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	<title>O R O  N E R O</title>
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	<description>Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain</description>
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		<title>O R O  N E R O</title>
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		<title>Annuncio di servizio: Migrazione blog</title>
		<link>http://oronero.wordpress.com/2012/07/16/annuncio-di-servizio-migrazione-blog/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jul 2012 09:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oronero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petrolio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao cari Sto migrando il blog. Il nuovo indirizzo è www.osservamondo.com (non c&#8217;era più nessun tipo di dominio libero con la sola parola oronero) su piattaforma blogger invece di wordpress. Ho inserito tutti gli articoli e anche i commenti sono presenti. Il modello non è ancora quello definitivo, continuerò a cambiare l&#8217;aspetto finché non ho [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3973&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao cari</p>
<p>Sto migrando il blog. Il nuovo indirizzo è <a href="http://www.osservamondo.com" target="_blank">www.osservamondo.com</a> (non c&#8217;era più nessun tipo di dominio libero con la sola parola oronero) su piattaforma blogger invece di wordpress.</p>
<p>Ho inserito tutti gli articoli e anche i commenti sono presenti. Il modello non è ancora quello definitivo, continuerò a cambiare l&#8217;aspetto finché non ho trovato quello giusto, con spazio per tutti gli extra che mi piacciono.</p>
<p>Vi invito a leggere la sezione &#8220;Sul blog&#8221; per informazioni sull&#8217;uso di cookies.</p>
<p>beijos</p>
<p>A</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oronero.wordpress.com/3973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oronero.wordpress.com/3973/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3973&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Delusione shale gas in Polonia</title>
		<link>http://oronero.wordpress.com/2012/07/14/delusione-shale-gas-in-polonia/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jul 2012 15:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oronero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Exxon]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[Shale gas]]></category>

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		<description><![CDATA[E di nuovo, ma non solo, è l&#8217;infrastruttura che manca. Mentre negli Stati Uniti il problema del gas è che non c&#8217;è la quantità di pipeline necessaria per scoprire il vero prezzo del gas, l&#8217;offerta semplicemente non incontra la domanda, in Polonia le pipeline non ci sono proprio. Figuriamoci un&#8217;impianto per GNL sulla costa del [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3964&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E di nuovo, ma non solo, è l&#8217;infrastruttura che manca. Mentre negli Stati Uniti il problema del gas è che non c&#8217;è la quantità di pipeline necessaria per scoprire il vero prezzo del gas, l&#8217;offerta semplicemente non incontra la domanda, in Polonia le pipeline non ci sono proprio. Figuriamoci un&#8217;impianto per GNL sulla costa del Baltico. Investimenti per miliardi di dollari, che probabilmente non ci saranno mai.</p>
<p>Purtroppo in Polonia sembra che manchi anche il gas. Almeno Exxon si è gia ritirato dal paese, visto che i pozzi esplorativi hanno dato buca, e nel frattempo si è capito che le risorse di shale gas nel paese non sono i 5000 miliardi di metri cubi previsti dalla EIA, ma solo intorno ai 700 miliardi. Sette volte meno. E per una quantità così misera gli stranieri non rimarranno nel paese.</p>
<p>Oggi il paese consuma ca 15 miliardi di metri cubi all&#8217;anno:<br />
<a href="http://oronero.files.wordpress.com/2012/07/polonia-consumo-di-gas.png"><img class="alignnone  wp-image-3965" title="Polonia consumo di gas" alt="" src="http://oronero.files.wordpress.com/2012/07/polonia-consumo-di-gas.png?w=521&#038;h=318" width="521" height="318" /></a></p>
<p>Dati: BP<span id="more-3964"></span></p>
<p>Di cui producono da soli neanche un terzo. La produzione si trova anche sul famoso plateau già da un decennio: <a href="http://oronero.files.wordpress.com/2012/07/polonia-produzione-di-gas.png"><img class="alignnone  wp-image-3966" title="Polonia produzione di gas" alt="" src="http://oronero.files.wordpress.com/2012/07/polonia-produzione-di-gas.png?w=520&#038;h=331" width="520" height="331" /></a></p>
<p>Totale e disperata dipendenza dalla Russia quindi.</p>
<p>Se la Polonia alla fine riesce a produrre il 10 % di quei 700 miliardi sono 70 miliardi, abbastanza per 4,5 anni di consumo, se nel frattempo non aumentano il consumo.</p>
<p>Questo inverno girava anche la voce in internet che alcuni pozzi esplorativi di shale gas in Polonia davano un gas talmente acido e corrosivo che non sarebbe mai stato possibile trattarlo con economia. Purtroppo non riesco più a trovare quelle voci.</p>
<p>Sono giusto abbastanza per dare al paese quella finestra di 10 anni necessaria per investire pesantemente in rinnovabili e nucleare. E infatti, nella disperazione, il governo polacco ha deciso che costi quel che costi, e cioè soldi altrui ovvero quello dei contribuenti, andranno a pagare l&#8217;esplorazione e lo sviluppo necessari per cominciare una produzione entro tre anni. La statale PGNiG formerà un consorzio con tre utility e un minatore di rame, che probabilmente spera di poter creare indipendenza energetica per la sua attività industriale, una delle più energeticamente intense che ci siano.</p>
