Chernobyl revisited

Questa volta mi trovo dall’altra parte del pianeta, in un posto dove i venti da Fukushima non arriveranno.

L’altra volta mi trovavo a pochi km da dove gli ingegneri dell’impianto nucleare svedese di Forsmark davano l’allarme che qualcosa doveva essere successo, visto che i loro vestiti erano coperti da particelle radioattivi. Anche i finlandesi avevano notato i livelli di radioattività, ma pensavano che si trattava di errori di misura.

Forsmark si trova a 1.100 km da Chernobyl, e i venti hanno impiegato 2 giorni per portare le particelle fino a li, mentre la Russia taceva, sperando di non dover raccontare niente al mondo.

Per anni nella zona più colpita in Svezia non si poteva raccogliere funghi e frutti di bosco e cacciare selvaggina. Ancora più a nord i lapponi hanno dovuto abbattere migliaia di renne perché queste mangiano solo una specie di muschio, che aveva assorbito molto di più le radiazioni rispetto ad altre piante.

In Svezia non se è mai registrato un numero maggiore di cancri, o di malattie congenite, come invece è avvenuto a Berlino (Sindrome di Down), esattamente nove mesi dopo Chernobyl.

I dati provenienti dalla Russia per le malattie sono molto incerte e parlano di 1.000 a a 1.000.000 di persone colpite. Per ora l’unico cancro in aumento sono i tumori alla tiroide, ufficialmente. In questi casi bisogna ricordarsi che la Russia non è un paese democratico e trasparente, e che i dati provenienti dalla Russia non sono credibili.

Ancora oggi ci sono vaste zone totalmente chiuse non solo intorno a Chernobyl, ma fino a 300 km a nordest dell’impianto stesso.

Secondo Stratfor c’è stato un meltdown del reattore a Fukushima:

And so now the question is simple: Did the floor of the containment vessel crack? If not, the situation can still be salvaged by somehow re-containing the nuclear core. But if the floor has cracked, it is highly likely that the melting fuel will burn through the floor of the containment system and enter the ground. This has never happened before but has always been the nightmare scenario for a nuclear power event — in this scenario, containment goes from being merely dangerous, time consuming and expensive to nearly impossible.

Fukushima I si trova sulla costa orientale del Giappone, e se i venti sono favorevoli, cioè orientali, i danni potrebbero limitarsi. Se invece i venti arrivano dal mare, magari da nordest, le radiazioni verranno portate direttamente verso Tokyo, distante solo 250km dal reattore. Per ora sembra che i venti portino verso mare.

In ogni caso i 20 km di zona evacuata intorno a Fukushima non sono sufficienti a proteggere la popolazione.

Questo disastro umano/ambientale avrà degli effetti a lunghissimo termine non solo in Giappone, ma anche per esempio in Italia.

Italia è zona sismica, ed è senza dubbio stata la decisione giusta di abbandonare il nucleare dopo i referendum a seguito di Chernobyl, e sicuramente Fukushima avrà lo stesso effetto deterrente sui piani di riprendere la costruzione del nucleare in Italia.

È un altra questione se dobbiamo abbandonare del tutto il nucleare.

Sappiamo tutti (almeno in questo salotto) che stiamo vivendo peak oil, e fra 10-20 anni anche peak gas e peak coal. Peak coal forse è già stato raggiunto, è difficile trovare dati sulla qualità del carbone estratto. Le quantità totali rimaste nella terra sono enormi, ma quanto di questo è anthracite?

Per non dover abbandonare di colpo un decente grado di civilizzazione dobbiamo sostituire le fonti fossili con altre fonti, eolico, solare, termale, idrico, biocarburanti, e nucleare.

Peak nucleare c’è già stato, nel 2006.

Non ho dati per il 2010 ma il trend è decisamente negativo, nonstante la domanda in crescita. L’articolo di TheOilDrum non parla chiaramente dei motivi, secondo loro si potrebbe trattare di vecchi reattori che non vengono sostituiti abbastanza rapidamente. Ma la causa potrebbe anche essere una mancanza di uranio. A luglio 2010 le miniere nel mondo riuscivano a coprire solo il 75% della domanda. Il resto è roba militare e civile riciclata, ma questi fonti sono quasi esauriti.

Come negli anni 70, quando i prezzo alti hanno fatto costruire molte miniere di uranio, dimezzandone il prezzo, è probabile che i prezzi crescenti degli ultimi anni porteranno a una produzione maggiore, se non abbiamo anche già raggiunto peak produzione uranio.

