Riassunto ultima settimana

Sto assistendo a questo “shifting baseline”, lo spostamento della linea di base o cambiamenti radicali alle società, quasi paralizzata dalla sua lentezza. Forse sarebbe più facile ibernare un paio di anni, svegliarsi nel 2013 e vedere il risultato. La quantità di dati da processare è immensa è il cervello va in overdrive e non riesce più a collegare i punti.

Prima di ripartire a scrivere post completi o meno completi su cose che mi interessano, sento il bisogno di elencare gli ultimi fatti e non-fatti.

Petrolio

  • Il WTI a 108 dollari. Nonostante Cushing stia annegando dal petrolio il prezzo regge, ultimamente per la finta statistica sull’occupazione americana. Stiamo anche aspettando decisioni sulla costruzione della nuova pipeline Keystone che porterebbe il WTI fino al Golfo. I canuck stanno comunque costruendo pipeline anche verso la costa occidentale, da dove verrà venduto all’Asia. Obama è pro-pipeline, gli ambientalisti no. Vincerà Obama.
  • Il Brent sta quasi a 120 dollari. Prezzi così alti li abbiamo visti intorno al 10 maggio 2008, esattamente due mesi prima del crollo della domanda. Qua ci sono dubbi sulla capacità swing dell’Arabia Saudita, e il problema delle raffinerie europee, troppo vecchie per usare petrolio che non sia light e sweet. Quello saudita non lo è abbastanza, quindi hanno deciso di produrre per noi un petrolio “sintetico”, utilizzabile nelle nostre raffinerie.
  • Poi aspettiamo un esplosione del prezzo quando Giappone riprende una parte della produzione industriale. Il nucleare verrà sostituito in parte da petrolio, in parte da gas e carbone. Anche la Germania, che ha chiuso 7 impianti nucleari, avrà bisogno di sostituire con gli idrocarburi.
  • La benzina. Sale con un mese di ritardo rispetto al petrolio, ma scende con un mese di anticipo, quando la gente non può più permettersi di guidare. Li non ci siamo ancora arrivati. Probabilmente il prezzo arriverà a 1,80€ questo round. Negativo per l’industria italiana.
  • Ah si. Uno dei major, o forse era ENI, non mi ricordo più, ha fatto un’immensa scoperta di 150 o forse 250 o forse addirittura di 500 milioni di barili nel mare del nord. Il mercato giustamente ha solo sbadigliato, il prezzo del Brent è rimasto solido, anzi è salito. Anche se fossero 500 milioni, i 50% dei quali producibili, cosa sono? 3 giorni di consumo mondiale. Se era ENI, buon per loro, e buon per i suoi azionisti, che almeno in parte riescono a proteggersi contro l’aumento della benzina.

Mancanza di componenti

  • Mai prima è successo che il mondo rimanesse senza un’economia così importante per così tanto tempo. Tante fabbriche giapponesi riprenderanno la produzione entro 2-3 mesi, ma tanti dovranno tenere chiusi almeno 6 mesi, e tante piccole aziende non riapriranno mai più. La scarsità di componenti elettronici porterà a prezzi più alti, e possibilità per altri paesi di entrare sul mercato elettronico, se potranno trovare abbastanza personale qualificato.
  • Tantissime industrie automobilistiche, per esempio Honda, Renault, Nissan, Toyota e Volvo stanno soffrendo disturbi della produzione. Se non producono, non vendono, e senza cash da pagare ai fornitori anche questi non potranno portare avanti la loro produzione, e pagare i loro fornitori etc. Chi cadrà per primo saranno i piccolissimi fornitori alla fine della catena. Tipicamente quelli che costituiscono la rete sociale e aziendale torinese.

Nucleare

  • Germania ha chiuso 7 impianti che non verranno mai più aperte. Secondo me. In Europa e in Nordamerica direi che il nucleare ha finito, e chi è bullish sull’uranio dovrà sperare sulla domanda dall’India e dalla Cina.
  • Fukushima. La totale, e per me inaspettata incompetenza della TEPCO significa che ci vorranno a questo punto anni fino a risolvere la questione permanentemente. E tanti mesi solo per stabilizzarla. Leggete Chris Martensen.
  • In Italia verrà presa la decisione sul nucleare l’anno prossimo, quando tutti (?) avranno dimenticato (?) Fukushima. Una decisione più sana per l’economia italiana sarebbe di investire le nostre imposte in energie rinnovabili, per esempio in una massiccia campagna per riempire tutti i tetti delle strutture industriali di pannelli solari, mentre abbiamo ancora accesso alle  materie prima. Ricordiamoci che stanno finendo pure loro, chi li prende per primo si salva.

