Nonostante i quasi 10% di perdita sul Brent dall’inizio di aprile, regge ancora la linea di supporto in vigore dal gennaio 2009.
11 mesi fa, quasi nello stesso periodo l’anno scorso, il prezzo per ca tre settimane di fila ha cercato di superare i 127 dollari al barile, per poi scendere 13% in pochi giorni. La discesa ha continuato a modo di bullflag, descritto nell’autunno 2011. Infatti, ottobre 2011 ha dato inizio a un nuovo periodo di aumenti dei prezzi.
Questa volta il prezzo ha cercato di superare quella barriera del 127 per sei settimane di fila, senza riuscire a stabilirsi sopra la linea (rossa) di resistenza.
Se guardo più da vicino, il prezzo ha decisamente rotto in giù la linea di supporto da fine dicembre 2012:
Da qua in poi sono aperte le scommesse.
Se si rompe la linea più lunga, quella del gennaio 2009, secondo me ci saranno le alternative o brutale discesa del prezzo, o andamento laterale per tante settimane.
Comincia a sentirsi la demand destruction dell’area OCSE. La questione Iran è meno acuta nella stampa. Anche le statistiche statunitensi non ha certo fatto saltare il WTI di gioia. Ma cosa c’è veramente dietro la discesa, non lo so. Certo, più ci avviciniamo alla linea di supporto, piú percettiva diventa chi con il trading si fa i soldi, aspettando e forse ingrandendo qualsiasi notizia che potrebbe far rimbalzare sulla linea, come tipicamente le “supply disruption”, oppure rompere in giù, se è più forte la “demand destruction”. Insomma, molto indeciso questo post, ma da qua veramente il libro è tutto da scrivere.






