Intervista improvvisata

Questa mattina ho avuto l’occasione di parlare molto informalmente con un executive di un’importantissimo business di oil services. Solo per pochi minuti, e la persona non sapeva che stavo facendo un’intervista. In realtà non lo sapevo neanch’io, ma le cose che mi ha detto mi sembravano abbastanza interessante da riportarle sul blog.

Io: Cosa pensi di peak-oil?

Exec: Il peak certamente arriverà, il petrolio non durerà per sempre. Ma né te né i tuoi figli ne soffriranno.

Io: Ma ne parlano in rete, moltissimo, e tu sai che esiste un blog professionale dal nome The Oil Drum?

Exec: Si, lo conosco.

Io: Loro descrivono molto dettagliatamente con grafici e numeri e tutto quanto che il picco del petrolio convenzionale è già passato, e che abbiamo già fatto tutte le grandi scoperte, e che ora le companies fanno veramente fatica a tirare su le quantità necessarie.

Exec: Guarda che ora siamo in grado di tirare su solo ca il 20% di tutte le riserve che conosciamo. Basta che ogni anno miglioriamo le tecnologie abbastanza per tirare su un ulteriore percento, e quello ci basta per altri due anni.

Io: Ma siete in grado di migliorare le tecnologie?

Exec: Certamente, lo facciamo continuamente.

Io: Quindi Petrobras non avrà nessuna difficoltà di tirare su il petrolio nei giacimenti pré-sal?

Exec: Assolutamente no. Tupi per esempio, quello è già roba vecchia. Adesso guardiamo avanti. In quella area troviamo nuovo petrolio ogni giorno quasi.

Io: Ma perché due anni fa il prezzo del petrolio è schizzato in alto in quella maniera?

Exec: Pura speculazione.

Io: In che senso?

Exec: I dollari. Dove sono andati secondo te? Gli Stati Uniti diventavano sempre più marci e gli investitori sono fuggiti dal dollaro e li hanno messi nelle commodities, gonfiandoli.

Io: Quindi il prezzo non è salito perché c’era poco petrolio da comprare?

Exec: No, se fosse stato così il prezzo non avrebbe potuto scendere così tanto.

Io: Ma la domanda è scesa per colpa del crac finanziario.

Exec: Non così tanto e non dove conta ormai, cioè in Cina e in India. Se mancava il petrolio per davvero il prezzo non sarebbe sceso, con o senza crac.

Io: E ora, perché sale il prezzo del petrolio di nuovo?

Exec: Non sta salendo.

E li, purtroppo siamo stati interrotti dall’inizio del music show della prima elementare. Ma vorrei proprio tanto sapere il motivo per cui secondo lui il prezzo non stia salendo. Quindi sono andata su StockCharts e ho guardato bene.

E guardando bene si vede che il prezzo del WTI da due anni si trova sempre dentro quel rettangolo. Ma immagino che prima o poi gli arabi si stuferanno di quei dollari senza valore, e che il prezzo uscirà dal rettangolo. Con o senza peak oil.

19 responses to “Intervista improvvisata”

  1. Lorenzo says :

    Questa e' una delle cose piu' interessanti che ho letto negli ultimi anni sul peak oil.

    La nota finale sul prezzo pero' forse va fatta utilizzando un' unita' di misura piu' stabile del dollaro degli ultimi anni (e a maggior ragione di quelli futuri).

    Mi piace

  2. Paolo B. says :

    Interessante. Ed anche corretto sentire le altre campane(di parte ovviamente).
    Adesso sì che mi sento sollevato…:-(

    Mi piace

  3. andreaX says :

    Secondo voi quando i giudici chiedono all'imputato come si dichiara lui cosa risponde?: “Non colpevole”, è ovvio, oppure se andiamo in un negozio e chiediamo al proprietario quale è la qualità dei suoi prodotti non dirà mai che fanno schifo.

    Mi piace

  4. fabrizio73 says :

    @ andrea x
    anche se tu chiedi a quelli dall'ASPO ti dicono che il petrolio è finito..ma dai ragioniamo sui numeri.
    Il petrolio NON stà per finire nel breve-medio termine come ritengono molti di voi.
    I dati dicono questo, inoltre le deplation non arriverà nei modi e nei tempi previsti, perchè il calo dei consumi nei paesi industrializzati compenserà l'aumento in quello dei paesi emergenti.

    Mi piace

  5. andreaX says :

    @4

    Ma infatti i numeri dicono che il picco si è verificato nel 2008 e adesso siamo in pieno “plateau”, ovvero produzione piatta a meno di piccole oscillazioni. Comunque, tornando al mio esempio, quello che voglio dire è che se l'imputato è colpevole o meno deve stabilirlo qualcuno di imparziale, non di certo l'imputato stesso. Io credo siano molto più imparziali i signori di ASPO che non i tecnici delle compagnie petrolifere stesse.

