O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

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I numeri della rivoluzione

Pubblicato da oronero su 27 giugno 2012

È uscito il report di Maugeri, scritto come fellow all’interno del “The Geopolitics of Energy Project” del Belfer Center del Kennedy School of Government di Harvard. Il Belfer Center è finanziato in parte dalla BP, quindi Maugeri è finanziato dalla BP.  L’anno è il 2012, elezioni americane, con tutto quello che significa per il prezzo della benzina al pubblico americano.

Il report si intitola OIL: THE NEXT REVOLUTION e estrapola una produzione petrolifera per il 2020 di 49 milioni di barili sopra gli attuali 93. Dopo che Maugeri detrae barili dovuti al mancato completamento di alcuni progetti, il numero scende a 29 milioni di barili.

Poi il nostro fellow aggiunge la depletion rate, nel glossario del documento descritto come “Il declino naturale della produzione di un giacimento dopo anni di produzione. Potrebbe essere parzialmente compensato dalla crescita delle riserve.” Questo ci toglie più di 11 milioni, e l’aumento quindi si ferma a 17,6 milioni di barili. In più, di produzione giornaliera, rispetto a oggi. Leggi il seguito di questo post »

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Carbone, un giro di grafici

Pubblicato da oronero su 13 giugno 2011

Nell’ultimo anno la corsa alla caloria economica l’ha vinto il carbone, anche se per poco. Un anno fa avevo indovinato abbastanza bene, e cioè che il carbone sarebbe cresciuto molto. È ancora abbastanza economico, molto abbondante, e facile da trasportare. Tutti i dati BP.

Infatti, dal 2000 al 2010 il consumo è cresciuto di 48%, produzione di 58%,  con un sorprendente salto 2009-2010 nel consumo di ben 7,6% o 250 Mtoe. (In confronto, il gas naturale è cresciuto tante anche lui, di 7,4%, ovvero 197 Mtoe.)

L’unico anno nell’ultimo decennio in cui è diminuito era il 2009, per il resto c’era sempre crescita, anche se stava rallentando dal 2004. Chissà se guardando il carbone si poteva capire molto prima che il mondo stava entrando in recessione. Carbone come Cassandra.

Perché se guardiamo il 2008 è proprio misero quel piccolissimo punto di crescita. Come se già nel primo semestre avessero sentito che il mondo stava rallentando. Poi il crollo e la contrazione nel 2009. Che quindi da li doveva aumentare era chiaro a tutti.

Ma quel salto così grande dal 2009 al 2010 era difficile da prevedere.

Come si può vedere, la crescita è asiatica. Cina +10,1%, India +10,8% e Giappone +13,7%.

Cina è il consumatore più grande, seguito dagli Stati Uniti, India e Giappone:

Gli Stati Uniti è l’unica nazione dei quattro più grandi che sul periodo 2000 – 2010 ha diminuito il consumo, e cioè di 7,8%.

La Cina e gli USA sono anche i produttori più grandi, seguiti dall’Australia che però consuma solo il 18% di quello che produce, non tutto quanto.

Ora che la produzione di petrolio è piatta, se non in diminuzione, i paesi emergenti, in forte crescita, dovranno trovare energia economica da qualche parte. Questa energia economica non è né nucleare, né rinnovabile, ma gas e carbone.

Quando guardo le riserve noto che ora la BP le calcola a 861 milioni di tonnellate, con un Reserves-to-production (R/P) ratio di 118 anni. Nel 2007 le cifre erano 909 milioni e R/P di 147 anni. Questa perdita di 30 anni di riserve in soli 4 anni dovrebbe dipendere dal fatto che hanno revisionato i numeri per l’antracite rispetto ai carboni meno nobili, sub-bituminosi e lignite. Dalla fine del 2006 l’antracite infatti è diminuita del 15%, mentre lignite&co è aumentato del 6%. In tutto le riserve sono diminuite del 5%.

Questo è grave per l’industria. Il carbone che serve per le applicazioni siderurgiche è proprio l’antracite, che ovviamente sta salendo di prezzo. Nel 2009 l’Italia la qualità più alta l’ha pagata 184 USD/tonnellata metrica, mentre ancora nel 2005 veniva pagata sui 94 USD/tonnellata il primo semestre e 117 USD nel secondo semestre. (Dati: Ministero dello sviluppo economico)

Se guardiamo il grafico per il consumo, diviso per categorie, vediamo che finalmente hanno dichiarato il consumo delle rinnovabili, non solo l’idroelettrico:


Negli anni precedenti i numeri per le rinnovabili riguardavano solo la capacità installata. In totale il consumo di energia è cresciuto del 5,7%. Pessima la crescita delle rinnovabili non-idro con quei 15,5%.

