Archive | giugno 2010

Sul treno…

si sta così bene. Fuori dalla finestra c’è la natura svedese in piena esplosione estiva, ho il notebook acceso e attaccato alla corrente (ci sono le spine), Internet funziona. 99 SEK per tutto il viaggio (10 euro), per chi non ha il modem mobile (come me).
Viva il treno!

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si sta così bene. Fuori dalla finestra c’è la natura svedese in piena esplosione estiva, ho il notebook acceso e attaccato alla corrente (ci sono le spine), Internet funziona. 99 SEK per tutto il viaggio (10 euro), per chi non ha il modem mobile (come me).
Viva il treno!

Piccol(issim)a scoperta di petrolio

Sembra quasi umoristica la notizia che la Gran Bretagna nel mare del nord ha fatto una nuova scoperta di un grande giacimento. L’azienda dal nome conveniente EnCore Oil dice che ci sono almeno 300 milioni di barili nel giacimento Catcher, ma che sperano di trovare molto di più nel giacimento.

I 300 milioni sono oil-in-place, cioè la quantità fisica che si trova la sotto. Con le tecnologie migliori oggi riusciamo a tirare fuori al massimo il 40 %, quindi 120 milioni di barili.

Chiunque segue il petrolio sa che 120 milioni di barili corrispondono a ca 1,4 giorni di consumo mondiale. Un giorno e mezzo, quasi.

Questa scoperta è la più grande in 10 anni nel Mare del Nord, dopo il giacimento Buzzard, scoperta nel 2001 nel mare davanti a Aberdeen.

La produzione di petrolio nel Mare del Nord ha vissuto il picco 10 anni fa e continuerà a diminuire…

In ogni caso, siamo tutti disperatamente in cerca di petrolio, e l’azione EnCore oggi ha fatto il 38% in su.

Piccol(issim)a scoperta di petrolio

Sembra quasi umoristica la notizia che la Gran Bretagna nel mare del nord ha fatto una nuova scoperta di un grande giacimento. L’azienda dal nome conveniente EnCore Oil dice che ci sono almeno 300 milioni di barili nel giacimento Catcher, ma che sperano di trovare molto di più nel giacimento.

I 300 milioni sono oil-in-place, cioè la quantità fisica che si trova la sotto. Con le tecnologie migliori oggi riusciamo a tirare fuori al massimo il 40 %, quindi 120 milioni di barili.

Chiunque segue il petrolio sa che 120 milioni di barili corrispondono a ca 1,4 giorni di consumo mondiale. Un giorno e mezzo, quasi.

Questa scoperta è la più grande in 10 anni nel Mare del Nord, dopo il giacimento Buzzard, scoperta nel 2001 nel mare davanti a Aberdeen.

La produzione di petrolio nel Mare del Nord ha vissuto il picco 10 anni fa e continuerà a diminuire…

In ogni caso, siamo tutti disperatamente in cerca di petrolio, e l’azione EnCore oggi ha fatto il 38% in su.

Il futuro: Nucleare

Mi sono momentaneamente dimenticata del nucleare, la stampa ultimamente non ne parla molto. Ora la IEA ci ricorda che è l’unica tecnologia non-carbonio in grado di sostituire parte dei combustibili fossili.

Traduco la press release dal sito IEA: L’espansione dell’energia nucleare sarà il contributo chiave per combattere i cambiamenti climatici … Continua a leggere…

Il futuro: Nucleare

Mi sono momentaneamente dimenticata del nucleare, la stampa ultimamente non ne parla molto. Ora la IEA ci ricorda che è l’unica tecnologia non-carbonio in grado di sostituire parte dei combustibili fossili.

Traduco la press release dal sito IEA: L’espansione dell’energia nucleare sarà il contributo chiave per combattere i cambiamenti climatici …Quasi un quarto dell’elettricità globale nell’anno 2050 potrà essere generato da energia nucleare, riducendo notevolmente le emissioni di gas serra.

Questa è la tesi centrale della Nuclear Energy Technology Roadmap pubblicato il 6 giugno dalla IEA e la NEA (OECD Nuclear Energy Agency).