America

  • Venerdì il congresso si deve mettere d’accordo sul budget, altrimenti chiuderanno la pubblica amministrazione. E milioni di lavoratori nel gonfiatissimo apparato statale americano rimarranno a casa senza stipendio. I repubblicani con la nuova forza “Tea Party” vorrebbero risparmiare sui 40 miliardi di dollari l’anno prossimo, mentre i democratici andrebbero avanti con business as usual – BAU.
  • Chiaramente con un debito statale sui 14 bilioni di dollari, 14.000.000.000.000, i 40 miliardi sopra sono l’equivalente di una scrrgg nll’nvrs. Sembrerebbe che l’unica cosa a tenere in piedi il dollaro sia la paura di tutti i creditori, soprattutto la Cina, di perdere gli introiti se gli Stati Uniti decidessero di fermare i pagamenti. Prima o poi succederà comunque.
  • La bolla immobiliare continua la sua strada, sempre più americani scoprono che possono rimanere indisturbati nelle loro case senza pagare i mutui alle banche. Le banche non agiscono, perché lasciare intere zone senza abitanti significa dover declassare le proprietà in queste aree, con fallimenti bancari sicuri. L’unica sicurezza di un mutuo è proprio la casa stessa, che ovviamente dopo lo scoppio di una vera bolla non vale più un decimo del valore del mutuo. Poi tutte le illegalità (robosigner) sui mutui ha fatto che le banche spesso non sono i proprietari del mutuo, e nessuno sa chi veramente lo possegga.

Prezzi degli alimentari

  • In generale non possiamo sperare in un ribasso dei prezzi alimentari perché una parte della produzione giapponese sia di cereali che di carni sarà persa per non-vendibilità. Il Giappone deve quindi aumentare l’importazione.
  • In generale non possiamo sperare in un ribasso dei prezzi alimentari perché le raccolte sono vittime del global weirding, la crescita esponenziale di eventi climatici interruttori.
  • Il livello di granoturco nei magazzini americani sono i più bassi dal 2007. I prezzi alti sul granoturco (e anche la soia) tirano su anche quello del grano, che non può essere meno caro del mais. Se lo fosse, il meno preziose granoturco verrebbe sostituito per il grano nel mangime, una impossibilità.
  • Gli ultimi dati sul grano erano negativi per il prezzo (5 milioni di acres coltivati più rispetto all’anno scorso), ma per il motivo sopra viene comunque spinto in alto. I non-commerciali (cioè gli speculatori) sono molto comprati, quindi agricoltori e mulini sono molto venduti. Alla fine probabilmente vincerà chi sa veramente come stanno andando le raccolte, cioè gli agricoltori. Ma questi si trovano in Nordamerica e forse non si ricordano cosa potrà succedere se ci saranno altri incendi in Russia quest’estate.
  • In ogni caso anche per i cereali gli Stati Uniti hanno problemi di infrastruttura. Mentre in Europa viviamo una situazione di scarsità e prezzi sui 40 dollari/tonnellata più alti rispetto a Chicago, loro non riescono a trasportare i prodotti. Chiaramente le chiatte sul Mississippi non vanno abbastanza veloci, e arabi e cinesi preferiscono comprare a prezzo più alto in Europa.
  • Russia e Ucraina prolungano i divieti all’esportazione del grano, così rischiando la vita di un milione di cammelli sauditi. Le cose che si imparano in rete.
  • La Corea del Nord ha bisogno di 1 milione di tonnellate di cibo in forma di donazioni.