    Mi piace

  6. Pinnettu says :

    Quando ho iniziato a interessarmi di peak-oil, era tutto un fiorire di discussioni su dati e grafici….
    Da circa due anni a questa parte sento solo parlare chi sostiene che il picco arriverà forse dopo il 2050 (come lascia intendere anche l'intervistato del post) o chi si ostina a dire che invece è arrivato nel 2008. Nesuno riporta più dati nelle discussioni.

    Come dice giustamente Fabrizio, pur non trovandomi d'accordo con molte sue posizioni, ragioniamo sui numeri.

    Veniamo allora ai dati. Sono quelli dell'EIA (Energy Information Administration), praticamente uguali a quelli dell'IEA (Intenational Energy Agency) con la differenza che quest'ultima indica nel totale anche i biofuel che ovviamente con il petrolio non hanno nulla a che fare.

    P.T. = produzione totale
    P.C. = produzione del solo petrolio convenzionale
    I dati sono in milioni di barili/giorno

    ………..P.T……DOMANDA…..P.C.

    2004……83,098….82,511…..72,476
    2005……84,589….84,105…..73,719
    2006……84,652….85,255…..73,429
    2007……84,535….86,288…..72,984
    2008……85,478….85,776…..73,647
    2009……84,391….84,335…..72,299
    2010……85,900….85,800…..73,400

    I dati del 2010 sono ovviamente parziali, quindi suscetibili di variazioni al rialzo o al ribasso, ma comunque ormai molto indicativi.
    L'arrotondamento l'ho fatto io perchè non ho aggiornato all'ultimo mese disponibile.

    Le mie personalissime deduzioni sono:

    1) Il signore dell'intervista non dice le cose come stanno. E' innegabile che nel triennio 2005-06-07 si sia creato un gap duraturo fra domanda e offerta e che questo abbia determinato un esplosione dei prezzi. La produzione piacia o non piacia non è stata in grado di tenere il passo della domanda.
    Poi, certo, la speculazione ha fatto la sua parte, quindi magari i 147$ al netto dei fenomeni speculativi sarebbero stati 120 o 110. E' altresi vero però che la speculazione funziona anche al ribasso, quindi il calo dello scorso anno si sarebbe fermato magari a 50 o 55 dollari anzichè a 37 come accaduto.

    2)Non è nemeno vero che il picco sia indiscutibilmente passato. Tantomeno nel 2008. Siamo invece su un plateau che va avanti dal 2005.

    3) La produzione nel 2010 stà forzando la parte alta del plateau e sono pronto a scommetere che nel corso del 2011-2012, se la domanda lo richiederà, lo supererà. Sono dell'avviso (vedasi spare capacity, mega project e altro) che la produzione abbia la capacità di spingersi tranquillamente fino a 87 milioni di b/g.
    Per quanto tempo non lo so. Direi per poco. Dopo di che rientrerebbe nel plateau e poi, diciamo dopo il 2015, potrebbe iniziare la fase di depletion generale.

    4)La domanda ha ripreso a correre e siamo ad un passo dal record del 2007. A prescindere da quanto aumenterà la produzione, potrebbe generarsi un nuovo scollamento fra domanda e offerta.

    Il 2011 sarà un anno chiave per capire le reali capacità della produzione di crescere.
    Come già detto altre volte, se la domanda dovesse arrivare anche solo in area 86,5 milioi di b/g, la produzione dovrebbe senza indugi superare il plateau e adeguarsi alla nuova domanda.
    Vediamo cosa accadrà.

    Smettiamo comunque di non ragionare più sui numeri e di continuare a sostenere che il picco c'è stato nel 2008 o che arriverà fra 100 anni!

    Mi piace

  7. Pinnettu says :

    Errata corrige:

    “E’ innegabile che nel triennio 2005-06-07”

    diventa:

    “E’ innegabile che nel triennio 2006-07-08”

    Mi piace

  8. Anonymous says :

    @ pinnettu
    i numeri dicono che la produzione del “crude oil” è invariata ormai da diversi anni.
    Ma i numeri ai quali mi riferisco io non sono solo quelli relativi alla produzione, ma alla sfruttabilità di un giacimento. Tu sai meglio di me che sono state introdotte tecniche innovative per rimettere in produzione pozzi che con le vecchie tecniche erano diventati economicamente svantaggiosi.
    Che il petrolio non sia infinito è fuori discussione, ma penso che la società occidentale collasserà molto prima della fine del petrolio per cause finanziarie.
    Molto semplicemtne parecchi di noi vedono tutto questo sconquasso e pensano sia legato al petrolio (prezzo o quantità disponibile poco importa)mentre secondo me siamo nel bel mezzo della fine di un impero (quello americano) che porterà con se tutti i paesi industrilizzati.