<p>Articolo <a href="http://blogs.ft.com/beyond-brics/2012/07/04/polands-shale-enter-the-state/#axzz20bJi7dev" target="_blank">FT</a>.</p>
<p>Polonia, che ci posso dire. Mi dispiace.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/exxon/'>Exxon</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/polonia/'>Polonia</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/shale-gas/'>Shale gas</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oronero.wordpress.com/3964/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oronero.wordpress.com/3964/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3964&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Peak Hermés. Post per il venerdì pomeriggio.</title>
		<link>http://oronero.wordpress.com/2012/07/13/peak-hermes-post-per-il-venerdi-pomeriggio/</link>
		<comments>http://oronero.wordpress.com/2012/07/13/peak-hermes-post-per-il-venerdi-pomeriggio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2012 16:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oronero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[FTSEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[Hermés]]></category>
		<category><![CDATA[Liv-Ex 100]]></category>
		<category><![CDATA[Oro]]></category>

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		<description><![CDATA[Un amico recentemente mi ha chiesto perché non avevo partecipato all&#8217;IPO Brunello Cucinelli, visto che &#8220;il lusso regge sempre&#8221;. Non avevo una risposta buona, tranne che semplicemente non trovo che la moda sia molto interessante da quel punto di vista. E poi non sono mai stata convinta di quella tesi. Avrei certamente potuto parteciparci come [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3950&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un amico recentemente mi ha chiesto perché non avevo partecipato all&#8217;IPO Brunello Cucinelli, visto che &#8220;il lusso regge sempre&#8221;. Non avevo una risposta buona, tranne che semplicemente non trovo che la moda sia molto interessante da quel punto di vista. E poi non sono mai stata convinta di quella tesi.</p>
<p>Avrei certamente potuto parteciparci come hedge contro i prezzi della lana in <a href="http://www.indexmundi.com/commodities/?commodity=fine-wool&amp;months=360" target="_blank">aumento </a>- soltanto che è già un anno che la domanda debole dalla Cina, per mancanza di consumatori occidentali, sta <a href="http://www.woolmarket.com.cn/en/NewsDetail.aspx?id=1069" target="_blank">correggendo </a>i prezzi. Anche se arrivano notizie sconcertanti sulle temperature in Brasile dubito che la nuova classe media brasiliana abbia voglia di sostituire la domanda per lana del vecchio occidente. Conosco la moda brasiliana. L&#8217;India, ovviamente zero lana per motivi ovvii. Russia, manca la gente, e poi con prezzi del petrolio incerti il rublo non è abbastanza forte per sostenere una crescita della domanda.<span id="more-3950"></span></p>
<p>Comunque, l&#8217;IPO BC è andato benone. A differenza di quella Facebook, che solo ultimamente ha ripreso un po&#8217; del terreno perso, perché ora in giugno i fondi azionari che si basano sul totale mercato azionario statunitense sono semplicemente <a href="http://www.cbsnews.com/8301-505123_162-57435874/when-will-you-own-facebook-in-your-401-k/" target="_blank">costretti </a>a comprarlo.</p>
<p>Allora mi sono chiesto se è proprio vero che l&#8217;unica cosa che potrà reggere la crisi in borsa è il lusso. Inteso come gli articoli che il top 1% considera quotidianità. Per questo ho scaricato da yahoo i dati storici per Hermés, da paragonare a alcuni altri asset class per vedere se la tesi regge.</p>
<p>Ho voluto paragonare Hermés all&#8217;oro, al petrolio, al povero FTSEMIB, e a un asset class di stralusso, e cioè l&#8217;arte. Come l&#8217;oro anche l&#8217;arte è considerato un rifugio per tempi incerti. Purtroppo non ho trovato un indice scaricabile gratuitamente, ma sono inciampata su un asset che in realtà mi interessa molto di più. Anche se non consumatrice a quei livelli. Il fine wine <a href="http://www.liv-ex.com/staticPageContent.do?pageKey=Fine_Wine_100" target="_blank">index </a>Liv-Ex 100.</p>
<blockquote><p>Declared the &#8220;fine wine industry&#8217;s leading benchmark&#8221; by Reuters, the Liv-ex Fine Wine 100 Index represents the price movement of 100 of the most sought-after fine wines for which there is a strong secondary market.</p></blockquote>
<p>Praticamente solo Bordeaux, un po&#8217; di Champagne, e dall&#8217;Italia Ornellaia e Sassicaia. Tutti vini con un mercato secondario molto forte, cioè se lo compri oggi, fra 10 anni lo rivendi con guadagno.</p>
<p>Il risultato, normalizzato al luglio 2001:<a href="http://oronero.files.wordpress.com/2012/07/hermes-e-co.png"><img class="alignnone  wp-image-3954" title="hermes e co" src="http://oronero.files.wordpress.com/2012/07/hermes-e-co.png?w=907&#038;h=519" alt="" width="907" height="519" /></a></p>
<p>Hermés ha semplicemente stravinto. Se in luglio 2001 investivo 10.000 euro e oggi rivendo sono un bel 426% di crescita o 52.000 euro in banca.Se guardiamo bene però è evidente come l&#8217;azione dall&#8217;estate scorso ha cercato di tenere il livello senza ultimamente riuscirci. Il picco in gennaio 2012 era di 545%.</p>
<p>Grande perditore ovviamente il povero FTSEMIB. Nessuna sorpresa li. È una specie di pneumatico da bici che si sgonfia al rallentatore quando i privati italiani per colpa della demografia sono costretti a lentamente liquidare gli investimenti. L&#8217;indice principale di Milano ha piccato nel 2007, con i primi sviluppi della crisi finanziaria.</p>
