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Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

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Siccità, raccolte e elettricità

Posted by oronero su 5 giugno 2011

Come avevo previsto,  ovvero cercato di indovinare, all’inizio di aprile, stanno ora arrivando molte notizie negative per le raccolte di quest’anno. Per iniziare con il paese dove vivo, il Brasile, vediamo che la siccità sta minacciando le raccolte del mais. Già a metà maggio erano molto preoccupati, con stime di perdite intorno ai 3 milioni di tonnellate. Ora Agrimoney scrive che potrebbe trattarsi di 4 milioni di tonnellate. Molti produttori si aspettano perdite fino ai 40%.

La siccità all’interno del Brasile è cominciato con tre settimane di anticipo, un fattore che si è sommato al ritardo della semina su almeno la metà dell’areale. La semina ha ritardato perché la soia è stata raccolta con ritardi, ovviamente anche questo è avvenuto per il maltempo.

 “The climate is disturbing,” Carlos Favaro, Aprosoja director, said.

I 4 megatonnellate in meno saranno particolarmente sentiti visto che la domanda per il bioetanolo sta aumentando. Gli Stati Uniti hanno anche loro grandissimi problemi con la semina, almeno 1 milione di ettari, possibilmente fino a 5 mega-ettari in meno rispetto all’anno scorso.

 <lampadina> Ecco perché la EIA non aggiornerà più le statistiche sul petrolio e le altre fonti di energia: mancheranno milioni di tonnellate di etanolo da inserire come petrolio </lampadina>

Anche gli agricoltori in Francia si stanno preparando per una siccità da record, la peggiore in 50 anni con il 70% in meno di pioggia, che colpirà sia grano che mais.

La Francia è il più grande produttore agricolo dell’Europa. Si pensa che la siccità potrebbe superare quella del 2003, con la differenza che ora gli agricoltori non hanno più fondi di riserva, né in banca, né nei magazzini di grano.

France needs a “proper national policy on the rational, reasonable use of water,” Menard said. “Food security is at stake.”

La siccità in Francia farà pressione su tutti i grani in Europa, visto che si tratta del maggiore esportatore, che quindi guida i prezzi.

Secondo la Comunità Europea la raccolta europea ha perso il 10%, e il ICG – International Grain Council abbassa la sua stima mondiale del grano di 5 milioni di tonnellate, a 667 milioni. La domanda è stimata a 669 milioni (scusate, link in svedese).

Anche la Germania ha problemi, come la Gran Bretagna, il Belgio, insomma, tutti quanti. Gli agricoltori tedeschi hanno paura – non ha mai prima piovuto così poco ovvero, almeno non dal 1893. Già 20% della semina è stata distrutta e cercano di salvare il salvabile con l’irrigazione. La siccità ha fatto sopravvivere molti parassiti che si mangiano quello che è rimasto.

In Germania sono a rischio le raccolte di canola, e di malto. Manca soprattutto il malto di qualità che serve per la produzione di birra, perché le raccolte in Canada e in Australia erano già andati male l’anno scorso.

In Europa dobbiamo anche preoccuparci del vino. Non è una cosa che seguo, ma margini decrescenti potrebbero buttare fuori tanti produttori piccoli.

Il 30 maggio è arrivata la notizia che la Russia ha deciso di eliminare lo stop alle esportazioni di grano e il prezzo è scese subito di 5%. Ma poi si è ripreso, visto che i 20 milioni di tonnellate per l’export il lunedi, si sono trasformati in 10 milioni già il giorno dopo, il 31.

Secondo me, se non arrivano le pioggie per la fine di giugno, anche quest’anno non esporteranno niente. Ma non si sa mai. Le riserve di grano del paese è tanto un segreto come quelle di petrolio dell’Arabia Saudita:

“Have farmers and merchants been squirreling away grain in preparation for flooding onto export markets when trade resumes? “

Direi di no, ma possono sempre sperare.

In questo lunghissimo elenco di paesi con problemi di raccolte non può mancare la Cina. Per esempio soia – 800 mila tonnellate, il 5%. La Cina centrale sta vivendo la peggiore siccità in 50 anni. Le precipitazioni intorno allo Yangze sono dai 40 ai 80% in meno del normale, minacciando le piantagioni di riso, che richiedono moltissima acqua.

Non solo. Lo Yangtze è il fiumo più lungo della Cina, e ospita numerosi impianti idroelettrici. Il livello di acqua nel fiumo è 6 metri meno del normale.

Secondo il FT le siccitá stanno peggiorando da un decennio. Quest’anno l’atteso monsoon non si è proprio fatto vedere. Hanno anche provato a creare pioggia artificialmente, perché ormai manca addirittura l’acqua da bere.

“Lots of villagers don’t have water to drink,” Chen Tianlin, a rice farmer in Jielin village, Hubei province, told the Financial Times.

1400 laghi sono stati dichiarati morti.

Ora, per salvare il riso, e anche la gente si spera, hanno cominciato a svuotare la Diga delle Tre Gole di un metro al giorno. Lo svantaggio si traduce in una minore produzione di elettricità. Ca il 20% dell’elettricità in Cina è idroelettrico, ma la siccità, che è iniziata già questo inverno, ha ridotto la produzione di un quinto. Si stima che durante l’estate produrranno il 3% in meno, che potrebbe non sembrare tanto, se non si trattasse di una media nazionale. Le perdite di corrente si concentrano nelle zone maggiormente industrializzate. E infatti, il carbone, che dovrebbe produrre gli altri 80%, è diventato scarso anche lui. Il prezzo è aumentato di 20% rispetto all’anno scorso e più della metà degli impianti sono in perdita.

Riso o elettricità? Riso!

O forse no, visto che l’industrializzazione in Cina ha ridotto i terreni agricoli di 8,33 milioni di ettari in 12 anni, secondo Bloomberg. Ma sono in tanti e devono mangiare:

“A 5 percent shortfall in China’s overall grain harvest would potentially require 20 percent of current global grain exports to meet the country’s annual needs.”

All’inizio dell’anno ho letto varie volte, anche se ora non mi metto a cercare gli articoli, che i prezzi alimentari nel 2011 sarebbe stato più bassi. Credo Grantham ci sia messo anche lui a prevedere prezzi in discesa. Se la siccità continua nelle prossime settimane potremmo invece vedere un’esplosione dei prezzi  soprattutto del mais e del grano da questi livelli.

Comunque, la scarsità di elettricità è causata anche da una crescente domanda. Il consumo gli ultimi anni è cresciuto di ca 12% all’anno, spinto dalla crescita economica. Ma sappiamo tutti che crescita infinita non è possibile in un mondo finito. Prima o poi la crescita sbatte la testa contro uno dei limiti naturali. In questo momento la Cina soffre limiti sull’elettricità, sull’acqua, sul grano, sulla soia.

È impossibile che la crescita cinese continui come gli anni scorsi. Le interruzioni giornaliere all’elettricità in alcune zone industriali devono ridurre il PIL per forza. Non ci sto leggendo niente nelle stampe nostrane. È importante per l’economia globale che la “fabbrica mondiale” stia soffrendo? Penso di si. Mi aspetterò numerosi revisioni del PIL cinese.

———Disclaimer

Io sono long ristrambamento globale antropogenico. Seguo l’eccezionale Joe Romm su climateprogress. Quello che ci sta succedendo, e non sto parlando della costruzione della diga più grande del mondo, l’abbiamo provocato noi stessi. La grande calma con la quale noi stessi poi stiamo analizzando la situazione è straordinaria. Come se davvero pensassimo nel sottoconscio, e come collettivo, che il mondo starebbe meglio senza di noi.

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