Una espansione di tale entità richiede che la generazione di energia nucleare triplicherà nei prossimi 40 anni, un’obiettivo ambizioso ma possibile, secondo la Roadmap.

Allo East Asia Climate Forum in Seoul, IEA Executive Director Nobuo Tanaka diceva che “Energia nucleare è una delle tecnologie chiave per energia low-carbon, che può contribuire, insieme a una maggiore efficienza energetica, le energie rinnovabili, e CSS, alla decarbonizzazione della fornitura di energia elettrica nel 2050.” … Secondo la roadmap, il nucleare è una tecnologia low-carbon matura, destinata a espandere rapidamente nei prossimi decenni. Gli ultimi reattori in costruzione si basano su più di 50 anni di sviluppo…

Non c’è bisogno di ulteriori sviluppi tecnologici per arrivare a quel livello di espansione nucleare. Le barriere sono invece connessi a politica, industria, finanza e accettazione pubblica. La roadmap descrive un piano azione per governi, industria e altri per superare queste barriere. Oltre all’accettazione pubblica il prerequisito è una politica pro-nucleare chiara e stabile. Inoltre è necessario implementare dei piani per disporre dei rifiuti radioattivi. Il sistema internazionale che salvaguarda la distribuzione di tecnologia e materiale nucleare deve essere mantenuto e rinforzato.

La grande sfida per molti paesi sarà finanziare la costruzione di nuovi impianti nucleari. In alcuni casi i governi dovranno sostenere gli investimenti nello sviluppo nucleare tramite prestiti garantiti fino a quando i programmi non sono completamente avviati. Le capacità industriali e le risorse umane necessari per costruire, operare e mantenere gli impianti nucleari devono aumentare durante i prossimi anni per permettere al nucleare di espandere rapidamente. …

La “Nuclear Energy Technology Roadmap” è il risultato della collaborazione tra IEA e NEA e fa parte di una serie che la IEA sta preparando insieme ad altre organizzazioni e industrie, come richiesto dal G8 in Giappone nel 2008.

L’obiettivo complessivo è di promuovere sviluppo e implementazione delle tecnologie low-carbon che possono aiutarci a ridurre le emissioni di CO2 del 50% per l’anno 2050.

Attualmente nel mondo esiste una capacità nucleare di 370 GW elettrici (GWe), che fornisce il 14% dell’elettricità globale. Nello scenario IEA che prevede una riduzione del 50% delle emissioni di anidride carbonica per il 2050 (scenario BLUE Map), sul quale si basa la Roadmap, la capacità nucleare crescerà fino 1.200 GWe che copriranno il 24% dell fabbisogno. La produzione totale di elettricità dovrà raddoppiare, da 20.000 TWh nel 2007, a ca 41.000 TWh nel 2050.

……………fine press release………………..

Vediamo cosa significa, faccio due conti:

Nel 2007 abbiamo avuto 370 GW dal nucleare che corrispondono a 14%. Questo mi da 86% di elettricità, o 2273 GW, da altre fonti. In totale 2643 GW di elettricità prodotta.

Queste 2643 GW hanno prodotto 20.000 TWh, di cui 14% = 2800 TWh dal nucleare.

Secondo dati EIA (mischio per forza un po’ IEA e EIA), delle 20.000 TWh di elettricità totale, 3472 TWh era da fonti rinnovabili, = 17,36%.

La distribuzione delle fonti rinnovabili per la generazione di elettricità era (con qualche piccolo errore di arrotondamento): • 85% Idroelettrico, o 15% sul totale • 3,5% Geotermale, o 0,6% sul totale • 4,6% Eolico, o 0,8% sul totale • 0,14% Solare, Maree, Onde, o 0,02% sul totale • 7% Biomasse, o 1,2% sul totale

Quindi nel 2007 le combustibili fossili hanno prodotto 20.000 – 2800 – 3472 = 13728 TWh.

Nel 2050 ci saranno 1.200 GW dal nucleare, corrispondenti a 24% => in totale 5000 GW, che produranno ca 41.000 TWh.

