O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

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Too fat to fight

Pubblicato da oronero su 16 maggio 2012

Alla fine del video sull’obesità nel post precedente, diventa chiaro che la storia sull’obesità non finisce con il nastro trasportatore, o il crollo del sistema sanitario. Il problema riguarda anche la polizia e i vigili del fuoco che avranno difficoltà a reclutare giovani adatti ai lavori di vigilanza e sicurezza, e riguarda immediatamente la difesa del paese. Al minuto 1:05 ci viene spiegato che il 27% dei giovani che cercano di entrare nelle forze armate americane è troppo grasso.

Cercando di verificare questo ultimo spaventoso dato, ho trovato il sito Mission: Readiness, una NGO di militari in pensione che lavorano per assicurare la sicurezza del paese. Sul sito si trova un documento  del dipartimento di difesa, dal titolo geniale “Ready, Willing and Unable to serve”.

Il problema va molto oltre i 27% di giovani grassi. Ben 75% dei giovani americani non è in grado di entrare a far parte delle forze armate. I motivi sono incapacità di finire il high school (25%) e le fedine penali di tutto rispetto (10%). I 16% di giovani normopeso con diploma high school e senza passato criminoso che non vengono accettati o non sono stati in grado di completare i test di matematica e lettura delle forze armate, o sono afflitti da altri problemi di salute: vedono male, sono astmatici, sentono male, oppure sono drogati sin dall’infanzia grazie a una delle diagnosi acronimici di moda.

Bisogna sottolineare che quando si parla di high school non è certo il liceo classico, ma piuttosto due anni della più basica scuola tecnica. A 16 escono dalla scuola senza fare addizioni, sottrazioni, tabelline e divisioni, e non capiscono un semplice testo.

Neanche la recessione riesce a riempire le file di giovani dei ceti più poveri che tradizionalmente cercano di migliorare la vita lavorando e studiando nel militare:

“We cannot rely on a continuation of what may be the worst recession since the Great Depression to ensure that America has enough qualified men and women to defend our country.”

Dallo stesso sito si può scaricare un altro report dal titolo spiritoso: “Too fat to fight”. Il testo semplicemente vuole fare un appello al congresso per togliere dalle scuole il cibo ad alto contenuto calorico ma senza nutrienti.

“Once again, America’s retired military leaders are alerting Congress to a threat to national security. The basic fact is that too many young American men and women are too fat to fight.”

Ok, rimangono 25% di giovani tra i 17 e 24 anni che potrebbero difendere il paese, se avranno voglia. A quanto pare sono gli stessi 25% che dovrebbere completare studi più avanzati, trovare lavoro e creare famiglie, pagare tasse, mandare avanti il paese.

Sembra proprio che l’obesità degli americani sarà il più grande movimento per la pace mai visto.

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Peak salute

Pubblicato da oronero su 16 maggio 2012

Prima: Per motivi multipli ultimamente non riesco a dedicare il tempo necessario per scrivere regolarmente sul blog. Mi dispiace.

Comunque, questa mattina su  ZH ho trovato un’articolo con video che parla dell’epidemia di obesità che sta colpendo gli Stati Uniti. Il problema non è certo una novità, solo che ora si sono accorti di alcuni problemi legati all’obesità che prima non venivano considerati perché l’obesità era legato a fasce sociali deboli e senza voce politica.

Il video è un documentario prodotto dalla HBO, e fa parte di una serie di quattro. Il primo:

A nessuno è estraneo l’immagine dell’americano così ciccione che non riesce ad attraversare il supermercato, o Disneyland Orlando per esempio, senza l’aiuto di un golf cart elettrico. A questo punto 69% degli americani sono sovrappeso o obesi. Ca il 30% degli americani hanno un BMI sopra 30, la soglia per obesità.

Ma fino a un decennio fa il problema riguardava le zone urbani e rurali più povere, come il Bronx a New York e il cosiddetto profondo sud. Oggi quella relazione lineare tra povertà e obesità non esiste più. In tutte le fasce di guadagno gli americani sono ingrassati, ma le fasce abbienti sono ingrassati più in fretta, fino a praticamente distribuire la ciccia come una bella coperta democraticamente su tutto il paese.

Ovviamente con pesantissimi ripercussioni sull’economia del paese, con reazioni ipocritiche dei politici al seguito. Ormai le città sono incamminabili, i sobborghi non posseggono né marciapiedi né piste ciclabili. La famiglia media americana guarda più di 8 ore di televisione al giorno, di cui la metà è pubblicità per bibite zuccherati oppure cereali – cioè qualche specie di croccantini di glutine arricchito con fruttosio (“con fruttosio!”), uno zucchero molto più pericoloso del saccarosio,  oli vegetali, aromi sintetici, vitamine sintetici, e coloranti sintetici.

E a perderci sono tra l’altro le case assicuratrici, che per preservare i loro margini di guadagno devono chiedere premi più salati agli obesi, perché questi, a differenza dei normopesi, misurato come BMI – body mass index, in effetti si ammalano abbastanza spesso. Diabete 2 che porta a problemi circolatori con cecità e amputazioni, trapianti di vari organi interni rovinati da strati di grasso, cuori che non reggono, arti che non reggono e che devono essere sostutuiti, e infine problemi di fertilità.

