Flussi e fondi in pratica

Continuato da Flussi e Fondi

Rimessaggio


Nella mia “nicchia” ci vivono forse 20 persone tutto l’anno, e noialtri ci passiamo le vacanze. Si tratta di un piccolo villaggio dove una volta erano tutti pescatori, ma ora sono rimaste poche famiglie che sopravvivono con questa attività.

Le case sono quasi tutte sul mare, una casa grande, un rimessaggio per la barca. I pescatori hanno però anche rimessaggi in vari posti uscendo verso mare, per poter parcheggiare la barca dove meglio trovano.

I residenti hanno ancora oggi i giardini pieni di campetti di patate e fragole, e posti per conigli e galline. L’unica cosa che manca sono le mucche, anche se i bellissimi fienili vengono curati come se un giorno le nostre amiche dovessero tornare.

Fienile


Il villaggio dei pescatori appartiene in realtà a un villaggio più grande di agricoltori, solo qualche chilometro distante sulla strada principale quando si esce dal bosco.

Verso paese


Loro hanno mucche, patate, uova, e basta andare da uno di loro a comprarsele. Il latte non pasteurizzato è tutta un’altra cosa rispetto a quell’acqua bianca venduta da esselunga, e esiste un dolce specialissimo, la danza del vitello, che si può preparare solo con il primissimo latte della muccha dopo la figliata.

L’inverno i pescatori lo passano spazzando la neve per gli altri abitanti, altrimenti non potremmo neanche arrivare alla porta d’ingresso. Ma tutto il resto dell’anno non li vediamo quasi, perché la notte la passano fuori sul mare, poi dormono, e il pomeriggio stanno nelle fumerie per affumicare parte del pesce che sono riusciti a pescare.

Fabbrica di pesce affumicato


Ovviamente durante l’estate mangiamo il loro pesce quasi tutti i giorni, costa un terzo che a Stoccolma, dove i miei vicini di casa vendono la maggior parte della pescata, e spesso ai bimbi viene regalato un’aringa ancora calda dal fumo da mangiarsi direttamente sul posto come merenda. Loro non hanno ancora imparato ad apprezzare questo lusso unico, così me li mangio tutti io.

Anche i non residenti riescono a far crescere le mele, le more, i lamponi e i ribes in giardino, e appena diventa agosto inizia l’assalto ai boschi per i mirtilli e i funghi. Gli aborigeni sono straordinariamente longevi, se dipende dal DNA superresistente che indubbiamente hanno tutti in comune, o la dieta a base di pesce, patate e frutta, questo non lo so.

Il mio vicino di casa a 88 anni si taglia la legna da solo. Gli ho fatto la foto ma per rispetto della sua privacy ho deciso di non pubblicarla.

Qua le case vengono riscaldate con la legna.

Un vicino di casa


Se diciamo che ogni anno una casa normale ha bisogno di 15.000 kWh per il riscaldamento, e 5.000 kWh per l’acqua calda (in Svezia, per l’Italia meno riscaldamento direi), di quanta legna abbiamo bisogno?

Un metro cubo di legna contiene da 2.000 a 3.500 kWh quando la legna è asciutta, quindi con meno di 25% di umidità nel centro. Se prendiamo la legna più comune in questa zona, l’abete, siamo sui 2.100 kWh al m3. Sto parlando del metro cubo senza spazio tra la legna, non conosco il termine in italiano. Credo che in Italia si venda al quintale comunque. Purtroppo la legna di abete è abbastanza dispettosa, fa tanto rumore, un po’ troppo di fumo, salta in giro. Tutti preferiscono la betulla, che contiene 2800 kWh al m3 (sempre cubatura compatta), non fa fumo, e costa uguale. Ma quest’anno non è stato minimamente possibile trovare betulla dopo una certa data, faceva freddo troppo presto.

In Svezia oggi ci sono ca 400.000 case riscaldate a legna, un numero in crescita. Le caldaie ora sono molto più efficaci rispetto agli anni ’70, ma soprattutto emettono 90% meno metano e idrocarburi policiclici aromatici. In più sono CO2-neutri visto che il CO2 rilasciato è stato fissato da 70 a 100 anni fa, cioè durante l’arco temporale di una vita umana. Quando bruci degli idrocarburi fossili, rilasci CO2 che è stato fissato 50 milioni di anni fa. Il clima della nostra evoluzione non ha previsto che venisse rilasciato.

Una caldaia a legna moderna ha ca 80% di efficacia energetica, quindi 1 m3 di abete ci restituisce 1680 kWh. 20.000 kWh diviso 1680 kWh = 12 m3 di legna. Un prezzo alto per l’abete sarebbe 350 corone al m3, quindi 4200 corone all’anno. Sono ca 470 euro e coincide perfettamente con le 4000 corone che il mio vicino di casa ha detto di spendere quando gliel’ho chiesto settimana scorsa. Ovviamente solo i residenti possono usare sempre la legna.

Aggiungi ca 300 corone al mese per l’elettricità, ca 3.600 corone all’anno, e siamo a ca 870 euro all’anno per riscaldamento, acqua calda ed elettricità.

Le case in questa zona devono essere riscaldate tutto l’anno, altrimenti si rovinano, e gli abitanti non potrebbero mai pagare le cifre esorbitanti che l’elettricità raggiunge da 3 anni ca. La legna costa quindi 470 euro / 20.000 kWh = 0,024 euro (2,4 centesimi)/kWh. L’elettricità in questa zona costa come minimo 0,12 euro (12 centesimi)/kWh, ben 5 volte tanto. I prezzi sono di Vattenfall.

