O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

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Che differenza fa l’aumento di produzione?

Pubblicato da oronero su 23 giugno 2012

Il prezzo del petrolio sta scendendo rapidamente ormai dall’inizio di aprile.

Il Brent ha fatto un vero death cross l’8 giugno, cioè una media mobile a 50 periodi (in questo caso giorni) che scende sotto la MM200, dove però anche la MM200 è in discesa. L’ultimo incrocio del 29 settembre era un death cross falso visto che la MM200 stava ancora salendo:

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La vera polveriera

Pubblicato da oronero su 5 ottobre 2011

Ultime dal medioriente.

In Arabia Saudita hanno ripreso a protestare nella città shiita al-Qatif, con finora 14 persone ferite.  Oppure 24, dipende se guardi le proteste da parte dei cittadini o dello stato. La maggioranza delle persone sono state ferite dopo che le forze di sicurezza hanno aperto fuoco sui manifestanti. È la prima volta che la polizia non spara in aria, ma direttamente sulla gente. Pessimo sviluppo. Leggi il seguito di questo post »

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Saudi annunciano il primo rallentamento

Pubblicato da oronero su 15 agosto 2011

Soffro di un bias per quanto riguarda l’Arabia Saudita. Non ci credo mai quando scrivono che ora aumenteranno la produzione, oppure ultimamente, che terranno la produzione ai livelli attuali perché per l’anno la media dei prezzi era già abbastanza.

Ma quando scrivono che taglieranno la produzione, faccio meno fatica a crederci. Questa volta sono più preparati che nel 2008 e infatti

“Saudi Arabia may start cutting oil output ‘much sooner’ than it did after the financial crisis in 2008 because it now needs crude prices of at least $85 (Dh312.2) a barrel to pay for spending…”

Era chiaro che non sarebbe sceso a 30$ come nel primo round.  Ho scritto il 7 agosto

“L’altra volta il petrolio ha messo 6 mesi prima di trovare il fondo, intorno ai 30 dollari. Ora non credo arriveremo a tanto (poco), forse 50? La domanda è cresciuta globalmente in questi tre anni, e c’è anche meno petrolio sul mercato.”

Un giorno dopo, l’8 agosto, ci avevo ripensato e ho scritto

“Sinceramente non credo il WTI vada sotto i 70$ e il Brent sotto gli 80$. Chiaramente mi posso sbagliare, ma penso proprio che ci saranno interventi delle borse all’incontrario prima che questo possa succedere. Perché come fanno i governi a permettere ancora una volta che tutti i progetti di esplorazione vengano fermati? Interverranno.”

Invece sono i saudi, preoccupati per il pianificato aumento di quasi 40 miliardi $ di spese nel 2011, a ordinare al mondo di accettare che loro ora rallenteranno le pompe.

Oggi i WTI è a 86$ e il Brent a 109$.

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Kingdom power?

Pubblicato da oronero su 4 agosto 2011

Quando ho visto il disegno della torre saudita “Kingdom Tower” , 1000 metri di cemento e acciaio e vetro con 59 ascensori come monumento principale del lifting di Jeddah, ho pensato a due cose. Primo, che hanno guardato troppo Guerre Stellari.

E due, la somiglianza del paese arabo con l’Agave. Cresce nel deserto, fiorisce, e muore. Sono proprio tante le piante che prima di morire fanno un ulteriore sforzo per ingannare il mondo, e mettono in piedi una fioritura meravigliosamente abbondante. Le api arrivano en masse e portano in giro il polline di quella pianta moribonda, in modo che possa sopravvivere geneticamente.

L’idea degli arabi è che noi ci andremo a Jeddah per comprare le borse Prada a metà prezzo rispetto a Milano. Forse credono che noi avremo ancora soldi per comprare borse Prada, o che forse ce l’avranno cinesi, russi e brasiliani, non lo so.

Tutta la città verrà trasformata in una specie di resort di lusso, al modico prezzo di 15 miliardi di euro, in 10 anni. In fondo sono solo 21 miliardi di dollari, o 190 milioni di barili, al prezzo OPEC basket di ieri, 110 dollari al barile. Neanche 20 giorni di produzione petrolifera, calcolando con i 10,6 milioni al giorno che l’AS ha prodotto in aprile, secondo EIA.

Dati EIA.

Ma per lanciare un messaggio di solidità economica e politica sarebbe stato molto più efficace effettivamente aumentare la produzione di petrolio, invece di continuare a dire che lo aumenteranno, senza poi farlo. I 12 milioni di barili promessi già nel 2005 non sono mai stati raggiunti. I voci sulla distruzione di Ghawar non sono mai stati smentiti.

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Saudi: L’Occidente non deve sviluppare alternative

Pubblicato da oronero su 2 giugno 2011

Da climateprogress rubo un video dove il principe saudita Alwaleed bin Talal dice la sua sul prezzo del petrolio:

BIN TALAL: The stiff position of Saudi Arabia, we want the price to be between $70 and $80. Not only to help the West, but also to help ourselves. We don’t want the West to go and find alternatives, because, clearly, the higher the price oil goes, the more you have incentive to go and find alternatives. So, really, our interest coincides with American interest, to have the price for around $70, $80 which is a price good for consumers and producers.

