O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

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Cash for trash, aka LTRO

Pubblicato da oronero su 25 febbraio 2012

Giusto in tempo per il rallentamento della fase toro delle borse arriva il secondo intervento LTRO, cioè il metodo inventato della BCE per tenere in piedi l’inflazione e salvare banche e benestanti. Per inflazione intendo quella vera, causata da un’espansione monetaria che riduce il valore della moneta, e non quella dei prezzi al consumatore.

Ancora una volta a 1% di interesse verranno prestati miliardi di freschi euri alle banche europee.

Abbiamo visto l’effetto del primo round di LTRO, annunciato in ottobre. Quasi cinque mesi di bull rally, assicurati da 4centoerotti miliardi di dollari. Questa volta si parla di 1000 miliardi di dollari. Che neanche questa volta troveranno la strada giusta per l’economia reale, e invece rimaranno nei mercati finanziari, gonfiandoli ulteriormente.

C’è chi crede che questa volta le borse non vedranno tanto il beneficio, e che sarà il momento delle commodities. Ma è probabile che si possa investire in qualsiasi cosa, oro, azioni, petrolio, obbligazioni, basta che si investi, perché tutto salirà. I grandi vincitori saranno comunque le banche che prendono in prestito a 1% (+qualche haircut) e riprestano a 6% ai governi. Gli stessi governi che di conseguenza ti aumentano le tasse mentre la preside della scuola elementare dei tuoi figli è costretta a chiedere soldi dai genitori per mandare avanti la baracca.

Deflazione nell’economia reale, inflazione dei costi degli asset finanziari. Quindi: investi, basta che balli con passi piccoli vicino all’uscita di sicurezza. I problemi reali dell’economia possono essere nascosti da accrocchi finanziari solo finché si continui con gli accrocchi. L’economia italiana non cresce da un decennio, in Spagna il 25% dei giovani sono senza lavoro, in Grecia abbiamo il 50% di disoccupazione giovanile. Questi euri nuovi non compreranno prodotti e servizi, solo asset finanziari, in un esemplare liquidity trap. E non abbiamo nessun modo di sapere cosa succederà alla fine del corridoio, non esiste l’empirica per capire gli effetti della politica monetaria sperimentale di questi anni.

Se ora tocca alle commodities trarre beneficio del LTRO vedremo anche effetti sul CPI, l’indice dei prezzi al consumatore. Cotone, grano e benzina sempre più care, in un’economia con stipendi fermi e sempre più gente disoccupata. Stagflazione. La combinazione degli effetti peggiori dei periodi forti e dei periodi stagnanti.

Ovviamente la soluzione più vicina è aumentare drasticamente la produzione di cotone, grano e benzina.

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Aspettando la Grecia

Pubblicato da oronero su 6 febbraio 2012

Ormai sono due anni che aspettiamo il default della Grecia. Quando scrivo aspettiamo, intendo tutti quelli che a un certo punto hanno letto “This time is different – Eight Centuries of Financial Folly” di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff.

Le borse che seguo sono giusto un filino in rosso, non sembra che si aspettino niente di tragico neanche oggi.

Comunque, con i popcorn in mano mi sono scaricata dal sito della BIS i dati per il debito greco, per chi vorrebbe controllare i numeri, si tratta delle detailed tables, tabella 9E.

In caso di default, la batosta si prende anche l’Italia, con 1,87 miliardi di dollari in mano greche. Insieme a banche e non-banche privati si arriva a quasi 4 miliardi di dollari.

Chiaramente niente contro la cifra prestata dalla Germania, 12,4 miliardi di dollari solo nel settore pubblico.

Ma anche Stati Uniti, Gran Bretagns, Spagna e Belgio sono messi male.

Per non parlare delle banche greche che ne possiedono per 62 miliardi di dollari.

E si dice che la BCE possiede 40 miliardi di dollari di debito greco, prestando anche 90 miliardi alle banche greche, quelle che falliranno.

Altro che Unicredit. Pensa se la BCE deve ricapitalizzare.

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LTRO un azzardo morale

Pubblicato da oronero su 22 dicembre 2011

Di recente un conoscente bancario mi ha consigliato di comprare i Btp 2 anni. Questo perché qualcuno nella BCE si è inventato lo schema geniale di offrire prestiti alle banche del Club Med a 1%, accettando come collaterale non solo asset classificati AAA, ma anche solo A. Leggi il seguito di questo post »

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Non ci stiamo certo annoiando, no*

Pubblicato da oronero su 9 novembre 2011

Via Zerohedge  arriva la notizia che ora anche un broker di obbligazioni ha deciso di usare il trucco dei broker di materie prime, cioè lavorare sui margini. Abbassi i margini, aumenti il rischio, aumenti i margini, abbassi il rischio. LCH pare abbia aumentato il margine iniziale per il trading sulle obbligazioni a 11,65% da 6,65%. È quasi un raddoppiamento.

Si vede che vogliono eliminare player deboli prima che questi vadano in bancarotta.

agg. ore 13.07: ho visto solo ora che anche MSM IlSole ha parlate del margin hike LCH. Più comprensibile per chi preferisce l’italiano. BTP 10 anni a 7,45. Tristezza.

Ma i bond sono roba serissima, capaci di fare o rovinare un paese. Da oggi la yield curve italiana, la curva di rendimento, presenta un flatline.

Come già detto altre volte, un mondo tranquillo presenta una curva in ascesa, come quelli tedeschi, dove i bond a breve termine rendono pochi interessi, costano tanti, ma sono anche praticamente privi di rischio. Per investire i soldi a lungo termine l’investitore deve essere premiato con degli interessi più alti. Il rischio più alto per un bond lungo viene dal rischio inflazione e dal rischio default.

Nota. La banca centrale europea ha come unico compito il controllo dell’inflazione, mai più alto di 2%. Ma l’inflazione non è quella vera, definita come la quantità di moneta in giro, ma invece la consumer price index, un paniere di prodotti facilmente manipolabili. Per convincerci che l’inflazione CPI stia sotto i 2% la BCE cerca di dichiararci idioti, spiegandoci che non bisogna certo guardare il prezzo della benzina e del pane. Ci sono anche gli schermi piatti. Ogni anno più economici. Basta quindi ogni anno comprare uno schermo piatto, magari anche volando in Thailandia, e fare altre cose che si sono deprezzate, per godere di questa bassa inflazione.

Una curva invertita invece, come quella della Grecia, può significare o che i bond a lungo termine sono talmente a forte richiesta che quelli a breve termine costano meno (e rendono di più), o, come penso sia il caso della Grecia, che il paese stia per ristrutturare i debiti, un termine più gentile per “bancarotta”, e che quindi i bond brevi non valgono più niente. Perché spero veramente che non ci sia nessuno che crede che comprando bond greci a un anno riesca a farsi un bel 221%. Sarebbero i soldi più facili dell’universo. Sempre che tu riesca a comprartene uno. Interessante questo, mi viene voglia di andare in banca e chiedere se mi vendono bond grechi.

Mentre si aspetta che i mercati decidano se un paese è solido o meno abbiamo allora un flatliner, la linea piatta. Gli interessi sono più o meno gli stessi lungo tutta la curva. È una situazione transitoria, sappiamo che prima o poi gli interessi cambiano, ma non conosciamo la direzione.

Abbiamo visto durante i mesi che più si faceva acuta la crisi in Grecia, più si invertiva la yield curve, mentre investitori vendevano quelli a breve termine molto più velocemente di quanto vendevano quelli a lungo termine.

Se la BCE compra BTP lunghi (abbassandone il rendimento) più di quanto compra brevi bond, per rassicurare i mercati sulla solidità lungo termine, la curva potrebbe invertirsi. Ma con interessi bassi sul decennale, altri investitori, privati forse, potrebbero decidere di rinunciarci perché non c’è un premium per il rischio maggiore dei BTP lunghi.