<p>E al quarto posto troviamo il vino, con 183% di crescita in questi 11 anni. Che solo un anno fa ha piccato con 290%, ed era al terzo posto. Sembra proprio che i mariti hanno rinunciato alla bottiglia di Bordeaux fine con almeno sei mesi di anticipo sulla borsa Hermés della moglie. Perfettamente comprensibile. Keep up with the Joneses vale a tutti i livelli, e la borsa Hermés si vede meglio della bottiglia in cassaforte.</p>
<p>Al secondo posto troviamo l&#8217;oro con 314%, ma solo un mese fa ci sarebbe stato il petrolio al secondo posto, e un anno fa l&#8217;oro era addirittura al quarto posto. L&#8217;oro però come unica classe d&#8217;investimento non ha un picco visibile, anzi camminando lentamente sta raggiungeno una dopo l&#8217;altra delle classi. Perché come vediamo, durante la crisi del 2008 l&#8217;oro non ha fatto una piega, se non insù.</p>
<p>Luglio 2008: il petrolio crolla.</p>
<p>Agosto 2008: il Liv-Ex crolla.</p>
<p>Ottobre 2008: le borse Hermés crollano.</p>
<p>Ma l&#8217;oro regge. Fa una pausa, poi riprende.</p>
<p>La mia previsione quindi è che fra meno di anno l&#8217;oro abbia raggiunto anche Hermés.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/ftsemib/'>FTSEMIB</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/hermes/'>Hermés</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/liv-ex-100/'>Liv-Ex 100</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/oro/'>Oro</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oronero.wordpress.com/3950/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oronero.wordpress.com/3950/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3950&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>TA, Brent</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jul 2012 09:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oronero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[analisi tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[Brent]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ci si poteva aspettare, i numeri taroccati della crescita cinese sono arrivati perfettamente in linea con quello che la comunità investitrice voleva sentire. Il Brent di conseguenza ritenta di rompere la resistenza intorno a 100-101 e va anche a toccare la MM50. Come si vede dai cerchi rosa abbiamo già vissuto questa situazione in [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3944&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come ci si poteva aspettare, i numeri taroccati della crescita <a href="http://www.ibtimes.com/articles/362611/20120713/brent-rises-above-101-china-gdp-meets.htm" target="_blank">cinese </a>sono arrivati perfettamente in linea con quello che la comunità investitrice voleva sentire. Il Brent di conseguenza ritenta di rompere la resistenza intorno a 100-101 e va anche a toccare la MM50.</p>
<p><a href="http://oronero.files.wordpress.com/2012/07/brent-venerdi-13-2012.jpg"><img class="alignnone  wp-image-3945" title="Brent venerdi 13 2012" src="http://oronero.files.wordpress.com/2012/07/brent-venerdi-13-2012.jpg?w=673&#038;h=227" alt="" width="673" height="227" /></a><span id="more-3944"></span></p>
<p>Come si vede dai cerchi rosa abbiamo già vissuto questa situazione in maniera pressocché uguale. Durante la grande discesa dell&#8217;autunno 2008 il Brent ha fatto una death cross più o meno sul livello 89 dollari, dal quale il prezzo è rimbalzato quando la distanza alla MM50 è diventata troppo grande. Avvicinandosi al MM50 nel 2008, superando anche il livello psicologicamente importante di 100 dollari, il prezzo ha di nuovo perso forza e ha continuato la discesa.</p>
<p>Nella conseguente salita, il prezzo ha incontrato i 89 due volte come resistenza.</p>
<p>Ora sarà interessante vedere se il prezzo risale sopra la MM50 o se la media mobile riesce a rischiacciare giù il prezzo, fino a un livello dove l&#8217;Arabia Saudita si vedrà costretto a spegnere un bel po&#8217; di rubinetti. Io ero pronta a scommettere che il prezzo quest&#8217;anno avrebbe oscillato tra i 95 e i 110, dove la decrescita occidentale gioca al tiraemolla con la crescita al rallentatore asiatica. In questo momento anche MACD indica che il prezzo potrebbe continuare su per qualche settimana.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/analisi-tecnica/'>analisi tecnica</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/brent/'>Brent</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oronero.wordpress.com/3944/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oronero.wordpress.com/3944/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3944&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Brent venerdi 13 2012</media:title>
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		<title>Letture estive, Hunger Games</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jul 2012 10:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oronero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia umana]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ispirata dai cartelloni per il film &#8220;Hunger Games&#8221; che avevo visto in giro per Milano qualche mesetto fa, quando ho visto il libro nella libreria dell&#8217;aeroporto di Stoccolma, ho pensato che leggerlo potrebbe essere un ottimo modo per tenermi à jour con la cultura giovanile, che mi sta comunque entrando in casa a un ritmo [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3929&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ispirata dai cartelloni per il film &#8220;Hunger Games&#8221; che avevo visto in giro per Milano qualche mesetto fa, quando ho visto il libro nella libreria dell&#8217;aeroporto di Stoccolma, ho pensato che leggerlo potrebbe essere un ottimo modo per tenermi à jour con la cultura giovanile, che mi sta comunque entrando in casa a un ritmo crescente. È presto, ma meglio prepararsi in tempo.<span id="more-3929"></span></p>