    Mi piace

  9. andreaX says :

    @6

    i dati che hai a disposizione tu sono gli stessi che abbiamo a disposizione noi, i nostri ragionamenti sono basati proprio su questi numeri, i quali a me (e non solo a me) sembra che parlino piuttosto chiaro: il picco di produzione è stato raggiunto nel 2008 e adesso siamo nella fase del plateau.
    Ovviamente è sempre possibile che i dati successivi smentiscano queste conclusioni, siccome però nessuno di noi ha ls sfera di cristallo è normale fare delle deduzioni in base a cio che si ha a disposizione, ormai siamo a novembre, la produzione del petrolio convenzionale del 2010 arriva quasi a “sfiorare” quella del 2008 ma comunque non la raggiunge, ci sono delle oscillazioni ma siamo da alcuni anni sostanzialmente livellati.

    Mi piace

  10. Pinnettu says :

    8 Anonimo

    Non ho sostenuto il contrario di quello che dici tu!
    Anzi, ho sempre pensato pure io che, a prescindere dal petrolio, il nostro sistema economico avrebbe dovuto fare i conti con la follia di questo sistema finanziario.
    Resta il fatto però che mentre ai dissesti finanziari si può anche porre rimedio (basterebbe ritornare un attimo con i piedi per terra), alla penuria di combustibili fossili, l'unica alternativa è un passo in dietro in termini di tenore di vita di qualche decennio!!

    9 AndreaX

    Aspetta Andrea……tu consideri la produzione del solo crude! Io invece guardo alla produzione totale.
    E non vedo perchè non farlo. Del totale fanno parte i greggi deep water, gli heavy ed anche gli NGL che sono petrolio a tutti gli effetti.
    Costano di più, sono più difficili da estrarre e tutto quello che si vuole ma è pur sempre petrolio.

    La produzione totale dice che nel 2010 si stanno producendo circa 400.000 b/g in più del 2008.

    Mi piace

  11. Tello. says :

    Bah! Depletion nel 2015. Ed io che non mi son comprato l'auto, e giro con un catorcetto del 1999, che la mattina non ne vuol mai sapere di accendersi. Basta! Vado dal concessionario. Nel 2015 avrò già ammortizzato il costo.

    Mi piace

  12. A. says :

    Salve. BuonaSera Anna

    SUL POST:
    Tutto pò esse…
    Difficile che un exec metta paura in “potenziali” investitori…difficile anche che menta sulla pelle dei propri figli o nipoti (se si trovava li…suppongo ne avesse) a meno che non abbia la certezza che per ALCUNI determinate cose saranno garantite (ed allora ammettiamo di grossi complotti…ma se complotto fosse, potrebbero esservene tanti in varie direzioni…)

    Le agenzie di rating dicono che il prezzo salirà (lasciando intendere: non tra mille anni)… l'energy outlook 2010 ci parla di picco (dei giacimenti già pienamente produttivi, e olii convenzionali…che poi sono totalmente escluse le previsioni circa oli high-tech per così dire…da recupero e riconversione) possibile già superato secondo uno “scenario” oppure non lontano secondo un'altro scenario… che cosa “strana” la IEA prevede anche che nei mesi di settembre degli anni a venire si verificheranno i cali di produzione per poi ripristinarsi alla condizione del mese precedente… mi chiedo: le recenti modifiche sulle stime in alaska e brasile, per fare esempi recentemente trattati, che ruolo hanno avuto?… e come sarebbe stato questo report senza il Macondo con cause a tinte fosche… che coincidenza anche il report tedesco saltato fuori “per sbaglio” mesi fa… già… in fondo a finanziare IEA, gestire fondi, etf, etc, e compagnie petrolifere, ci troviamo dietro sempre i soliti nomi e società… e soprattutto lo stesso sistema economico (quello che è anche dei “too big to fail”).

    Ed allora vediamo qualcosa di verde (la speranza, giustificata dalla possiblità e dalla capacità) che non siano gallette soylent:

    http://ec.europa.eu/research/energy/pdf/49_ji_xing_en.pdf

    http://www.slideshare.net/alexcarlo/catalytic-depolymerisation
    (slide su conversione di “rifiuti” e biomassa in carburanti)

    http://wn.com/catalytic_depolymerisation
    (video circa la depolimerizzazione catalitica, i macchinari non sono proprio da scrivania ma chi sa…magari le dimensioni possono essere ridotte)

    Continua…

    Mi piace

  13. A. says :

    …riprende

    Ecco una cosa cui servirebbe una
    BATTERIA SPECIALE

    printedelectronicsworld.com/articles/rusnano_and_plastic_logics_plastic_electronics_production_in_russia_00002789.asp