In ogni caso, per l’Europa prevedo una maggiore resistenza al rinnovo del nucleare, con prezzi sempre più alti per l’energia, e maggiori emissioni di gas serra. Il rischio è che anche gli impianti già esistenti non verranno mantenute correttamente quando tutto il nucleare diventerà politicamente incorretto per andare incontro alle paure della gente.

In Cina e India invece le popolazioni hanno meno potere decisivo e questi due paesi insieme metteranno in piedi reattori nuovi per complessivamente 60.000 MWe per il 2020.

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21 responses to “Chernobyl revisited”

  1. Paolo Rebuffo says :

    bel post. complimenti.

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  2. Loris says :

    Trovo interessante segnalarvi questa testimonianza dell’ultim’ora dal Giappone. Soprattutto per quanto riguarda l’impossibilità di un riutilizzo futuro delle centrali.
    ============
    Cari, 
    sono a Kyoto, lontana dalle zone sismiche, e incollata alla tv sia per l’ansia e le apprensioni che per voglia di 
    sapere davvero come stanno le cose. 

    Vorrei riassumere per voi velocemente e a caldo – perdonate l’italiano disordinatissimo ! – cio’ che possono essere ormai considerati i fatti ma magari non vengono trasmessi correttamente in Italia: 

    I 7 reattori delle centrali nucleari di Fukushima sono stati 
    fermati automaticamente dopo la prima scossa grave. 

    Ma, di alcuni reattori non ha funzionato il sistema del raffreddamento e per trattenete l’aumento vertiginoso della temperatura interna, non sapevano come rimediare 
    la riduzione dell’acqua di raffreddamento. 
    Infine, il governo ha ordinato al gestore di metterci l’acqua del mare per non lasciare scoperto il reattore, che, pero’ secondo vari esperti, significherebbe la rinuncia all’uso futuro del reattore; 
    perche’ e’ dannoso per il cilindro metterci l’acqua non pulita. 
    (Questa situazione non era prevista dai progettatori della centrale) 

    Riguardo gli abitanti, le autorita’ hanno prima deciso di evacuare la zona circostante di 3 km, poi con passare del 
    tempo, hanno allargato la distanza da 10 km a 20 km. 
    Stranamente quest’ultima estensione e’ avvenuta contemporaneamente con la dichiarazione delle autorita’ (del governo) di non aver constatato la fusione del cilindro ne’ della registrazione della radioattivita’ anomala. 

    In realta’, prima dello scoppio e il crollo dell’edificio che contiene il reattore n. 1 (il più problematico tra i 6 che attualmente sono in emergenza) avvenuto nel pomeriggio di oggi, all’ingresso del sito si registrava fino a 1015 dei microsievert/ora, 
    una cifra allarmante, equivalente alla tolleranza massima annua per l’essere umano. 

    Un canale – che si dimostra piu’ scettico davanti alle dichiarazione governative e piu’ vicino ai terremotati vista la quantità di informazioni maggiori rispetto a molti altri canali – ha trasmesso una notizia non sentita ancora sugli altri canali: 
    da un controllo si e’ registrata l’esposizione alla radiazione dalle persone che stavano aspettando l’arrivo di soccorso all’aperto quando c’e’ stato questo scoppio (a 3 km circa dal sito). 
    Hanno misurato 3 persone e da tutti i 3 hanno rilevato i dati allarmanti (non sievert, 100 mila cpm da uno 
    e 30 o 40 mila dagli altri due), una quantita’ che richiede un lavaggio 
    accurato del corpo per non ammalarsi (ma c’e’ da preoccuparsi anche dell’esposizione interna. 

    Tutto questo e’ successo ai reattori dichiarati “i piu’ sicuri”, superati 
    tutti i collaudi antisismici severissimi del 2009. A voi tirare la valutazione. 

    Yukari 
    ==========

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    • Loris says :

      Ps: nella prefazione intendevo dire che se ci buttano acqua di mare, compromettendo per sempre le centrali, sono proprio disperati e le dichiarazioni che tutto è sotto controllo sfiorano il ridicolo!!!

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    • Anonimo says :

      Visto che non hanno neanche funzionato i generatori di riserva che dovevano garantire il livello dell’acqua è chiaro che il nucleare non è più un opzione per il Giappone. Poi per tanti mesi ci saranno scosse e scossine, quindi non riprenderanno comunque per un sacco di tempo.