<p>Ed è stata decisamente una sorpresa piacevole, che spiega quell&#8217;enorme successo che libro (uscito nel 2008) e film hanno avuto negli Stati Uniti. Ci sono anche due sequel, da comprare per chi effettivamente ha già un teenager da tenere tranquillo per altre due notti di fila.</p>
<p>Il successo dovrebbe dipendere anche dal fatto che il libro funziona perfettamente nelle mani di un adulto interessato al genere fantascienza. Come già detto in un post precedente, la fantascienza funziona quando lo scrittore, qua Suzanne Collins, prende dei trend presenti oggi, e li estrapola nel futuro, estremizzandoli.</p>
<p>In questo caso si tratta del sottogenere post-apocalisse, ma non veniamo mai a sapere quanti secoli sono passati dalle guerre per le risorse che hanno distrutto la terra. C&#8217;è un breve riferimento alle inondazioni, a siccità, uragani, insomma tutti gli eventi di tempo estremo che già oggi colpiscono gli Stati Uniti in maniera crescente. Fa allora parte del sottosottogenere di post-apocalisse che parla del mondo dopo disastri ambientali e la fine delle risorse abbondanti, a differenza delle altre generi, post-nucleare, post-pandemia, e post-alieni.</p>
<p>Sono alcuni anni in cui questo sottosottogenere sta prendendo piede, e ora il pubblico statunitense, e quindi mondiale, è ben preparato da Hollywood a un mondo di scarse risorse.</p>
<p>Nell&#8217;oggi del libro una giovano ragazza del Distretto 12, quella dei minieri, racconta tutto in prima persona. Le miniere sono sempre più profonde e sempre più pericolose, e suo padre è uno dei tanti che è morto in un&#8217;esplosione. Lei con grande ingegno e coraggio impara a cacciare le prede che ci sono nella foresta intorno al distretto, un crimine in realtà punito con la morte, per aiutare madre e sorella a sopravvivere.</p>
<p>Infatti il trend principale del libro, presente oggi in tutto il vecchio occidente, è che sempre meno persone posseggono una parte sempre più grande delle poche risorse rimaste. Tutti i distretti sono governati e svuotati da Capitol, la capitale di Panem, la nazione ricostruita sulle macerie dei vecchi Stati Uniti. Per convincere i distretti a non ritentare la ribellione viene ogni anno tenuta una <em>reality show</em> chiamata Hunger Games, dove da ogni distretto un maschio e una femmina tra i 12 e i 18 devono lottare fino alla morte. Ovviamente gli adolescenti privilegiati di Capitol sono esenti.</p>
<p>Direi che i Hunger Games in quella forma di televisione estrema è l&#8217;ultima tappa che ci manca per quanto riguarda i reality, il nostro secondo trend. Bambini che si accoltellano in diretta televisiva.</p>
<p>Il terzo trend evidente è come lo sviluppo delle tecnologie non si ferma mai. Solo che gli avanzamenti tecnologici sono distribuiti ancora più inequamente di oggi. Nei distretti la gente è costretta ad andare in piazza a guardare la reality sullo grande schermo, mentre a Capitol ci sono medicine futuriste, tecnologie per il controllo del tempo, mutazioni e altre meraviglie riservate al Wallersteineriano centro. Il vecchio problema di scala. Possiamo fare tutto, ma le cose più costose saranno sempre riservate a un numero molto ristretto. Quante persone abbiamo mandato sulla luna?</p>
<p>Le periferie producono materie prime sottopagate, forniscono lavoro sottopagato, e lottano per un posto al sole. Ma solo perché esiste la minaccia della distruzione totale, destino del ribellioso distretto 13.</p>
<p>Le periferie nella nostra realtà oggi fanno tutto quello, ma non tanto sotto la minaccia diretta della distruzione, anche se la bomba statunitense è sempre sottintesa in ogni discussione. Per ora bastano la fame, l&#8217;ignoranza, la religione, secoli di cultura, e controlli dei media per tenere in piedi le nostre relazioni centro-periferia. Rassicurantemente mimetizzati da Carrefour e H&amp;M. I bambini schiavizzati non li vediamo.</p>
<p>Potrebbe rassicurare qualcuno sapere che ci sarà sempre un posto al sole, bisogna solo capire come rimanere tra quelli fortunati.</p>
<p>Su youtube ci sono tutti i trailer ufficiali del film che non ho ancora visto, e anche qualche clip rubato, come questo dei tracker jacker, le vespe killer mutate:</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='640' height='390' src='http://www.youtube.com/embed/ef5HQmkuRK8?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<p>Enjoy.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/ecologia-umana/'>Ecologia umana</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/recensione/'>Recensione</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oronero.wordpress.com/3929/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oronero.wordpress.com/3929/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3929&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Anche TOD ha problemi con i decline rate di Maugeri</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 11:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oronero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[decline rate]]></category>
		<category><![CDATA[Peak Oil]]></category>
		<category><![CDATA[Picco del Petrolio]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo solo dalla mia postazione vacanziera che TheOilDrum ora ha fuori un&#8217;articolo guest post di Stephen Sorrel, che anche lui come me raggiunge la conclusione che qualcosa non quadra con i decline rate che Maugeri ha usato per annunciare la sua rivoluzione petrolifera. Ovviamente l&#8217;articolo di Sorrell è molto più chiaro e leggibile del mio, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3926&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo solo dalla mia postazione vacanziera che TheOilDrum ora ha fuori un&#8217;<a href="http://www.theoildrum.com/node/9327?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+theoildrum+%28The+Oil+Drum%29&amp;utm_content=Google+Feedfetcher" target="_blank">articolo </a>guest post di Stephen Sorrel, che anche lui come me raggiunge la conclusione che qualcosa non quadra con i decline rate che Maugeri ha usato per annunciare la sua rivoluzione petrolifera. Ovviamente l&#8217;articolo di Sorrell è molto più chiaro e leggibile del mio, e dimostra come il prezzemolino per pura ignoranza scientifica paragona mele con arance.</p>
<blockquote><p>The bottom line is that Maugeri has made some very optimistic assumptions about global average decline rates, failed to provide adequate justification for them and misrepresented the estimates made by others. Adopting more realistic estimates would significantly change his results.</p></blockquote>
<p>Al momento non ci sono commenti all&#8217;articolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br /> Tagged: <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/decline-rate/'>decline rate</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/peak-oil/'>Peak Oil</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/picco-del-petrolio/'>Picco del Petrolio</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oronero.wordpress.com/3926/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oronero.wordpress.com/3926/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3926&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I numeri della rivoluzione</title>
		<link>http://oronero.wordpress.com/2012/06/27/i-numeri-della-rivoluzione/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jun 2012 22:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oronero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[BP]]></category>
		<category><![CDATA[EIA]]></category>
		<category><![CDATA[Maugeri]]></category>
		<category><![CDATA[produzione di petrolio]]></category>

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		<description><![CDATA[È uscito il report di Maugeri, scritto come fellow all&#8217;interno del &#8220;The Geopolitics of Energy Project&#8221; del Belfer Center del Kennedy School of Government di Harvard. Il Belfer Center è finanziato in parte dalla BP, quindi Maugeri è finanziato dalla BP.  L&#8217;anno è il 2012, elezioni americane, con tutto quello che significa per il prezzo [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3902&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È uscito il report di Maugeri, scritto come fellow all&#8217;interno del &#8220;The Geopolitics of Energy Project&#8221; del Belfer Center del Kennedy School of Government di Harvard. Il Belfer Center è <a href="http://belfercenter.hks.harvard.edu/project/68/geopolitics_of_energy_project.html?page_id=357" target="_blank">finanziato </a>in parte dalla <strong>BP</strong>, quindi Maugeri è finanziato dalla BP.  L&#8217;anno è il <strong>2012</strong>, elezioni americane, con tutto quello che significa per il prezzo della benzina al pubblico americano.</p>
<p>Il report si intitola <strong>OIL: THE NEXT REVOLUTION</strong> e estrapola una produzione petrolifera per il 2020 di 49 milioni di barili sopra gli attuali 93. Dopo che Maugeri detrae barili dovuti al mancato completamento di alcuni progetti, il numero scende a 29 milioni di barili.</p>
<p>Poi il nostro fellow aggiunge la depletion rate, nel glossario del documento descritto come &#8220;Il declino naturale della produzione di un giacimento dopo anni di produzione. Potrebbe essere parzialmente compensato dalla crescita delle riserve.&#8221; Questo ci toglie più di 11 milioni, e l&#8217;aumento quindi si ferma a <strong>17,6 milioni di barili.</strong> In più, di produzione giornaliera, rispetto a oggi.<span id="more-3902"></span></p>
<p>Un <a href="http://oronero.files.wordpress.com/2012/06/0909-final-ukerc_peakoil_low.pdf">documento</a> della UK Energy Research Centre del 2009 ci dà il <strong>depletion rate per giacimenti maturi a 6,5% globalmente e la media di tutti i giacimenti in produzione 3 anni fa a 4%</strong>. Nel 2009 significava che ogni anno bisognava aggiungere 3 milioni di barili di produzione giornaliera solo per rimanere allo stesso livello di produzione. Questo obiettivo è stato raggiunto con lode.</p>
<p>Gioco con i numeri. Se per esempio uso i dati <strong>BP dal 1965</strong>, iniziando con una produzione di <strong>31,8 milioni</strong>, un depletion rate annuale di <strong>4%</strong>, poi facendo la differenza con l&#8217;anno seguente, mi viene che in media ogni anno sono stati aggiunti 3,666 milioni di barili fino al 2011. Dagli 83,6 milioni del 2011 detraggo 4% e aggiungo 3,9 et voilà che vengono fuori <strong>84,2 milioni per il 2012</strong>. Estrapolo nel <strong>2020</strong> e avrò <strong>86 milioni</strong>.</p>
<p>Stesso esercizio con numeri <strong>EIA</strong>: inizio con <strong>63,9 mbd nel 1980</strong>, detraggo 4% e in media fino al 2011 vengono aggiunte 3,6 milioni di barili. Finisco con <strong>87,1 milioni nel 2012</strong>, e <strong>88 mln nel 2020.</strong></p>
<p><strong>Maugeri</strong> nei suoi calcoli include tutti i liquidi, ovviamente <strong>anche etanolo e biodiesel</strong> e così arriva a una produzione globale di <strong>91 milioni di barili per il primo trimestre del 2012 e a 89 milioni nel 2011</strong>. Applico i -4% sugli 89, restano 85,44. Impressionante, una differenza di 5,5 milioni con i 91 di oggi.</p>
<p>Si vede che sono i petroli non-petroli a crescere più rapidamente.</p>