Diventa un circolo vizioso in cui un grande investitore istituzionale, comprando bond lunghi per rassicurare i mercati, è più forte degli investitori piccoli istituzionali e privati, che non riescono a comprare bond brevi alla velocità necessaria per creare una curva in ascesa.

Lo sbilancio creato dalla BCE, che non dovrebbe affatto interferire, diminuisce la fiducia dei mercati che poi su tutta la linea richiedono meno obbligazioni, spingendo gli interessi in sù. Etc.

La dinamica me l’immagino piú o meno così:

Debito astronomico di un paese -> BCE compra bond per tenere gli interessi bassi -> Il mercato vede che la BCE interviene, e pensa, ma cavolo qua stiamo rischiando -> Il mercato vende bond lunghi sul rischio default, che si deprezzano, aumentando i tassi -> A un certo punto i tassi sono talmente alti su quelli lunghi, cioè 6,5% per esempio, che i mercati perdono fiducia nel paese -> I mercati vendono i bond brevi, che si deprezzano, aumentando i tassi -> I mercati capiscono che i tassi alti sui bond brevi non saranno mai rispettati -> I mercati vendono ancora più i bond brevi -> Il paese non potrà pagare gli interessi -> Default.

È una questione di fiducia. Quando non c’é più quella, la maglia si disfa. Dopo l’Italia toccherà a qualcun’altro.

agg. ore 13.10: Noto anche con un certo piacere che MSM IlSole ha alzato il tetto per quanto riguarda parole ammesse negli articoli. Penso di non aver mai visto prima un onesto “pericolosissimo“.  Go, IlSole!

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*Si tratta di un aspetto psicologico della contrazione che non sono pronta a spiegare, ma che ho intuito in tutti i blogger peak oil.

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La barbara reliquia

Pubblicato da oronero su 25 maggio 2011

Uno degli effetti dei downgrade della Grecia, Italia etc con aumenti degli interessi dei bond sovrani a seguito è che il prezzo dell’oro aumenta. Questo metallo, stranamento ancora non toccato da “margin hikes” che butterebbero fuori attori con meno liquidità, ha appena superato l’ultimo all time high in euro al kg. Dopo aver toccato i 35.000 €/kg è sceso di poco, siamo ora intorno ai 34.800.

Rispetto a venerdi scorso, le sterline da confinvest costano 5€ di più.

In un mondo sempre più surreale ci si mette anche la Comunità Europea in forma del “Economic and Monetary Affairs Committee of the European Parliament” a dichiarare ufficialmente che l’Euro è robetta, accettando l’oro come collaterale, e praticamente smentendo tutti quelli che da quasi cento anni insistono che l’oro sia una barbara reliquia – In truth, the gold standard is already a barbarous relicJohn Maynard Keynes, Monetary Reform (1924), p. 172.

Yesterday’s unanimous agreement by the European Parliament’s Committee on Economic and Monetary Affairs (ECON) to allow central counterparties to accept gold as collateral, under the European Market Infrastructure Regulation (EMIR), is further recognition of gold’s growing relevance as a high quality liquid asset.

Se poi scambiamo “allow” – “permettere”, con un “costringere”, la frase acquista un nuovo significato. Meglio confiscare tutto l’oro dei PIGS prima che loro escano dall’Euro, in modo di non permetterli di creare nuove valute basate sull’oro.

Normalmente un paese può creare dei bond sovrani, poi comprati di istituti finanziari che cercano ritorni alti, usando i bond comprati come collaterale per prestiti dalla BCE. Ora però la BCE minaccia di non accettare più i bond greci come collaterale, ma accetterà volentieri il loro oro. Tanto si dice in rete che l’oro greco già non si trova più su suolo greco, ma da UBS o Bank of England.

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