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  3. Gigi says :

    Vista la situazione mi viene da spezzare una lancia a favore della generazione diffusa, e criticare fortemente le intenzioni del governo di indebolire la crescita delle rinnovabili (che proseguiva in maniera impressionante).

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  4. marcore says :

    Qualcuno ha idea su come costruire una campagna pro nucleare in Italia all indomani dei fatti in Giappone?
    Un nostro cliente ha fretta ma non abbiamo la piu pallida idea di come negare l evidenza.Purtroppo i profitti della nostra societa si sono ridotti ultimamente e non possiamo rischiare di perdere questo cliente.
    Avevo pensato a costruire uno spot in 3d dove si fa vedere una centrale in mezzo alla natura con i bambini delle scuole in gita e sullo sfondo una vecchia centrale nucleare delle generazione precedente ma credo sia stata gia utilizzata.

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    • oronero says :

      Insomma intendete trattare il pubblico come dei bambini di 10 anni?
      Fate vedere immagini del futuro senza il nucleare. Tutto spento. Industria assente, ridotta al minimo. Lampioni della città alimentati a metano. Ed altre cose “futuristiche”. Evidenziando il fatto che ci sono dei rischi, ma senza gli italiani tutti quanti non sopravviveranno. Niente bambini in gita.

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    • Fabio says :

      @ marcore,
      spero che tu perda il lavoro. Poi riciclati come trafficante di droga. Sarai sicuramente meno nocivo per la società 😉

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  5. poldo alias marco says :

    Vorrei capire alcune semplici cose da questo sito:
    1) E’ già partita la nube radioattiva o sono solo supposizioni?
    2) La nube da che parte andrebbe nei prossimi giorni?
    3) Quante centrali nucleari sono fuorigioco per i prossimi mesi?
    4) I mercati riusciranno ad assorbire il default del Giappone?

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    • oronero says :

      Poldo, chiedi 4 cose estremamente complesse e li chiami semplici? Allora rispondo con pochissime parole, per il resto ti consiglio Google-Fu:

      Non sappiamo neanche quanto sia “nucleare” in quanto non è stata una esplosione nucleare. I reattori erano già stati spenti. A meno che non ci stanno mentendo non c’è bisogno di tutto questo panico per chi si trova a migliaia di chilometri.

      Per i venti che porterebbero la nube: http://au.news.yahoo.com/thewest/a/-/world/9002942/japan-neighbours-anxiously-watch-wind-as-nuclear/
      L’Australia è una democrazia trasparente, dati veritieri arriveranno da li.

      Centrali fuorigioco non lo so. In totale le centrali sono 22 in Giappone e Fukushima I e II sono i più grandi. Per lunedi mattina ti do il compito di trovare gli altri 20.

      I “mercati” non possiedono molti bond giapponesi, visto che se li sono comprati tutti i giapponesi stessi come risparmio per le pensioni, al 90-95%.

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      • poldo alias marco says :

        Bene oronero, è passato un giorno e possiamo già rispondere a qualche domanda:
        1) La nube radioattiva è già partita, le portaerei americane hanno fatto marcia indietro perchè a 160 miglia dal Giappone le radiazioni sono fortissime.
        2) Sembrerebbe che la nube vada verso il mare, cioè verso oriente ossia sul Pacifico, che è grande ma non infinito e potrebbe massacrare gli Stati Uniti.
        3) Tutte le centrali nucleari del mondo sono già fuorigioco perchè verranno spente appena l’umanità saprà che casino è successo in Giappone.
        4) I mercati reagiranno spingendo verso lo sfruttamento di petrolio e gas naturale e soprattutto stampando moneta a tutta forza e allora io dico oronero si, ma anche oro oro oro. Daje che se stò cornuto alza li tassi l’euro potrebbe rinforzarsi, sarebbe l’ultimo canto del cigno e allora oro oro argento oro.

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      • oronero says :

        Aha, un gold bug. Non sapevo c’erano tra i miei lettori.

        Comunque, non mi preoccupo degli americani, se i 1000 km di distanza tra “europa” e chernobyl non ha ci ha fatto niente, i 4000 km tra fukushima e los angeles sono da dimenticare.

        Sono i giapponesi che sono a rischio.

        Ultima cosa: 3000nGy/h non è certo fortissimo. Che fonte hai per dire che sarebbe “fortissimo”?