Quindi la legna, anche se non di proprietà propria, è estremamente conveniente. Se uno vuole rendersi ancora più indipendente compra il terreno forestale necessario per automunirsi della quantità necessaria di legna. In questa zona l’abete cresce di ca 5 m3 forestali all’anno all’ettaro, quindi ci vorrebbero 2,4 ettari di foresta d’abete. La foresta costa ca 500 corone al metro cubo, i prezzi in tutta la Svezia sono saliti tra i 7% e i 12% rispetto all’anno scorso. Per capire quanto pagare all’ettaro bisogna sapere quanti m3 ci sarebbero sul terreno, e quanti sono vicini all’età di deforestazione, quindi il prezzo può facilmente variare dai 10.000 ai 20.000 corone all’ettaro. Se in tutto paghiamo 40.000 i nostri 2,4 ettari sono 4500 euro. Se questo è un prezzo ragionevole lo sa solo il compratore, che deve anche avere il know-how, i macchinari, e l’età per tirare fuori i tronchi dal bosco per poi ridurli in pezzi che ci stanno nella caldaia.

Un vicino di casa #2


La macchina. Se uno vuole dare massimo sfogo al carattere nazionale può tranquillamente prendere la macchina non più di una volta la settimana, per andare al supermercato distante 7 chilometri per comprare cose che non si possono pescare o cacciare o far crescere.

Se aggiungiamo 4 viaggi al mese a qualche balera o altro tipo di divertimento, diciamo distanti 15 km, facciamo 7 km x 8 + 15 km x 8 = 176 km al mese. Con un consumo di 10 litri per 100 km usiamo 18 litri di benzina al mese. Il prezzo della benzina ora è a 12,88 corone, 1,43 euro, moltiplicato con 18, ca 25 euro al mese di benzina per la macchina.

Noi d’estate ovviamente prendiamo la macchina per andare in una delle tante spiaggette, ma si potrebbe anche rimanere a casa, oppure prendere la bici, esattamente come facevano solo 40 anni fa.

L’unico neo è lo smantellamento dello stato sociale. La posta arriva ancora tutti i giorni, ma per chi vuole imbucare una lettera la vita si è complicata:



Sulla sinistra si vede che manca quella grande gialla per imbucare le lettere. Ora bisogna andare nel paesino centrale, distante appunto 7 chilometri, per spedire qualcosa. Assurdo che 10 famiglie devono prendere la macchina per fare una cosa che prima faceva il postino, che tuttora viene tutti i giorni.

La caccia fa parte dello stile di vita.

Disboscato



Una volta, quando un area di foresta veniva disboscata, si costruiva una torre di caccia d’alce al confine tra bosco e disboscato. Ora i costi per la caccia d’alce sono diventati troppo alti e si caccia solo prede più piccole. Gli alci li lasciano ai mitteleuropei ricchi che non hanno più da cacciare in Mitteleuropa. I costi alti per la caccia stanno in realtà diventando un problema, perché il paese si sta riempendo di cinghiali e lupi che sono obiettivamente pericolosi. I tanti cittadini afflitti da romanticismo amano passeggiare nella natura all’imbrunire quando si trovano in campagna, con grandi spaventi e spesso purtroppo anche ferite come conseguenza.

Un mio amico d’infanzia appende sempre qualcosa sulla capanna degli attrezzi, quest’anno sono due tassi, l’anno scorso c’era un lupo che si era mostrato troppo interessato alle galline.

Due tassi


La vita qua è molto ma molto più lenta di qualsiasi cosa che una persona che vive in città riesca a immaginarsi. Le famiglie residenti hanno effettivamente uno stile di vita quasi sostenibile, consumano molto meno, consumano soprattutto molto meno gadget e cose senza senso, sono abbastanza autosufficienti, e aiutano chiunque abbia bisogno.

Le case sono quasi tutte perfette e gli abitanti fanno tutto da soli perché sono ancora capaci di farlo, anche di costruirsi da soli le case dall’inizio alla fine. Il legno viene usato per ogni tipo di costruzione.

Questo posto potrebbe andare avanti nello stesso modo per tanti anni ancora, senza quasi risentire le crisi energetiche. Se la caveranno.

E questa è in vendita:


Il nipote di un pescatore che ha deciso di incassare.

2,8 milioni di corone, rimessaggio della barca con accesso al mare ovviamente, grande giardino. Da mettere a posto.

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3 responses to “Flussi e fondi in pratica”

  1. Gianni says :

    “Sto parlando del metro cubo senza spazio tra la legna, non conosco il termine in italiano”
    MC metro cubo stero o sterico
    http://www.crpa.it/media/documents/crpa_www/Progetti/Seq-Cure/2-3_12_08_Corso/Antonini.pdf

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    • oronero says :

      Grazie Gianni, ma non è che metro stero è quello compreso i vuoti, mentre il metro cubo che intendo io in italiano si chiama semplicemente metro cubo?

      Infatti il tuo doc mi da:
      Metro cubo (legno pieno m3)
      Metro stero (ms) (vuoti per pieni)

      In ogni caso ho imparato una nuova parola!

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      • Gianni says :

        Sì, il metro cubo stero è proprio quello compreso dei vuoti, ma che come hai visto nel pdf è estremamente variabile a seconda del tipo di essenza e di lavorazione (cippatura o altro); il legname che si acquista in bosco (da tagliare o tagliato e poi da spacchettare e sistemare a destinazione) si misura generalmente con i mc sterici.
        Salutoni e complimenti per il blog!
        Gianni

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