Possiamo tranquillamente constatare che l’Arabia Saudita e l’Occidente non vogliono assolutamente la stessa cosa. Noi vogliamo, o dovremmo volere, le alternative, quindi vogliamo anche prezzi del petrolio/carbone/gas naturale in stabile ma lenta ascesa. Altrimenti non arriviamo mai a questa famigerata grid parity che permetterebbe ai nostri governi di tagliare finalmente i sussidi.

Se veramente volessero petrolio a 80$, perché non mettono a mondo quei 3 milioni di barili in più che dicono di avere?

Forse il principe semplicemente non è molto aggiornato sulla situazione in Arabia Saudita: che si stanno muovendo per estrarre heavy oil in mezzo al deserto dove non si trova né acqua pulita da trasformare in vapore, né gas naturale per scaldare l’acqua? E che si stanno muovendo per estrarre il petrolio anche in mare, una strategia che si usa solo quando su terra firma comincia a scarseggiare. 80$ potrebbe non essere più un buon prezzo neanche per i produttori sauditi.

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La vincente strategia saudita

Pubblicato da oronero su 26 aprile 2011

Se non riesci a convincere l’avversario va sempre bene confonderlo. Come tutte le settimane qualche VIP saudita si becca il compito di buttare sabbia negli occhi dell’occidente. Di solito tocca ad Al-Naimi, invece questa settimana il ministro ha delegato il compito ad Al-Falih, l’AD di Saudi Aramco.

Tipo così:

Al-Naimi: Non mi credono più. Questa settimana tocca a te.

Al-Falih: Cosa gli dico?

Al-Naimi: Beh, la solita cosa. Che abbiamo aumentato la produzione perché l’economia globale potrebbe risentire dei prezzi alti.

Al-Falih: Ma se l’abbiamo diminuita?

Al-Naimi: Mica ci manderanno la quinta flotta. Tu dillo. Tanto sapranno solo tra un mese che hai mentito. Notizie di un mese fa non sono notizie.

Al-Falih: Ok, ma poi tocca di nuovo a te. Comunque sarebbe meglio inserire anche qualcosa sulla capacità di riserva, altrimenti non si confondono abbastanza.

Al-Naimi: والله انهم أغبياء حقا

Inutile dire che i trader ci hanno creduto esattamente 5 secondi.

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Recovery factor e Arabia Saudita (tanto per cambiare)

Pubblicato da oronero su 19 aprile 2011

Mi ricordo che parlando con un mio conoscente, dirigente nel oil business, lui sembrava più che sicuro che a breve saremo riusciti a trasformare ancora una volta un certo volume di risorse in quel 1% di riserve in più che ci porterà avanti la dipendenza petrolifera ancora due anni.

Se diciamo che ora il recovery factor è di 35% in media1, cioè riusciamo a produrre il 35% del petrolio che sappiamo dov’è, portare questo numero a 36%, sposterebbe altri 80 miliardi di barili dalle risorse alle riserve, quelle producibili. Non c’è oggi un consensus sulla cifra media finale che raggiungeremo, tranne per la certezza che non sarà mai il 100%. Leggi il seguito di questo post »

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Bahrain, un sobborgo saudita

Pubblicato da oronero su 16 marzo 2011

Non ho accesso all’edizione albero morto del Corriere, e almeno in quella digitale non ci sono notizie sul Bahrain, il motivo per cui i prezzi del petrolio oggi salgono di nuovo.

Sul Sole24 scrivono che sono stati uccisi 2 poliziotti e che sono chiuse le scuole e addirittura la borsa, dopo che sono arrivati i tanker porta-pace.

Se usassimo parole vere, invece di quelle abbraccia-dittatura, bisognerebbe scrivere che il Bahrain ha fatto venire le truppe saudite, ca 1000 uomini, per reprimere violentemente le proteste contro la famiglia reale e re Hamid. Leggi il seguito di questo post »

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…e sta volando

Pubblicato da oronero su 10 marzo 2011

Da zerohedge copio il primo video delle proteste della minoranza Shia a Quatif, per il rilascio di alcuni detenuti.

“Qatif demonstrations on the night of Thursday, March 10, 2011″ (tradotto con Google translate):

AP riporta che la polizia ha aperto fuoco contro i manifestanti, non è chiaro se qualcuno è morto.

Ora aspettiamo la manifestazione a Riyadh domani.

—————-

A volte penso a quel ragazzo tunisino, il giovane laureato che per guadagnare qualcosina ha voluto vendere un po’ di verdura al mercato, e come è stato fermato dalla polizia. E poi si ha dato fuoco. Non avrebbe mai potuto immaginare che il suo atto sarebbe stata la scintilla di tutto questo.

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Aspettando il cigno grigio saudita

Pubblicato da oronero su 10 marzo 2011

Pare che la giornata della rabbia saudita sia stata rimandata a non si sa bene quando, e in realtà neanche bene da chi.

Il primo marzo BBC Arabic ha riferito che il “disordine” nel paese era in crescita. Dopo la trasmissione le forze di sicurezza e l’intelligence saudite hanno alzato l’allerta al massimo livello, e funzionari del governo hanno bloccato alcuni siti per evitare partecipazioni nelle manifestazioni. Leggi il seguito di questo post »

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