Perché scende il gas #2

Tante persone arrivano sul blog preoccupate per le loro posizioni long sul gas.

Io ho scritto prima perché penso che a breve termine il gas non sale, anche se l’industria a lungo termine è sicura che in futuro si guadagnerà. Ovviamente potrei sbagliarmi totalmente.

Nel altro post avevo dimenticato un’altro motivo importantissimo per la debolezza del prezzo del gas. Lo shale gas. Ho scritto un primer sullo shale gas qua.

Lo shale gas sta salvando l’america.

Dal 1990 hanno aumentato la produzione di gas del quasi 20%.

Si vede che dal 2000 al 2005 la produzione di gas negli US stava diminuendo rapidamente, ma anche che lo shale gas è riuscito a sconvolgere la situazione.

Questo alla faccia di chi sperava di esportare enormi quantità di gas agli US, aumentando i prezzi. Gli Stati Uniti sono ora il più grande produttore di gas naturale al mondo, quasi il 13 % in più del numero due, la Russia.

Anche Europa si sta muovendo per costruire i rig necessari a ridurre la nostra dipendenza, dagli attuali 98 a 10.000, secondo un esperto tedesco un numero ragionevole. Ogni rig necessita di 50 specialisti, ed è sopratutto li il problema europeo, la mancanza di operatori con le skill necessarie.

Ogni rig poi userà 15 metri cubi di diesel al giorno, ca 94 barili, quindi per 10.000 rig 94.000 barili al giorno. E per costruire l’infrastruttura dei 10.000 rig ci vorranno altri miliardi di barili di petrolio. Scommettiamo che questo farà pressione sul prezzo del petrolio, più che sul prezzo del gas?

8 responses to “Perché scende il gas #2”

  1. Paolo B. says :

    Post incompleto perchè ha tralasciato cose importantissimi quali:

    1) Un giacimento di gas da scisti ha una vita media di 3/4 anni dopodiché declina rapidamente fino al 10% del primo anno di sfruttamento.
    2) L'estrazione di tale gas é devastante per l'ambiente, in particolare per il gravissimo inquinamento delle falde freatiche la cui acqua viene usata in enormi quantità per la frammentazione della roccia che imprigiona tale gas ed arricchita di un “delizioso” miscuglio di sostanze chimiche.
    3) Essendo di conseguenza calato di molto il prezzo di questo combustibile, nessuna multinazionale si sogna di investire oggi nello sfruttamento, molto costoso, di nuovi giacimenti, per cui aspettiamoci entro i prossimi 5 anni il decollo esponenziale del suo prezzo. E comunque il metano non potrebbe mai sostituire il petrolio in tutte le sue applicazioni.

    In definitiva é il classico fuoco di paglia che i media soliti
    hanno definito(per i creduloni che abbondano tra i popoli buoi) come la nuova era dei combustibili fossili che salverà il mondo…

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  2. Pinnettu says :

    Al contrario Paolo….mi sembra un post molto equilibrato.

    Anna fa una analisi nel breve periodo. E nel breve periodo è innegabile che gli shale gas abbiano rivoluzionato il mercato americano.

    Se ricordi (siamo picchiati da abbastanza tempo) il buon M.Simmons attorno al 2004-2005 parlò di crisi imminente della produzione di gas americano. Ancora 2 anni e poi inevitabilmente l'offerta sarebbe crollata. Bastava infatti guardare le riserve e capire che ormai si stava andando verso il collasso della produzione.

    A riprova che le cose stavano effettivamente cosi c'era il prezzo che raggiunse punte elevatissime e la corsa a costruire rigassificatori.

    Ora invece le cose stanno diversamente. Gli shale gas hanno incrementato notevolmente la produzione. Gli USA sono il primo produttore mondiale di gas e hanno smesso di importarne.
    Nel fratempo il prezzo dell'Henry hub è colato a picco e non c'è nessun segno di ripresa.

    Se consideri che il rialzo progressivo della produzione va avanti dal 2006, come minimo gli USA hanno guadagnato complessivamente 10 anni buoni di tempo prima che si ripresenti il problema gas.

    Paolo nessuno crede che gli shale gas ci regaleranno secoli e secoli di bengodi.
    Semplicemente si stà sottolineando come nel breve periodo sono stati determinanti per gli USA e come ancora per un discreto numero di anni (ne secoli e nemmeno decenni) sul fronte gas non ci sarà, prevedibilmente, nessun problema.

    Il resto delle considerazioni (ambientali ed altro) prescindono dal post, che nello specifico caso voleva dare una spiegazione al perchè il prezzo dell'Henry hub sia crollato.
    E la spiegazione si chiama shale gas.
    Fuoco di paglia quanto vogliamo ma in questi ultimi anni hanno inondato il mercato americano di gas.

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  3. oronero says :

    Buongiorno!

    Oppure è il ponte che che ci porterà avanti 5 anni nel tempo quando i giacimenti artici potranno essere sfruttati per davvero?

    Secondo me è più probabile che vengano smantellate enti ambientali statali che protestano contro la distruzione delle falde, che un fermo dell'esplorazione.

