Baltic Dry Index

Esiste un indice di cui tutti si fidano ancora come indicatore dell’attività economica mondiale. Si chiama Baltic Dry Index (BDI) e viene pubblicato di The Baltic Exchange, il mercato globale per il brokeraggio di contratti shipping, cioè trasporto su navi merci. È quindi un luogo dove venditori e compratori negoziano contratti e futures per il trasporto di merce, in forma di materia prima, tra gli altri carbone, acciaio, cemento e ferro.

Come il Lloyd’s Coffee House ha dato origine al gigante delle assicurazioni, qui è stata la Virginia and Maryland Coffee House che ha ospitato il germoglio del Baltic Exchange nel lontano 1744 (tra l’altro un’ottima conferma della tesi: vai a un party se vuoi avere contatti e informazioni utili per il tuo business…meglio bere insieme che mandare fax noiosi…)

Il motivo della fiducia di cui gode la Baltic Exchange è il semplice fatto che questa borsa non è pubblica come per esempio la New York Stock Exchange o la Borsa di Milano, ma posseduto e operato solo dai propri membri. Inoltre è vietata la speculazione sulla borsa, gli unici che possono operare hanno davvero merce da trasportare.

L’indice pubblicato da questa borsa è uno dei più seguiti indicatori di attività economica. Il BDI misura la domanda per trasporti delle materie prime che sono i precursori della produzione. Dove altri indicatori guardano il passato, il BDI è una foto della situazione in tempo reale.

IL BDI è la media giornaliera del prezzo per il trasporto delle materie prime. L’indice rappresenta il costo pagato dal cliente finale sull’Exchange per assicurarsi che l’armatore trasporta la sua merce intorno al globo.

Fattori che influenzano l’indice:

  • Quando la domanda per una materia prima cresce, aumenta anche il BDI, indipendente dal prezzo spot della materia. La Cina non è più esportatore di carbone ma importatore. Le quantità di carbone trasportato su navi dall’Australia sono aumentate, alzando il prezzo del trasporto marittimo di quella materia. Quando l’indice dal 2005 fino alla fine del 2007 è cresciuto più del 300% era dovuto alla domanda crescente cinese. Ora la situazione si è calmata, l’industria cinese sta rallentando, e così anche il BDI. In ogni caso, un operatore come la greca Cotzias stima che le importazioni di carbone in Cina quest’anno saranno 70% più alti rispetto all’anno scorso.
  • Il BDI dipende anche dal numero di navi. Nel 2008 i prezzo sono aumentati vertiginosamente a causa della mancanza di navi. Si stima che la situazione sia cambiata alla fine del 2009 con la consegna di tante nuove navi. Oggi ci sono analisti che dicono che il crollo del indice è colpa o merito (dipende sempre dal punto di vista) di tutte le navi nuovi nelle mari, e non dalla domanda minore di materie prime nel mondo. Soltanto da gennaio 2010 sono stati consegnati 430 navi nuove, contro solo 170 navi rottamate. Le navi vivono 25 anni in media.
  • Il tempo. Quando fa freddo aumenta la domanda di energia, e quindi di carbone. Il BDI aumenta.
  • Prezzi Bunker fuel. Il carburante delle navi, il bunker fuel, rappresenta tra un quarto e un terzo del costo del trasporto. Quando nel 2008 il prezzo del greggio è salito fino a 140 e rotti dollari, tante compagnie hanno ordinato alle navi di andare più lentamente per risparmiare carburante, facendo crescere il BDI.
  • Colli di bottiglia. Metà dei trasporti devono passare per uno dei famosi colli di bottiglia, lo stretto di Hormuz, il Panama Canal, il Bosporo, il Suez e altri. Questi stretti hanno un tetto per il numero di navi che possono passare ogni giorno, mese e anno, e quindi c’è un tetto sul tonnellaggio che può essere trasportata sulla rotta. Si pensa che lo stretto di Bering sarà la grande novità nello shipping strategico.
  • Infrastruttura dei porti. Tanti porti oggi non riescono a ricevere quantità più grandi di merci, perché sono tanti anni che i porti non vengono allargati o ricostruiti.
  • Situazione lavorativa nei porti.
  • Pirateria. Sta peggiorando molto ultimamente. L’uso di navi militari per proteggere la merce e assicurazioni più cari fanno aumentare i costi di trasporto.
  • In futuro: nuove rotte. Le Nazioni Uniti nel IPCC Report on Climate Change 2007 ha decisamente sottovalutato lo scioglimento dello ghiaccio artico, per cui oggi si stima che trasporti artici saranno possibili già nel 2013. Pessima notizia per il mondo, ottima per il trasporto marittimo. L’ultima notizia dice che la Cina vorrebbe costruire un porto profondo a nord dell’Islanda.

Per riassumere, chi vince quando aumenta il BDI sono gli armatori, e chi vince quando diminuisce sono tutti gli altri consumatori lungo la catena di distribuzione. Produttori vincono per i margini più larghi, e noi consumatori per i prezzi che se non diminuiscono, almeno non aumentano…

Mi sono interessata del BDI perché oggi su zerohedge c’è una breve analisi della situazione.

Nell’ultimo mese il BDI è sceso al livello più basso in un anno. Si tratta anche della discesa più rapida dall’autunno 2008. Nell’estate 2008 il BDI era arrivato a un record di 10.000 punti, ma in pochi mesi e collassato fino a 1000. Nel 2009 c’è stata una piccola ripresa, quando le economie hanno ripreso a crescere e chiedere materie prime e energia, ma la crescita si è praticamente fermata nel 2010. E ora il BDI è crollato di 2000 punti in un solo mese.

“The BDIY chart has now completed a rather mutated head and shoulders, after dropping nearly two thousand points in the span of a month – the fastest plunge since the S&P 666 days.And with the Bank of China in liquidity salvage mode as reported earlier, look for much more gravity to come in this index.”

Per finire cito il divertentissimo report settimanale (settimana 25) di Cotzias sulla situazione mondiale:

“European and US economies still have strong “ill” signs and the “antibiotics” necessary to cure their economic development cancer have not been prescribed yet…!”

Vero?  Regalare miliardi di euro alla Grecia evidentemente non è considerato l’antibiotico giusto neanche da un gigante dell’industria greca.

Fonti:
http://www.wikinvest.com/stock/Baltic_Dry_Index_-_BDI_%28BALDRY%29
http://www.balticexchange.com/default.asp?action=article&ID=2
http://www.cotzias.gr/index1.html

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