Oronero Oil and Gas Data Report…

…o perché penso che questa volte vedremo un picco ancora più alto. Prendo spunto dall’ultimo articolo di Gail su TheOilDrum.

Dovremo aspettare tanto tempo ancora prima di avere i dati per questi mesi di Primavera Araba. Nel frattempo, va benissimo fermarsi a gennaio.

La produzione di petrolio a livello globale fino a gennaio 2011 stava aumentando lentamente e con grande fatica. 15% dal gennaio 2002. Non si vede quasi che una crisi finanziaria mondiale ha abbattuto il prezzo del petrolio da 140 a 40 dollari in pochi mesi. A marzo 2009 il prezzo ha ripreso a salire, ed è da giugno 2009 che i produttori cercano di aumentare la produzione. Un po’ ci erano riusciti.

Dal 2002 al 2009 la produzione di gas naturale è aumentata di 15%. I 3% in meno sul periodo 2008/09 sono probabilmente già quasi stati recuperati, se le previsioni dell’EIA di una crescita della produzione di gas del 1,8% all’anno sono corrette. Non esistono ancora i dati “finiti”.

E quanto l’abbiamo pagato?

Il petrolio dal 2002 al 2008 è aumentato di 280%. Nel 2008 la media ha toccato i 100$, poi ha perso il 40%, per poi riprendersi quasi del 30%. Nel 2010 abbiamo quindi pagato il petrolio 20% in meno al barile rispetto al 2008.

Il gas fino al 2008 è aumentato di sempre notevoli 160%. Al crollo ha perso molto di più del petrolio, 55% rispetto ai ca 40% del petrolio.

E poi il gas non si è ripreso, perché nel frattempo l’aumento dei prezzi ha aumentato enormemente anche il numero di rig, per non parlare dello sviluppo di tecnologie nuove, soprattutto il fracking e il drilling horizzontale. Fattori che hanno facilitato la produzione a basso costo in questo settore antico come il petrolio ma mai sfruttato veramente.

Anche per quanto riguarda il petrolio, l’aumento dei prezzi ha permesso nuovi investimenti, ovvero nel deep off-shore e nelle sabbie. Ma siccome abbiamo già raccolto tutti i frutti bassi, ogni guadagno in questo settore serve semplicemente per rimanere fermi. Senza investimenti andiamo indietro. Pedaliamo più velocemente per rimanere fermi.

Applichiamo il prezzo all’energia prodotta.

Nonostante il singhiozzo 08-09, le due curve Produzione totale di petrolio sull’anno, e Quanto l’abbiamo pagato, hanno una forte correlazione di 0,86. Nel 2010 il mondo ha pagato il petrolio il 20% in meno rispetto al 2008.

Gas: si vede ad occhio che non c’è una correlazione forte (solo 0,43) tra la produzione e quello che abbiamo speso. Nel 2010 il mondo ha pagato il gas la metà di quanto ha pagato nel 2008, o -50%.

In tutto, quanto abbiamo speso per gas e petrolio?

Dal 2002 al 2010 la spesa è aumentata di 180%, decisamente meno dei 240% di aumento della spesa per il petrolio solo.  Nel 2010 abbiamo speso ben 1.100 miliardi di dollari in meno rispetto al 2008. Nel 2009 abbiamo speso 1.700 miliardi in meno.

Si potrebbe obiettare che questi soldi sono stati bilanciati dal PIL in discesa libera per colpa del crac.

Solo che il PIL mondiale non è sceso. Rispetto al 2008 è cresciuto del 2,7%. Dati: IMF.

Infatti,

la spesa per petrolio e gas in % sul PIL è al livello del 2004. Il record era nel 2008, con quasi 7%. Probabilmente il picco nel 2007 era molto più alto visto che si tratta di una media: Dividendo il PIL del 2008 con 52 settimane (IMF), e poi prendendo il prezzo medio mondiale settimanale (EIA), e dividendo i due, viene fuori che nella prima settimana di luglio 2008 abbiamo pagato 11,64% del PIL (settimanalizzato) per petrolio e gas.

Visto che in ogni ufficio statistico e in ogni filiale bancaria in tutto il mondo siedono persone con il compito di regolarmente indovinare PIL e altri numeri, e raramente, se non mai, hanno ragione, lo faccio anch’io.

  • Indovino per il 2011 un prezzo medio del WTI di 105 dollari, basandomi sulla media mondiale delle ultime 15 settimane, più altri 2$ di margine.
  • Indovino una produzione di 88 milioni di barili al giorno.
  • Un prezzo del gas di 4,50 dollari.
  • Un consumo di 113 Quad BTU di gas.
  • E per finire, un PIL mondiale di 3 %, ben 1,5 punti meno di quello sognato da IMF.

Con i numeri sopra spenderemo nel 2011 per petrolio e gas il 5,99% del PIL, più o meno il livello di maggio 2007. Il gas ci ha regalato giusto in tempo quel margine che ci voleva per guadagnare un po’ di tempo. Peccato che continuiamo a salvare banche in fallimento con i nostri soldi.


6 responses to “Oronero Oil and Gas Data Report…”

  1. Marco says :

    Anna,

    Complimenti per l’articolo e per tutto il blog. La tua capacità di sintesi è superba.

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  2. Anonimo says :

    Ma nel primo grafico non sono “milioni” di barili al giorno, non migliaia?

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  3. Pinnettu says :

    Il primo grafico è però molto “schiacciato”, non da idea del reale aumento che c’è stato nell’ultimo anno.

    I problemi sul fronte offerta ci sono tutti, sia chiaro, ma l’impressione è che stia ancora reggendo. Sicuramente a fronte di capriole e salti mortali, ma al momento tiene.

    Questi i dati annuali (in milioni di b/g) che dal grafico non si estrapolano facilmente:

    (nella prima colonna la produzione totale, nella seconda la produzione del solo convenzionale)

    2003….79,598…..69,433
    2004….83,105…..72,476
    2005….84,595…..73,718
    2006….84,661…..73,427
    2007….84,543…..72,985
    2008….85,494…..73,655
    2009….84,333…..72,258
    2010….86,711…..74,042

    La produzione totale e addirittura uscita dal plateau e fra gli ultimi mesi del 2010 e gennaio 2011 ha raggiunto gli 88 milioni.

    Anche il convenzionale, sembra avere un sussulto. Il record del 2005 è caduto e la media degli ultimi mesi viaggia verso i 75 milioni.

    Probabilmente gli ultimi mega project e la residua spare capacity di importanti produttori stanno tenendo ancora viva la produzione.

    Azzardo una ipotesi: prima dell’inizio del declino vedremmo i 90 milioni di b/g.

    Forse le previsioni degli studi del pentagono e del governo tedesco, che prevedevano l’inizio del declino produttivo vicino al 2015, sono verossimili.

    Sicuramente sono state troppo affretate quelle di ASPO, che davano il 2008-10 come data del picco per gli all liquids.

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