    Organic radical battery
    http://www.electrochem.org/dl/interface/wtr/wtr05/wtr05_p32-36.pdf
    electrochem.org/dl/ma/206/pdfs/0435.PDF
    electrochem.org/meetings/scheduler/abstracts/218/0596.pdf
    electrochem.org/dl/ma/203/pdfs/0179.pdf
    http://techon.nikkeibp.co.jp/english/NEWS_EN/20090216/165690/
    http://www.physorg.com/news/2010-11-nec-radical-battery.html
    http://www.nec.co.jp/press/en/0508/0502.html

    e pensare che nel 1972
    http://www.springerlink.com/content/lg6kk20842w02352/
    (pare proprio che elettrochimica e carbonio faranno spettacolo)

    Ma fin qui si tratta di stoccare cariche…
    …ecco allora una novità che potrebbe servire a produrle
    http://techon.nikkeibp.co.jp/english/NEWS_EN/20101110/187277/

    Continua…

    Mi piace

  14. A. says :

    …riprende

    ORA SCRIVIAMO DEL PAKISTAN…e oltre

    Beechcraft 1900 della Raytheon Company (quella dell' Active Denial System), aereo bimotore. (la versione in questione pare essere la C, nata nel 1991)
    ENI (ehh!… sappiamo cos'è)
    http://www.baaa-acro.com/Fiches%20d%27accidents/2010/AP-BJD.htm
    Pare sia il primo Beechcraft dal 1979 a schiantarsi in Pakistan, pare sia
    http://www.jsair.com.pk/jsair/default.asp
    (la compagnia come motto ha “safety is how we do business” ed in effetti sino al CINQUE/5 11 2010 potevano dirlo a gran voce)

    Dal sito JSAir si apprende che tra i clienti si annovera OMV che partecipa al Nabucco.
    Incidentalmente OMV ci dice:
    http://www.platts.com/RSSFeedDetailedNews/RSSFeed/NaturalGas/8162848

    OMV lavora già con MOL:
    http://www.zawya.com/Story.cfm/sidZAWYA20090517060307/Dana%20Gas%20Joins%20MOL%20And%20OMV%20In%20Iraq%27s%20Kurdistan%20Deal
    http://www.upstreamonline.com/live/article236140.ece
    http://www.euractiv.com/en/energy/russian-firm-seen-hostile-bidder-nabucco/article-182411

    Continua…

    Mi piace

  15. A. says :

    …riprende

    Ma leggiamo questa dichiarazione:
    http://www.samaa.tv/News27466-21_dead_as_small_plane_crashes_in_Karachi.aspx
    (The plane has been destroyed…già, interessante anche l'ambito in cui è “stato distrutto”)
    Il presidente pakistano ha fatto le proprie condoglianze mentre in italia…beh…il nostro di presidente le condoglianze le ha fatte a Pompei: ricordate quando se la prese con una signora in piazza che contestava il fatto che avesse promulgato una legge subito?… allora era calmo a confronto con il CASO POMPEI.

    Già che ci sono:
    Se gli Airbus/EADS han problemi allora priorità in TV
    se i Boeing li hanno:
    http://aviation-safety.net/wikibase/wiki.php?id=80623
    NO (so che è più complicata la questione…)

    P.S.
    Davvero trovate normale che il barile raddoppi o triplichi in prezzo a fronte di aumenti di domanda inferiori al 10% ?
    Una PARTE fu dovuto alla speculazione???? Una PARTE?? Solo una parte???

    E quello che sta accadendo adesso con tutte le materie prime a cosa sarebbe dovuto??? A colossali (peccato che di colossali non se ne vedono) decrementi di produzione o ad un'incremento di popolazione istantaneo teletrasportata da un'altro pianeta?!

    Ci hanno detto che dovevamo distribuire “meglio” la produzione di alimenti in UE per evitare squilibri… ed una volta ridotte le produzioni che già c'erano nei vari stati ora ci dicono che c'è il rischio che l'offerta non sia sufficiente???!!!

    Ecco cosa fanno: leggi, regole, convegni per preparare il terreno alla futura speculazione di cui faranno parte!

    Vedremo cosa faranno uscire dal G20: ulteriori passi verso la dittatura globale e senza uscita o per esempio togliere le materie prime e gli alimenti dai portafogli dei possibili speculatori?

    Credo di aver messo troppi link….

    Saluti.
    A.

    Mi piace

  16. A. says :

    Salve. BuonGiorno Anna

    (…riprende)

    SUL SOLARE
    http://www.dlr.de/tt/Portaldata/41/Resources/dokumente/institut/system/projects/WP3-Resources_Final.ppt
    (uno studio per il desertec)

    http://www.zenithsolar.com/
    (energia dal sole col 25% di perdite)

    Però questi faranno di meglio:
    http://www.greenoptimistic.com/2010/08/01/innovalight-boost-solar-cell-efficiency/

    Che storia… 😉
    http://www.rexresearch.com/marks2/marks.htm

    Continua…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: