Quel petrolio è italiano!

Ma che cosa sta facendo il governo italiano in questi giorni?

Esattamente il contrario degli altri paesi con petrolio e altri combustibili fossili sul proprio territorio.

Il Venezuela nazionalizza, buttando fuori operatori stranieri.

L’Ecuador vorrebbe fare la stessa cosa del Venezuela.

Il Brasile è sempre stato estremamente prudente e non ha mai lasciato grossi interessi in mano agli stranieri.

La Cina sta comprando tutto quello che trova al 20% sopra il prezzo di mercato.

Gli USA vorrebbero nazionalizzare, ma è impensabile che lo stato americano espropriasse la Chevron&Co che hanno creato il paese come è ora.

E l’Italia allora? Lascia tutto in mano a un operatore straniero, la Petroceltic.  Solo il progetto Elsa dovrebbe valere 121 mmboe (million barrels of oil equivalent), e ora la Petrocelsic possiede 70% della licenza, tramite un contratto farm-in. Significa che loro pagano tutta l’operazione, ma poi quello che trovano è praticamente loro. Agli italiani, il 30%. Così dopo l’Italia può ricomprarsi il petrolio dalla Petroceltic.

L’Italia nel 2007 ha importato 88.000.000 di tonnellate di greggio, corrispondenti a 661.125.000 barili, ovvero 1,8 milioni di barili al giorno.

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