Cotone

  • Le aree coltivate sono aumentate solo del 15 %, nonostante il prezzo in un anno è salito del 140%.  Questo non basterà minimamente per tenere i prezzi del cotone ai livelli di oggi, a meno che non la smettiamo immediatamente a comprare vestiti.
  • Alcune aziende svedesi, KappAhl e la nostra IKEA dei vestiti, H&M, hanno già annunciato introiti molto minori rispetto all’anno passato. Per ora l’aumento dei prezzi del cotone non verrà passato ai consumatori, perché ovviamente le grandi catene perderebbero troppi clienti. Direi molto bearish anche per Benetton, che ha deciso di aumentare i dividendi nonostante -16% di utile 2010 su 2009.
  • Soffrono moltissimo piccole e medie aziende nel settore cotone in Italia, perché un gigante come Benetton cerca di comprare il cotone direttamente dal produttore turco, già tinto, invece di affidare la produzione del cotone finito alle aziende italiane. Bearish per il GDP italiano.

BIGFUKPIS

  • Belgio. Ancora senza governo, sempre separati in casa in un matrimonio che non s’aveva da fare.
  • Irlanda. Costretti ormai dalla UE di tassare gli immobili, sempre più indebitati, avranno bisogno di altri 24 miliardi di euro, secondo l’ultimo stress test. In totale avranno 70 miliardi.
  • Grecia. Status quo. Non pagano le tasse, vanno in pensione a 45 anni etc. Mentre i loro bond sono invertiti, cioè quelli a breve termine renderebbero di più di quelli a lungo termine, se qualcuno avesse il coraggio di comprarli.
  • Francia. Il più grande creditore dell’Italia, è andato in guerra con la Libia per difendere gli interessi italiani.
  • UK. Paese interessante. Pesantemente indebitati, senza materie prime perché stanno finendo, apparentemente senza futuro. Ma l’unico paese che ha un gruppo parlamentare che sta studiando peak oil cercando di trovare soluzioni.
  • Portogallo. Replay. I bond hanno appena fatto un flatline, in attesa di invertire. Ma prima gli eventi, perfettamente copiati dalla Grecia e dall’Irlanda: Il premier dice che il paese non avrà nessun bisogno di aiuto. Poi dei commenti timidi che forse la situazione è un pochino più grave di quanto atteso. Poi si parla con apparente onestà di come risolvere  il problema, tutti insieme. Poi la palla va avanti indietro prima dell’annuncio che il paese ha chiesto aiuto. Finalmente, la BCE decido sul pacchetto di salvataggio.  Ovviamente è tutto sotto controllo. Ma per ora il Portogallo scommette su una mossa belga, rimanendo senza governo. Così nessuno potrà decidere niente, e volando sotto i radar ora che Medioriente e Giappone sono nel mirino, forse il resto del mondo si dimentica.
  • Italia. Il deficit sembra essere sceso, entrato a 4,6 invece di 5,7% sul PIL per il 2010. Con i prezzi energetici in forte aumenti, con i prezzi delle materie prime in forte aumento, con sempre più pensioni da pagare con meno gente che contribuisce, sembra proprio un miracolo. È un po’ che non torno in Italia – le scuole e gli ospedali esistono ancora?
  • Spagna. Quando il Portogallo ha avuto i soldi dall’BCE in teoria non ce ne saranno per la Spagna.

Mondo Arabo

  • Libia. Gheddafi aveva ragione, i ribelli sono sostenuti da al-Qaeda (chiaramente viene il dubbio se non aveva anche ragione sulla distribuzione di droghe da parte di al-Qaeda). Cominciano a sentire la mancanza di cibo e acqua in alcune città. Ghaddafi respinge richiesta di armistizio. Le sue truppe venerdì stavano saccheggiando Misrata. Altre città in battaglia sono Brega e Ras Lanuf. I figli di Gheddafi ora gli chiedono di rinunciare. La Svezia ha deciso di partecipare con 2 Jas 39 Gripen. Obama (guardate il video CNN, molto interessante) ci ha mandato il CIA per cercare di capire esattamente con chi hanno a che fare, ammesso che vorranno parlare con la CIA. In ogni caso, di democrazia nascente neanche traccia.
  • Yemen. 4o morti e 55 feriti all’esplosione di una fabbrica a Jaar saccheggiata da islamisti militanti, associati ad al-Qaeda. La concentrazione delle truppe alla capitale lascia il resto del paese nelle mani dei clan, quasi tutti connessi ad al-Qaeda tramite matrimoni. Da Stratfor.
  • Siria. Il governo ha reagito come in Libya o Bahrain, assassinando la gente che osa ribellarsi. Prima ancora la Siria aveva firmato un patto con l’Iran per l’eventuale difesa contro l’Israele. Anche se la Siria è senza petrolio ha un ruolo chiave nella regione, dando supporto a Hamas. Poi ci sono la base navale e le altri armi russi sul suolo siriano.

