Brent in Euro

Stavo giusto compilando i dati quando zerohedge mi ha risparmiato la fatica .

Smettiamo per un po’ a guardare il WTI, rinchiuso a Cushing, e non veramente in grado di dirci quanto deve costare il petrolio, e smettiamo per un po’ a guardare quanto costa in dollari, visto che comunque lo compriamo in euro.

Ecco il Brent in Euro:

Prezzato in euro mancano giusto 5% al record del 2008.

Oggi il petrolio sale su più fattori che nel 2008:

  • Guerre e rivolte nel medioriente
  • Stampa eccessiva di dollari da parte della FED
  • Maturazione di alcuni grandi giacimenti ( cioè picco della produzione raggiunto)
  • Domanda crescente asiatica e sudamericana
  • Incertezze sul Giappone (con cosa sostituiranno il nucleare?)

Non ho la più pallida idea per quanto tempo la salita possa continuare.

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11 responses to “Brent in Euro”

  1. Maria says :

    Grazie. So genericamente che l’Europa compra il brent, che dovrebbe essere il petrolio del Mare del Nord, giusto?. Non so se questo avviene perchè fare arrivare petrolio da altre parti del mondo costerebbe comunque di più o se ci sono anche altri motivi. Se me lo puoi spiegare…

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    • oronero says :

      Ognungo preferisce comprare il petrolio dal piú vicino produttore. Il petrolio è perfettamente trasportabile, a differenza del gas, ma ogni chilometro in più aggiunge ai costi.
      La Svezia per esempio compra praticamente tutto dalla Norvegia, che secondo l’Export Land Model dopo il 2030 non esporterà più, a meno che non faccia delle scoperte incredibili nell’Artico.

      E che Italia comprava il petrolio libiico non è sfuggito a nessuno.

      Europa è anche dipendente da petroli light and sweet, le qualità migliori, perché le raffinerie non sono in grado di lavorare con qualità peggiori.

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  2. Libero says :

    Se è vero quello che afferma Nate Hagens in TOD, e cioè che le esportazioni dell’Arabia Saudita sono entrate in declino terminale, il prezzo a fine anno potrebbe anche superare i 150 dollari al barile. In ogni caso mi sembra che il picco di tutti i liquidi sia oramai imminente e che il prezzo nel 2012 sarà di 200 dollari al barile salvo nuova recessione.

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    • oronero says :

      Solo che questo round non è più il dollaro la reserve currency, e chissà dove andranno tutti i soldi oggi nascosti nei contratti per il petrolio? Nel franco, nell’euro, nel renminbi?

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      • Libero says :

        Le GEAB n. 52 e 53 danno per sicuro per il 2011 il crollo del “muro” del dollaro. La Cina si sta attrezzando per far diventare la sua moneta valuta di riserva. Il franco svizzero e troppo “piccolo”. Direi che il candidato più probabile come valuta di riserva sia un mix di renminbi, euro e, ancora per un pò di tempo, anche dollaro.

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  3. Filippo Zuliani says :

    Come stanno gli import di raffinato della UE dagli USA? Perche’ se stanno calando puo’ essere la spiegazione.

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    • oronero says :

      Non saprei dove trovare i dati. Ma ragionando potrebbe essere che stanno mandando alcune navi verso Giappone invece che in Europa.
      E poi negli USA inizia fra un po’ la stagione della driving season, accompagnata dai soliti fermi “pianificati” per manutenzione, per non parlare dei fermi per piccole esplosioni “inspiegabili” etc.

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  4. poldo alias marco says :

    Quello che deve accadere infatti è la scarsità fisica del petrolio, ma è incredibile che, pure avendo un petrolio in euro quasi ai massimi del 2008, nondimeno l’economia resista e ci permettiamo addirittura di fare la guerra, pazzesco, NEL 2008 COLLASSAMMO PER MOLTO MENO.

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  5. Davide says :

    per quanto tempo può continuare la salita?
    per Settembre-Ottobre 2011 vedremo un altro tracollo…

    comunque complimenti per il blog.

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  6. Gianni Comoretto says :

    Ho provato a calcolarmi il grafico per il Nymex. Siamo a 80€/barile (continuo a sentirmi idiota ad usare un’unità di misura del genere, ma il mondo va così) contro i 92 del 2008. Il grafico è qui: http://giannicomoretto.blogspot.com/2011/04/centoundici.html

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  7. Hunter76Lima says :

    Esatto Davide.

    Tutti i dati ce lo dicono: produzione mondiale, prezzo del petrolio, dollar index.
    Il nuovo tracollo arriverà probabilissimamente (al 99%) e ci sarà entro la data da te indicata Settembre-Ottobre 2011.
    Non c’è più niente che può fermare o invertire questo nuovo countdown.

    Ovviamente i nuovi problemi saranno stavolta veri problemi, perchè la finanza ha già scaricato nel 2008 le sue colpe di carta sui governi. Lo scaricabarile non è più realizzabile se non con l’effetto collaterale di far ribaltare la barca.

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