Troppo presto per le navi

Un settore dove non conviene assolutamente investire adesso per il breve termine dovrebbe essere la marina mercantile. Leggendo l’ultimo Report di Cotzias per la settimana 35 l’analista dà l’allarme per la quantità di navi nuove che sono stati ordinati nel 2007 e che da un anno stanno raggiungendo le acque.

L’aumento è di 728 navi in più con una capacità extra di 64.000 tonnellate. Ora sono 7778 navi con una capacità di 489.000 tonnellate, in un settore che già stava annegando.

In più quest’anno sono stati ordinati altre centinaia di navi nuove, con consegna nel 2014.

Ora ci sono tante navi alla caccia di cargo sempre meno/sempre più piccole, quindi il settore si spara da solo nei piedi.

I vari indici sono migliorati negli ultimi due mesi, e le perdite subite durante l’estate sono state coperte del 60%. Gli enormi problemi infrastrutturali cinesi stanno riportando la domanda cinese per il ferro a livelli redditizi per i trasporti merce.

Ma “Comunque siamo scettici per quanto riguarda lo stato e la condizione dell’economia dei principali paesi sviluppati che non hanno la dinamica  e la crescita che tutti noi speravamo di vedere” continua l’analista ma dice che forse evitiamo il famoso “double dip” visto che i settori industriali americani sono già così depressi che non possono andare più in basso. Se questo è il minimo che dobbiamo temere il settore dovrebbe sopravvivere.

Quindi nel breve termine i proprietari delle navi subiranno delle perdite quando il mercato sarà nelle mani di chi potrà scegliere liberamente le navi nuovi e veloci.

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Chi invece sopravvive i prossimi anni potrà scegliersi i clienti, quando l’offerta di petrolio subirà delle restrizioni.

Produttori di merce dovranno scartare trasporti aerei e trasporti pesanti su ruote dove possibile. Il trasporto su rotaie consuma molto meno petrolio del trasporto aereo o dei camion, e sarebbe quindi una buona alternativa. Solo che negli US non esistono praticamente più le rotaie e in Europa le ferrovie non sono da anni sulle liste per le priorità infrastrutturali e si trovano spesso in stati di negligenza.

Forse quindi la marina mercantile vede più lontano del resto di noi e si prepara a un mondo con tutti i trasporti sull’acqua.

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