Finalmente il mondo è globale

Fabrizio73 scrive:

I dati parlano chiaro.Giro quindi anche a voi il mio quesito posto anche su “Petrolio”, che però non trova ancora risposte ,a mio avviso, sufficientemente chiare.
1-La Libia è da un mese che ha azzerato ,o quasi, la sua ESPORTAZIONE;2-l’Arabia NON è in grado di produrre di più, anzi a quanto sembra ha tagliato il suo output.
Quindi: DA DOVE CAVOLO SI TIRANO FUORI QUEL MILIONE DI BARILI MANCANTI???
Sull’argomento ne ho sentito di ogni, in particolare molti pensano che il milione di barili mancanti venga tutto dallo stoccaggio;altri invece parlavano dell’Arabia ma mi par di vedere che sono stati prontamente smentiti.
Io penso invece che la domanda sia inferiore all’offerta (almeno per ora) e che quindi non si senta la mancanza della Libia.

Non ho letto il thread di commenti a cui ti riferisci (ammetto che ho smesso di leggerli quando i commenti sono stati invertiti temporalmente, sono divertenti ma non così tanto da scomodare il mouse), ma è una domanda che mi ero fatta anch’io.

Quindi, la domanda è: Se davvero la domanda globale è molto più forte dell’offerta, perché non vediamo un prezzo in salita asimptotica?

Io penso:

1. Che globalmente la domanda sia inferiore dell’offerta lo smentisce la IEA, che nell’ultimo “oil report monthly” dà il consumo a quasi un milione di barili al giorno in più rispetto all’offerta. Ci dobbiamo credere.

È in qualche modo risaputo che Arabia Saudita possiede enormi magazzini di petrolio sovraprodotto. La teoria complottista ci dà che l’aumento saudita fino a febbraio era dovuto allo svuotamento dei magazzini, e non di un vero aumento di produzione. Impossibile per me verificare questo. Potrebbe però spiegare come mai proprio ora decidono di diminuire la produzione: non vorrebbero andare sotto una certa soglia nei magazzini. E non avendo capacità di riserva, in questi tempi stretti, qualche altra scusa se la devono inventare per non produrre. Quindi “Giappone etc etc”.

2. Negli Stati Uniti abbiamo la seguente situazione, e cito WSJ:

The demand picture remains cloudy, however. Economists worry about the possibility of high oil prices causing “demand destruction,” and gasoline demand fell 1.3% last week, according to the DOE figures.

Ma anche:

Gasoline stockpiles fell 1.6 million barrels, exceeding the average estimate for a draw of 1.3 million barrels.

Minore consumo statunitense, ma stranamente anche magazzini meno pieni. Quindi in magazzino deve arrivare meno roba di prima, in un processo più veloce rispetto al processo contrario, quella del ritiro della gasoline dai magazzini. E quindi il prezzo non può scendere.

Il petrolio necessita di tante fermate prima di arrivare al consumatore finale. In ognuna di queste fermate ci sono magazzini che funzionano da buffer. Finché sono in piedi questi buffer, la situazione sembra sotto controllo.

Situazione parallela in Europa. All’inizio della guerra civile in Libia si parlava di 90 giorni di indipendenza petrolifera dell’Italia. Tutti i membri della IEA devono possedere magazzini strategici di 90 giorni. Siamo più o meno al sessantesimo giorno di crisi.

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Sono interessenanti questi tempi. I prezzi della benzina stanno aumentando sia negli Stati Uniti che in Europa. Secondo me si arriva a 1,80 per giugno. Ho chiesto alla mia banca, il Credito Bergamasco, se potevano offrire uno strumento finanziario per hedgare contro il caro benzina, un certificato Benzina Bull, basato sul Nymex, ma non mi hanno neanche risposto. Mi è sempre piaciuta la mia banca, ma forse è troppo piccola per poter offrire strumenti interessanti.

Ma in tanti paesi Europei, Italia per esempio, e anche negli Stati Uniti, dove la soglia di dolore per la gasoline, i 4$/gallon, è stata superata, è incominciato il processo della “demand destruction”. Stiamo consumendo meno gasolina e i prezzi aumentano – ma come mai?

E qua secondo me stiamo dimenticando che il mondo è veramente cambiato radicalmente dal 2007 ad oggi.

La domanda asiatica, soprattutto dalla Cina e dall’India, ma anche qua in Brasile, è fortissima.

Io non ho mai visitato i primi due paesi, ma qua a Rio sto vedendo in tempo reale cosa significa portare ogni anno altre 12 milioni di persone alla classe media. La primissima cosa che fa la gente che a sorpresa si vedono un soldino in tasca è comprarsi una macchina, a ca 120 rate si, ma la comprano. Ora ci metto il doppio del tempo per andare al supermercato in macchina rispetto a un anno e mezzo fa. Visto che ci sono anche due supermercatini raggiungibili a piedi, ho scelto di pagare di più il cibo, e meno la benzina, camminando. Ma  io sono decisamente un eccezione.

Per la prima volta in forse 800 anni (?), i paesi “ricchi” smettono di consumare un bene, ma questo bene insiste di costare sempre di più.

Conclusione: non siamo più noi i ricchi. Soprattutto quando i prezzi sempre crescenti mangia fetta dopo fetta del nostro PIL, senza che un cambiamento del nostro comportamento riesca a fermare l’inflazione dei prezzi. Usciamo dalla nostra spiaggia ligure. La domanda asiatica non se ne potrebbe fregar di meno, della nostra europeissima demand destruction.

Visto che non è più il nostro consumo a decidere il prezzo, vedremo lentamente prezzi sempre più alti, mentre consumiamo sempre meno. Un po’ come per i Pakistani e il pane. Con interessanti effetti esponenziali in negativo sulla nostra economia.

