I miei 2 cent sul prezzo del petrolio

Uno sguardo velocissimo sul prezzo del greggio.



Dove si trova questa volta il limite per l’economia globale?

Sembra che siamo arrivati allo stesso livello dal quale il prezzo è decollato nel 2008. Anche questa volta vedremo un rapidissimo aumento fino a 150 dollari per poi crollare? O arriverà prima il crollo, già a 100 dollari?

Il prezzo della benzina è già ora ai prezzi del 2008, negli Stati Uniti è appena andato sopra i 3$.



Lunedi i kuwaiti ci hanno avvisato che il prezzo salirà a 110$ prossimamente

Se dovesse salire velocemente sopra i 110$ l’OPEC gentilmente potrebbe considerare un’aumento della produzione. A dire la verità i paesi dell’OPEC stanno già producendo sopra le loro quote, decisi da loro stessi, cercando di guadagnare quanto possono mentre i prezzi salgono ancora.

L’ex presidente della Shell dice che gli americani si dovrebbero abituare alla benzina a 5$ entro 2 anni.

Finché aumenta il petrolio, aumentano anche tutti gli altri prezzi, perché è il petrolio che spinge l’economia. Soprattutto il prezzo del cibo, visto che l’industria alimentare è totalmente dipendente dal petrolio.

Poi c’è il problema dell’urbanizzazione continua e la crescita della popolazione mondiale in fase esponenziale che aumenteranno la domanda dell’elettricità in tutte le località centrali. Prezzi in aumento anche li.

Le nostre uniche armi sono usare meno petrolio immediatamente, trovare nuovi modi più economici per estrarre quello ancora esistente e usarlo  esclusivamente per la produzione di altre fonti energetici.

Il futuro del petrolio sta nelle sabbie, nello shale, e nel deap sea artico.

La dice lunga, il fatto che la chiusura della pipeline in Alaska un paio di giorni fa è riuscita a spingere il prezzo in alto. Normalmente un singolo evento di questo genere ha degli effetti negativi solo sul prezzo delle azione delle aziende coinvolte. La situazione domanda/offerta è probabilmente parecchio tesa.

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12 responses to “I miei 2 cent sul prezzo del petrolio”

  1. andreaX says :

    Come fa l’opec ad aumentare la produzione se già adesso è al massimo (anche se loro dicono di no)?.
    In effetti credo che già 110 dollari al barile siano sufficienti per un secondo tracollo, questa volta infatti il cambio euro dollaro rema controcorrente ed accentua i prezzi dei carburanti qui in europa.

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  2. andreaX says :

    Intanto il greggio adesso sta a 91,58 dollari al barile, si è ripreso presto dopo che nei giorni scorsi si era abbassato, e adesso?.

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  3. andreaX says :

    Come mai non ne parla nessuno di questo guasto in alaska?

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  4. Fabrizio73 says :

    Io ero uno di quelli che pensava che il petrolio difficilmente avrebbe superato quota 90$, quindi devo ammettere il mio errore.
    Il problema di fondo del prezzo del petrolio e che al momento non sembra correlato alla sola logica di domanda/offerta, ma più ad una quantità di denaro immessa dalla FED che si scarica sulle materie prime.
    Alla lunga il giochetto dei QE effettuato dal buon Bernanke non porterà a nulla di buono in quanto indebolendo il dollaro spinge in alto il prezzo del barile che a sua volta crea un’inflazione senza crescita, finendo così come il classico cane che si morde la coda.
    Se dovessi scommettere il mio cent direi che il petrolio POTREBBE arrivare a quota $100 ma poi ricadrebbe di nuovo fino ai 60-70$. Non so se ai signori dell’OPEC converrebbe…

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  5. Pinnettu says :

    Dico la mia….

    per il 2011 ancora una graduale ascesa dei prezzi, senza però rialzi vertiginosi. Diciamo che entro l’anno si può arrivare fino alla soglia dei 110$.

    @ Fabrizio

    Attenzione, la domanda nel 2010 ha segnanto il nuovo record assoluto portandosi a 86,426 milioni di b/g (contro il precedente del 2007 di 86,288).
    La produzione di contro si è attestata a 86,092 milioni di b/g.

    Direi quindi che la correlazione domanda/offerta c’è. E’ evidente che la produzione, pur riuscendo a non farsi staccare sensibilmente dalla domanda, stà arrancando. Nel corso del 2012 il gap potrebbe allargarsi ulteriormente. Un po come successo nel triennio 2006-07-08.

    Fra qualche mese avremmo dati più precisi.

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    • Fabrizio73 says :

      Ciao Pinnettu
      hai visto il prezzo del Brent??? Come sai spesso anticipa il WTI ed è legato al mercato asiatico.
      Secondo me siamo in fase rialzista di brutto.

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  6. Pinnettu says :

    Si ho visto….il gap ormai è di circa 5-6$. Davvero alto.

    Potrebbe anche essere che a influire così pesantemente sui prezzi del Brent sia la continua discesa della produzione del Mare del Nord.
    Il 2010 si è concluso con l’ennesimo pesantissimo calo -300.000 b/g. Ovvero circa -9%, Un rateo di depletion incredibile.

    Può essere che, essendo il Brent un greggio di buona qualità, il suo prezzo salga in maniera più decisa per via della sua sempre minore disponibilità sul mercato.

    Ma questa è solo una mia considerazione.

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    • fabrizio 73 says :

      Penso anche che sul brent incida il fatto che solo una sua parte passa dagli oleodotti (mentre il WTI in larga parte passa da essi)e che la maggior parte debba essere trasportata via nave.
      Sul lato della domanda invece, guardando l’ultimo OWM di Agosto,ho visto che la CINA non ha aumentato la sua richiesta rispetto all’anno precedente (anche se negli ultimi 5 anni la crescita è stata vertiginosa).
      Secondo me i cinesi hanno capito che il lori futuro sarà a carbone.

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      • oronero says :

        I magazzini a cushing sono strapieni dopo che una nuova pipeline, la TransCanada, è stata aperta dal Canada. La pipeline arriva solo in Oklahoma, e non al golfo dove potrebbe essere caricato su navi per essere venduto globalmente. Il consumo US è statico, quello della Chindia in forte aumento (Fabrizio dove hai visto che la domanda cinese non è aumentata anno-su-anno?).
        Per diminuire lo spread ci vorrebbe cinicamente qualche altro incendio in Canada, e qualche altra perdita in Alaska.

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  7. fabrizio 73 says :

    ciao Anna
    chiaramente il mio riferimento era inizio 2010 fine 2010 dove il consumo è rimasto attorno ai 9 milioni di barili al giorno.
    Come ho invece fatto notare il consumo negli ultimi 5 anni è schizzato in alto. Rimango comunque dell’idea che i cinesi vedano il loro futuro a carbone.

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