O R O N E R O

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Non è questa la crisi energetica

Pubblicato da oronero su 8 agosto 2011

Non stavo comoda dicendo che questa crisi è stata causata dai prezzi energetici alti. Non mi sembra che il petrolio c’entri tanto. In questi anni mi sono abituata a pensare che il Brent e il WTI sarebbero arrivati a prezzi più alti dei vecchi picchi, prima che arrivasse un nuovo crollo dei mercati.

Per me è comunque positivo una correzione del prezzo del petrolio, era troppo alto e penalizzava fortemente i bilanci delle famiglie. Che non hanno nessuna colpa in tutto questo.

Ho aggiornato il grafico di due post fa in modo che rispecchi un po’ meglio quello che sta succedendo ora, partendo dal presupposto che la crisi sovrana non è collegatissima al prezzo attuale di Brent&co.

Rosso: prezzo petrolio, Verde: ciclo economico, Nero: fabbisogno petrolifero (non energetico)

Quindi, nel 2008 il famoso crollo dei mercati, il crollo del prezzo del petrolio, il minore fabbisogno di prodotti petroliferi. Ricordiamo che il consumo è sceso di soli 1,5% globalmente, mentre il consumo di energia totale ha continuato ad aumentare. Le industrie hanno semplicemente scelto altre fonti.

Poi dal 2009 e durante tutto il 2010 una lenta crescita che ha fatto felice tutti gli investitori sulle borse.

Questa primavera del2011 abbiamo visto vari interventi da parte delle borse di materie prime mirati ad abbassare i prezzi. Il Brent era arrivato a 126 dollari, troppo per i consumatori. Ci sono riusciti, ma solo temporaneamente.  Dopo ogni intervento il Brent riprendeva la sua corsa insù, spinta dalla domanda globale. Su scala globale niente demand destruction.

Secondo me ho comunque disegnato il tratto rosso del prezzo petrolifero in caduta troppo lungo. Sinceramente non credo il WTI vada sotto i 70$ e il Brent sotto gli 80. Chiaramente mi posso sbagliare, ma penso proprio che ci saranno interventi delle borse all’incontrario prima che questo possa succedere. Perché come fanno i governi a permettere ancora una volta che tutti i progetti di esplorazione vengano fermati? Interverranno.

Come si vede, ho disegnato il ciclo economico dopo questo crollo dei mercati in continua ma lenta salita. Nel 2009 il PIL mondiale si è contratto 0,qualcosa%, poi nel 2010 un aumento di ca 5%. Per il 2011 era previsto un rallentamento, ma comunque intorno ai 4%. Siamo già a metà anno.

Penso che sia PIL mondiale, che fabbisogno petrolifero globale, verranno trascinati dall’Asia e dal Sud America. Globalmente si avrà un forte rallentamento, colpa della contrazione del OCSE, ma comunque in positivo, perché non si tratta di una crisi energetica in primis.

La crisi energetica arriverà, ma non ora. Ho messo il 2013 per la vera crisi energetica.

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