Grafico spese militari stati dell’Artico

In termini di % sul PIL le spese militari dei 6/sei stati con interessi nell’Artico sono ferme da anni.

Ma la spesa nominale ha un chiaro trend all’insù.

Ho separato gli US dagli altri cinque stati perché la scala è troppo diversa.

I due scandinavi si appoggeranno sul Canada e sugli Stati Uniti, per quanto riguarda la difesa della zona artica, infatti in uno dei video pubblicati l’altro giorno facevano pubblicità per la buona collaborazione.

Quindi è collegato o no questo aumento delle spese allo scioglimento dei ghiacci?

Dati : SIPRI

6 responses to “Grafico spese militari stati dell’Artico”

  1. Pinnettu says :

    Premesso che su i dati del SIPRI c'è da dubitare (quelli italiani per esempio sono totalmente sbagliati), non credo ci sia nessun nesso fra l'aumento delle spese militari di alcuni paesi e l'artico.

    Mettiamo da parte gli USA (da soli spendono quanto tutto il resto del mondo messo assieme) che evidentemente hanno avuto una impennata delle spese militari come conseguenza dei continui e impegnativi impieghi all'estero.

    Vediamo gli altri:

    La Cina aumenta le proprie spese militari in seguito al boom economico degli ultimi dieci anni con l'intento di acrescere il rango delle proprie Forze Armate, relegate fino a poco tempo a un ruolo insignificante (escluso ovviamente l'arsenale nucleare).

    La Russia, grazie anche ai proventi della vendita di greggio a costi molto alti rispetto al passato, stà cercando di far rinascere vecchi fasti ma con esiti quantomeno incerti. Buona parte delle spesa viene dirottata verso il mantenimento di un efficace arsenale nucleare, indispensabile per mantenere un certo livello di detterrenza, considerando che sul piano convenzionale c'è un totale abisso con gli USA.

    Canada, Danimarca e Norvegia, al netto dell'inflazione hanno una spesa in calo o tuttalpiù costante.

    Situazione che poi era quella che feci presente qualche post fa:
    fatta eccezione per gli USA, tutti i paesi occidentali, ripeto occidentali, hanno in programma consistenti tagli ai bilanci della difesa, con drastici tagli al personale ai mezzi e alle infrastrutture.

    E giusto notizia di oggi la pubblicazione da parte del Ministero della Difesa brittannico della “Strategic Defence and Security Review” che impone drastici tagli sia alla componente aerea e navale, che a quella terrestre.

    La Germania già questa estate ha reso pubblico un documento sul futuro delle proprie Forze Armate che prevede anche in questo caso tagli importanti, superiori a quelli inglesi.

    L'Italia prevede una sforbicita del 10% come previsto dall'ultima manovra economica che andranno a sommarsi ad altri tagli già decisi nel 2008.

    ……e cosi più o meno tutti gli altri paesi.

    Gli stessi americani comunque non potranno restare sui quei livelli di spesa ancora per molto e, già da qualche tempo, si vocifera di un prossimo programma di tagli al budget del pentagono.

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  2. oronero says :

    Grazie Pinnettu!
    La mia idea in passato era anche che man mano che i produttori di petrolio finiscono il petrolio devono aumentare la spesa militare per proteggere quel poco che resta. Ma le mie sono appunto, solo teorie.

    Ma se non posso usare i dati SIPRI, perché sono troppo sbagliati, mi resta solo la CIA factbook, decisamente meno pratico per estrarre dati.

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  3. anonimo says :

    Salve. BuonGiorno Anna

    Vediamo, considerato che la definizione di spese militari è quantomeno manipolabile e le spese derivanti dalle attività militari e della difesa nelle varie nazioni sono sipartite in modo diverso tra i vari ministeri e/o bureau e/o dipartimenti le comparazioni sono abbastanza complicate.

    Apprezzabile è dunque lo sforzo di reperire qualche dato (anche fosse quello del SIPRI) quello che ci vorrebbe però è una maggiore varietà di fonti o di rapporti redatti da più organizzazioni (effettivamente la condizione non è molto felice, istituzionalmente sono riconosciute ben poche organizzazioni oltre SIPRI e rapporti CIA: per esempio già la WorldBank, feudo di trasparenza :D, utilizza proprio dati SIPRI, direi che questo dice molto…).

    Quindi complimenti Anna per il grafico…anche perchè difficilmente si potranno trovare dati ufficiali (presi anche direttamente alle fonti dei vari ministeri) che scompiglino il tutto fino a rovesciare i rapporti di spesa tra nazioni 😉

    Magari possono interessare circa gli USA (in considerazione anche di quanto appuntato da Pinnettu circa l'Export di democratica “pace”) le seguenti pagine (nel caso non le avesse già visionate):
    globalissues.org/article/75/world-military-spending
    dove trova questo:
    http://static.globalissues.org/i/military/10/us-spending-2001-2011-budget-war.png

    In effetti il Center for Arms Control and Non-Proliferation redige rapporti che a mio parere hanno la stessa attendibilita del SIPRI: positivo, negativo?