E questo è solo la punta dell’iceberg. Per esempio ho lasciato fuori tutto il resto dell’Africa, la Cina, Sudamerica.

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13 responses to “Riassunto ultima settimana”

  1. Loris says :

    Bel post!
    In particolare bella l’ironia sul Portogallo. Condivido pienamente.
    In merito però al fatto di volare sotto i radar, mi stupisco di come tutti si impressionino di fronte al debito estero degli USA e nessuno dica niente della Gran Bretagna.
    Debito estero:
    USA = 14 bilioni $
    GB = 13 bilioni $ (!!!!)
    Pil;
    USA = 15 bilioni $
    GB = 2,5 bilioni $
    E oltre ad essere senza materie prime, la potenzialità di sviluppo di risorse energetiche alternative è scarsissima (poco eolico, sole quasi mai…).
    Peggio di così…! Ma nessuno sembra notarlo. Mi sfugge qualcosa?

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  2. Fabio says :

    …una scrrgg nll’nvrs.
    6 geniale 🙂
    ps: penso comunque che la Francia in Libia stia pensando (sbagliandosi) solo ai suoi interessi.
    ps1: credi ancora alla favoletta di Al-qaeda?

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    • oronero says :

      Perché tu invece pensi che al-Qaeda è un invenzione NWO per farci credere che l’Iraq era piena di WMD? E che in realtà non esiste nessuna al-Qaeda? Giusto, bisogna tenere la mente aperta a tutte le possibilità 🙂

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  3. Anonimo says :

    Non condivido sull’italia. Mi permetto di fare attenzione a giudicare con occhi troppo nordici. Penso solo all’oro e ai tipi di asset chi è creditore e chi è debitore? Giustissimo invece il discorso sulle energie alternative.

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    • oronero says :

      Mi permetto di fare attenzione a giudicare gli altri secondo il loro paese di nascita.

      “Penso solo all’oro” mi sembra un pochino, come si dice? freudiano.

      Ma non temere, voglio bene a tutti i miei commentatori, anche se un po meno a quelli che si considerano umili.

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      • sinbad says :

        Lungi da me giudicare gli altri secondo il loro paese di nascita, non era mia intenzione. Per giunta sono felicemente sposato con una tedesca e viaggio continuamente per il sud del mondo avendo quindi a che fare con molti punti di vista diversi.

        Mi dispiace che te la sei presa e cercherò di spiegarmi meglio.

        Intendevo dire che spesso, il giudizio che si dà dell’ITALIA è troppo semplicistico perchè l’ITALIA è un Paese enormemente complesso, tra i più complessi al mondo, sicuramente dell’Occidente. Come fai a spiegare all’esterno che Bologna e Firenze, divise da 100 km di distanza sono due mondi differenti? Come riesci a spiegare che pur nell’enorme diversità tra un barese e un torinese ambedue condividono una cultura comune?

        Il grande pregio dei popoli nordici, ovvero la loro capacità di rispettare le regole, di vedere il mondo a livello quantitativo e di prendere decisioni “ragionevoli”, facendo di loro l’avanguardia del mondo occidentale, entra in difficoltà allorchè si cerca di analizzare realtà molto più “bizantine”.

        Faccio degli esempi concreti.
        Per anni l’Italia è stata descritta come un “peso” gravato di debiti e con una bassa crescita.

        Adesso scopri che è uno dei Paesi con il debito complessivo più basso, dove l’1% di crescita è basso ma reale perchè non fatto a deficit, dove le riserve di tutti i tipi, aurifere piuttosto che private, sono tra le più alte al mondo, che il sistema bancario è inefficiente e burocratico con i rapporti di indebitamento migliori in Europa….mentre cosa ne è della “swinging london”? cosa ne è della Spagna del sorpasso? cosa ne è della lungimirante Francia nucleare? e della tigre celtica? e, aggiungo io, vogliamo andare a vedere come sono sono messe le banche tedesche? (Dio non voglia che qualche PIIGS entri in default…a proposito, si può immaginare gli italiani che chiamino “porci” gli olandesi?)

