O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

Aspettando il cigno grigio saudita

Pubblicato da oronero su 10 marzo 2011

Pare che la giornata della rabbia saudita sia stata rimandata a non si sa bene quando, e in realtà neanche bene da chi.

Il primo marzo BBC Arabic ha riferito che il “disordine” nel paese era in crescita. Dopo la trasmissione le forze di sicurezza e l’intelligence saudite hanno alzato l’allerta al massimo livello, e funzionari del governo hanno bloccato alcuni siti per evitare partecipazioni nelle manifestazioni.

Se la giornata della rabbia invece va avanti, ci sono due fili rossi da seguire. I Sunni, la maggioranza religiosa, dovrebbero protestare in Riyadh e altre città, mentre i Shia, la minoranza, protesteranno contro le disuguaglianze nelle province all’est intorno alla costa del golfo.

Secondo il washingtoninstitute i Sunni si dividono in due gruppi: Quelli che vogliono più libertà, e quelli vicini a al-Quaeda, che considerano la casa reale illegittima, e che vorrebbero regole religiose più severe.

I Shia invece non hanno accesso ai lavori statali, ai lavori nel militare, non vengono rappresentati nel Ulama, e non possono celebrare liberamente i loro riti religiosi.

Anche in Bahrain la rivolta ha questa componente religiosa della lotta tra shiiti e sunniti. La casa reale è sunnita, mentre la maggioranza della popolazione è shiita. Settimana scorsa c’erano voci in rete che si erano visti 30 tanker sauditi muoversi verso Bahrain, e non si esclude che la Saudi Arabian National Guard (SANG) darà sostegno alla casa reale del Bahrain.

In ogni caso i mercati mondiali del petrolio non si occupano d’altro che le rivolte saudite in questi giorni, anche se la stampa mainstream sembra di essersene dimenticata. La possibilità di proteste in Arabia Saudita ha fatto che c’è un numero record di opzioni call per contratti di petrolio WTI a 200$ con consegna giugno. Bloomberg ne ha fatto la sua chart del giorno il 7 marzo:

Una vera esplosione di contratti 200$ da ca 15 giorni. La possibilità di comprare questi opzioni esiste solo da giugno 2009, e da all’acquirente il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare il petrolio a un certo prezzo una certa data. Per chi deve proteggersi da prezzi sopra i 200$.

Quindi mentre aspettiamo da parte dei nostri politici italiani e svedesi, una condanna del regime totalitario medioevale (nel senso negativissimo) saudita, almeno i trader stanno cercando di capire il futuro. La condanna non arriverà finché non cadono i principi sauditi perché tutti sanno che il nostro stile di vita viene e va con il petrolio saudita.

La fornitura mondiale di petrolio è ormai così alle strette che la minima interruzione nella produzione saudita creerà un choc petrolifero vero e proprio. Senza dubbio il regime sarà ancora più brutale contro la propria popolazione che Ghaddafi. Il principe Saud al-Faisal, veterano ministro degli esteri, ci ha anche tenuto a chiarire la posizione del paese per quanto riguarda interventi dall’estero:

“The kingdom does not interfere in the affairs of others and will not allow for anyone to interfere in its own affairs,” Prince Saud al-Faisal said Wednesday at a press conference in Saudi Arabia’s port of Jiddah. Using a figure of speech, he said his regime would “cut off any finger” raised against the regime.

“Figure of speech” sarebbe figura retorica, e siamo liberi a dubitare che si tratta di quello.

Ma diversamente dalla Libya e la Tunisia e l’Egitto, le famiglie saudite sono armate. Pare che 80-90% delle famiglie possiedono una pistola di qualche tipo, di cui 50% sarebbero l’iconica AK-47. Se questi numeri non sono pura fantasia, perché i sauditi sono sprovvisti di dati e informazioni giusti e devono credere alle voci del cugino che lavora nell’ufficio xx, le proteste potrebbero diventare molto sanguinose quando ogni famiglia avrà una vendetta da sbrigare.

——————

Il privato che non può/vuole rischiare sul mercato petrolifero può solo riempire di benzina tutte le taniche che riesce a comprare.

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2 Risposte a “Aspettando il cigno grigio saudita”

  1. Hunter76Lima ha detto

    L’AK-47 non è mica un kalashnikov !?!?

    Alla faccia della pistola …. e poi cosa ci fa il 50% di famiglie arabe con il kalashnikov in casa ??? Neanche nel più guerrafondaio dei paesi …

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