La crescita esponenziale del prezzo

Non è una novità che il prezzo del petrolio è salito molto nell’ultimo decennio. Durante gli ultimi anni poi il prezzo è anche oscillato pesantemente, da solo un’indicazione che qualcosa non va. Purtroppo le grandi oscillazioni rendono anche il grafico meno analizzabile.

Vedi il grafico barchart:

E proprio un grande WOW con tutti gli sguardi tirati magneticamente verso il picco del 2008.

Questo grafico ha una scala lineare. Per vedere cosa stia veramente succedendo con il prezzo possiamo plottare i dati su una scala semilog, dove ogni unità sull’ordinata equivale a un uguale aumento in percento. Per esempio, ogni cm = 100%.

Da un grafico all’altro salta fuori un dettaglio, che prima era quasi invisibile, perché i nostri occhi erano concentrati a guardare quel tremendo piccho: che dal 1999 al 2000 il prezzo è salito del 100%. 100% in un anno. Chi di voi si ricorda di essere stato preoccupato nel 1999? O eravate tutti impegnati a guardare la bolla nel settore IT? Io mi ricordo che stavo guardando la bolla. Per fortuna da fuori dal mercato. Non sarei mai stata in grado di uscire al momento giusto.

Poi quella bolla è scoppiata nel 2001 con il petrolio a 31$ (altri 50%!) e il petrolio giustamente è sceso di 30%, a 20$, da dove poi ha ripreso la corsa. E ora il Brent è a 115. 112.

È facile calcolare che dal 1999 al 2011 oggi il prezzo è aumentato di 1050%. Ma come facciamo a capire quanto è aumentato ogni anno? Non basta dividere i 1080% per il numero di anni, perché 1080/12=87,5. Sarebbe aumentato di 87,5% all’anno? Eh no, perché ci siamo dimenticato dell’interesse composto.

Diciamo che calcoliamo l’interesse composto A con P = 10$, r = 87,5/100, n = 1 (calcolato una volta all’anno) e t = 12 anni come A = P(1 + (r/n))nt   = 10 (1 + 0,875)12   = 19.000$. Per fortuna non siamo arrivati a tanto.

Se risolvo per r,  viene (115/10)1/12 -1 = r = 22%. Quindi i nostri 10$ iniziali sono cresciuti di ca 22% all’anno per arrivare a 115 in 12 anni.


Con una crescita di 22% all’anno, in quanti anni raddoppia il prezzo? Applichiamo la regola del 69.

69/22 = 3,13. Ogni 3 anni e 1 mese il prezzo del petrolio raddoppia.

Dopo un periodo lungo con prezzi fermi abbiamo perciò affrontato 12 anni di crescità esponenziale. I 22% sono molto più della crescità dell’economia globale, quindi ogni anno usiamo una parte più grande del PIL per pagare il petrolio. Di questo mi sono già un po’ occupata, ma fa sempre bene vederlo in forma grafica.

La domanda è: per quanto tempo può andare avanti?

Se il trend dovesse continuare, il prezzo arriverebbe a 236$ per giugno 2014. Senza dubbio succederanno tante altre cose nel frattempo. Per esempio oggi il prezzo sta facendo un tuffo verticale.

Da metà marzo la velocità della crescita era addirittura aumentata, ma oggi ha già rotto la linea di supporto che valeva da dicembre.

Vedo tre alternative da qua in poi, senza ordine di probabilità:

  1. Il greggio sta solo un attimo singhiozzando e continuerà insù entro breve, fino a raggiungere il vero picco di massima sofferenza, con conseguente recessione.
  2. Il greggio da qua continua lateralmente per un sacco di tempo, creando stress ma forse senza che i mercati finiscano dentro un buco nero.
  3. È arrivato il secondo crollo. ?

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8 responses to “La crescita esponenziale del prezzo”

  1. fausto / fardiconto says :

    Sistema troppo complesso: sembra fatto apposta per impedirci di capire bene la situazione. Probabilmente stiamo già pagando troppo, ma come facciamo ad esserne sicuri? Dannata finanza.

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    • oronero says :

      È incredibilmente interessante quello che sta succedendo, se solo sapessi esattamente cosa c’è dietro!

      (e non ditemi che è la punizione dell’Arabia Saudita per la morte di Obama, please, non è un blog complottista)

      Un mercato dove i fondamentali puntano solidamente in su…muore in poche ore.

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  2. Luca says :

    Secondo me è stata solo la classica tosatura del parco buoi: qualche pesce grosso si è coalizzato per falciare gli speculatori della domenica

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  3. Hunter76Lima says :

    Condivido la tesi di Luca.

