Plastica in petrolio

Nel mondo consumiamo ca 100 milioni di tonnellate di plastica all’anno, e ca 8% del petrolio estratto viene usato per la produzione di plastica. Quindi 6.800.000 barili al giorno diventano plastica, sono 2.482 milioni di barili all’anno. Il 7% di questi 2,5 miliardi vengono riciclate, l’8% viene bruciato, e il resto, 85%, finisce nelle discariche.

85% di 2,5 miliardi di barili sono 2.100 miliardi di barili di petrolio letteralmente buttati via ogni anno. “Via” significa fuori dalla vista immediata di noi ricchi, non certo “via” sul nostro pianeta di riserva.

Per me deve essere reso illegale subito buttare via la plastica.

Il problema è spiegato molto bene da un TED talk.  Ci sono i sottotitoli.

Ora ci sono varie compagnie al mondo che hanno cercato di trovare soluzioni a questo problema, e una di loro è la Blest giapponese.

Ieri avevo scritto una mail a Blest per chiedere altre informazioni sul loro prodotto:

Dear Sirs,

I would like to write a post on my energyblog oronero.wordpress.com about Your products, but I would need more information in order to be able to describe them properly.

Especially:
1. How much plastic is needed to generate 1 litre of fuel.
2. How much energy (KWh) is needed to generate the fuel
3. The cost of the machine
4. The time needed to transform the plastics
5. Which kinds of plastics can be used for the recycling.

and anything else that You can share.

Thank you
Anna Ryden

Ed ecco la loro risposta:

Dear Ms. Anna Ryden,

Much thanks for your E-mail inquiry. I am Minoru Aoyama, Mr. in charge of sales dept.

At the begining, please note that Recyclable Plastics are Polypropylene (PP), Polyethylene (PE) and Polystyrene (PS). And, Plastics should be clean before putting into our Blest Machine.
We herewith attached Price List. Regarding English Catalogue, please see the following URL.
http://blest.co.jp/englishcatalogue.html

Averagely, our machine converts 1kg plastic to 1 litter mixture oil.

You need 1.1-1.3kWh for proceedig 1kg plastic.

Why are you interested in our products ?
Please let us know the purpose for our equipment.
Feel free to contact us if you have any further questions.
Blest Co., Ltd.
Sales Manager  :  Minoru Aoyama

Quindi i prodotti della Blest possono trasformare 3/tre delle categorie di plastica, la 1 (PET), la 5 (PP) e la 6 (PS), in un olio che può essere bruciato così com’è in un generatore, o nei fornelli, oppure raffinato in altri prodotti.

Il prezzo della macchina casalinga, il modello Desk-top Be-h, è di JPY 1.100.000, oggi ca €9.550.

Il prezzo della macchina più grande, il modello Blester B1200, è di JPY 70.000.000, oggi ca €607.800.

Il Desk-top Be-h ha una capacità massima di 1 kg di plastica. Se parto dalla stima maggiore 1,3 kWh di consumo per la produzione di 1 litro di “olio”, per un prezzo di circa 0,20€/kWh in Italia, abbiamo 0,2 x 1,3 = 0,26€ / litro olio.

Ma soprattutto abbiamo creato 10,7 kWh (un barile contiene 1700 kWh) usando solo 1,3 kWh. Un EROEI di 8,2.

Questo olio può essere bruciato così com’è, oppure essere raffinato in diesel e kerosene e altri prodotti.

Il diesel costa oggi in media 1,264€.

Se negli US il costo della raffinazione è del 11% su 2,95$ / gallon = 0,32$ / gallon, mi vengono 0,22€/gallon o 0,22€/3,79 litri o 0,06€ al litro. Al cambio di oggi.

Non so quanto dell’olio della macchinetta (avrei bisogni di una consulenza petrochimica) può essere ragionevolmente convertito in diesel, diciamo un terzo (ovviamento sto sparando qua), quindi ci vorrebbero 3 litri x 0,26€ = 0,78€ + 3 x 0,06€ = 0,18€ = 0,96€ al litro.

0,96 è 30 centesimi meno dei 1,26€ alla pompa in Italia. Ampio spazio per una imposta o due.

