Un po’ di storia energetica

Esiste un piccolo pezzo della Svizzera che avrebbe dovuto essere dell’Italia. Seguendo il confine a nord del lago di Como troviamo un lago, chiamato Lago di Lei, raggiungibile solo dalla Svizzera anche se il lago si trova quasi interamente su suolo italiano. Infatti la parte svizzera del lago consiste in un rettangolo perfetto, grande 880 x 500 metri, un’esclave svizzera.

La Valle di Lei è sempre stata disabitata e il lago è stato creato proprio dalla diga.

Zoomando e cambiando in foto satellitare, emerge un dettaglio interessante. Una diga.

La pagina wikipedia ha delle informazioni in più. Tedesco. Italiano.

Nel 1957 ha incominciato la costruzione della diga sotto l’ingegnere italiano Claudi Marcello. La ditta era la milanese Edison, fondata nel 1884, e oggi azionista della Kraftwerke Hinterrhein, creata apposta nel 1949 dopo un’accordo tra l’Italia e la Svizzera, e che amministra tra l’altro la diga di Lei.

Nel 1962 la diga era pronta, e quel pezzo di terreno italiano è diventato svizzero. In cambio l’Italia ha avuto un pezzo di terreno più a nord, l’alpe Motta. Non si trovano in rete spiegazioni perché questo capolavoro ingegneristico per il quale hanno dovuto costruire anche 2 funivie lunghe 15 km per portare operai e materiali, sia diventato svizzero.

La centrale idroelettrica si trova a Ferrera, e nel anno commerciale 2008/09 ha prodotto 342,7 GWh.

Non tanti rispetto alle 337.000 GWh consumati in Italia ogni anno. Ma se diciamo che una famiglia usa 3000 KWh all’anno, la diga, se fosse interamente italiana, darebbe elettricità a 114.000 famiglie.

Immagino che non era possibile costruirla senza gli svizzeri, ma secondo questo doc l’Italia riceve solo il 30 % dell’energia (art. 5).

E in caso di conflitto è altrettanto chiaro che gli svizzeri hanno solo da tagliare qualche filo per tenersela tutta per se. Tutta l’infrastruttura si trova su suolo svizzero. Ovviamente l’accordo tra i due paesi prevede il rispetto dell’accordo anche in tempi di guerra, e tutti le crisi sono da risolvere molto svizzeramente con due persone che si parlano civilmente.

Solo che nel 1949 non erano previste le crisi energetiche.

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24 responses to “Un po’ di storia energetica”

  1. nickvandeerpeers says :

    Ciao ANNA,
    bella questa storia davvero, se vuoi andare a fondo della questione ti suggerisco 2 soluzioni;
    – 1° andare sul posto a parlare con qualche abitante del posto magari ottantenne e di sicuro ti saprà dare una risposta
    – 2° probabilmente proprio negli anni ’60 l’ENEL ha iniziato la nazionalizzazione delle centrali elettriche dalle più piccole alle più grandi, una sorta di esproprio di stato che rubo’ il frutto del lavoro di molte famiglie italiane ripagandole con pochi soldi ed un lavoro nell’ENEL solo se avevi meno di 40 anni. Dico questo perchè ho seguito una storia di una centrale lettrica locale costruita con enormi sacrifici e poi rilevata dall’ENEL per poi essere chiusa qualche anno dopo.
    In rete sono riuscito a trovare solo sentenze molto vecchie di associazioni di piccoli produttori elettrici che fecero ricorso alla giustizia di un giusto indennizzo, che non ottennero!
    Ecco il link della storia vera raccontata da un bambino…
    http://www.educare.it/racconti/luci_nella_valle.htm

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  2. Filippo Zuliani says :

    Scusa, ma di crisi energetiche dopo il 1949 ne abbiamo gia’ avute due. E alla terza ci siamo in mezzo da due anni. Che e’ successo alla fornitura idroelettrica ora e allora?

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  3. Tello. says :

    Interessante. Ma dove le trovi ste notizie?

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  4. nickvandeerpeers says :

    ANNA; la nascita e lo sviluppo dell’energia IDROELETTRICA in italia ebbe uno sviluppo a macchia di leopardo, mentre nelle grandi città spesso non vi era nemmeno l’energia elettrica per mancanza di risorse, nelle sone montane e pedemondtane grazie alla presenza di corsi d’acqua sfruttabili e grazie alle idee di piccoli avventurosi privati l’energia elettrica era già presente negli anni ’20. Speci nelle zone del Vicentino, bresciano, bergamo, veronese e trentino, friuli. Negli ultimi anni si è aperta una vera e propria caccia alle piccole centrali idroelettriche dismesse, comprate da privati, piccoli consorzi o comuni che le hanno rimesse in funzione a volte con gudagni interessanti.
    Anche nella storia che ti ho riportato ho verificato la possibilità di rimettere in funzione tale centrale, il problema è che il corso d’acqua originario è stato deviato per usare l’acqua potabile per i comuni montani ed oggi da quella centrale non scende nemmeno una goccia d’acqua!
    Il futuro? Credo che sfruttare ogni piccolo salto sarà lo scopo d tutti.
    A Verona l’AGSM dovrebbe aver installato delle turbine ad immersione che sfruttano solamente la corrente del fiume senza perciò necessità di salti o dighe.
    Prototipi visti in rete promettono una buona efficienza non ricordo esattamente ma di circa 8-10 kw a seconda del flusso.
    Ciao

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  5. andreaX says :

    Si tratta di una goccia in mezzo al mare, anzi lago. Direi che i problemi gravi adesso son ben altri.

