Purtroppo ci siamo di nuovo, cioè sopra i sfamosi 7% di yield sul decennale, il livello da molti giudicati insostenibile per l’economia nazionale, visto che si tratta del livello dove il Portogallo, L’Irlanda e la Grecia hanno dovuto cercare aiuto.
Posts contrassegnato dai tag ‘debito sovrano’
La matematica du jour
Pubblicato da oronero su 15 novembre 2011
Pubblicato in: Economia | Contrassegnato da tag: debito sovrano, Obbligazioni di stato, UniCredit | 13 Commenti »
Non ci stiamo certo annoiando, no*
Pubblicato da oronero su 9 novembre 2011
Via Zerohedge arriva la notizia che ora anche un broker di obbligazioni ha deciso di usare il trucco dei broker di materie prime, cioè lavorare sui margini. Abbassi i margini, aumenti il rischio, aumenti i margini, abbassi il rischio. LCH pare abbia aumentato il margine iniziale per il trading sulle obbligazioni a 11,65% da 6,65%. È quasi un raddoppiamento.
Si vede che vogliono eliminare player deboli prima che questi vadano in bancarotta.
agg. ore 13.07: ho visto solo ora che anche MSM IlSole ha parlate del margin hike LCH. Più comprensibile per chi preferisce l’italiano. BTP 10 anni a 7,45. Tristezza.
Ma i bond sono roba serissima, capaci di fare o rovinare un paese. Da oggi la yield curve italiana, la curva di rendimento, presenta un flatline.
Come già detto altre volte, un mondo tranquillo presenta una curva in ascesa, come quelli tedeschi, dove i bond a breve termine rendono pochi interessi, costano tanti, ma sono anche praticamente privi di rischio. Per investire i soldi a lungo termine l’investitore deve essere premiato con degli interessi più alti. Il rischio più alto per un bond lungo viene dal rischio inflazione e dal rischio default.
Nota. La banca centrale europea ha come unico compito il controllo dell’inflazione, mai più alto di 2%. Ma l’inflazione non è quella vera, definita come la quantità di moneta in giro, ma invece la consumer price index, un paniere di prodotti facilmente manipolabili. Per convincerci che l’inflazione CPI stia sotto i 2% la BCE cerca di dichiararci idioti, spiegandoci che non bisogna certo guardare il prezzo della benzina e del pane. Ci sono anche gli schermi piatti. Ogni anno più economici. Basta quindi ogni anno comprare uno schermo piatto, magari anche volando in Thailandia, e fare altre cose che si sono deprezzate, per godere di questa bassa inflazione.
Una curva invertita invece, come quella della Grecia, può significare o che i bond a lungo termine sono talmente a forte richiesta che quelli a breve termine costano meno (e rendono di più), o, come penso sia il caso della Grecia, che il paese stia per ristrutturare i debiti, un termine più gentile per “bancarotta”, e che quindi i bond brevi non valgono più niente. Perché spero veramente che non ci sia nessuno che crede che comprando bond greci a un anno riesca a farsi un bel 221%. Sarebbero i soldi più facili dell’universo. Sempre che tu riesca a comprartene uno. Interessante questo, mi viene voglia di andare in banca e chiedere se mi vendono bond grechi.
Mentre si aspetta che i mercati decidano se un paese è solido o meno abbiamo allora un flatliner, la linea piatta. Gli interessi sono più o meno gli stessi lungo tutta la curva. È una situazione transitoria, sappiamo che prima o poi gli interessi cambiano, ma non conosciamo la direzione.
Abbiamo visto durante i mesi che più si faceva acuta la crisi in Grecia, più si invertiva la yield curve, mentre investitori vendevano quelli a breve termine molto più velocemente di quanto vendevano quelli a lungo termine.
Se la BCE compra BTP lunghi (abbassandone il rendimento) più di quanto compra brevi bond, per rassicurare i mercati sulla solidità lungo termine, la curva potrebbe invertirsi. Ma con interessi bassi sul decennale, altri investitori, privati forse, potrebbero decidere di rinunciarci perché non c’è un premium per il rischio maggiore dei BTP lunghi.
Diventa un circolo vizioso in cui un grande investitore istituzionale, comprando bond lunghi per rassicurare i mercati, è più forte degli investitori piccoli istituzionali e privati, che non riescono a comprare bond brevi alla velocità necessaria per creare una curva in ascesa.
Lo sbilancio creato dalla BCE, che non dovrebbe affatto interferire, diminuisce la fiducia dei mercati che poi su tutta la linea richiedono meno obbligazioni, spingendo gli interessi in sù. Etc.