Visto che i combustibili fossili non devono assolutamente crescere nella produzione di energia elettrica, anzi dovranno diminuire, ma faccio finta di no, abbiamo:

41.000 – 24%*41.000 (nucleare) – 13728 (combustibili fossili al livello del 2007)= 17.432 TWh da fonti rinnovabili

Quanto deve crescere quindi l’energia elettrica dal nucleare e dalle rinnovabili secondo IEA?

Nucleare:

2007: 2800 TWh

2050: 9840 TWH

Una crescita di 250%, cioè 4% all’anno per 43 anni.

Rinnovabili:

2007: 3.472 TWh

2050: 17.432 TWh

Una crescita di 400%, cioè 6,4% all’anno per 43 anni.

E questi numeri non prevedono la diminuzione dell’uso di combustibili fossili, per cui non si parla neanche di ridurre le emissioni di gas serra del 50%. Se poniamo (fantascienza) che le fonti combustibili fossili saranno ridotte del 50% abbiamo invece:

Nucleare: come sopra

Fossili:

2007: 13.728 TWh

2050: 6.864 TWh

Rinnovabili:

2007: 3.472 TWh

2050: 24.296 TWh

Una crescita di 600%, cioè 9,6% all’anno per 43 anni.

24.000 TWh sono ca 59% della produzione totale. Non ho la più pallida idea se sarà possibile.

In ogni caso sembra il settore industriale del futuro. Posti di lavoro, investimenti.

E l’Italia com’è messa? Nel documento “Politiche Energetiche dei Paesi Membri dell’AIE” – ITALIA – Esame 2009” (48 pagine) leggo:

“Nel 2008 il Governo ha annunciato l’impegno di riavviare il programma nucleare civile e l’intendimento di avviare la realizzazione del primo nuovo impianto elettronucleare entro il 2013. Per raggiungere questo obiettivo l’Italia deve darsi un insieme di regole efficaci, per identificare le criticità del sistema energetico, includendo l’energia nucleare, e per affrontare senza indugi il processo di selezione dei siti e di concessione delle licenze d’esercizio.”

Nello stesso documento leggo che Italia nel 2007 ha prodotto 301,3 TWh pari a 26,6 MTOE.

  • Il gas naturale sta per il 48% della produzione, 144,6 TWh.
  • 2,3 % = 7 TWh da biomasse e rifiuti
  • 1,7% = 5,2 TWh dal geotermale
  • 10,8% = 32,5 TWh dal idroelettrico
  • 1,3% = 3,93 TWh dal eolico (ma 6 TWh nel 2008!)
  • 0,011% = 0,036 TWh da sole, maree, onde. (ma 0,19 TWh nel 2008!)

E quindi, oltre al gas naturale, altri 35% dell’elettricità prodotto su suolo italiano venivano da combustibili fossili. In tutto 92% combustibili fossili impiegati nella produzione di energia elettrica nel 2007.

Leggo:

“Scopo del Governo è la produzione del 25% dell’energia elettrica italiana a partire dall’energia nucleare entro il 2030. Per raggiungere quest’ambizioso obiettivo sarà necessario costruire da otto a dieci reattori nucleari.

Tutti insieme i reattori nel 2030 dovranno produrre 8,8 MTOE (purtroppo il documento in italiano usa gli MTOE e non ho voglia di fare la conversione) di energia elettrica. Quindi in tutto 8,8*4 = 39,6 MTOE di elettricità prodotti in Italia nel 2030. Poi copio dalle tabelle:

  • Idro, eolico,  geotermale produranno insieme 15 MTOE
  • Sole, previsto 0 (zero) MTO. (strano?)
  • Biomasse e rifiuti 11,7 MTOE

Combustibili fossili nella produzione di energia elettrica nel 2030 quindi:

40 (totale)– 8,8(nucleare) – 15(idro, etc.) – 11,7(bio) = 4,5 MTOE

4,5 su 40 sono 11% di energia elettrica da combustibili fossili.

Domanda: Sarà possibile diminuire da 90% a 10% la componente fossile nella produzione di energia elettrica in soli 20 anni?

