E ancora prezzo del petrolio

Non sarà sfuggito a nessuno che il prezzo del petrolio è diminuito in agosto. Il 4 agosto avevamo un nuovo massimo di 82, ora sceso a 74$ per il WTI, la media finale sarà sui 77$. Questo non è normalissimo, perché agosto di solito è un mese abbastanza forte.

Durante il periodo estivo e vacanziero misteriosamente gli americani scelgono di guidare ancora di più le loro SUV di quando durante l’anno lavorativo stanno fermi nelle code sulle loro strade pendolari sempre più lunghe.

Logicamente il settore petrolifero ha ribattezzato l’estate “driving season”, e ci si aspetta normalmente un aumento dei prezzi. Infatti, è successo solo 2/due volte in 11/undici anni che il prezzo ad aprile cominciasse a scendere invece di salire.

Gli aumenti si hanno da aprile a giugno, e da luglio ad agosto, mentre invece giugno-luglio spesso vede una piccola correzione.

Il 2001 il prezzo ha seguito l’economia debole dopo il crollo delle borse nel 2000. A fine agosto il prezzo era praticamente uguale che ad aprile. Negli altri anni, i prezzi sono sempre saliti sul periodo, con un prezzo più alto a fine agosto rispetto ad aprile.

Nel 2005 i prezzi inizialmente in discesa potrebbero rispecchiare l’aumento di produzione avvenuto nei 2/anni precedenti. Dopodiché sono arrivati gli uragani, non solo Katrina e Rita, che hanno effettivamente ridotto la produzione del Golfo del Messico per alcuni mesi.

Sempre prezzi in salita, quindi, tranne che nel 2010. La discesa aprile-maggio di quest’anno è senza precedenti. 12,5% in meno a maggio rispetto ad aprile.

E come nel 2008 quando il prezzo del greggio è sceso per il crollo della Lehman, Merrill Lynch, e il bailout di Freddie e Fanny e Aig, nel maggio del 2010 il prezzo ha rispecchiato le paure a seguito delle notizie sull’Europa indebitata fino alle orecchie, se non oltre.

Le crisi finanziarie hanno effetti più forti sul prezzo che le solite variazioni stagionali. Né il disastro BP, né gli uragani sono riusciti a tirare su il prezzo del greggio più di tanto per la fine di agosto.

Guardando lo stesso grafico per l’anno intero, cioè con gennaio = 100, è più facile vedere come il prezzo del petrolio segue la borsa:

Borsa crollata verso la fine del 2000, prezzo in discesa.

Nel 2001 debole ma stabile fino agli attacchi terroristici, poi crollo.

Crescita nel 2002, assestamento nel 2003, salita con correzione finale nel 2004.

Nel 2005 prima forte e poi debole per colpa degli uragani.

Il 2006 forse un eccezione, con l’economia comunque in salita. Forse l’aspettativa “uragani” ha riempito i magazzini, e poi non è successo niente, che disappunto.

Borse forti pre-crollo nel 2007 e 2009, prezzo in salita. Borse in discesa nel 2008 e 2010, petrolio in discesa.

A occhio nudo si vede anche che quando si inizia dubbiosi, si continua deboli.

Visto che i giornali non parlano d’altro che di “double dip”, difficoltà immobiliare (asfittico quello italiano pare), disoccupazione, secondo me potremmo tranquillamente cataloghizzare il 2010 sotto “debole”.

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