15% di crescita ha sicuramente arricchito qualche investitore, ma migliorato il mondo, no. Le rinnovabili sono sempre una strisciolina quasi invisibile in alto della colonna. 15% di crescita significa andare da 1,2% sul consumo totale, a 1,3%.

La crescita asiatica è accompagnata da carbone e gas, mentre la decrescita americana è accompagnata dalle rinnovabili. Può essere? Bravi comunque gli Stati Uniti, che da soli consumano più energia rinnovabile che tutta l’Asia messa insieme.

Per finire, devo indovinare qualcosa anche per il 2011. Direi 6% di crescita per il carbone. Abbiamo un appuntamento fra un anno.

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Mal, BP, un paragone veloce

Pubblicato da oronero su 11 ottobre 2010

È arrivata la notizia sulla Magyar Aluminium Zrt. che stavo aspettando, cioè che qualcuno sapeva della debolezza della diga e non ha fatto niente.

“Abbiamo buone ragioni per sospettare che alcuni erano a conoscenza dello stato di debolezza della parete del serbatoio e ha scelto di non fare nulla”, ha detto Orban. “Responsabilità, in modo rigoroso e corretto, è nell’interesse del pubblico”. Leggi il seguito di questo post »

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Alcanivorax dove sei?

Pubblicato da oronero su 22 agosto 2010

L’unica scusa che i scienziati pro-BP (i propri, ma anche quelli della NOAA) hanno presentato per usare il velenosissimo e datato Corexit come dispersante nel Golfo del Messico, era che il Corexit avrebbe disgregato il greggio in parti piccole che sarebbero stati molto più facile da digerire per il microbo mangiapetrolio più importante, l’Alcanivorax borkumensis. Leggi il seguito di questo post »

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Matt Simmons è morto

Pubblicato da oronero su 9 agosto 2010

Durante la notte di domenica è morto Matt Simmons, il grande scettico e critico dell’incidente BP.

La storia qua: http://www.onlinesentinel.com/news/Energy-expert-Simmons-dies-in-North-Haven.html

Matt Simmons era un esperto di petrolio, un noto peakoilista, e aveva cambiato rotta negli ultimi anni investendo nelle energie rinnovabili, tra l’altro creando una think tank chiamata Ocean Energy Institute.

Recentemente, Matt Simmons ha fatto parlare molto di se, chiamando il bluff della BP sulla quantità di petrolio effettivamente disperso.

Simmons è morto di un infarto nella vasca da bagno di casa sua.

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BP, un saluto da Guanabara

Pubblicato da oronero su 15 luglio 2010

Dieci anni fa, nel 2000, la statale brasiliana Petrobras ha causato una grossa perdita di petrolio nel Guanabara Bay.

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Pronto, Eni?

Pubblicato da oronero su 30 maggio 2010

Da Bloomberg:

Le trivellazioni in acque profonde sono state interrotte da Obama. Ieri il presidente ha anche annunciato che lo stop verrà prolungato di 6 mesi, e coinvolge 33 pozzi di esplorazione. Ora le aziende petrolifere stanno cercando di capire l’impatto che il divieto avrà sulle loro attività.  Leggi il seguito di questo post »

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CBS 60 minutes su Deepwater

Pubblicato da oronero su 22 maggio 2010

In grandissimo contrasto con la pallida intervista con Svanberg ci sono i filmati della CBS 60 minutes, spaventosi non solo per l’arroganza dimostrata dalla BP, ma anche per il tecnico della Transocean (almeno così pare) che non ha dato l’allarme quando una componente chiave si è rotta.

Ci sono i transcript dei filmati, in inglese, è molto lungo ma decisamente da leggere per chi sta cercando di capire che cosa è successo. La persona chiave è un tecnico informatico di nome Mike Williams che è riuscito a salvarsi dopo che tutti i sopravvissuti, tranne lui e altri due, erano scappati con le imbarcazioni di salvataggio.

Williams dice che settimane prima un annello di gomma, chiamato “annular”, una componente chiave del BOP, si è rotto senza che il tecnico che l’ha scoperto abbia dato l’allarme. Di conseguenza i test sulla pressione potevano solo dare risultati falsi.

Leggete e guardate qua.

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L’anonimo presidente della BP

Pubblicato da oronero su 21 maggio 2010

Finalmente si esprime il presidente della BP, lo svedese Carl-Henrik Svanberg, prima AD della Ericsson. Leggi il seguito di questo post »

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Transocean e i giornalisti che sbagliano mira

Pubblicato da oronero su 3 maggio 2010

Non vivendo in questo momento in Italia ho fatto il giro degli articoli online (Il Sole, il Corriere e La Repubblica) sul disastro della piattaforma di perforazione, che era di proprietà della Transocean. Leggi il seguito di questo post »

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