Peak gas in Europa, Italia

Ho tirato giù dall’EIA i dati sul gas naturale specifici per l’Italia.

Vediamo come siamo messi. Il consumo aumenta, giusto, visto che il consumo di petrolio diminuisce e da qualche parte bisogna prendere i combustibili fossili (più avanti vedremo il carbone). La produzione nazionale sembra in discesa, con un picco plateau dal 1993 al 1997. Visto che la produzione scende, e il consumo cresce, anche l’importazione deve aumentare.

Rispetto al picco nel 1994 la produzione è scesa del 55%.

L’importazione di gas naturale dal 1994 al 2008 è aumentato del 163%.

E il consumo di gas naturale in 28 anni è aumentato di un fortissimo 208%.

Vediamo le riserve nazionali:

Visto che non ho i dati per il 2009 non so se forse sono stati trovati immensi giacimenti di gas naturale estraibile da qualche parte. Probabilmente no però. E quindi siamo vicini al punto in cui tutto il gas deve essere importato.

La crescita della popolazione di 3% è bello correlato al consumo di gas naturale. 199% di crescita del consumo di gas pro capite.

Totalmente diverso quello del petrolio:

Più gente, ma meno petrolio pro capite.

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Il prezzo del gas naturale viene deciso, almeno per quanto riguarda gli US, dal Henry Hub :

Ed è un po’ che gira intorno ai 4 dollari /mmBtu (milioni di British Thermal Units) dove 1 mmBtu = 28.263682 m3

Allora 84 miliardi di metri cubi, divisi 28,26 = ca 3 miliardi mmBtu

3 x 4 = 12 miliardi di dollari in spesa annuale se il prezzo rimane a questo livello. Ma è previsto che aumenti.

Ovviamente il gas naturale importato in Europa viene dalla Russia e dalla Norvegia, visto le difficoltà nel trasporto del gas su tratti più lunghi. Nel 2006 la Russia e la Norvegia erano responsabili del 62% delle importazioni europee.

(Per l’Italia i paesi esportatori sono: Russia, Algeria, Libia, Olanda, Norvegia. )

Le produzioni norvegesi, olandesi e russe sono già in declino, per cui L’Italia dovrà lottare con le unghie per riuscire a comprare tutto il gas di cui ha bisogno.

E così sull sito della ENI le press release che parlando di incontri con Igor Sechin, uno degli uomini più potenti del mondo,  sono abbastanza frequenti. In più l’ENI ha appena ceduto una compagnia brasiliana che opera nel gas naturale per 250 milioni di dollari alla Petrobras. Ottima mossa, così si liberano fondi per sviluppare licenze più vicine a suolo Italiano.

L’unico studio che sono riuscita a trovare sul declino del gas europeo è una tesi di dottorato svedese.

Il motivo dello scarso interesse per il peak gas è probabilmente il fatto che bisogna concentrarsi sul peak gas regionale, e non globale, visto che il mercato del gas naturale è  regionale e non globale.

L’Italia ha vissuto il suo peak gas nel 1993-97, se devo credere al grafico che ho creato con i dati dell’EIA.

Gazprom ha dichiarato che la Russia non aumenterà più la produzione.

Diciamo che la produzione in Russia non solo rimane stabile, ma comincia a diminuire. Allora la parte esportata per forza diminuirà ancora più in fretta, mentre il consumo europeo sta aumentando. Quali saranno i clienti che la Russia eliminerà dalla loro lista?

Ucraina no, la Russia ha già assicurato il gas al paese per la concessione di poter continuare a tenere basi militari sul Mar Rosso.

Germania no, la tedesca E.On è il proprietario estero più grande della Gazprom.

E neanche i paesi che potrebbero minacciare militarmente il Nordstream, il gasdotto che unisce la Russia con l’Europa tramite il Baltico.

Cosa potrà offrire l’Italia in termini di politica estera alla Russia per garantire la fornitura di gas?

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4 responses to “Peak gas in Europa, Italia”

  1. Francesco says :

    Ma non avevano detto che l’Italia sarebbe diventata la piattaforma logistico strategica per la distribuzione del gas?
    Si, la piattaforma di sticazzi….

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  2. oronero says :

    Può darsi, non ne so ancora abbastanza. Quando avrò tempo mi aggiornerò e scriverò quello che trovo.

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  3. silviu' says :

    Guarda caso, proprio oggi su Mercato Libero titolano GAS SUPERSTAR e un commentatore si stupisce della debolezza del petrolio…
    Sarà un aiuto in più per il Southstream???

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