Perché scende il gas

Per chi è arrivato qui gogolando “perché scende il prezzo del gas?”

Il gas fossile ha un uso molto più diversificato rispetto al petrolio. Viene usato nell’industria, nel settore privato e in quello commerciale, per il riscaldamento e anche per la generazione elettrica, e si pensa che sostituirà il petrolio per i trasporti privati.

Quindi il suo consumo è meno robusto rispetto a quello del petrolio, che a breve termine non può essere sostituito da niente. Chi usa la macchina per andare al lavoro, deve per forza fare il pieno di carburante. Ma chi ha una casa, non la deve per forza riscaldare a 24°C. Bastano anche 18°C e un bel maglione (e si dorme pure meglio). E se questo non basta, per risparmiare si sta attenti a usare meno elettricità. L’industria in recessione usa meno elettricità quando le fabbriche chiudono, e nei centri cittadini ci sono molti negozi chiusi.

Sono certa che in tutto il mondo la gente sta girando i centesimi. Ma sono anche certa che in tutto il mondo c’è gente che installa impianti fotovoltaici a casa. Ormai abbiamo capito che i prezzi possono solo salire, ma sta nascendo anche una consapevolezza per quanto riguarda il nostro ruolo nel riscaldamento globale. I livelli preindustriali di CO2 nell’atmosfera non avrebbero prodotto i disastri degli ultimi tempi. Ogni casa con pannelli sul tetto toglie domanda di gas.

Per non parlare degli impianti di generazione elettrica solari e eolici a grandi dimensioni. Questo è un settore in forte espansione praticamente ovunque.

Stiamo lasciando alle spalle l’estate e il decennio più caldo degli ultimi 130 anni (cioè da quando ci sono le misurazioni a livello globale). Incredibilmente c’è ancora gente che sostiene che si usava il maglione in Liguria a giugno, e quindi il riscaldamento globale è una bufala. Nella parte nord di Rio de Janeiro spesso la temperatura è di un grado più basso che qua nella parte sud. Vorrei vedere chi sostiene che il riscaldamento globale ha colpito più Laranjeiras che Recreio. Se non è scemenza quello non so cosa lo è.

È stato un’estate dove si crepava dal caldo, in molti parti del mondo. Il consumo di NatGas ovviamente è stato alto, con prezzi in salita per tutto l’estate per la domanda di aria condizionata e refrigerazione. Ora finalmente le temperature scendono, ma il freddo non è ancora arrivato, e quando arriva, è più mite. Quindi domanda di gas decrescente.

In futuro la domanda per il gas sarà meno pronunciato durante l’inverno, e più pronunciato durante l’estate. La domanda sará meno ciclica.

Ovviamente ci sono parti del mondo, come la Scandinavia, dove l’inverno diventerà più rigido, per colpa del riscaldamento del mare che porta a precipitazioni sempre maggiori. Ma vogliamo mettere 9 milioni di svedesi contro 56 milioni di Italiani? Chi vince? Scala, ragazzi.

A lungo termine si prevede prezzi più alti. La domanda di elettricità cresce per forza con la popolazione mondiale in aumento esponenziale, e probabilmente il gas fossile prenderà una fetta più grande del mercato carburanti per macchine.

Ma a breve termine bisogna fare i conti con le temperature “invertite” che distribuisce la domanda sull’arco dell’anno intero, l’economia debolissima, e la produzione che continua fortissima dopo l’aumento dei prezzi fino a luglio 2008. Il prezzo al wellhead è diminuito del 50% da allora, ma non è così semplice smantellare le strutture costruite durante periodi forti solo perché è arrivata la recessione. Le compagnie di gas sanno che il futuro porta prezzi più alti e quindi scelgono di sopravvivere per ora senza margini, perché non possono lasciare in disuso le strutture.

Se proprio dovessi investire nel fossile sceglierei il petrolio, che come abbiamo visto, ora ha una correlazione negativa con il dollaro. Anche oggi il dollar index sta scendendo. Tante candele rosse di fila.

PS: C’è una specie di video interattivo sulla crisi energetica e il riscaldamento, su http://www.collapsus.com. La parola infowars dovrebbe farvi entrare.

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