Russia vieta esportazioni di benzina

Già gennaio è arrivata la notizia che la Russia per combattere l’aumento dei prezzi aveva deciso di imporre un tetto ai prezzi di alcuni merci, come grano saraceno, patate, vari tipi di frutta e verdura, tutti considerati “socialmente importanti”.

Questa notizia mi pare non sia stata ripresa da nessun giornale anche se si tratta di un paese con grandissima importanza politica per l’Italia.

Ovviamente speravano che la gente normale, nel senso di tutte le persone con stipendi che non marciano allo stesso ritmo del CPI, potesse continuare a comprarsi le patate come sempre, senza un senso di impoverimento generale.

Quello che succede quando si mette un tetto al prezzo delle patate, è che queste spariscono molto in fretta dallo scaffale nel supermercato, perché in parallelo al tetto si è creato anche un vivissimo mercato nero.

Quindi un tetto artificiale a un bene, una merce etc è controproducente visto che fa diminuire la fiducia nella valuta, in questo caso il rublo. Il rublo come valuta perde valore quando il commercio sul mercato nero spesso avviene con valute considerati più forti. Forse dollari o euro.

A lungo andare una perdita di fiducia in una valuta potrebbe portare a iperinflazione, come è successo in Zimbabwe, dove l’inflazione nel 2007 era di 4500%. Chiaramente l’inflazione in Russia non si avvicina neanche a quei numeri, anche se negli ultimi 10 anni ha quasi toccato il 30%. Nel 2010 era di ca 10%, ma per il 2011 la stima è di 11% di inflazione dei prezzi.

Il problema è che la fortissima crescita dell’economia russa negli ultimi 10 anni, dai 5% ai 10% all’anno, si è interrotta di botto con la crisi finanziaria e il crollo del prezzo del petrolio. La ripresa c’è stata, ma la crescita, che si era ripresa forte all’inizio del 2010, poi è decisamente rallentata, e si è fermata sotto i 5%.

Dati: IMF

Un paese può sopravvivere un’inflazione alta per un periodo, ma quando si va avanti nel tempo e inflazione e PIL divergono sempre di più abbiamo stagflazione. Le teorie dietro la stagflazione sembra di essere tante quanto gli economisti. In ogni caso la Russia sta vivendo gli stessi problemi del resto del mondo, un forte aumento dei prezzi, causati in parte da raccolte in difficoltà, la stampante di Bernanke, la forte domanda asiatica, e i costi crescenti per tirare su il petrolio.

Già il petrolio. Quello che non sapevo a gennaio era che il tetto riguardava anche la benzina.

Pare che Putin, che evidentemente stava in un altro posto quando in USSR gli scaffali erano vuoti, avesse deciso che anche la benzina andava controllata con un tetto. Ovviamente le imprese petrolifere hanno deciso di esportare il petrolio, in paesi dove il mercato decide il prezzo.

Il risultato non molto sorprendente è che tutti i distributori privati nella regione Altai, in Siberia a nord di Kazakstan, questo weekend sono rimasti senza benzina da vendere. Anche la Rosneft ha problemi di fornitura e non può vendere niente agli operatori privati. I trader a Mosca hanno problemi:

“We have been sitting practically empty for the whole month of April. There is absolutely nowhere to buy fuel,” the director of the Serpukhov tank farm in southern Moscow said.

Ironicamente una grande parte della benzina ancora in vendita viene spesa da camionisti e automobilisti in disperata ricerca di distributori ancora in grado di vendere. Ci sono chilometri di code davanti ai distributori.

Le esportazioni del prodotto raffinato erano di 2,14 milioni di tonnellate nel primo trimestre, il 40% in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Questa quantità aggiuntiva ha aiutato a controllare il prezzo qua da noi, visto che 600.000 tonnellate in più al trimestre per il mercato europeo si traduce in 813 milioni di litri.

La produzione di greggio è rimasta invariata da ca 1 anno, mentre la produzione di carburante sembra di essere stata aumentata di ca 50.000 barili al giorno un anno fa. La benzina in Russia costa ca 0,88€ al litro, un prezzo bassissimo che non rispecchia la scarsità dell’offerta su scala globale. Si vede che non hanno la capacità di produrre di più, nessuna capacità di riserva quindi.

Il più grande produttore di petrolio al mondo non riesce a fornire i propri autmobilisti con abbastanza carburante.

E infatti, da maggio in poi le esportazioni sono vietate.

“In May companies will not be exporting. All volumes will be supplied to the domestic market,” he said at an oil product meeting.

Lasceranno anche che il prezzo aumenti del 5%. Non abbastanza per evitare un mercato nero, aumento dei furti, e devalutazione del rublo.

Cosa succede al prezzo della benzina in Europa quando da un mese all’altro vanno a mancare (2,14 milioni di tonnellate / 3 mesi = ) 713.000 tonnellate di benzina?

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3 responses to “Russia vieta esportazioni di benzina”

  1. Fabrizio73 says :

    Putin avrà mille difetti, ma ha fatto bene a porre un tetto al prezzo alla benzina (cosa che da noi manco si sognano di fare). Sul blocco delle esportazioni rimango scettico, in quanto se ci sarà, sarà per un tempo molto breve, in quanto anche Putin non può permettersi di andare contro gli oligarchi russi.
    Secondo me faranno uno scambio tra prodotto grezzo (export) e prodotto finito (import), e troveranno sicuramente il modo di far rimanere il prezzo comunque basso.
    Infine visto che tu “capiti spesso” in Sudamerica ti chiedevo se era vera la notizia che mi ha riportato un mio collega del prezzo della benzina in Venezuela a 3 centesimi a litro!!!
    Ciao

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    • oronero says :

      Come scrivo nel post, un tetto a una qualsiasi merce crea un mercato nero, quindi criminalità. Sul mercato nero il prezzo è poi molto più alto di quanto sarebbe stato in un mercato libero. Le poche persone che riescono a comprare quella merce dal supermercato o in questo caso, dal distributore, sono i soliti raccomandati.

      Putin e la sua mano destra, Sechin, sono tra gli uomini più pericolosi sulla terra. Vanno contro chiunque devono andare contro.

      Non ho nessun dubbio che Hugo “il capitalismo su Marte ha ammazzato tutti i marziani” Chavez ruba i soldi dai pronipoti per rimanere in sella.

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  2. poldo alias marco says :

    Quando a giugno scorso putin ha vietato l’esportazione del grano russo, il prezzo del grano in tutto il mondo è raddoppiato; da un paio di mesi fa su e giù ed ora è più giù che su.
    Bisognerebbe informarsi sul fatto che detto divieto all’esportazione sia stato o no revocato.
    Sulla benzina il prezzo potrebbe salire di brutto se come ricordato ne importiamo così tanta.
    Non sarà che putin ci stà cinghiando come un padre amorevole cinghia i figlioli discoli che fanno la guerra a Gheddafi?
    Se le cose stanno così l0embargo sarà lungo, sai che gle ne frega ai russi dell’inflazione, quando noi prendiamo delle ciavattate sulle terga a furia di rincari spaventosi.
    Attacca la Libia Berlusconi!!!

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