    Semplice scrematura della cresta speculativa.

    Ora tutti si sono resi conto che i 100$ sono tutti reali, la vera base long.
    Da qui non si scende fino al prossimo crollo.

    Io opto per la tesi numero 1.

    E confermo anche la seconda proiezione, ovvero i 200 e passa $ al barile nel 2014. Niente di più probabile. Ma in quel caso dopito ci sia una nuova recessione, semplicemente perchè dalla seconda che sta arrivando non ci sarà una nuova ripresa.

    Quindi nel 2014/2015 il prezzo a quei livelli (200-250$) sarà la motivazione di fondo per razionamenti spinti di carburanti e black-out programmati in giro per le città di tutto il mondo.

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  4. sinbad says :

    Altro bel post. Complimenti.
    Inutile dire che sono per l’ipotesi 3.
    ciao
    sinbad

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  5. gio_bass says :

    Greggio, per Goldman ulteriore downside limitato, rialzi futuri

    Reuters – 06/05/2011 13:02:33

    6 maggio (Reuters) – Goldman Sachs non esclude che il prezzo del petrolio possa scendere ancora nei prossimi giorni ma a più lungo termine si attende che il petrolio torni o superi i recenti massimi l’anno prossimo mentre i problemi di approvvigionamento si faranno severi.

    La banca ritiene che le forti vendite delle ultime ore abbiano eliminato una gran parte del premio al rischio su questo asset e vede ulteriori ribassi come limitati.

    “E’ importante sottolineare che anche se i prezzi del greggio arretrano rispetto ai massimi recenti, noi ci attendiamo che tornino a quelli record o li sorpassino l’anno prossimo” si legge in una nota.

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  6. Luca says :

    Però vedendo quello che è successo venerdì mi viene da dire che la manovra vera è stata la svalutazione dell’euro (3,5% in due giorni!) probabilmente concordata tra banche centrali. il crollo delle materie prime è stato solo un effetto secondario (anche se gradito ai governi in difficoltà con l’opinione pubblica – TUTTI).

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  7. skelfrog says :

    Molto interessanti le considerazioni di questo post e le analisi dei commenti.
    Vorrei comunque fare delle osservazioni che andrebbero a modificare un pochino le cifre.

    1)
    Senza dubbio tra 1999 e 2000 il prezzo è raddoppiato, ma partendo da un valore altrettanto anomalmente ribassato rispetto a quello quasi costante dell’intero decennio ’90.
    Il ribasso che porta al minimo di FEB 99 inizia a NOV 97.

    Direi di calcolare la linea VERDE tra 1990 e fine 97, e di abbassarla un pochino a circa 18,5 $.
    Quando usiamo una retta per rappresentare una tendenza, bisogna che l’area dello scarto negativo uguagli quella dello scarto positivo.
    A rigore occorrerebbe il metodo dei minimi quadrati, ma diventa tutto più complicato.

    Per la linea ROSSA il valore iniziale di 10 $ è inesatto.
    E’un valore puntuale ma non rappresentativo di una tendenza.
    Perciò la linea ROSSA va alzata sulla sinistra.
    Per farle incontrare quella VERDE, appunto perchè vogliamo confrontare 2 diverse tendenze.

    Per farla breve : 18,5 dollari ad AGO 99 contrapposti ai 115 su Aprile 2011.
    Quindi 622 % in 11,67 anni che mi danno un rate di 16,95 %

    2)
    Se poi volessimo per il solito discorso di bilanciamento delle aree, tener conto dei minimi del 1998 e 99, bisogna abbassare un po’ la linea VERDE a circa 17,5 $.
    L’incrocio con la ROSSA mi capita circa ad APR 99.
    Mi risulta un 657 % in 12 anni precisi.
    Cioè un rate di 16,98 %

    Quindi (secondo me) un valore del 17 % è più verosimile del 22% indicato da Anna.
    Sempre altissimo, non c’è dubbio.
    Ma il tempo di raddoppio passerebbe da 37 a 53 mesi (4 anni e 5 mesi).

    Tuttavia non saprei se gioire di ciò, visto che si tratterebbe solo di un prolungamento dell’agonia.
    Magari se non saremo morti di fame e di stenti ci si incontra tutti quanti nel 2016 e chi aveva torto paga una birra.

    3)
    Cautela con la regola del 69.
    Brook Taylor dice che applicata ad un valore del 22 %, il conseguente risultato è parecchio approssimato per difetto (circa 1 parte su 9).
    In definitiva la regola non andrebbe mai applicata a dei rate superiori al 10 %

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