Iraq (non) ci salva dal picco

Nella disperazione per il ritiro delle truppe americane da Baghdad, l’Iraq prontamente si inventa altre 24% di riserve di petrolio e qua. A questo punto le riserve ammontano a 143 miliardi di barili, su da 115 miliardi. Il ministro per il petrolio al-Shahristani dice che prossimamente si inventerà altre riserve ancora.

I 28 miliardi di barili in più basterebbero per ca 325 giorni di consumo mondiale, una quantità notevole.

Ora il paese deve solo informare l’OPEC, in modo che l’organizzazione possa includere i nuovi giacimenti nelle statistiche ufficiali.

L’Iraq ora produce solo 2,5 milioni di barili al giorno, una quantità piccolissima, e dovrebbe arrivare a 4 milioni al giorno, come il vicino di casa Iran, prima che l’OPEC possa di nuovo imporre delle quote di produzione.

Il sig. al-Shahristani si aspetta che il paese quintuplica la produzione di petrolio nei prossimi 10 anni, estremamente ottimista, visto che stanno cercando dal 2003 di aumentare la produzione senza riuscirci.  Ma quando il paese verrà incluso nella lista OPEC hanno bisogno di una quota decente per non rischiare di frantumare l’economia irachena, dipendente all’80% dal petrolio.

Diciamo che se tutto questo è vero, una produzione aggiuntiva di petrolio convenzionale di 15 milioni di barili al giorno permetterebbe il prezzo mondiale a rimanere “ragionevole”. A parte l’Arabia Saudita, oggi i due paesi con le maggiori riserve, Venezuela e Canada, posseggono quasi solo petrolio non convenzionale, che necessita di un prezzo alto per poter essere estratto.

Le nuove riserve mettono Iraq al quarto posto per quanto riguarda le riserve.

Ovviamente può essere tutto vero. Ma anche falso. Dobbiamo ricordarci che i numeri sulle riserve che ci fornisce OPEC sono pura fantasia, non cambiano né in su né in giù da venti anni, quindi oltre al top management dell’OPEC nessuno sa quanto petrolio esiste davvero nella zona.

Tutto il mondo sta già calcolando con una produzione maggiore irachena nelle previsioni per il picco del petrolio. Se questa produzione maggiore non avviene, il picco/plateau o come lo vogliamo chiamare, sarà semplicemente più breve, e la discesa più ripida.

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3 responses to “Iraq (non) ci salva dal picco”

  1. andreaX says :

    Tempo uno o due anni al massimo e la produzione mondiale di petrolio inizierà inesorabilmente a decrescere, a quel punto nessuno potrà più negare l’evidenza: il pianeta si trova in una condizione di emergenza globale ed epocale.

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    • Mario95 says :

      e poi anche se la bp dice che ai ritmi attuali di estrazione il petrolio dura fino al 2046,i paesi OPEC,una volta che avranno aumentato abbastanza i consumi interni si terrano il petrolio per loro!!

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  2. Pinnettu says :

    Sembra davvero una gara…..tutto negli ultimi due mesi.

    Dopo il Venezuela e l’Iraq, ora anche l’Iran annuncia di aver aumentato le proprie riserve di greggio.

    http://news.yahoo.com/s/afp/20101011/wl_mideast_afp/iranenergyoilreserves

    PS. Un saluto a tutte le vecchie conoscenze di crisis e petrolio, oltre che naturalmente ad Anna.

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