Wikileaks e Peak Oil

Dopo mesi che aspettiamo i famosi wikileaks che dovrebbero buttare giù la Bank of America, WikiLeaks invece rilascia i cables che probabilmente costituiscono una delle fonti del Pentagono nel loro documento Joint Operating Environment (al momento inscaricabile) sul peak oil, pubblicato un anno fa.

Così finalmente i media saranno liberi a scrivere quello che vogliono sul peak oil, e noi blogger possiamo sperare che la notizia convincerà i politici a pensare oltre le prossimi elezioni.

Ovviamente tutto il mondo lo sapeva già che i sauditi non avrebbero più aumentato né produzione né esportazione:

Arabia Saudia e il futuro

Peak Oil in Arabia Saudia

Aggiornamento Saudi Arabia

Niente di nuovo quindi. Sadad al-Husseini, che probabilmente non è andato in pensione per volontà sua, ma perché stava spingendo per maggiore trasparenza, aveva già nel 2005 cominciato a girare come il gatto intorno alla pappa che scotta.

Lui era il prezzemolo del peak-oil. Regolarmente quando si parlava di peak oil spuntava una sua intervista o opinione, che praticamente sempre diceva la stessa cosa: Abbiamo raggiunto il limite, ma figuriamoci se sto parlando dell’Arabia Saudita. Cercatelo su Google, è sorprendente.

L’unica cosa nuova è la conferma che peak oil è una realtà politica per il governo degli Stati Uniti dal 2007. Anche per il governo britannico lo è da tempo.

Da uno dei cables:

While they (cioè i Saudi), too, want to develop a more sustainable economy and address environmental degradation, they are concerned that the world will turn away from their main source of livelihood before they have a chance to catch up.

Magari.

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12 responses to “Wikileaks e Peak Oil”

  1. Pinnettu says :

    Che il totale delle riserve saudite, così come degli altri paesi OPEC siano sovrastimate è cosa molto probabile.
    Una sovrastima del 40% mi sembra però ecessiva.

    Con numeri di questo genere la produzione saudita oggi avrebbe problemi ancor più grossi di quelli che già oggi sembra avere con Gawhar.

    Nel 2010 intanto l’Arabia Saudita ha aumentato la sua produzione rispetto al 2009 di circa 300.000 b/g.

    Come credo da tempo, il 2011 sarà un anno rivelatore sulla reale consitenza di riserve e spare capacity. La domanda nel corso di quest’anno ha buone probabilità di portarsi abbondantemente oltre gli 87 miloni di b/g (ulteriore nuovo record assoluto). Per stargli dietro ci vuole 1 milione di b/g di produzione aggiuntiva, che in buona parte può arrivare solo dall’Arabia Saudita!

    Vediamo cosa succede.

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    • Sandro kensan says :

      «Nel 2010 intanto l’Arabia Saudita ha aumentato la sua produzione rispetto al 2009 di circa 300.000 b/g.» Ho letto che l’aumento della produzione saudita in questi ultimi anni è dovuto all’entrata in funzione delle piattaforme offshore. Se è vero allora si tratta di petrolio a basso EROEI, in pratica si tratta di una replicazione in piccolo delle nuove scoperte tutte a basso EROEI.

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      • Pinnettu says :

        Sandro, penso che i sauditi stiano lentamente rimettendo in produzione quel milione di barili che hanno bruscamente tolto dal mercato fra il 2008 e il 2009. non so quale possa essere l’EROEI. Sicuramente migliore di quelle schifezze che tirano fuori dagli scisti.

        Credo in sostanza che l’Arabia Saudita abbia ancora un piccolo margine di crescità con EROEI non ancora infimo.

        Il tutto non cambia nulla, a meno che il tempo guadagnato non fosse proficuamente investito per ritarare tutta la baracca.

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  2. Medo says :

    Caro Pinnettu, quel che tolsero dal 2008 e 2009 è bunkeraggio. Hanno investito cifre astronomiche già dal 2007 per pompare tutto il possibile e stoccarlo… in altri giacimenti svuotati. Per farla corta. Quindi non hanno “rimesso” in produzione, ma hanno immesso sul mercato una produzione con XY mesi di ritardo.
    Questo è il più grave di tutti i risvolti. Fu reso pubblico durante la crisi 2008 su Theoildrum, ci fecero l’infarto in 5 o 6 lettori credo.
    Nemmeno dieci anni, non so cosa esporteranno….

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  3. Giorgio Antonello says :

    Il pieno ai Bric? Missione impossibile
    Nino Ciravegna

    “… Certo, la produzione mondiale può crescere. Ma servono nuovi pozzi, pipeline e raffinerie ….”

    http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-02-13/pieno-bric-missione-impossibile-081136.shtml?uuid=AalC1v7C

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  4. Pinnettu says :

    Medo….potrebbe essere, non ricordo l’articolo di Theoildrum, però mi sembra una situazione troppo estrema. Parliamo comunque del paese con le riserve (taroccate o meno) più grandi del pianeta. Viene difficile pensare che non abbiano ancora uno straccio di spare capacity o che in ogni caso non siano in grado di restare su questi livelli produttivi ancora per un discreto numeri di anni.

    Attenzione che anche la produzione russa veniva data per spaciata già dal 2005-06. Da allora invece i russi hanno aggiunto più o meno 500.000 b/g di produzione aggiuntiva. Fanno una fatica disperata è vero però…

    Medo, se la situazione è quella che descrivi, nel 2012 saremmo in guai grossi. Molto più grossi di quanto hanno sempre prospettato anche gli scenari più pessimistici, che comunque contavano su l’Arabia Saudita, per un declino meno accentuato.

    Non so……vedremmo, come ho già detto, nel 2011 seve un altro milione di barili, se l’Arabia Saudita farà la sua parte probabilmente hanno ancora capacità residua.

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  5. Fabrizio73 says :

    Medo
    tecnicamente rimettere del greggio in pozzi esauriti che senso avrebbe???
    Purtroppo giochiamo tutti alla cieca (visto l’impermeabilità del regime saudita), l’unica cosa certa e che i sauditi sembrano gli unici (insieme a pochi altri) in grado di AUMENTARE la produzione.
    Comunque staremo a vedere.

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    • Medo says :

      Se estrai, come fa Aramco, il greggio più economico e facile del mondo, estrai quando costa poco, fai stoccaggio e poi rivendi quando il prezzo è migliore. Cosi’ puoi fare nuovi investimenti per estrarre il meno facile.
      Che è quello che hanno fatto.
      Mentre il raffinato ha una durata di “garanzia” di alcuni mesi, dopo si presentano gommificazioni dei carburanti nelle molecole di idrocarburi, il greggio estratto è stabile per anni.
      Un discorso è la spare capacity, un altro è il bunkeraggio. La pre-estrazione, per conformazione di molti giacimenti sauditi, è possibile ed economica. Una volta individuato un pozzo produttivo, si estrae tutto, si stocca al costo di 4-7 $ al barile, quando il barile sul mercato passa da 80 a 90, lo si vende, esattamente quel che è successo.

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  6. Anonimo says :

    se è dal 2007 che applicano questo sistema significa che siamo ancora lontani dal picco.permettersi di stivare milioni di litri di greggio equivale a dire che ne producono molto più di quello che vendono.

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  7. andreaX says :

    @6

    Per ora.

    Possono continuare a mantenere la produzione attuale, ma non certo aumentarla, quindi visto che la domanda di petrolio cresce per colpa della cina presto o tardi anche la produzione saudita sarà insufficiente.

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