OECD, consumo di energia

Quando succede che i media tradizionali pubblicano una notizia positiva dopo l’altra sull’energia, io comincio a dubitare seriamente delle cose che leggo giornalmente su the oil drum, climate progress e altri siti. Per fortuna basta andare a ripescare i dati da IEA, EIA, OECD e anche la BP (che fornisce ottime statistiche), per crearmi qualche grafico nuovo, mettere tutto in ordine e ripetere: Non riusciremo mai a sostituire i combustibili fossili con fonti di energia alternativa.

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OECD, consumo di energia

Quando succede che i media tradizionali pubblicano una notizia positiva dopo l’altra sull’energia, io comincio a dubitare seriamente delle cose che leggo giornalmente su the oil drum, climate progress e altri siti. Per fortuna basta andare a ripescare i dati da IEA, EIA, OECD e anche la BP (che fornisce ottime statistiche), per crearmi qualche grafico nuovo, mettere tutto in ordine e ripetere: Non riusciremo mai a sostituire i combustibili fossili con fonti di energia alternativa.


Questa volta, dal “BP statistical review of world energy”  ho preso i dati per il consumo di energia dei paesi OECD.

Ho incluso anche sole, vento, geotermale e etanolo, che però non sono neanche visibili su quella scala. L’unica eccezione è la produzione di etanolo negli US, un piccolo mattoncino viola in cima.

Leggendo il grafico bisogna ricordarsi che paesi con simile distribuzione può consumare quantità totalmente diversi di petrolio. Si potrebbe pensare che Islanda consuma più petrolio della Norvegia, mentre in realtà si tratta quasi esclusivamente di kerosene ed altri jet fuel per il traffico aereo, più ca 3.000 barili di benzina al giorno, da paragonare ai ca 9.000.000 barili di benzina giornalieri degli US.

I grafici sono anche da prendere come istantanee. Nel 2007 la Svezia ha consumato molto più energia nucleare che idroelettrica, visto che si trattava di un anno particolarmente secco, ma nel 2009 l’idroelettrico ha di nuovo preso posizione.

Molto particolare trovo il fatto che il più grande produttore di petrolio OECD, la Russia, è il più bravo della classe per quanto riguarda il consumo.

Secondo posto alla Norvegia, grandissimo produttore di petrolio, che consuma anche pochissimo gas fossile e carbone.

Il primo posto complessivo va comunque all’Islanda, dove i combustibili fossili non superano i 30%.

Il peggiore della classe è la Danimarca, totalmente fossilo-dipendente, ma che tuttora riesce a produrre più petrolio, 12 milioni di tonnellate, di quanto ne consuma, 8 milioni di tonnellate.

L’Italia è messa male. 94% di energia dai combustibili fossili, e 46% solo dal petrolio. C’è un pochino di energia idroelettrica, ma dubito che sarà sufficiente per bilanciare gli impianti eolici. Una cugina che lavora presso Vattenfall, una delle più grandi aziende energetiche in Europa, mi ha recentemente spiegato che gli impianti eolici non possono essere bilanciati dal nucleare. Quando il vento finisce, ci vuole una fonte di energia pronta immediatamente. L’avvio di una centrale nucleare richiede tantissimo tempo, mentre invece una diga sta lì, pronta a riprendere la produzione subito. In Italia il nucleare non esiste, per cui gli impianti eolici devono ripiegare su altre fonti, se l’idroelettrico non è abbastanza sviluppato o addirittura inesistente. Carbone?

Il nostro disastro europeo, la Grecia, è il paese più dipendente dal petrolio di tutto l’OECD, e quindi anche dell’UE, con 62%. Tanto per buttare un po’ di sale nella ferita.

L’invidia in ogni caso non serve. I paesi come Islanda, Norvegia, Svezia, Turchia, Russia etc, che hanno un consumo decente di petrolio, non hanno fatto altro che raccogliere i frutti bassi. Rimane il compito impossibile di sostituire il petrolio nel settore trasporti.

Come riferimento aggiungo il grafico con il consumo assoluto.

3 mesi…

e 3000 visite. Grazie a tutti i lettori!

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