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  6. andreaX says :

    Non sarebbe il caso di parlare dell’aumento record dei prezzi dei carburanti in italia?

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    • oronero says :

      Lo trovo perfettamente giustificato visto che il per esempio il Brent è già sopra i 90$.

      Anzi, vorrei che tutti i governi da subito la smettessero di dare sussidi al petrolio, facendo pagare ai consumatori quello che vale veramente. Finché gli italiani possono comprarsi l’ultimo modello di iPhone (e lo fanno) possono anche pagare di più la benzina.
      Ancora anzi, se io fossi il governo, aumenterei le tasse sul carburante.

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  7. Pinnettu says :

    L’aumento dei prezzi è perfettamente in linea con l’andamento del prezzo del greggio e del cambio €/$. Del secondo aspetto sembra non ricordarsene mai nessuno.

    Come al solito in Italia sono partite le solite tiritere sulla doppia velocità e sul fatto che gli aumenti coincidono sempre con i periodi festivi.

    Quest’ultimo aspetto mi fa particolarmente sorridere, visto che in ogni periodo siamo in prossimità di qualche periodo festivo!!!! Ne consegue che: gli aumenti autunnali ci sono perchè si cerca di speculare sugli esodi natalizi, quelli del tardo inverno perchè c’è l’esodo di pasqua, quelli primaverili perchè ci sono le ferie estive, ecc….

    Ce ne fosse qualcuno che si interrogasse seriamente sul perchè i prezzi hanno una tendenza sul lungo periodo a salire inesorabilmente.
    Ma qua dovremo entrare in discorsi legati al picco, alla qualità del gregiio da raffinare e cosi via. Tutti aspetti che continuano ad essere sconosciuti ai più.

    Comunque ho cercato di tenere un piccolo e molto molto sommario andamento storico del prezzo della benzina. La mia impressione è che tutto si muova in perfetta sintonia con il prezzo del greggio. Più avanti però mi aspetto che i carburanti si muovano ancora più velocemente rispetto al greggio. Infatti a prescindere dal prezzo di quest’ultimo è lecito pensare che i costi di raffinazione siano sempre più alti, a causa della sempre peggior qualità del petrolio.

    Gen 2008 petr 64 €/b – benz 1,38 €/l
    Lug 2008 petr 83 €/b – benz 1,53 €/l
    Ott 2008 petr 62 €/b – benz 1,35 €/l
    Dic 2008 petr 27 €/b – benz 1,13 €/l
    Mag 2009 petr 45 €/b – benz 1,28 €/l
    Ago 2009 petr 49 €/b – benz 1,31 €/l
    Feb 2010 petr 52 €/b – benz 1,32 €/l
    Nov 2010 petr 63 €/b – benz 1,38 €/l

    I prezzi sono tutti in euro e ovviamente si tratta di medie fatte grossolanamente, quindi c’è qualche margine di errore. Nella sostanza però questo è l’andamento dei prezzi.

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  8. Hunter76Lima says :

    Io ci sono stato sulla diga del Lago di Lei.Imponente.

    Una quindicina d’anni fa.

    Paesaggio bellissimo e fuori dalle trafficate piste da sci del comprensorio di Campodolcino-Madesimo. Ideale per gite sci-alpinistiche d’inverno e escursionistiche d’estate. Pochissimi punti d’appoggio e pochissime indicazioni.

    Ma vale la pena

    Se non sbaglio è il più grande bacino artificiale alpino, per capienza d’invaso, delle Alpi Retiche italiane) (per intenderci la parte di Alpi compresa tra Lombardia e Svizzera, che include anche le Prealpi Orobiche (Bergamo), Bresciane e Lariane)

    Se non ricordo male la costruzione venne realizzata da Edison ma con finanziamenti del governo federale svizzero. Quindi la diga non venne rubata ma di fatto c’era già un accordo in fase di costruzione. Poi semplicemente venne lasciato il territorio della Val di Lei a monte all’Italia ma di fatto non serve a niente (l’unica cosa utile, l’acqua, la usano gli svizzeri, per il resto non c’è niente, neppure abitati o miniere, perchè è tutto territorio montuoso sopra i 2000 mt di quota)

    Rammento ancora i resti delle funicolari utilizzate al tempo abbandonate e piene di ruggine nella parte a monte del Lago di Lei (direzione sud,versante italiano, verso il passo di Angeloga). Suppongo che ci siano strutture simile abbandonate anche dalla parte Svizzera.

