Dollaro, Previsioni prezzo del petrolio

Continua la svalutazione del dollaro:

E questo senza nuovi POMO.

L’Euro ovviamente sempre più forte, con conseguenze negative per l’esportazione italiana.

Ma per fortuna l’Italia è un po’ di anni che aumenta le esportazioni verso la Russia e l’Europa dell’est, e sia zloty che rubel stanno guadagnando verso l’Euro.

L’oro e gli altri commodities stanno volando rispetto al dollaro sempre più senza valore.

Il petrolio anche. Fra poco il prezzo è di nuovo al livello di maggio quando i mercati hanno deciso di crollare.

Questa volta direi che le nostre economie sono ancora più deboli.

Il Venezuela sta sperando che il prezzo aumenti sopra i 90$ e si avvicini ai 100$. Così avranno finalmente i margini necessari per guadagnare qualcosina dalle oil sands, che hanno un costo di produzione di 80$ (dato dal 2008).

L’EIA il 12 ottobre si è detto certo che OPEC in futuro aumenterà la produzione per tenere i prezzi a dei livelli ragionevoli.

”EIA expects OPEC production will rise over the forecast period, keeping oil prices from increasing dramatically. Should OPEC not increase production as global consumption recovers, oil prices could be significantly higher than the central forecast.”

L’ente americana ha rivisto in su la domanda di petrolio per il 2010 e per il 2011 a 85,4 e 86,4 milioni di barili al giorno rispettivamente. Quest’anno sono i produttori non-OPEC che miracolosamente sono riusciti a tenere alta la produzione, ma l’EIA stima che l’anno prossimo il declino dei giacimenti russi e messicani si traduce in 240.000 b/d in meno.

L’OPEC ieri ha risposto dicendo che non intendono minimamente aumentare le quote, e sottolineano quanto è importante che i membri rispettino le quote.

L’organizzazione ha aumentato la previsione per la domanda nel 2010 a 85,59 mb/d, da 84,46 nel 2009. Nel 2011 la domanda sarà di 86,46 mb/d. Secondo l’OPEC la produzione aumentata deve arrivare dai produttori non-OPEC.

Le due enti sono quasi d’accordo sul consumo per quest’anno e quello prossimo.

Anche la IEA ieri ha rivisto in su le stime per la domanda. Per loro nel 2010 è di 86,9 mb/d e 88,2 mb/d nel 2011.

6 responses to “Dollaro, Previsioni prezzo del petrolio”

  1. Anonymous says :

    Sarebbe interessante sapere quale è il prezzo alla pompa in USA.
    Qualcuno ha il dato (magari la serie storica dal 2007 ad oggi)?

    Tello.

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  2. Pinnettu says :

    @Tello

    In questo momento la benzina negli USA stà a 2,8$ al gallone.

    Il record nel 2008 mi pare sia stato di circa 4$ al gallone.

    Qua trovi qualcosa:

    http://tonto.eia.doe.gov/oog/info/gdu/gasdiesel.asp

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  3. Pinnettu says :

    In merito al post mi sembra importante segnalare come in questi ultimi anni sia stata determinante l'inversione positiva della produzione USA.

    Nonostante si trovino in pieno post peak sono riusciti ad aumentare la propria produzione di oltre 1 milione di b/g, contribuendo in maniera significativa al mantenimento degli attuali livelli produttivi. Quasti i dati (Energy Information Administration) degli ultimi anni in milioni di b/g:

    2005…..8,322
    2006…..8,331
    2007…..8,457
    2008…..8,514
    2009…..9,156
    2010…..9,511 (dato parziale)

    Rimangono il terzo produttore mondiale dietro all'Arabia Saudita (9,910 milioni b/g) e alla Russia (10,111 milioni b/g).

    PS. Notare anche la comunanza di vedute sull'entità della domanda da parte di OPEC, IEA e EIA.
    Infatti il dato IEA, depurato dai circa 1,5 milioni b/g di biofuel (che l'agenzia inserisce nel conteggio degli “all liquids”), risulta pressochè identico agli altri.

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  4. fabrizio73 says :

    Ciao Pinnettu
    inanzitutto è un piacere “ritrovarti” e leggere le tue attente osservazioni dopo la tua diaspora dall'altro blog.
    Detto questo sai che la penso diversamente sul picco, e mi piacerebbe chiederti come mai gli USA essendo in piena deplation riescono ad aumentare la produzione. Non so se hai seguito il discorso sui report dell'esercito americano e tedesco, ma a me questa storia che dal 2012 la domanda supererà l'offerta propio non va giù.
    Mi sembra più un copione da film catastrofista che altro…

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  5. Pinnettu says :

    Ciao Fabrizio….anche tu da queste parti!?

    Si devo dire che quello degli USA è un caso che mi ha incuriosito non poco. Più che altro per l'entità del rialzo della produzione. Il fatto di essere in post peak non credo possa escludere alcune parentesi di ripresa della produzione. Già in passato la discesa della produzione USA venne smorzata dai nuovi giacimenti attivati in Alaska. Resta però il fatto che un rialzo di 1 milione di b/g non è poca cosa.

