No Fly Zone, Libia

La comunità europea ha ancora una volta dimostrato che non esiste nessuna comunità, spostando la responsabilità della decisione sulla NFZ – No Fly Zone sulla NATO. E la NATO ha voluto prendere la decisione solo quando la Lega Araba aveva dato il sì. Quando la Francia settimana scorsa come primo paese ha riconosciuto i diritti della resistenza lo ha fatto fuori dall’UE.

Per la fortuna dei ribelli la Libia non possiede più l’arma “petrolio”.  Ieri sera la NATO ha votato pro l’intervento, il che non sarebbe mai successo se Gheddafi avesse ancora avuto il potere di chiudere ed aprire rubinetti. Non come l’Arabia Saudita, che liberamente può mandare tanker in un paese vicino violando tutti i diritti umani, senza che succede niente, perché si sa che appunto chiuderanno questi famosi rubinetti al primo avvicinarsi di una USS XX.

Purtroppo la decisione arriva troppo tardi, migliaia di persone sono morte, e l’infrastruttura del petrolio è probabilmente irrecuperabile.

Stabilire questa NFZ in Libia sarà difficile. Qualsiasi aeronautica straniera dovrà fare i conti con il mediterraneo da attraversare.  Il Corriere non sembra di escludere che l’Italia presterà le basi di Sigonella e Trapani Birgi. Ci sarebbe anche una base in Puglia dalla quale però un intervento si allunga di 1 ora. Ma si potrebbe pensare di stabilire la NFZ solo nelle regioni popolate vicino alla costa, e non su tutta la Libia.

Il governo illeggittimo libico sa di non avere più nessuna arma di politica internazionale e può solo sperare che l’Italia rimanga fedele: «Speriamo che l’Italia si tenga fuori da questa iniziativa»

Le truppe di Gheddafi non hanno grosse difficoltà a vincere contro i ribelli, visto che si tratta di un esercito professionista contro una popolazione male armata e poca educata sull’uso delle armi.

Attaccare la Libia da fuori sarà difficile. Il paese è enorme e non è possibile stabilire basi negli instabili paesi vicini, se non nell’Italia e a Cipro, e forse Malta anche se non fa parte della NATO. Gli AWACS hanno un raggio di controllo di soli 400km che non basta per coprire tutta la Libia.

La difesa libica aeronautica è molto datata ma dispone del missile SA-5  e di Mig-25, il predecessore al F-15 sviluppato dagli Stati Uniti come risposta al Mig-25. È ancora oggi il caccia intercettore più veloce. Entrambi prodotti sovietici, e entrambi con raggi d’azione molto grandi. Probabilmente l’unico aereo che potrebbe combattere senza problemi contro questi due è il F22 Raptor, una specie di UFO talmente sofisticato che gli Stati Uniti non pensano neanche a venderlo all’estero. Sarebbe la prima volta che il F-22 venisse usato in una situazione di guerra.

Altrimenti i francesi sembrano molto tentati a provare i loro Rafale, così magari riusciranno a venderli finalmente al Brasile. È un aereo che opera sia da terra che da portaerei, ma non è mai stato testato in vere situazioni di combattimento. Potrebbe essere usato per penetrazione a lungo raggio con missili da crociera.

Gli altri paesi europei come la Norvegia dispongono di F-16, Eurofighter e Tornado, ma tanti stanno già lottando con immensi problemi economici, e sono comunque impegnati in altre parti del mondo, come l’Inghilterra in Afghanistan.

Poi si fa critica la questione quale risorse rimangono per affrontare situazioni simili in altre parti del mondo arabo, come l’Iran e l’Arabia Saudita. Se altri governi arabi scelgono la stessa strada di Gheddafi non ci saranno abbastanza F-22 per coprire tutta la domanda.

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One response to “No Fly Zone, Libia”

  1. poldo alias marco says :

    Faccio il tifo per Gheddafi da prima che ci tirasse un missile nell’85 o giù di lì, quando l’America lo bombardava ammazzandogli la figlia, ed a maggior ragione tifo Gheddafi oggi, quando tutti lo hanno tradito.
    Non importa se vincitore o sconfitto Gheddafi morirà da martire nella terra che ha reso grande, e nella storia dei popoli sarà ricordato come un eroe.
    Un governo che fa rispettare la legge a casa mia è legittimo, la fesseria della democrazia lascia il tempo che trova. Domani chiedo la secessione di casa mia e del mio giardino dall’Italia, vediamo se la Nato protegge pure le mie legittime aspirazioni democratiche, batto pure moneta che figo…

    Mi piace

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