Cavoli di Bruxelles


In mezzo alle tragedie ci sono anche le farse, che a volte hanno così tanto successo che i registi decidono di girare un sequel. Grandissimo successo ovviamente ha avuto la farsa dell’estate scorsa chiamata “stress test delle banche”, dove solo 7 banche delle 91 stressate non hanno superato il test.

Tutte le banche irlandesi ne sono uscite illese, evidentemente solidissime. Molto strano che poi l’UE ha dovuto salvare, ovvero sdemocratizzare, l’Irlanda tra l’altro rubando 17 miliardi di euro dai fondi pensione.

Quindi ora stanno girando Stress Test II. Stessi protagonisti dell’altra volta. In Italia parteciperanno sempre Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Popolare e Ubi.  Promettono che ci mangeremo le unghie, perché questo test sarà molto più rigoroso di quello dell’anno scorso.

Ah no. Non ci mangeremo affatto le unghie, perché l’EBA – la European Banking Authority – non divulgherà il risultato.

Il test che dovrebbe rassicurare sia pubblico che investitori sulla solidità delle banche, o in altre parole tranquillizzare i mercati, questa volta sarà totalmente segreto, non solo parzialmente, come l’altra volta quando le banche hanno potuto scegliersi i pezzi meno marci da presentare al pubblico.

L’altra volta lo stresstest partiva da uno scenario macroeconomico benigno con una moderata crescita dell’economia, che poi nello scenario maligno si trasformava in una contrazione con PIL (poco) negativo, disoccupazione in crescita del 0,6%, un crollo delle borse del 20%, e finalmente si aggiungeva uno choc sui bond, quindi un importante aumento degli interessi sia a breve che a lungo termine. Il cosiddetto worst-case.

La parola “importante” è relativa. Il test sui bond Grecia 5 anni poneva un massimo di 13,9%. Solo una settimana fa il tasso era a 14,7%, e quello decennale ha toccato i 12,8%. Il bond a 2 anni stava a 17%. Si, quando ghiaccia l’inferno, riuscirai a farti dare quei soldi. Non ce la faranno mai a ripagare i debiti, è matematico, ma anche questo è un argomento volutamente non previsto dallo stress test.

I bond italiani venivano testati con un tasso massimo del 4,8%. Non ancora superato, ma settimana scorsa comunque a 4,1%.

Poi una disoccupazione in aumento del 0,6% è uno scherzo. Rientra praticamente in una normalissima fluttuazione, crisi macro o no.

E 20% in meno sulla borsa? Durante la crisi finanziaria le borse hanno perso più del doppio. 20% sono patate piccole, certamente non un worst-case.

E come scriveva Wall Street Journal ai tempi (purtroppo non posso linkare) tante banche avevano semplicemente deciso di mentire sulla quantità di debito europeo che possedevano, anche non divulgando posizioni short. Per esempio Barclays ha dichiarato 4,4 miliardi di sterline di bond spagnoli, nascondendo altri bond per un valore di 1,6 miliardi di sterline.

Se il test prevedeva che il bond perdesse il 20% di valore, dovevano calcolare con una perdita di 1,2 miliardi di sterline, ma nascondendo buona parte la perdita si conteneva a 880 milioni di sterline. Tipo.

A salvare le banche dalla bocciatura non erano solo i libri cotti, ma anche l’assenza di un criterio sulla liquidità, di seguito richiesto dalla commissione per la versione II, ma ferocemente opposto dai singoli paesi. È stato deciso di non includere questo criterio decisivo anche nello STII.

Alcuni criteri versione 2011:

  • Caduta delle borse del 15%. Quindi molto meno severo del precedente test.
  • Spread sul debito sovrano. Italia il bond di 10 anni viene testato fino a 5,9% nella versione maligna, quello greco decennale a 14,3%.
  • PIL dello scenario avverso ben 4 punti sotto quello benigno, non solo 3.
  • etc etc etc etc etc

I sicuramente altri mille minuscoli cambiamenti non importano minimamente visto che non ci diranno assolutamente niente sui risultati. Probabilmente a Bruxelles pensano che la gente è scema.

2 responses to “Cavoli di Bruxelles”

  1. poldo alias marco says :

    Vorrei chiedere a questo autorevolissimo blog una cosa: se uno è un dittatore cattivo eccetera, invece di spendere un sacco di soldi in armi che poi quando l'america ti attacca non servono a nulla (perchè ti bombardano da mille miglia e non puoi difenderti), non ti converrebbe comprare piuttosto 4 o 5 sommergibili posamine piccoli, tenerli pronti alla bisogna, e piazzare esplosivi alla base delle piattaforme petrolifere che estraggono il petrolio in alto mare.
    Così facendo quando ti attaccano tu sei pronto a fare dei danni gravissimi al tuo nemico, magari provocando un immane sversamento di petrolio nel golfo del messico, cosa che metterebbe i tuoi aggressori in una posizione molto difficile….

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  2. fausto / fardiconto says :

    Bella strategia; mi ricorda gli U-boot dei nazisti. Il problema è che poi l'avversario si arrabbierebbe moltissimo. E vista la socievolezza statunitense in condizioni normali, credo che sarebbe meglio evitare.

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