Pubblicità sopportabile per un futuro insopportabile

Per la prima volta in vita mia non mi sono addormentata guardando una pubblicità per un automobile nuovo. Questa della Nissan sarà costato milioni di dollari, quindi è leggittimo pensare che la Nissan vede il futuro nei veicoli elettrici.

Spero che la pubblicità avrà ampio spazio nei media e che ai disinformatori verrà un bel mal di testa: Una pubblicità supercommerciale che non ha paura di dire a tutto il mondo “guardate che il riscaldamento globale è colpa nostra”.

Non presenta un argomento, ma fa un appello al nostro sentimentalismo, senza essere leziosa, e direi che essendo una pubblicità ha il diritto a non disturbarci più di così. Mi piace il fatto che accetta l’esistenza dei cambiamenti climatici e accetta la causa come antropogenica.

L’orso polare è l’icona numero uno del riscaldamento globale. Non esiste altro animale così presente nella mente pubblica come lui, da solo su un pezzo di ghiaccio staccato dall’Artide.

È veramente l’ora che i marketing skills delle multinazionali se mettono a lavorare per le tecnologie nuove. E per questa volta cercherò di non ricordarvi che le materie prime per costruire tutti questi VE non esistono (ups, già fatto).

Poi abbiamo tutto il discorso che gran parte dell’elettricità viene prodotta in impianti a carbone, quindi alla fine le emissioni di CO2 restano uguali, se non usi una rete elettrica che viene alimentata maggiormente da idro o dal nucleare.

E per l’orso polare potrebbe essere troppo tardi. Ormai c’è consenso tra i ricercatori sul ghiaccio artico che il trend della sua sparizione è negativo e inarrestabile, anche se qualcuno sostiene che sopra Canada dell’Est e Groenlandia potrebbe rimanere anche ben oltre gli anni ’20.

Quando il ghiaccio artico si scoglie rilascia milioni di tonnellate di CO2, intrappolate da decine di migliaia di anni, che non faranno altro che riscaldare ulteriormente il pianeta.

E per peggiorare ulteriormente la previsione, si crede che quando il permafrost in Alaska e Russia comincerà a sciogliersi, ci saranno massicce emissioni di gas serra, visto che queste terre contengono il 30% di tutto il carbone immagazzinato sulla terra.

Se avessi tanti soldi investirei in terreni agricoli in tante zone diverse, ovviamente dopo aver studiato tutte le mappe prodotti dei vari centri di ricerca, per capire dove nel futuro sarà ancora possibile coltivare il grano. Romania potrebbe essere una possibilità.

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