Scenario 1: una persona porta le damigiane di olio alla raffineria comunale dove gli viene dato in cambio il prodotto finale richiesto.

Scenario 2: ancora meglio sarebbe se le persone portassero direttamente la plastica pulita alla macchina Blest comunale, dove gli viene dato un buono per una certa quantità di diesel o quello che gli serve. Il Blester B1200 ha una capacità di 50kg/hr, e in totale ca 1.200kg al giorno, sufficiente per una piccola città direi. L’olio prodotto dal comune verrebbe portato alla raffineria regionale.

Scenario 3: Quelle navi orrende dette da crociera. Quante tonnellate di plastica genera un viaggio del genere? Vedo un futuro dove la plastica viene trasformata direttamente sulla nave e riutilizzata, oppure venduta nel porto prossimo.

Per questa macchina mi sembra che non ci sono limiti alla scala, dal più piccolo casalingo, basta che poi le persone abbiano un posto dove portare l’olio, a quello a livello comunale o regionale. Dal privato all’industria.

 

I prezzi sempre crescenti del petrolio (ora si dice 90$ entro una settimana x colpa del QE2) certamente rendono questo business praticabile da un punto di vista economico. Almeno finché ci basti l’energia elettrica.

Se riusciamo a trasformare il 50% di quei 2.100 miliardi di barili buttati via sono sempre 1.050 miliardi di barili, ovvero poco meno dell’intero consumo di petrolio in Africa ogni anno.

I paesi maggiormente colpiti dal caro-petrolio saranno quelli africani, l’India, il Pakistan etc. Paesi che non riusciranno a pagare il petrolio quando ci sarà da competere con l’Occidente. Man mano che ci sarà meno petrolio loro diventeranno più poveri più in fretta rispetto a noi. Vogliamo spostare quel disastro almeno qualche anno più in là?

Onestamente penso che trasformare la plastica in carburante sia la soluzione migliore. Non abbiamo assolutamente bisogno di altre bottiglie PET, altri sacchettini al supermercato, altri giocattoli usa e getta. Una macchina come questa prende il fiume rifiuti e lo trasforma in qualcosa di utilizzabile. Un grande potenziale per un miglioramento netto dell’ambiente in tante parti del terzo mondo.

Mi sembra decisamente più sicuro per la biodiversità e anche per le vite umane, dell’off-shore drilling.

E poi possiamo finalmente dimenticarci questa bufala della macchina elettrica. Ormai ha 120 anni alle spalle senza riuscire a sfondare.

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10 responses to “Plastica in petrolio”

  1. andreaX says :

    Perdonami, non voglio fare ne lo scettico ne il gustafeste ma la macchina di Tokarz sono ANNI che esiste:

    http://www.disinformazione.it/benzinaplastica.htm

    http://www.repubblica.it/2004/j/motori/ottobre04/benzinaspazzatura/benzinaspazzatura.html

    Eppure a distanza di anni non ha rivoluzionato proprio un bel nulla, questo macchinario giapponese non ha aggiunto nulla che già non esistesse, forse ha solo ottimizzato.

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    • oronero says :

      Che una invenzione dopo 10 anni non ha ancora sfondato non è niente di strano. Le macchine elettriche li faceva Ford già nel 1890.
      Gli airbag e sistemi GPS venivano testati negli laboratori di Volvo negli anni 60. Il forno a microonde esiste dagli anni 30, Etc.

      Qua invece la verità probabilmente è che queste macchine sono già in ampio uso, nelle fabbriche che riciclano la plastica.

      Ma la mia opinione resta che abbiamo bisogno di ripulire il pianeta a livello micro-locale. Nessuno andrà in Africa a raccogliere la plastica per trasformarla in qualcosa utile a loro. E di cosa hanno bisogno? Carburante. Beppe Grillo&Co porteranno pazienza.

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  2. andreaX says :

    altro link più recente:

    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2009/03/benzina-alle-stelle-basta-riciclare-la-plastica.html

    l’ultimo commento corrisponde anche al mio punto di vista.

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  3. Antonio says :

    A me pare che manchino parecchi pezzi.

