O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

Alaska, la non-scoperta dell’anno

Pubblicato da oronero su 29 ottobre 2010

Purtroppo le buone notizie che Iran, Iraq, Kuwai e Venezuela stanno scoppiando di petrolio da esportare sono state rovinate dall’USGS, che per una volta non dimostra il solito superottimismo.

Hanno appena diminuito le riserve dell’Alaska del 90%. Nel 2006 la cifra era di 10 miliardi, ora sarebbero solo ca 900 milioni di barili recuperabili.
Ci sono anche 8 Tcf di gas in meno dei 61 Tcf stimati nel 2002.

A differenza delle notizie positive sull’aumento delle riserve, anche quando si tratta di 300 quasi ridicoli milioni di barili, questa notizia non l’ho vista né sul Svenska Dagbladet, né sul Corriere.

Anche 9 miliardi di barili in meno non sono tantissimi in realtà, solo 100 giorni di consumo mondiale. Ma chissà se non vedremo in futuro altre diminuzioni delle riserve, almeno nei paesi di maggiore trasparenza.

I metodi usati per le stime geologiche sono più sofisticate di soli 8-10 anni fa, e prima o poi la realtà geologica raggiungerà pure le fantasie più nere di petrolio. In questo caso si è visto che durante il Cenozoico più lontano, dai 60 ai 15 milioni di anni fa (i dinosauri sono morti ca 60 milioni di anni fa), tutto il bel petrolio creato durante il Mesozoico è evaporato per colpa dell’erosione e dei movimenti geologici che hanno portato il petrolio più in alto, dove c’era meno pressione e cap rocks di minore qualità. Pensa te.

Questo avanzamento tecnologico non porta però a una diminuzione delle proven reserves per gli Stati Uniti. Si tratta di petrolio “undiscovered” cioè ancora non scoperto. Per la USGS questo è petrolio tecnicamente recuperabile a un prezzo di mercato, una volta pagato la scoperta, sviluppo, produzione, e trasporto, incluso un ritorno sul capitale. Basta appunto, scoprire dove sta.

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7 Risposte a “Alaska, la non-scoperta dell’anno”

  1. Anonimo ha detto

    OT:
    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/10_ottobre_29/nave-usa-alghe-dipasqua_61c56d0a-e34c-11df-b688-00144f02aabc.shtml

    Anche la Royal Navy ha allo studio avanzato motori simili, anche per tonnellaggi importanti.

  2. Davide ha detto

    Visto il Natural Gas che impennata???Molti produttori cominciano ad assumere perdite notevoli…forse il prezzo era troppo basso. Cmq lo shale gas avrà si alti tassi di produzione all’inizio, ma anche alti tassi in fase di decrescita produttiva..da qualche parte c’era l’articolo su theoildrum.

  3. fishcanfly ha detto

    Sicuramente il lavoro che concerne la ricerca delle riserve, bisogna ammettere, è instancabile e sicuramente incerto. Ma il c.d. peak oil a quando è stato ‘segnato’? 2014?
    Una cosa che magari mi viene in mente adesso è che tali rivelazioni potrebbero essere, in certi momenti, strumenti di pressione politica ? Ricordo degli episodi a inizio anno riguardanti il summit sul peak e le elezioni inglesi…
    Mere mie supposizioni?

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com

    • oronero ha detto

      Niente è certo, ma ci sono un sacco di persone che i calcoli li sanno fare veramente che dicono che siamo in pieno “peak conventional oil”. Conventional come in facile da estrarre, non nel mare, di un buon grado API, basso zolfo etc.
      Il peak comunque non è un picco, ma un plateau prolungato, mentre IOC e NOC in tutti i modi cercano di migliorare le tecniche di estrazione per tirare fuori le ultime gocce.

      Ce n’è un sacco di petrolio ancora. Ma è impossibile da tirare su.

      In ogni caso sono ca 30 anni che ogni anno troviamo meno petrolio di quanto consumiamo. Ovvio che a un certo punto quello che abbiamo già trovato prima del 1980 e quello che troveremo in futuro non copre più il consumo.

  4. A. ha detto

    Salve, ancora BuonGiorno Anna.

    C’è chi riduce le stime del 90% (-9704 MMbb), e chi arriva al raddoppio (+ 8100 MMbb), in Brasile… certo il saldo è negativo ma invito a considerare che ci sono questioni di sicurezza nazionale, di profitti, di mercato, di scelte di sviluppo industriale, segreti, ecc… (circa l’USGS) …ed anche le votazioni mid-term… poi c’è chi specula, chi vende e chi compra… (invito anche a notare che le stime antecedenti il 2002, in merito all’Alaska, davano valori decisamente inferiori, anche se superiori alle ultime).
    In ogni caso, il Brasile:
    http://www.bloomberg.com/news/2010-10-29/brazil-says-offshore-oil-field-may-be-americas-biggest-find-in-34-years.html
    O.T. sul Brasile:
    http://www.new-world-order-brazil.com/2010/10/brazilians-will-have-to-use-rfid-and-gps-tracers-in-their-cars/
    (pare che, dovendo evitare di tracciare direttamente la popolazione dato che a quello potrebbe reagire male, abbiano optato per tracciare tutto il resto: ogni cosa che l’individuo possa utilizzare

    Saluti.
    Anonimo, :D

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