Riportiamoli questi numeri e discutiamo su quelli, altrimenti continuiamo a parlare di picco alle spalle (e non è vero), demand destruction (di cui non si vede ancora traccia), e cosi via.

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      • Pinnettu says :

        Il commento di Anonimo era mio.

        Aggiungo inoltre che dopo che qualcuno commenta con i numeri, non c’è mai nessuno che faccia un passo indietro. Anzi si continuano a sostenere tesi che i numeri stessi hanno smentito.

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      • Loris says :

        Ciao Pinettu. Prova a rileggere il mio post con l’ironia che speravo tutti comprendessero (ho messo il punto interrogativo alla fine della prima frase, ma avrei dovuto aggiungerci anche una faccina tipo 😛 ).
        Ho cercato di essere sottile nel far capire a Medo che commenti infestanti (prima che lui postasse il suo senza attinenza all’argomento del post) non ne ho visti. E che cerchi di avere un po’ più di pazienza anche con chi lui ritiene ne sappia meno di lui.
        Anche il riferimento ai dati presi dalla rete era appositamente provocatorio e non centrava nulla con te.
        L’intenzione era un po’ come quando uno è maleducato e gli si dice “bravo, bravo, continua così!”.
        La frase che ho utilizzato in chiusura dice tutto.

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      • Pinnettu says :

        @ Loris

        Hai ragione, chiedo scusa. A volte si legge troppo di fretta.

        Sono i limiti di internet….spesso non ci si capisce.

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  6. Fabrizio73 says :

    Io penso invece che il famoso che la bolla e il suo eventuale scoppio sia dovuto al bubble master. È sotto gli occhi di tutti la quantità di dollari immessi in circolazione nei mesi scorsi. Queste fluttuazioni in giù si chiamano prese di posizione e negli anni se ne sono viste migliaia. La demand destruction a mio avviso c entra come i cavoli a merenda.

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    • medo says :

      La demand destruction non c’entra? Guardati il collasso dell’uso carburanti in Italia dell’ultimo bollettino Unione Petrolifera. Stiamo assistendo ad un calo, dovuto ad alti prezzi, esattamente nel pattern del 2008… Se poi ancora non sei convinto, fai un giretto sui siti governativi di Francia o USA per vedere i costi carburante e consumi automobilistici, comprese le miglia percorse.

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  7. Pinnettu says :

    Questi sono i dati (Energy Information Administration) degli ultimi anni (nella prima colonna la domanda, nella seconda la produzione totale e nella terza la produzione del solo convenzionale.

    2003…….79,722….79,598….69,433
    2004…….82,511….83,105….72,476
    2005…….84,105….84,595….73,718
    2006…….85,255….84,661….73,427
    2007…….86,300….84,543….72,985
    2008…….85,759….85,494….73,655
    2009…….84,335….84,333….72,258
    2010…….86,679….86,711….74,042

    Nel 2008 il greggio arrivò a 147$, esattamente dopo tre anni consecutivi in cui la domanda superava l’offerta. Addirittura nel 2007 si raggiunse un gap di quasi 2 milioni di b/g.

    Negli ultimi due anni invece siamo in presenza di una produzione perfettamente allineata alla domanda.

    In questo momento un prezzo ragionevole del petrolio dovrebbe stare nella fascia compresa fra 90 e 100$, non oltre. Non c’è nulla che lo giustifichi.

    Non ci sono neppure segni di demand destruction (il mondo non è rappresentato dai soli paesi OECD, continuiamo a dimenticarlo).

    Ad oggi le stime sulla domanda per l’anno in corso parlano di un rialzo fino a 88 milioni di b/g. Quandanche non si dovesse arrivare a questi livelli, sembra ormai scontato (siamo già a Maggio) che si superino gli 87 milioni di b/g.

    Insomma in questo momento (il prossimo anno è un’altra storia) nulla giustifica prezzi superiori ai 100$.

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  8. poldo alias marco says :

    Ho letto che i famosi margini alzati sull’argento, che hanno fatto momentaneamente ritracciare il prezzo dell’argento, sono stati alzati anche sul petrolio.
    Questo, insieme al fatto che il dollaro si è apprezzato sull’euro (per colpa di quel porco vigliacco a capo della BCE che ha detto che non alzerà i tassi di interesse) ha fatto perdere qualcosina al petrolio.
    Qualcosine, che presto rientrerà perchè la crisi è finita dovete mettervelo in testa.
    In Cina, in India, in Russia, in Brasile, nel Pakistan sud est asiatico Africa il consumo di petrolio aumenta aumenta aumenta.
    Nei paesi produttori esportatori il consumo di petrolio aumenta aumenta aumenta.
    Siamo solo noi poveri e pochi europei che non fanno figli a consumarne di meno ma non contiamo nulla.
    Il mondo è altro.
    Forza petrolio!

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