        Ecco ciò che intendevo dire: la realtà è molto più complessa di quanto si immagini.

        Per esempio, chi è intervenuto in LIBIA dovrebbe capire che è una situazione differente dall’Egitto …la Libia è una nazione di clan non una nazione omogenea a struttura complessa. Ma i “nordici” assetati di petrolio hanno iniziato un’avventura che spero, a questo punto, porti all’eliminazione di Gheddafi.
        Ma non si illudano che con le bombe si possano eliminare i clan che fanno riferimento a Gheddafi (ho paura che si stia correndo il rischio Somalia).

        Ecco…tutto qui…intendevo dire che la visione dominante dell’occidente, ispirata ai Paesi guida, è spesso una visione troppo semplicistica del mondo e, qualche volta, porta a decisioni sbagliate (come pensare, nel caso anglosassone, che ci si possa indebitare “ad infinitum”).

        Ovviamente, quanto scritto, non vuole giustificare l’Italia che rimane un Paese altamente disorganizzato, dove si è fatto scempio del territorio e che ha una classe politica (ma qualcuno la elegge) ridicola.

        Difetti di cui gli italiani sono consapevoli (e che forse li porteranno alla rovina) e che fanno di loro i più grandi ammiratori dei popoli nordici.

        ciao
        sinbad (senza alcuna modestia…non ne ho bisogno ;-))

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  4. Filippo Zuliani says :

    Madonna. Ti sei chiusa in casa a navigare per una settimana di fila, per leggere tutta questa roba?

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  5. andreaX says :

    La cosa che trovo più incredibile è che l’italia, malgrado tutto, continui ancora a resistere, molto più di tanti altri paesi.

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  6. Michele says :

    Ma ancora esiste qualcuno che crede al cattivo gheddafi ed ai buoni (occidente)??!
    Mi pare che sia ovvio del perché gli occidentali abbiano attaccato La Libia, lo descrive molto bene Debora billi nel suo blog “petrolio”
    A mio parere petrolio e solo petrolio sono una delle migliori cause che richiedono l,opzione militare da parte Dell’occidente ai soliti poveri paesi dove l’unica loro sfortuna è essere nati sopra un mare di petrolio.
    Metteteci che ultimamente la compagnia nazionale petrolifera libica abbia diminuito le quote disfruttamento dei propri giacimenti a danno appunto di quelle compagnie occidentali come ENI TOTAL e BP ed il cerchio si chiude.
    Non è vero nulla dei 30mila morti che hanno scatenato l’opinione pubblica la rabbia contro Gheddafi che fino all’altro ieri era l’amicone dell’Italia.
    La macchina occidentale ha sempre cercato di difendere i propri interessi e chi ci abita neanche se ne accorge, se noi stiamo bene è perché i nostri cari politici si occupano molto meschinamente di far guerra nel tal paese ed uccidere, ammalare, rinchiudere, cementificare il tal popolo, inquinare il tal paese.
    I partiti politici occorrono solo a veicolare meglio il capitale delle aziende di facciata italiane (Fiat,impregilo,ENI,unicredit ecc…) e l’esercito ad assicurare con la forza le risorse naturali che ovviamente non abbiamo e le andiamo a rubare ad altri.

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    • fausto / fardiconto says :

      Ci sarebbe da dire anche che i libici son proprietari di mezza Italia; mi piacerebbe conoscere i risvolti finanziari della vicenda militare. Non è che magari stiamo cercando di evitarci il pagamento di qualche debito?

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      • oronero says :

        Costerà molto più per l’Italia rifornirsi di petrolio da qualche altro fornitore, che continuare la relazione amichevole con la Libia.
        Berlusconi questa guerra non la voleva assolutamente.

        L’angolatura “i ribelli sono quelli cattivi, sono al’qaeda e mujaheddin etc” dei media nazionali e internazionali è arrivata troppo tardi per fermare l’opinione pubblica.

        Perché nel frattempo alcuni governi avevano riconosciuti i ribelli come “anti-governo” e quando un governo chiede aiuto, lo si aiuta.

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