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  4. Paolo B. says :

    Pinnettu, io ho parlato di post incompleto, mica l'ho definito non equilibrato, e poi mica metto in dubbio che per ora gli USA abbiano un bel po' di gas a disposizione.
    Giusto qualche anno, meno di 10 sicuramente come dici anche tu e non, come dice oronero, un ponte verso lo sfruttamento dei giacimenti artici(decisamente ipotetico e non economico allo stato delle cose e con l'imprevedibilissima variabile “clima”).
    Che poi sia solo qualche anno di ossigeno per la propria economia “fossile” il governo USA lo sa benissimo(basta che non lo sappia la popolazione).
    Di certo con lo shale gas non potranno tenere in piedi il loro attuale enorme parco auto…

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  5. anonimo says :

    Salve. BuonGiorno Anna (beh, dipende dal fuso orario)

    “Un giacimento di gas da scisti ha una vita media di 3/4 anni”
    (ed essendo la vita media ci si riferisce a quelli gia usati, dunque non quelli che saranno usati)
    “dopodiché declina rapidamente fino al 10% del primo anno di sfruttamento.”
    (anche qui si suppone che i tassi di sfrauttamento, le dimensioni, i problemi, la tecnologia siano quelle attuali: difficile sostenere che fer il futuro tutto sara identico, a meno che l'esperienza non influisce alcunchè)

    Se il post è incompleto allora il le frasi qui sopra sono il trionfo della soggettivita. Peccato che Anna abbia voluto rielaborare (che non è ne stimare ne supporre) solo i dati ufficiali (quelli per il popolo che sa leggere, forse diversi dai dati che si tengono per LORO) e non fare una valutazione sul futuro sulla base di dati che non ci sono: anzi meglio dire che gli unici dati ufficiali sul futuro sono che in questo campo si stà investendo e sulla base delle stime di disponibilità, cioè le frasi sopra cercano di sottointendere esattamente il contrario, più o meno vogliono dire la quantità è trascurabile e le speranze sono vane…bah.

    Definizione interessante insomma: incompleto (?), può essere un post completo?
    Beh, Anna, effettivamente non c'è tutto lo scibile!! vergogna 😀
    Comunque devo trovare curioso anche il definire 3/4 (e magari il signore qui sopra ritiene anche più) anni con il termine “QUALCHE ANNO” (e già, in qualche anno la ricerca resta ferma!…va la va)

    “Basta che non lo sappia la popolazione”…già, questo è sicuro, il punto è: COSA?

    A Pinnettu invece non posso contestare, però faccio presente che i rigassificatori sono infrastruttura che dato che c'è non è detto che non servano in futuro per un FLUSSO AL CONTRARIO rispetto a quello ufficialmente previsto in origine (e magari il vero motivo della realizzazione).
    Cioè se arrivano a spedire virus in centrali nucleari (con i rischi che potrebbero esserci), figuriamoci cosa sono disposti a fare…tanto poi sono sempre operazioni umanitarie…
    Di più: il fatto che abbiano i gas sul proprio territorio non vuol dire che non vogliano tenersi pronti per fare incetta di quello altrui…

    Due DOC sul gas (non che dicano molto, anzi)
    web.mit.edu/mitei/research/studies/report-natural-gas.pdf
    netl.doe.gov/technologies/oil-gas/publications/EPreports/Shale_Gas_Primer_2009.pdf

    ed una pagina da cui ho raggiunto uno dei due
    energytomorrow.org/Shale_Gas.aspx

    (sia chiaro, non che sia felice che ancora ci si debba appoggiare a cose diverse dalle rinnovabili per approvigionarsi d'energia, ma tra sterminare la popolazione o farla ammalare o altro per tenerne sotto conrollo il numero, ed usare il gas…beh, preferisco il gas come energia.

    Ultimo link
    http://www.hessen-nanotech.de/mm/NanoEnergy_web.pdf
    …ora chi lo conosce bene 😀 😀 chieda a Malthus delle nanotecnologie (quelle buone), oppure chiedetelo a Rockefeller (specificate che non parlate di OGM, per evitare incomprensioni), altrimenti chiedetelo allo Zio Bill (specificate che non volete sapere dei metalli pesanti nei vaccini e se ve ne parla fate presente questo http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2010/10/gli-amish-non-si-vaccinano-e-sono-immuni-da-autismo/ ).

    Il paradigna attuale non può continuare…e quando mai è rimasto identico a se stesso? Fortunatamente pochi però hanno chiesto di controllare la popolazione, sfortunatamente, tra loro ci sono alcuni con eccessivo potere economico… già che ci siete (Anna non mi rivolgo a lei in tutto questo e spero non dovrò farlo, e nemmeno a Pinnettu, vale lo stesso) strano che il pil cresca con l'aumentare della popolazione! (non che siano direttamente collegate, tantomeno significa che apprezzo che i rifiuti generati e gli sprechi siano calcolati positivamente nel pil…).

    Saluti.

    anonimo, 😀

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  6. otello says :

    io scrivo come astrowarrior e ti ho linkato dentro …….ciao

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  7. otello says :

    mi spiego male .sono un trader e scrivo come astrowarrior su tradingnostop. li ci farebbe piacere averti .io e jtlivingstone .
    sei molto brava

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  8. oronero says :

    Grazie otello, mi scriveresti una mail per spiegare meglio? vai sulla pagina contact e scrivi nella casella grande, mi arriva in privato.

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