<p><strong>Ma</strong> se inizio la mia serie à la Maugeri nel 2011 con 89 milioni, con una depletion rate di 4% e 5,5 milioni di barili di aumento di produzione giornaliera ogni anno <strong>finisco nel 2020 con 104 milioni</strong>. <strong>Non con 110. Me ne servono altri 6.<br />
</strong></p>
<p><strong> Infatti </strong>l’autore dice, p. 20:</p>
<p style="padding-left:30px;">Throughout recent history, there is <strong>empirical evidence of depletion overestimation</strong>. From 2000 on, for example, crude oil depletion rates gauged by most forecasters have ranged between 6 and 10 percent: yet <strong>even the lower end of this range would involve the almost complete loss of the world’s “old” production in 10 years</strong> (2000 crude production capacity = about 70 mbd). By converse, crude oil production capacity in 2010 was more than 80 mbd. To make up for that figure, a new production of 80 mbd or so would have come on-stream over that decade. This is clearly untrue: in 2010, 70 percent of crude oil production came from oilfields that have been producing oil for decades.</p>
<p>Applicando la formula per il declino esponenziale <strong><em>q =q<sub>i</sub> x e<sup> –Dt</sup></em></strong><strong>, con qi =70 milioni, t = 12 e D=6% all’anno finisco con una possibile produzione q di 34 milioni al giorno nel 2012</strong>. Come sappiamo, non è esattamente andato così.</p>
<p>Esattamente come Maugeri è andato da 70 a 0 in 10 anni non mi è chiaro. Ma non importa, se si tratta di trovare altri 80 milioni in 10 anni, o 57 milioni in 12 anni, al netto del declino, sempre impossibile è. Quindi dovrebbe avere ragione quando dice che evidentemente la depletion rate è molto più bassa. Infatti continua:</p>
<blockquote><p>I did not find evidence of a global depletion rate of crude production higher than <strong>2-3 percent</strong> when correctly adjusted for reserve growth.</p></blockquote>
<p>Nel mio file excel riduco la depletion rate a 2%. Iniziando come Maugeri nel 2011 con 89 milioni. Meno 2% sono 87,2. L’aumento al 2012 si fa meno spettacolare, soli 3,8 milioni. <strong>Ma così nel 2020 ho sempre solo 105,6 milioni.</strong> Dove stanno gli altri 5 milioni?</p>
<p>Lascio l’aumento netto 2011-2012 a 3,8 milioni, e manipolo quello che sarà la media futura per arrivare sopra i 110 nel 2020. Così trovo che i miei barili mancanti stanno in <strong>4,5 milioni di aumento di produzione giornaliera che evidentemente dobbiamo aggiungere ogni anno dopo il 2012</strong>.</p>
<p>Faccio un passo indietro. Dati BP. <strong>Dal 1965</strong> con una <strong>depletion rate del 2%</strong> invece dei 4%, in media abbiamo aggiunto <strong>2,4 milioni di barili netti all’anno</strong>. Questo mentre trovavamo ancora elefanti con produzioni di decine di migliaia di barili al giorno. Dati EIA dal 1980, un aumento netto di 2,2 mln al giorno.</p>
<p>Graficamente il tutto si presenta così:</p>
<p><a href="http://oronero.files.wordpress.com/2012/06/bp-eia-maugeri-fut-oil-prod.png"><img class="alignnone  wp-image-3910" title="BP EIA Maugeri fut oil prod" src="http://oronero.files.wordpress.com/2012/06/bp-eia-maugeri-fut-oil-prod.png?w=776&#038;h=484" alt="" width="776" height="484" /></a></p>
<p>La zona rosa è fantasyland, ovvero il futuro.</p>
<p>Sarà che Maugeri ha una base dati del tutto speciale, con dati plausibili per ogni singolo pozzo sulla Terra, e lui è l&#8217;unico ad aver mai avuto accesso a tutti questi dati. Ma io mi permetto di dubitare fortemente che d’ora in poi ogni anno aumenteremo di 2 milioni più della media degli ultimi 50 anni. Con pozzi che danno 100 barili al giorno, trovando da 10 a 100 volte le persone disposte, ma soprattutto capaci, di lavorare nel campo petrolifero.</p>
<p>Come già detto, anno di elezioni. BP certamente avrà un sacco di sussidi anche negli anni a venire per tirare fuori tutta questa meraviglia.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/bp/'>BP</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/eia/'>EIA</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/maugeri/'>Maugeri</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/produzione-di-petrolio/'>produzione di petrolio</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oronero.wordpress.com/3902/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oronero.wordpress.com/3902/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3902&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gas geopolitico greco</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jun 2012 21:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oronero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[ITGI]]></category>

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		<description><![CDATA[Già che siamo in tema Grecia, non basta forse il cofanetto di medicine. A quanto pare potrebbe diventare necessario anche una torcia elettrica con un bel po&#8217; di pile di ricambio, almeno se di sera vuoi leggere il giallo comprato in aeroporto. Al tema medicine ero arrivata tramite un link da un&#8217;articolo FT che parlava [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3898&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Già che siamo in tema Grecia, non basta forse il cofanetto di medicine. A quanto pare potrebbe diventare necessario anche una torcia elettrica con un bel po&#8217; di pile di ricambio, almeno se di sera vuoi leggere il giallo comprato in aeroporto.</p>
<p>Al tema medicine ero arrivata tramite un link da un&#8217;<a href="http://www.ft.com/intl/cms/s/0/866ef514-b3dd-11e1-8fea-00144feabdc0.html#axzz1yvn24i8M" target="_blank">articolo </a>FT che parlava in realtà della relazione della Grecia con Gazprom.</p>