    Purtroppo, non essendo ne un geologo ne un esperto di petrolio, posso basarmi solo su quello che trovo in rete e, causa anche il mio inglese precario, non ho capito se si tratta di una fiammata temporanea (non è detto che la fase calante sia per forza una linea retta) o di qualcosa di più duraturo.

    Quanto al discorso del picco nel 2012, probabilmente ricordi anche la mia posizione che riassumo brevemente.

    Innazitutto non ha senso parlare di picco coincidente con una ben preciso anno. Questo può valere per una singola area petrolifera ma non per la produzione mondiale, dove entrano in gioco troppe variabili.
    Sono più propenso a pensare ad un lungo plateau, il quale peraltro va avanti dal 2005.

    Sempre faccendo riferimento ai dati forniti dalle varie agenzie, e secondo me lecito pensare che ci sia ancora una certo margine di crescita della produzione, che potrebbe anche per un pò sforare il plateau attualmente in corso.
    Mi riferisco in particolare alla spare capacity dell'Arabia Saudita (c'è almeno un milione di b/g che i Sauditi hanno tolto dal mercato nel 2008 che penso siano in grado di rimettere in circolazione), agli ultimi mega project e alla produzione irakena che qualche margine di crescita può averlo.

    Il punto è che, dopo questo, all'orizzonte non si vede nulla!!
    Penso quindi che si andrà avanti ancora per qualche anno su questi livelli produttivi (non escludo però che si possano toccare anche gli 87 milioni di b/g) e che si può pensare ad un inizio della fase calante un pò più in là (2014-15 ???).

    Se nel frattempo si dovesse materializzare la messa in attività di nuovi importanti giacimenti allora le cose possono cambiare. Per ora lo scenario di un plateau decennale (2005-2010) sembra quello più probabile.

    Gli allarmi del Pentagono e del Bundeswher, in fondo, non indicano una data precisa ma una fascia temporale compresa fra il 2012 e il 2015 in cui potrebbe iniziare una fase di depletion della produzione mondiale.

    Comunque Fabrizio credo che già nel 2011 potremmo avere una quadro più preciso sulla reale capacità produttiva mondiale.
    Come fatto notare in precedenza, la domanda ha ripreso a correre (non dimentichiamo che i cali significativi sono avenuti solo nei paesi OECD) riportandosi nel corso del 2010 attorno agli 85,5 milioni di b/g. Non molto lontano dagli 86,3 del 2007 che rappresentano il record assoluto.
    Ora….se, ripeto se, nel 2011 si dovesse seguire quasto trend ci troveremmo in una situazione in cui se la produzione vorrà stare al passo con la domanda dovrà fare un deciso scatto in avanti.
    Se riuiscirà a farlo allora le cose probabilmente sono meno critiche.

    Ovviamente il concetto di picco non viene meno (nessuno peraltro lo nega…non c'è accordo su quando) ed è per quasto che se si vuole portare all'attenzione dei più il concetto di picco è meglio non cercare di stabilire date precise, altrimenti nel 2012, quando secondo me non ci sarà nessun calo della produzione, passeremmo per i soliti millenaristi.

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  6. oronero says :

    “Questa storia del picco…ritengo abbia sempre più punti oscuri: il fatto stesso che necessariamente in termini di dati, ai fini delle valutazioni sul picco, ci si basi sugli stessi che poi sono (quando non favorevoli alla teoria) elaborati da quelle “autorità” che si ritiene mentano…

    Secondo me è proprio sempre più oscura la situazione. Più diventa grave, più si mentirà. Per esempio, nel gennaio 2006 la Petroleum Intelligence Weekly (PIW)diceva di avere accesso a un documento che dimostrava che il Kuwait aveva solo altri 24 miliardi di barili, non intorno ai 100. Il Kuwait ha smentito ovviamente.
    Altri pensano che i paesi OPEC dichiarano le riserve di petrolio TOTALI, cioè quelli che i paesi avevano prima di cominciare a estrarre, non quelli ancora da estrarre.
    L'Arabia Saudita estrae 4 miliardi di barili all'anno, nonostante questo le riserve sono ferme a ca 260 miliardi da 20 anni ormai.

    Secondo la BP la “Reserves-to-Production (R/P) ratio” ci da ancora 46 anni di petrolio, ma questo assume che i giacimenti lavorino costantemente al livello di oggi, invece di diminuire lentamente. La ratio BP non tiene neanche conto dell'aumento esponenziale della popolazione mondiale e l'aumento inevitabile dei consumi.
    etc.

    Quindi non c'è una cifra giusta da nessuna parte…posso usare solo il materiale che trovo in rete, magari avessi accesso a qualche doc come quello del Kuwait, ma allora necessariamente il blog sarebbe anonimo.

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