    Curiosi sono i rapporti del CSIS (non starei a guardarli): attenzione focalizzata sull'Asia, Medioriente e NordAfrica (c'è il “contributo” di Kissinger)

    Le consiglio invece questo (non che sia redatto dal comitato degli Asceti Disinteressati del pianeta Pace&Prosperità, però almeno è dettagliato):
    http://www.armstradeconsulting.com/pub/military_balance_2010.pdf

    Spero trovi interesse nel contenuto del DOC.
    Circa il quesito: difficile rispondere con un dato, l'impressione però è che non c'è solo petrolio, gas e coltan per cui si fanno le guerre ergo… se i Russi (ma è per fare un'esempio, non sono certo loro gli esportatori di democrazia armati come fossero l'impero romano: questi sono altri)per esempio rianimano vecchie navi (ammodernate) per mandarle a nord qualche motivo ci sarà… quindi la risposta alla sua domanda è SI.

    (Per la cronaca, come metodologia per trovare DOC sul tema -cosa che probabilmente già fa- userei le query “military expenditure” e “military balance”)

    Saluti.

    anonimo, 😀

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  4. Paolo B. says :

    Pinnettu, su quali fonti ti sei documentato? Per inciso, spero proprio che sia come tu dici.
    Tra l'altro mi sembrerebbe avventato spendere un sacco di soldi in armamenti basandosi sull'ipotesi remota che l'artico si sciolga, considerando anche che dal 2000 le temperature globali non stanno più aumentando.
    E tra qualche indice teleconnettivo più ballerino del solito ed il minimo di attività solare che non vuol terminare, l'idea di riscaldamento globale comincia a vacillare…

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  5. Pinnettu says :

    @ Paolo

    I vari Ministeri della Difesa pubblicano regolarmente “libri bianchi” che tracciano le linee guida del loro dicastero negli anni immediatamente successivi. Qua vengono descritti programmi futuri, spese, ristrutturazioni e quant'altro.

    Nel caso dell'Italia (che contrariamente a paesi come USA, UK, Francia e altri pubblica qualcosa di simile ad un libro bianco ogni morte di papa) ricostruire il bilancio della difesa è un pò complicato ma non troppo.
    Annualmente viene pubblicata la “nota aggiuntiva al bilancio della difesa” che contiene informazioni utilissime.
    Anche le voci extra bilancio sono facilmente rintracciabili.

    Chi poi segue regolarmnete le pubblicazioni sul settore difesa ha un quadro ancora più chiaro della situazione.

    Paradossalmente, per quanto si possa essere portati a credere a una corsa agli armamenti in previsione di una probabile penuria di risorse, nei paesi occidentali (USA esclusi) stà avvenendo esattamente il contrario.

    Il caso della Gran Bretagna è emblematico. La consistenza dei tagli ha messo in allarme anche gli USA. Gli inglesi hanno sempre rappresentato un alleato fedele che in un modo o nell'altro è sempre riuscito a schierarsi a fianco degli USA con delle forze che non fossero solo simboliche.
    E questo non perchè nelle loro avventure militari gli USA abbiano bisogno di aiuto (lo ricordo ancora, da soli spendono quanto TUTTO il resto del mondo messo assieme) bensi perchè avere alleati che si impegnano in forze rappresenta una garanzia politica che evita agli americani di rimanere politicamente isolati.

    Già lo scrissi da qualche altra parte…. molti paesi europei stanno letteralmente smantellando intere specialità d'arma o comunque stanno riducendo drastiacamente reparti e basi. Nessun sistema d'arma viene più rimpiazzato in raporto 1:1.

    Comunque il discorso è lungo e anche molto Off Topic!!

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  6. oronero says :

    Penso che le spese militari c'entrano molto con l'energia, e quindi non è molto OT.
    Poi che tante nazioni disarmano non c'è dubbio, la Svezia è un esempio tremendo.

    Ma la Russia spende sempre di più, fino al 2013 aumenteranno le spese ogni anno di vari miliardi di dollari, fino ad arrivare 1.160 miliardi nel 2013. I soldi verranno deviato dalla ricerca.
    http://en.rian.ru/mlitary_news/20101012/160919044.html

    Norvegia pure. Il nuovo quartier generale li nel nord ha costato più di mezzo miliardo di corone.
    Il budget per l'anno prossimo è di 300 milioni di corone in più, lo so che è poco, ma per gli scandinavi è una cifra notevole. http://www.aktuell.no/temasider/forsvaret/article5335831.ece

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