<p>Questo giugno la utility nazionale del gas, Depa, dovrebbe pagare a Gazprom 120 milioni di euro, che non ha in cassa. Depa compra l&#8217;80% del suo gas dalla Russia, e per assicurare un flusso continuo ora sta cercando di recuperare i crediti che ha con la Laghe, il gestore della rete elettrica. Laghe da parte sua è in rosso, anche lei vittima della mancanza di credito nel paese che taglia l&#8217;accesso alle banche, e i mancati introiti dai privati.<span id="more-3898"></span></p>
<p>Quindi lunedi 11 giugno la utility per l&#8217;elettricità PPC, aveva dovuto spegnere le centrali elettriche alimentate da gas, per usare solo quelle locali, alimentati a carbone.</p>
<p>L&#8217;unica possibilità per Depa sarebbe la privatizzazione, annunciata in <a href="http://blogs.ft.com/beyond-brics/2012/03/16/gazprom-eyes-greek-state-gas-company/" target="_blank">marzo</a>. Insieme alla Depa verrebbe privatizzata la Desfa, operatore delle pipeline di gas. La vendita doveva avvenire già due mesi fa, ma sembra che la Grecia non stia riuscendo a darla via a qualche azienda europa, come dovrebbe secondo la &#8220;EU <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Third_Energy_Package" target="_blank">Third Energy Packet</a>&#8220;, entrato in vigore in marzo 2009, e con lo scopo di aprire alla concorrenza i mercati energetici europei, integrarli. Una componente fondamentale è il famoso <strong>unbundling</strong>, cioè la separazione della generazione di elettricità dalla sua trasmissione. Leggi ENI-SNAM.</p>
<p>I russi hanno un vantaggio, essendo il fornitore maggiore della Depa. Ma se la compra Gazprom, allora vincono anche ulteriore controllo sulla fornitura di gas a Europa. Le pipeline che arrivano da Azerbaijan attraversando la Turchia dovrebbero dare maggiore scelta all&#8217;Europa, non ridurla. Quindi:</p>
<blockquote><p>Whoever wins the privatisation auction of Depa, the Greek state gas group, this month, will be able to influence EU-backed plans to transport Caspian gas to Europe and <strong>reduce dependence on Russian energy supplies.</strong></p></blockquote>
<p>Si tratta della <a href="http://www.edison.it/en/company/gas-infrastructures/itgi.shtml" target="_blank">ITGI </a>- Interconnector Turkey-Greece-Italy. Ma visto che la Grecia vorrebbe rimanere europea&#8230;</p>
<blockquote><p>The EU acknowledged ITGI as a Project of European Interest</p></blockquote>
<p>&#8230;stanno cercando di trovare un partner più accettabile, per esempio proprio l&#8217;<a href="http://www.naturalgaseurope.com/azerbaijan-could-participate-on-itgi-pipeline-3160" target="_blank">Azerbaijan</a>. Almeno non è russo.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/grecia/'>Grecia</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/itgi/'>ITGI</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oronero.wordpress.com/3898/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oronero.wordpress.com/3898/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3898&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Crollo della sanità in Grecia</title>
		<link>http://oronero.wordpress.com/2012/06/26/crollo-della-sanita-in-grecia/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jun 2012 20:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oronero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Le notizie dalla Grecia sono sempre più preoccupanti. Ho ricevuto notizie anedottali che sulle isole vacanziere si continua la vita di sempre, caffè al bar, tranquillità, e fior di case in costruzione, certamente con i contributi dell&#8217;UE. Ma nelle grandi città, e specificamente negli ospedali, la situazione pare disperata. In Europa secondo la WHO ogni [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3895&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le notizie dalla Grecia sono sempre più preoccupanti. Ho ricevuto notizie anedottali che sulle isole vacanziere si continua la vita di sempre, caffè al bar, tranquillità, e fior di case in costruzione, certamente con i contributi dell&#8217;UE. Ma nelle grandi città, e specificamente negli ospedali, la situazione pare disperata.</p>
<p>In Europa secondo la WHO ogni anno <a href="http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0005/136454/e94889.pdf" target="_blank">muoiono </a>(pdf) 25.000 persone di batteri resistenti agli antibiotici. Una situazione con crescita fra poco esponenziale.<span id="more-3895"></span></p>
<p>Da WHO:</p>
<blockquote><p>more than 25 000 people in the European Union die from infections caused by antibiotic-resistant bacteria each year. &#8230; Since this resistance has no ecological, sectoral or geographical borders, <strong>its appearance in one sector or country affects resistance</strong><strong> in other sectors and countries</strong>.</p></blockquote>
<p>La Grecia ha in passato avuto il più grande uso, o abuso, di <a href="http://www.bloomberg.com/news/2012-02-09/greek-doctors-battle-hospital-superbug.html" target="_blank">antibiotici </a>di Europa, e soffrono di una cronica mancanza di infermiere. Secondo l&#8217;articolo bloomberg di febbraio la Grecia stava ormai da anni lottando contro un superbug che nei peggiori dei casi uccide il 50% degli affetti, se già deboli di altre malattie:</p>
<blockquote><p>The hospital-acquired germ killed as many as half of people with blood cancers infected at Laiko General Hospital, a 500-bed facility in central Athens.</p></blockquote>
<p>Un medico difende la Grecia dicendo che il paese non pone una minaccia per Europa, ma è certamente ingenuo pensare che non lo sarà fra poco. Come dice la WHO, i germi non conoscono confini.</p>
<blockquote><p>Studies of cross-border transmission show patients arriving in a European country with a carbapenem-resistant infection are almost four times more likely to have just been in Greece than any anywhere else.</p></blockquote>
