Aggiornamento Arabia Saudita

Ancora news interessanti dall’Arabia Saudita.

La compagnia cinese Sepco III Electric Power Construction Corp costruirà una nuova centrale elettrica saudita, che sarà integrato con un nuovo impianto di desalinizzazione sulla costa. A costruire il desalinizzatore invece sarà la compagnia sud-coreana Doosan Heavy Industries and Construction Co. L’impianto dovrebbe essere pronto nel 2014 e fornirà il paese con 1,025 milioni mt3 di acqua al giorno.

Quello che non dicono nell’articolo di Reuters è che sia la centrale elettrica che il desalinizzatore verranno alimentati con petrolio.

Per colpa della scarsità di gas fossile nel paese è stato rilasciato un decreto che costringe tutte le nuove centrali di alimentarsi con petrolio:

Un aspetto correlato è che il regno sta lottando per gestire la rapida crescita della domanda interna di gas naturale, che ha costretto il governo a chiedere che tutte le nuove centrali elettriche termali verranno alimentati con petrolio.

Oggi spesso lo sprecano iniettandolo nei pozzi in declino per aumentare la pressione. Il regno sta cercando di sviluppare i campi offshore per riuscire a alimentare la nuova industria petrolchimica che sta nascendo nel paese.

Freni

L’Arabia Saudita avrebbe dovuto prendere altre strade per la generazione di energia elettrica molto prima. Il freno pare sia stato il conservatissimo re, ma ora qualcosa si sta muovendo nel nucleare e nel solare. È stato costruito il primo impianto nucleare, e ci sarà anche un nuovo impianto per la desalinizzazione alimentata con il solare, che produrrà però solo miseri 30.000 metri cubi al giorno.

Non solo il re frena, ma anche la mancanza di know-how tecnologico. Non ci sono abbastanza ingegneri esperti e operai specializzati per realizzare nuovi impianti con teconologie di punta. In Svezia non c’è abbastanza sole per tutti gli esperti, in Arabia non abbastanza esperti per tutto il sole. Mismatch totale.

Infrastruttura

Secondo la banca centrale saudita il regno dovrebbe investire 266 miliardi di dollari fino al 2025 nelle infrastrutture per l’acqua e la generazione elettrica (+altri 150 miliardi per il resto dell’infrastruttura), per coprire la crescita esponenziale del paese, mentre solo 80 miliardi sono stati budgetati in tutto. Il consumo elettrico dovrebbe crescere del 22% nei prossimi 4/quattro anni, soprattutto per coprire il bisogno di acqua della popolazione, che altrimenti morirebbe di sete, e gli impianti di aria condizionata, che durante il periodo estivo con 40-50° vanno al massimo per almeno 8 ore al giorno.

Il paese è più che perfetto per l’uso di impianti di energia solare, visto che il picco di domanda coincide con il picco di radiazione solare. Oggi l’elettricità costa 0,03$/kWh, praticamente gratuito. Il costo dell’energia solare sarebbe di 0,08$/kWh, 160% in più. Dal mio punto di vista è più che modesto, ma certamente in un paese abituato all’energia gratuita un aumento massiccio genererà proteste in linea con l’aumento dell’età pensionabile in Grecia. Ti tolgono una roba gratuita, anche se assurda, ti arrabbi.

Quindi preferiscono bruciare i soldi, letteralmente:

Allo stesso tempo, il volume dell’esportazioni di greggio sotto lo scenario BAU dovrebbe diminuire dai 5.7mb/d registrati nel 2009 a 4.8mb/d nel 2014, causato della crescente domanda interna. Gli analisti di JP Morgan prevedono che entro il 2012 il paese potrebbe bruciare 0,9-1,2 mb/d di greggio per la produzione di energia elettrica nei mesi estivi, rispetto ai 470.000 b/d bruciati nell’estate del 2009. Più significativamente, Saleh Alawaji di recente ha detto all’agenzia di stampa Reuters che il Regno sta cercando di aumentare l’uso di petrolio per la generazione di energia ai 2,5 mb/d entro il 2020, dai 1,5 mb/d registrati l’anno scorso.

Quindi il milione extra di barili bruciati al giorno non verrà da un’aumento di produzione, ma da una diminuzione dell’esportazione.

29 milioni di sauditi più 6 milioni di stranieri in un deserto senza acqua dove non cresce niente. Come mantenerli tranquilli? Con acqua e aria condizionata a basso prezzo. Si vede anche che sono meno preoccupati per la riduzione del reddito derivante dal petrolio, di quanto si potrebbe pensare. 900.000 barili al giorno x 75 dollari = 67.500.000 $ al giorno in meno. O calcolano con prezzi più alti nel futuro, o vengono già ora pagati in altri modi. Oro?

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