L’obesità costerebbe ca 150 miliardi di dollari all’anno. La metà di questi viene pagata dalla sanità pubblica, Medicaid e Medicare. Questo per una generazione che era normale da bambini. Ormai però il 19% dei bimbi americani sono obesi, creando grosse preoccupazioni per il futuro:

Skyrocketing health care costs we don’t have solutions for…

Our position in the world…we have been weakened by this overweight problem that we have…

Ah già. Sono ormai così grassi che non riescono a lavorare.

We’re going to have a productivity crisis.

Semplicemente non ci saranno persone abbastanza sane da assumere. E le aziende, come gli assicuratori, chiedono ai sovrappeso contributi maggiori per tutelarsi.

Siccome l’Europa segue sempre i trend statunitensi, possiamo aspettarci anche qua costi maggiori per chi decide di pesare sui conti pubblici. Se in forma di imposte sui cibo-spazzatura o in forma di ticket salatissimi dipende da quanto sarà forte il lobby alimentare.

Visto che è difficile qualificare il cibo-spazzatura, io scommetto sul ticket, o forse una combinazione di ticket e imposta. Perché se oggi i 5 milioni di obesi italiani costano 8, 3 miliardi all’anno, i 20 milioni del 2025 costeranno 33 miliardi.

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Oronero con cappellino di stagnola

Pubblicato da oronero su 28 gennaio 2012

Tutto questo rambaradan intorno all’Iran lascia perplessi. Tutti i giornali del mondo in linea con le policy dei loro governi del niente nucleare all’Iran, e tutti i blogger del mondo in linea con l’anti-egemonia statunitense, povero Iran che non ha mai fatto niente e bla bla. Può darsi. Motivi ideologici possono certamente appesantire la bilancia da tutti e due le parti. Leggi il seguito di questo post »

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Oro e inflazione

Pubblicato da oronero su 18 aprile 2011

Anche l’oro giallo mi piace, ma non ne scrivo molto perché troppo spinosa la questione. Faccio un eccezione per una notizia abbastanza curiosa, un cosiddetto game changer. Da zerohedge.

La University of Texas ha deciso di prendere in consegna l’equivalente di 1 miliardo di dollari in oro. Leggi il seguito di questo post »

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Il nuovo 147

Pubblicato da oronero su 20 ottobre 2010

Sembra proprio che non siamo solo molto più poveri che nel 2008, siamo anche un po’ più poveri che ad aprile:

Ad aprile il Brent aveva toccato 88$ un paio di volte, prima di “crollare”, ora non è riuscito a superare gli 86$.  86$ potrebbe essere il nuovo 147$.

Ieri il dollaro, nonostante le ultime due pomo di venerdi e lunedi per un totale di ca 11 miliardi, si è rafforzato, per colpa dei cinesi che hanno aumentato gli interessi per la prima volta in tre anni. Ovviamente il petrolio, che è correlato sembra solo al dollaro, ha perso ben 4%. Oggi il globo si è ripreso dallo shock, e il dollaro sta di nuovo perdendo terreno, e il petrolio sale. Vedremo fino a che livello, se rimbalza di nuovo in giù. Chi è più forte, i magazzini americani pieni o la domanda cinese che non rallenta?

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Perché scende il gas #2

Pubblicato da oronero su 18 ottobre 2010

Tante persone arrivano sul blog preoccupate per le loro posizioni long sul gas.

Io ho scritto prima perché penso che a breve termine il gas non sale, anche se l’industria a lungo termine è sicura che in futuro si guadagnerà. Ovviamente potrei sbagliarmi totalmente. Leggi il seguito di questo post »

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Mobilitazioni varie

Pubblicato da oronero su 26 settembre 2010

Il mondo è teso, e tra le notizie ufficiali e non ci sono sempre più riferimenti ai produttori di petrolio.


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OT: USA e la nuova valuta

Pubblicato da oronero su 11 agosto 2010

40/quaranta milioni di americani, cioè 1/uno su 8/otto,  non hanno da mangiare e ricevono “food stamps” per “comprare” il cibo.  Non saprei neanche come chiamarla in italiano, questa nuova/vecchia valuta che usano già da un po’ negli Stati Uniti. Per il 2011 sono previsti 43 milioni di persone nel programma food stamps.

E tutto questo per colpa di peak oil? Nel 2008 il prezzo del greggio sale a 147$, l’economia crolla, le famiglie povere raddoppia. Nel 2010 il prezzo del greggio sale a 87$, l’economia crolla (il mondo dà la colpa alla Grecia, ma intuitivamente direi che la colpa fu del petrolio), altri 10% di famiglie su food stamps.

Prima del 2008 ca l’8% delle famiglie usavano food stamps, ora la cifra è più vicina a 25%. Un quarto delle famiglie americane.

Sfortunatamente i food stamps sono collegati al dollaro, e quindi il loro valore erode rapidamente.

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Transocean e i giornalisti che sbagliano mira

Pubblicato da oronero su 3 maggio 2010

Non vivendo in questo momento in Italia ho fatto il giro degli articoli online (Il Sole, il Corriere e La Repubblica) sul disastro della piattaforma di perforazione, che era di proprietà della Transocean. Leggi il seguito di questo post »

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Non solo il petrolio ma anche l’acqua

Pubblicato da oronero su 23 aprile 2010

Ieri ho scritto che l’offerta del petrolio non sta più coprendo la domanda: Fermo aereo poco effetto sul barile .

E ieri pare sia apparso su La Repubblica un articolo di Maurizio Ricci sul famoso report del Pentagono, che almeno nella versione online sembra introvabile, ma che potete leggere su www.dirittiglobali.it Leggi il seguito di questo post »

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