    1) il commerciale specifichi che la plastica deve essere “clean”. Qualsiasi cosa implichi.
    2) Se poi l’olio puo’ essere messo direttamente in un motore senza danni per lo stesso non si sa.
    3) non si sa nemmeno quanta CO2 emetta tale olio, una volta bruciato.
    4) quanto tempo ci vuole per ottenere 1 litro di olio? Boh?
    5) le specifiche tecniche vengono comunque da un commerciale della ditta che vende la macchina. Mi perdoni se per esperienza le considero, come dire, quantomeno ottimistiche. Esiste una valutazione da terzi dell’efficienza della macchina?

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    • oronero says :

      Purtroppo sembra che l’olio ha bisogno di essere raffinato ancora, e lo scrivo anche nel post. Quindi ci sarebbe bisogni di una microraffineria sul posto. Sicuramente altre ditte producono macchinari in grado di produrre direttamente diesel, magari mischiando la plastica con materiale organico per ovviare alla mancanza di idrogeno nel materiale fossile.

      Il carbon footprint della macchina non lo conosco, dipende anche da dove vengono quei 1,3 kWh. La macchina industriale impiega 1 ora per trasformare 50Kg, e riesce a trasformare 1200 kg in un giorno. Poi è vero, manca la parte “quali composti organici genera la macchina, come vengono bruciate, quali gas vengono generati etc”

      Siete tutti invitati a contattare direttamente la ditta al indirizzo email aoyama@blest.co.jp

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  4. Paolo B. says :

    Togliere la plastica dall’ecosistema e trasformarla in carburante e quindi tanta bella CO2.
    Non so fino a che punto sia una soluzione all’inquinamento da plastica, l’importante è continuare a riempire i serbatoi di quei catorci puzzolenti e velenosi a quattro ruote, no?
    Poi se in 10 anni tale macchinario “miracoloso” non si è ancora affermato ci sarà un motivo…

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    • oronero says :

      Non c’è niente di miracoloso, è una tecnica conosciutissima e usatissima su scala industriale. La differenza sta nella taglia. Per la prima volta esiste una macchina talmente piccola da poterla portare in aereo, per farla vedere alle persone che meglio ne hanno bisogno.

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  5. A. says :

    Salve, BuonGiorno Anna.

    Cominciamo dalla fine:
    bufala dell’auto elettrica… ha bevuto?… non sul serio, cosa porta tale riluttanza all’auto elettrica?
    A proposito di auto elettriche:
    http://mondoelettrico.blogspot.com/2010/10/laudi-a2-del-record-aggiornamento.html

    Il fotovoltaico anche qui… ma dai, e magari anche sui treni poi… ci manca solo che li mettano sui container più in alto nelle navi portacontainer… 😉
    http://www.physorg.com/news/2010-10-i-cool-solar-air-conditioning-trucks.html
    (…lo so, certo, non riguarda in questo caso la locomozione…)

    E restando in ambito EV (+ o -)
    metalsnews.com/Metals+News/MetalsNews/Dr.+Allen+Alper+and+Alison+J.+Conte/FEATURED57950/Equinox+is+Developing+Africas+Largest+Copper+Mine.htm
    (articolo non nuovissimo sulla miniera Lumwana in Zambia, in cui c’è un passaggio sui “trolley assist truck”, in particolare si tratta del Hitachi EH4500, 240Mg di carico, ibrido elettrico-diesel. Segnalato visto che nei “temi futuri” potrebbe interessarle)

    Sono convinto lei conosca diverse possibili motivazioni che impedirono la diffusione di vetture elettrice un secolo fa. Peso delle vetture e batterie, il fatto che le batterie sono accomulatori e non fonti d’energia, il come produrre quell’energia da accomulare, la durata in termi di cicli, la capacità d’accumolo, il recupero d’energia in frenata, l'”inefficienza” all’epoca dei motori elettromagnetici, la contemporanea diffusione di una fonte energetica che poteva (all’epoca) sostituire le batterie e di grande disponibilità (a dispetto dei materiali per le batterie ed i processi industriali necessari per le stesse)… probabile che se il petrolio non fosse stato abbondante all’epoca, si sarebbe spinto più su efficienza, e batterie dove stoccare energie di provenienze diverse… e… la speculazione c’era anche allora, ahi noi…

