Oggi ho scaricato un po’ di numeri per capire cosa c’è che non va con il greggio pesante canadese, a parte l’ovvio. Ultimamente le quotazioni di alcuni juniors che seguo soffrono, e si dice per colpa dello spread.
In questo caso lo spread non ha niente a che fare con la Germania, c’entra solo il WTI. Dei sette benchmark del petrolio più comuni, ogni anno vengono prodotte quantità minori. Al loro posto arrivano altri petroli, di più bassa qualità, che si propongono anche come benchmark, senza sfondare. Per esempio i greggi pesantucci canadesi, come il Western Canada Select. Il WCS è seguito da chi investe in Alberta, e si propone come nuovo benchmark con i suoi 250.000 barili al giorno, ma in realtà il dato che interessa agli investitori è lo spread al WTI. Questo aggiunge un livello di complessità, perché non solo il WTI ha la sua volatilità, ma anche il WCS. I prezzi di entrambe le qualità dipendono in una situazione normale, senza guerre – minacce di guerre, atti di terrorismo etc, dalla solita offerta, dalla domanda stagionale, limiti dei pipeline, e capacità delle raffinerie di usare il petrolio pesante. Leggi il seguito di questo post »