    A essere onesti idrograficamente la valle di Lei è sulla sponda Svizzera, quindi lo sfruttamento dell’acqua e del suo potenziale è giusto che venga sfruttato dagli Svizzeri.
    E anche vero perà che in situazioni duali (bacino idrografico sul versante italiano in territorio svizzero) sono sempre gli svizzeri a portarsi a casa l’energia elettrica, ergo noi italiani siamo sempre i soliti fessi che ci facciamo soffiare le cose da sotto il naso.

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  9. Hunter76Lima says :

    La centrale a bacino della Val di Lei è gestita dalla AlpiQ

    http://www.alpiq.it/nostra-offerta/impianti-reti/energia-idroelettrica/centrali-a-bacino/storage-power-plants.jsp

    Con i suoi 197 milioni di metri cubi di capienza è il 5° bacino artificiale per volume di tutta la Svizzera.

    Non so in che graduatoria sarebbe se fosse riferito all’Italia, non è disponibile su wikipedia ne da altre parti.

    Cmq è una bella bestia come bacino artificiale alpino, il più grande che io abbia mai visto.

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  10. Hunter76Lima says :

    Ciao Anna

    Ti rispondo sul blog perchè la mia casella di posta ha qualche problema.

    Mi dispiace ma non ho foto della diga. Le uniche immagini che ho sono nella mia memoria …. e quella non riesco a scannerizzarla (per ora, magari in futuro …)

    Magari qualcun’altro potrebbe averle ….

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  11. skelfrog says :

    “Immagino che non era possibile costruirla senza gli svizzeri”

    Il lago si snoda per oltre 7.500 metri sopra un fondovalle quasi pianeggiante (1,7 % pendenza media).
    Poco oltre la diga inizia la brusca discesa (si passa al 7 %).
    Ma con il confine di stato a meno di 3 km ne risulterebbe un dislivello utile di appena 200 m.

    La joint-venture era inevitabile.
    Poichè, di questa notevole risorsa idroelettrica, l’Italia possiede solo la QUOTA e la Svizzera possiede solo il DISLIVELLO (pendenza media del 5% nei quasi 15 km fino all’impianto di Barensburg).

    +++++++++++++++
    “l’Italia riceve solo il 30 % dell’energia”

    Ovviamente, come dice hunter76, molto dipende da come sono stati messi i soldi.
    Ma consideriamo anche che fin dagli anni 20 l’Italia aveva una grandissima fame di idroelettrico, che la rendeva pronta a tutto.
    Per la Svizzera sfruttare anche quel sito era probabilmente meno pressante.

    Considerata l’inutilità della valle, più che per lo scambio di terreni (Alpe di Motta) io avrei insistito per la cessione definitiva di tutti i 5 km2 di fondovalle, in cambio di una percentuale maggiore del 30%.
    Tra l’altro è territorio appartenente al bacino idrografico del Reno.
    Cioè pioggia italica che finisce nel Mare del Nord.
    +++++++++++++++
    “Non si trovano … spiegazioni perché questo capolavoro ingegneristico … sia diventato svizzero”

    Temo che la Svizzera non si fidasse molto di un vicino più arretrato (e filonazista fino ad un attimo prima) che perseguiva l’idroelettrico ad ogni costo.
    E d’altra parte sui suoi confini, la Svizzera è sempre stata determinata, visto che fino a soli 4 anni prima nemmeno Hitler li aveva varcati.
    La Val di Lei era si disabitata, ma subito dopo la confluenza col Ragn di Ferrera, si incontrano diversi paeselli (Innerferrera e Ausferrera) e poi tutta la valle dell’Hinterrhein.
    L’idea di farsi costruire sopra la testa un bacino da 200 milioni m3, deve avere spaventato molto le autorità svizzere.

    La produzione elettrica è iniziata a fine ’62.
    Pochi mesi dopo (novembre 1963) a 220 km ad est ci sono stati i 2000 morti della diga del Vajont.
    Mi sa tanto che, nelle stanze del potere di Berna, a qualcuno sarà uscito di bocca un “Visto? Che vi avevo detto?”
    +++++++++++++++
    “le crisi sono da risolvere molto svizzeramente”

    L’avverbio SVIZZERAMENTE è semplicemente delizioso.

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  12. skelfrog says :

    Ah, dimenticavo: NON si tratta di un’exclave.

    Non è un territorio fisicamente SEPARATO dallo stato di appartenenza.
    La diga, essendo situata al di là di un crinale alpino, è “solo” scomoda da raggiungere (e infatti, molto svizzeramente, ci hanno fatto un bel tunnel).

    In una vera exclave, un’exclave “come Dio comanda” quando si porta a cena la fidanzata, poi ci si guarda teneramente negli occhi stando seduti in nazioni diverse.

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  13. Bergtyp says :

    Interssante, nonostante sia valtellinese non conoscevo la storia della Val di Lei. Anzi, mi sono sempre chiesto come diavolo facesse ad essere territorio italiano!
    Leggevo tra i commenti che volevi delle foto della diga: io ci sono stato parecchie volte, ai due link seguenti trovi un paio di foto carine.
    Ciao, grazie dell’intervento!


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