Bahrain, un sobborgo saudita

Non ho accesso all’edizione albero morto del Corriere, e almeno in quella digitale non ci sono notizie sul Bahrain, il motivo per cui i prezzi del petrolio oggi salgono di nuovo.

Sul Sole24 scrivono che sono stati uccisi 2 poliziotti e che sono chiuse le scuole e addirittura la borsa, dopo che sono arrivati i tanker porta-pace.

Se usassimo parole vere, invece di quelle abbraccia-dittatura, bisognerebbe scrivere che il Bahrain ha fatto venire le truppe saudite, ca 1000 uomini, per reprimere violentemente le proteste contro la famiglia reale e re Hamid.

Ma è chiaro che l’Italia non può rischiare di rimanere anche senza petrolio saudita, dopo che Gheddafi ieri aveva invitato gli ambasciatori della Russia, India e Cina, offrendo loro tutto il petrolio del paese, ora che è stato tradito dall’Italia.

Le truppe saudite in Bahrain stanno usando elicotteri contro la popolazione bahrainese, ispirati da Gheddafi.

Oggi i soldati hanno attaccato la piazza dove si sono riuniti i manifestanti e anche nel resto del paese continuano gli scontri. Sono morti due sei manifestanti e altri 350 sono in ospedale, feriti.

Ufficialmente le truppe saudite sono li, insieme ad altri 500 soldati degli Emirati, per proteggere l’infrastruttura.

Secondo una donna svedese intervistata dal Svenska Dagbladet le truppe stanno attaccando i villaggi con gas lacrimogeno e aggressioni. Secondo lei il primo sollievo della popolazione quando sono arrivate le truppe, perché pensavano anche loro che si trattava di tenere ordine, e stato scambiato in panico e shock.

Una curiosità: Google translate mi traduce “det är kaos nu” con “non vi è caos adesso” – esattamente il contrario della frase svedese. La mia comunque esistente vena tinfoilhat reagisce con allarme a un “non” inserito in una frase contenente “caos”.

Esattamente perché l’Arabia Saudita considera la minuscola isola Bahrain tanto una minaccia non è chiaro, a meno che non si tratta veramente di motivi semi-religiosi. Schiacciando una volta per tutte i diritti degli Shia mandano un avviso all’Iran di cosa potrebbe succedere anche a loro.

Probabilmente non si fidavano della polizia locale, composta per la maggioranze di pakistani immigrati, anche se sono sunni.

Iran ha già risposto che la “presenza delle truppe è inaccettabile” e che “complicherà la situazione”.

Perché non posso credere che i manifestanti in Bahrain avrebbero veramente la possibilità di fare en masse il salto su terra ferma per sabotare il vicino giacimento Ghawar.

Altra curiosità: pare che un cittadino del Bahrain sia riuscito a contattare la navy americana – the fifth fleet, parcheggiata permanente davanti alla costa, chiedendo aiuto. In risposta gli hanno chiesto: “Sei sunni o shia?”

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6 responses to “Bahrain, un sobborgo saudita”

  1. medo says :

    Tutte queste mosse, forse l’Iran (Iran-Russia) vuole produrre dal giacimento in acqua prevalentemente del Qatar, un po’ più giù? Iran e Russia insieme diventerebbero e resterebbero per sempre i maggiori produttori di gas naturale al mondo. E l’Arabia Saudita un ex-produttore petrolifero…

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  2. andreaX says :

    La notizia è rimasta nascosta per colpa di quello che è successo in giappone.

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  3. poldo alias marco says :

    Emilio Fede l’aveva detto a Berlusconi di non sconfessare Gheddafi, dnell’ipotesi, secondo lui probabile, che avrebbe cobattuto come un leone finchè non avesse schiacciato gli “insorgenti”.
    Purtroppo sembrerebbe che Berlusconi si è fidato di chi gli diceva che il rais avrebbe perso e che era meglio tradirlo.
    Spero che la realtà sia diversa, spero che l’Italia abbia appoggiato a modo suo Gheddafi, magari mandando di nascosto i mercenari a combattere per il caro Gheddafi.
    Diversamente la vendetta sarà terribile, questo ci scatena contro milioni di profughi e siccome dobbiamo fare finta di essere democratici non possiamo neanche affondare i barconi.
    Siamo fritti!!!

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  4. Pinnettu says :

    Purtroppo non arrivano molte notizie dal Baharain.

    La tenuta dei prezzi del greggio però, nonostante il prevedibile calo di import da parte del Giappone, farebbe presuporre una situazione di tensione molto alta.

    Intanto in Libia il rais sembra ormai in grado di riprendee il completo controllo della situazione.

    Possibile che nel giro di qualche settimana possa riprendere regolarmente l’output libico?

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  5. andreaX says :

    @3

    Io invece spero che la rivolta riesca a schiacciare definitivamente Gheddafi, con l’aiuto dell’ONU.

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