6 responses to “Finalmente il mondo è globale”

  1. sinbad says :

    MMMMHHHH…mi convinci fino ad un certo punto.
    SE i dati delle bilance commerciali sono veri l'Occidente (specie l'America), anche consumando meno, è un motore imprescindibile del mondo.
    La tua teoria potrebbe stare in piedi ma ho la sensazione che sia a fiato corto nel senso che se la vendita di commodities scende sotto un certo livello….

    Opterei più per la questione dollaro, un'entità che ha sempre meno valore percepito.

    Stiamo giocando ai due funamboli sulla corda. Da una parte gli Usa con il dollaro dall'altra l'Europa con i suoi problemi di debito. I due funamboli cercano di resistere di più rispetto al concorrente…ma è un'illusione perchè ormai le connessioni sono tali che non importa chi cadrà per primo…ma QUANDO cadrà uno dei due (portandosi dietro anche gli spettatori)

    ciao

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  2. poldo alias marco says :

    L'analisi e le conclusioni di Oronero sono convincenti, io intuitivamente penso che quando a un morto di fame gli mettono due soldi in tasca questo mangia fino a farsi venire la gotta e il colesterolo gira tutto il giorno in macchina ed accende il condizionatore ed il riscaldamento tutto l'anno, ovvero consuma petrolio grano zucchero e, se è asiatico o russo europeo o africano compra pure oro e argento. Diversamente noi furbi occidentali (morti altrettanto di fame) se ci mettono due soldi in tasca ci andiamo alla mostra, al cinema, all'agriturismo, al bar, al superenalotto, dalla manicure, dal parrucchiere dall'estetista dalle prostitute al ristorante, ossia li diamo ad altri morti di fame come noi che ci vendono un servizio piuttosto che delle merci, senza che il consumo di petrolio di materie prime e di metalli aumenti. Cioè a noi morti di fame occidentali ci è stato detto di consumare servizi piuttosto che merci, in modo tale che i pochi soldi che riuscivano a darci andassero subito a beneficiare altri morti di fame, ossia gli stessi soldi beneficiassero più accattoni. Con i precari che fanno 5 lavori in nero contemporaneamente i servizi prodotti sono infiniti, mentre quando compri una casa o una automobile o terra o oro e argento e benzina quei beni finiscono subito. Quindi io consiglio di comprare solo beni che ci sopravvivano, che possano testimoniare ai posteri il disprezzo che provammo per la vanità in cui il mondo pare perdersi.

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  3. Hunter76Lima says :

    Una cosmopolita come te sceglie il Credito Bergamasco come banca???
    Scelta curiosa (non che intenda criticarla, ma dimostri sempre di essere piena di sorprese)

    Condivido la tua analisi, come pure quella di Sinbad che focalizza la questione su debolezza indotta del dollaro e situazione dei debiti PIIGS in Europa, praticamente 2 ubriachi che tentano di tenersi in piedi a vicenda.

    Non concordo invece sulla tua previsione degli 1,80 euro a litro di benzina entro giugno per 2 motivi:

    – dubito in una crescita così repentina e a livelli così alti in così poco tempo anche se la crescita delle quotazioni del petrolio non sembra rallentare affatto.

    – è sufficiente secondo me un livello inferiore (diciamo 1,70) per mandare completamente a gambe all'aria i paesi europei e la loro situazione debitoria già barcollante

    Quindi, secondo me la crescita del prezzo della benzina continuerà fino a veleggiare ad un massimo di 1,70 ma più in là, diciamo luglio-agosto, dopodichè crolli a catena di tutto (commodities, futures, oro) per deleveraging

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  4. Marco says :

    Ciao Anna,

    una piccola richiesta di chiarimento:

    “…civile in Libia si parlava di 90 giorni di indipendenza petrolifera dell’Italia”. Visto che la repubblica delle banane importa(va) il 25% di petrolio dalla libia, significa che bisogna moltiplicare per 4 i 90 giorni (360 giorni di indipendenza)?

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  5. Carlo says :

    Secondo me consumare meno benzina non signigica essere meno ricchi. Meno spreconi, più razionali, più attenti, ma non più poveri.
    Quando a ottobre 2010 sono stato in un quartiere di Stoccolma a trovare degli amici ed ho notato che nessun condominio ha i garages ho chiesto “ma scusate, dove mettete le macchine?” e mi hanno risposto “quali macchine?”, io che di macchine he ho due (anche se piccole) mi sono sentito molto più povero di loro.

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  6. Pinnettu says :

    Sintesi condivisibile, in particolare sul punto riguardante la globalizzazione dei consumi.
    Si continua a fare l'errore di considerare solo i paesi OCSE nel computo dei consumi.

    E' vero che questi hanno ridotto i consumi, ma l'aumento dei paesi emergenti ha ampiamente compensato questi cali, tanto che (lo ricordo ancora) nel 2010 la domanda mondiale di greggio ha fatto segnare un record assoluto.

    Quanto alla questione del greggio libico va però considerato che la cosa va avanti da neppure due mesi.

    Per il momento credo che la situazione sia gestibile con le riserve comerciali, senza dover scomodare quelle strategiche. Verossimilmente una parte dell'ammanco libico è stato comunque rimpiazzato, faccendo si che il gap complessivo (fino a Febbraio era di circa 400.000 b/g) stia attorno ad 1 milione.
    Un valore molto alto ma gestibile anche per un bel po di mesi.

    Diciamo che per tutto il 2011 si può andare avanti senza che siano giustificabili altri consistenti rialzi dei prezzi.

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