    Va beh (in merito al primo link), a me, anche 160Wh/Km non sembrano tantissimi…
    Per le batterie…non ci si fermerà certo a quelle basate sul Litio…grafene? spero solo non venga in mente (per ora o a momenti) di mettere i gneratori a radio isotopi sulle auto… certo è vero che con tutti i “rifiuti” nucleari già prodotti (anche dal campo medico) saredde il caso magari di trovare il modo di recuperare il calore prodotto dai vari depositi per produrre energia (senza bisogno di continuare, magari, a prendere e scaricare acqua di fiume… per il raffreddamento direi che, considerata la dimensione dei depositi, di superficie a contatto con l’aria ce ne sta abbastanza per vari radiatori liquido/aria che magari il ciclo resta chiuso)
    Magari evitando di fare così:
    http://brc.gov/e-mails/May10/Transforming_Nuclear_Waste_Heat_Into_Power_Possible.pdf
    (al contempo la nasa vede svanire i fondi per l’advanced stirling radioisotope generator…evidentemente la possibilità di sviluppare per lo spazio, ergo con una certa velocità ed efficienza, un sistema che poi potrebbe essere impiantato al suolo per produrre energia da calore che in ogni caso sarebbe disperso non piace…anche perchè qui si tratta di sviluppare bene diversi tipi di Stirling e tutto l’ambaradan attorno, non sia mai che così facendo contribuiamo anche al solare abbinato a stirling oppure al geotermico a bassa entalpia…che scuse avrebbero di fare conferenze organizzate da TED in cui un tizio viene invitato per parlare di vaccini per RIDURRE la popolazione…orrore, quello è uno che potrebbe essere mandato in una missione di colonizzazione di sola andata su Marte)

    continua…

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  6. A. says :

    …riprende

    Circa l’argomento del post:

    http://www.envirowave.com/scraptirereduction.htm

    http://www.newscientist.com/article/dn12141
    (si parla già di Diesel)

    http://www.plasticsnews.com/fyi-charts/recycling.html?id=17322
    (il sito in se da molte info, anche se relativamente agli USA)

    http://www.plasticseurope.org/documents/document/20100922102256-final_denkstatt_report_(vers_1_3)_september_2010.pdf

    http://www.plasticseurope.org/cust/documentrequest.aspx?DocID=46728
    (circa l’UE: ci dice che su 45Mton/y, 13Mton/y sono “riconvertite” o in plastiche riciclate o energia, 11Mton/y potrebbero finire in parte in macchine tipo quella del post suo, in import/export cadono 21Mton/y)

    continua…

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  7. A. says :

    …riprende

    O.T.
    Colgo l’occasione per suggerire questi (dato che sopra ho accennato alle miniere):
    http://www.womp-int.com/
    (newsletter mineraria)
    http://www.metalsnews.com/
    (newsletter su estrazione, lavorazioni e produzioni legate ai metalli)
    http://www.infomine.com/
    (ancora news sul settore minerario)

    TORNANDO AGLI ISOLANI 😀 CHE CAUSARONO IL SUO POST
    http://www.greencouncil.org/PlasticSustainableForum/doc/03_Hisao_Ida.pdf
    (dato che ha parlato di Giapponesi…)

    P.S. Tasse, imposte e contributi hanno un loro peso ehh… (visto i paragoni economici) …anche l’acqua usata non è proprio gratìs (mi chiedo anche se non vi siano assolutamente gas (di vario genere) rilasciati o assorbiti durante il processo, e se vi siano rifiuti solidi che si accumulano nel tempo e che debbono essere eliminati dalla macchina, non che di quale tipo siano… però… sti Giapponesi !!! (si faceva riferimento all pirolisi tra i commenti: qui non si parla di metodo ma in “particolare” della macchina commercialmente disponibile) ah, dimenticavo… per usare questa macchina la cernita tipica della differenziata deve comunque essere fatta… in altri termini è comunque preferibile il riciclo la dove si può e quando si potrà dove ora non si può…

    Saluti.
    Anonimo, 😀

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