La dinamica me l’immagino piú o meno così:
Debito astronomico di un paese -> BCE compra bond per tenere gli interessi bassi -> Il mercato vede che la BCE interviene, e pensa, ma cavolo qua stiamo rischiando -> Il mercato vende bond lunghi sul rischio default, che si deprezzano, aumentando i tassi -> A un certo punto i tassi sono talmente alti su quelli lunghi, cioè 6,5% per esempio, che i mercati perdono fiducia nel paese -> I mercati vendono i bond brevi, che si deprezzano, aumentando i tassi -> I mercati capiscono che i tassi alti sui bond brevi non saranno mai rispettati -> I mercati vendono ancora più i bond brevi -> Il paese non potrà pagare gli interessi -> Default.
È una questione di fiducia. Quando non c’é più quella, la maglia si disfa. Dopo l’Italia toccherà a qualcun’altro.
agg. ore 13.10: Noto anche con un certo piacere che MSM IlSole ha alzato il tetto per quanto riguarda parole ammesse negli articoli. Penso di non aver mai visto prima un onesto “pericolosissimo“. Go, IlSole!
————————————————
*Si tratta di un aspetto psicologico della contrazione che non sono pronta a spiegare, ma che ho intuito in tutti i blogger peak oil.
Pubblicato in: Economia | Contrassegnato da tag: BCE, BTP, debito sovrano, Italia | 2 Commenti »
Non è questa la crisi energetica
Pubblicato da oronero su 8 agosto 2011
Non stavo comoda dicendo che questa crisi è stata causata dai prezzi energetici alti. Non mi sembra che il petrolio c’entri tanto. In questi anni mi sono abituata a pensare che il Brent e il WTI sarebbero arrivati a prezzi più alti dei vecchi picchi, prima che arrivasse un nuovo crollo dei mercati.
Per me è comunque positivo una correzione del prezzo del petrolio, era troppo alto e penalizzava fortemente i bilanci delle famiglie. Che non hanno nessuna colpa in tutto questo.
Ho aggiornato il grafico di due post fa in modo che rispecchi un po’ meglio quello che sta succedendo ora, partendo dal presupposto che la crisi sovrana non è collegatissima al prezzo attuale di Brent&co.
Rosso: prezzo petrolio, Verde: ciclo economico, Nero: fabbisogno petrolifero (non energetico)
Quindi, nel 2008 il famoso crollo dei mercati, il crollo del prezzo del petrolio, il minore fabbisogno di prodotti petroliferi. Ricordiamo che il consumo è sceso di soli 1,5% globalmente, mentre il consumo di energia totale ha continuato ad aumentare. Le industrie hanno semplicemente scelto altre fonti.
Poi dal 2009 e durante tutto il 2010 una lenta crescita che ha fatto felice tutti gli investitori sulle borse.
Questa primavera del2011 abbiamo visto vari interventi da parte delle borse di materie prime mirati ad abbassare i prezzi. Il Brent era arrivato a 126 dollari, troppo per i consumatori. Ci sono riusciti, ma solo temporaneamente. Dopo ogni intervento il Brent riprendeva la sua corsa insù, spinta dalla domanda globale. Su scala globale niente demand destruction.
Secondo me ho comunque disegnato il tratto rosso del prezzo petrolifero in caduta troppo lungo. Sinceramente non credo il WTI vada sotto i 70$ e il Brent sotto gli 80. Chiaramente mi posso sbagliare, ma penso proprio che ci saranno interventi delle borse all’incontrario prima che questo possa succedere. Perché come fanno i governi a permettere ancora una volta che tutti i progetti di esplorazione vengano fermati? Interverranno.
Come si vede, ho disegnato il ciclo economico dopo questo crollo dei mercati in continua ma lenta salita. Nel 2009 il PIL mondiale si è contratto 0,qualcosa%, poi nel 2010 un aumento di ca 5%. Per il 2011 era previsto un rallentamento, ma comunque intorno ai 4%. Siamo già a metà anno.
Penso che sia PIL mondiale, che fabbisogno petrolifero globale, verranno trascinati dall’Asia e dal Sud America. Globalmente si avrà un forte rallentamento, colpa della contrazione del OCSE, ma comunque in positivo, perché non si tratta di una crisi energetica in primis.
La crisi energetica arriverà, ma non ora. Ho messo il 2013 per la vera crisi energetica.
Pubblicato in: Petrolio | Contrassegnato da tag: crisi sovrana, debito sovrano, Prezzo del petrolio | 7 Commenti »
Cavoli di Bruxelles
Pubblicato da oronero su 18 marzo 2011
In mezzo alle tragedie ci sono anche le farse, che a volte hanno così tanto successo che i registi decidono di girare un sequel. Grandissimo successo ovviamente ha avuto la farsa dell’estate scorsa chiamata “stress test delle banche”, dove solo 7 banche delle 91 stressate non hanno superato il test. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Economia | Contrassegnato da tag: debito sovrano, obbligazioni italiani, Stresst test, Trichet | 2 Commenti »