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  6. Pinnettu says :

    Al momento non sembra esserci certezza di nulla. La distruzione sembra davvero su scala notevole e probabilmente c’è ancora troppa confusione.

    Di sicuro invece c’è che per la gia stagnante economia giapponese sarà un colpo durissimo.

    E sicuro anche che il forte rallentamento delle attività in giappone, attenuerà le pressioni rialziste sui prezzi del greggio. Stiamo parlano del terzo paese consumatore di greggio.

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    • fabrizio 73 says :

      Sul fronte dei prezzi sono d’accordo con te, il petrolio è destinato a calare.
      Sul lato dell’economia giapponese penso invece che questo evento catastrofico avrà un’effetto positivo nel medio-breve periodo (quello della ricostruzione), e negativo sul lungo periodo lasciando alle generazioni future l’onere di accollarsi un ancora più enorme debito pubblico.
      OT:
      se il Rais riconquista anche Bengasi, vorrei vedere il suo petrolio se lo vende ancora a noi o ai cinesi!!Secondo me l’UE ha avuto troppa fretta a darlo per finito e i primi a pagarne le conseguenze saremo noi.

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      • poldo alias marco says :

        Frattini ha detto che il trattato di amicizia Italia Libia rimane ancora valido e che la Libia del dopo Gheddafi dovrà rispettarlo. E se la Libia del dopo Gheddafi avrà ancora Gheddafi al potere oppure il figlio, poco importa….
        Che popolo di traditori che siamo.

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  7. Carò says :

    Visto che in questo post si parla di nucleare e peak oil, faccio notare che c’è una cosa che accomuna i due: il prezzo.
    L’ossido di uranio valeva nel 2001 7$/lb. Nel 2007 il prezzo era salito a 135$/lb. Il grafico può essere facilmente confuso con quello del prezzo del petrolio che nello stesso anno ha raggiunto il suo massimo. Quando poi il prezzo del petrolio ha iniziato a precipitare, lo ha fatto anche l’ossido di uranio.
    In questo ultimo anno è cresciuto (http://www.uxc.com/review/uxc_Prices.aspx) proprio come il petrolio.
    Lo so che da un punto di vista fisico le due cose non sono collegate, ma da un punto di vista dei mercati finanziari sì. (il che non è bene).

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  8. andreaX says :

    Nell’immediato il prezzo del petrolio calerà ma poi si rialzerà anche peggio perchè il giappone per tornare alla normalità dovrà sopperire la mancata produzione di energia eletrica col petrolio

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    • medo says :

      Calerà il prezzo del barile, ma dubito che il calo si rifletterà molto sui raffinati. Possiamo scordarci il gasolio sotto agli 1,20 €/l credo per sempre. E significa il collasso totale del comparto industriale (soprattutto delle PMI) italiano nel giro di un biennio, cioè è quella Italia della fabbrichetta che sta per essere spazzata via…

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      • Pinnettu says :

        Diciamo che non ci sarà un tonfo dei raffinati perchè non ci sarà comunque un tonfo del greggio.

        Il ritracciamento potrà però essere anche consistente e i prezzi potrebbero riportarsi ad una situazione pre crisi libica. In sostanza il minore output della Libia può essere controbilanciato dal minor consumo giapponese (molte attività rimarranno ferme verossimilmente per un pò).

        Il greggio (WTI) può tornare tranquillamente attorno ai 90$.
        Questo nel breve. Fra qualche mese vedremo.

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  9. poldo alias marco says :

    La portaerei è scappata come una lepre già a 160 migliadi distanza, le ambasciate richiamano il personale ed intimano ai governi di abbandonare la nave che affonda, le compagnie aeree cominciano a disertare il Giappone, la borsa perde il 16% in due giorni nonostante la BoJ compra tutto il comprabile.
    Mi sa che i dati sulle radiazioni che girano in rete sono più taroccati di quelli delle centraline del traffico di roma e napoli messe insieme.
    Il Giappone uscirà dalla storia, e questa sarà la seconda volta che ciò accade in un millennio. Ancora fino al 1800 in Giappone era vietato produrre ed importare armi da fuoco, e la gente era libera di scannarsi solo a mani nude o con la spada o con i bastoni, di qui lo sviluppo delle arti marziali.
    Possono farcela, spero che tutti gli altri popoli facciano altrettanto chiudendosi in comunità sempre più strette.
    Viva i legami di sangue.

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