<p>I medici lottano perché le pochissime infermiere si prendano il tempo per lavarsi le mani. Lotte di un secolo fa. Come anche quella di dividere persone che hanno preso i germi resistenti dagli altri pazienti.</p>
<p>Già prima della crisi i pazienti erano costretti ad allungare una bustarella, chiamata &#8220;fakelaki&#8221;, per assicurarsi un buon trattamento. Ma ora gli ospedali lottano per avere le <a href="http://www.reuters.com/article/2012/06/15/greece-health-idUSL5E8HF17O20120615" target="_blank">medicine</a>, il governo non riesce a pagare il debito di quasi 800 milioni. E allora la bustina non serve proprio più.</p>
<p>Ospedali non danno più antidolorifici, e eseguono operazioni solo urgenti. Il materiale scarseggia e sono costretti a riutilizzare per esempio lenzuola per più pazienti. E se ti capita l&#8217;ospedale dell&#8217;isola di <a href="http://www.ekathimerini.com/4dcgi/_w_articles_wsite1_1_06/06/2012_445677" target="_blank">Leros</a>, non avrai neanche da mangiare.</p>
<p>Che ci porta al problema turismo. Come già detto, le strutture turistiche e no sulle isole sembrano di reggere. Ma se ci vai, ricordati un bel cofanetto di medicine.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/grecia/'>Grecia</a>, <a href='http://oronero.wordpress.com/tag/sanita/'>Sanità</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oronero.wordpress.com/3895/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oronero.wordpress.com/3895/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3895&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Che differenza fa l&#8217;aumento di produzione?</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jun 2012 17:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oronero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[analisi tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[OCSE]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzo del petrolio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prezzo del petrolio sta scendendo rapidamente ormai dall&#8217;inizio di aprile. Il Brent ha fatto un vero death cross l&#8217;8 giugno, cioè una media mobile a 50 periodi (in questo caso giorni) che scende sotto la MM200, dove però anche la MM200 è in discesa. L&#8217;ultimo incrocio del 29 settembre era un death cross falso [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oronero.wordpress.com&#038;blog=12634972&#038;post=3877&#038;subd=oronero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il prezzo del petrolio sta scendendo rapidamente ormai dall&#8217;inizio di aprile.</p>
<p>Il Brent ha fatto un vero death cross l&#8217;8 giugno, cioè una media mobile a 50 periodi (in questo caso giorni) che scende sotto la MM200, dove però anche la MM200 è in discesa. L&#8217;ultimo incrocio del 29 settembre era un death cross falso visto che la MM200 stava ancora salendo:</p>
<p><a href="http://oronero.files.wordpress.com/2012/06/brent-23-juni-20122.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3880" title="Brent 23 juni 2012" src="http://oronero.files.wordpress.com/2012/06/brent-23-juni-20122.jpg?w=300&#038;h=132" alt="" width="300" height="132" /></a><span id="more-3877"></span></p>
<p>C&#8217;era da aspettarselo dopo che l&#8217;indice più dipendente dal petrolio, il TSX Composite di Toronto, aveva effettuato un death cross il 15 maggio:</p>
<p><a href="http://oronero.files.wordpress.com/2012/06/tsx-comp-23-juni-20122.jpg"><img class="alignnone  wp-image-3886" title="tsx comp 23 juni 2012" src="http://oronero.files.wordpress.com/2012/06/tsx-comp-23-juni-20122.jpg?w=254&#038;h=108" alt="" width="254" height="108" /></a></p>
<p>L&#8217;ultima volta che avveniva con questa forza la discesa sulla borsa di Toronto è durata altri 6 mesi. In ogni caso, il death cross su Toronto è avvenuto tantissimi mesi dopo la stessa formazione su altri indici. Ai tempi lo SP500 aveva crossato in dicembre 2007, e il FTSEMIB ci voleva in recessione già in agosto 2007.</p>
<p>Ovviamente anche il WTI, dal 11 giugno:</p>
<p><a href="http://oronero.files.wordpress.com/2012/06/wti-23-juni-2012.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3887" title="WTI 23 juni 2012" src="http://oronero.files.wordpress.com/2012/06/wti-23-juni-2012.jpg?w=300&#038;h=132" alt="" width="300" height="132" /></a></p>
<p>Il WTI tra l&#8217;altro è pericolosamente vicino al livello 75$, dove la PEMEX, la NOC messicana ha hedgato la propria produzione. 800mila barili dei ca 2,9 milioni al giorno sono protetti contro una caduta del WTI sotto i 75 dollari. Anche il Quatar ha fatto la stessa cosa con il 25% della produzione nazionale, ovvero ca 400mila barili, ma il livello del hedge è rimasto incomunicato. Cioè è un segreto di stato.</p>
<p>Esercizio di numeri: 800.000 barili venduti a diciamo 70 dollari, sono 5 dollari x 800.000 x 30 giorni = <strong>120 milioni di dollari,</strong> meno quei 2% di commissioni, in questo caso comunque nel contesto irrisori 2,4 milioni. Al mese. Una bella perdita per la banca che ha scommesso che la PEMEX avesse torto.</p>
<p>Resta a chiarire il perché il petrolio non regge nonostante la IEA continui a stimare la domanda a livelli record. Di solito la prima cosa che si guarda è l&#8217;Arabia Saudita. In questi giorni pare stia mettendocela tutta per sostituire il petrolio che andrà a mancare con l&#8217;embargo criminale contro l&#8217;Iran.</p>
<p>Infatti sta producendo a livelli da record storico:</p>
<p><a href="http://oronero.files.wordpress.com/2012/06/arabia-saudita-e-il-petrolio.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-3889" title="arabia saudita e il petrolio" src="http://oronero.files.wordpress.com/2012/06/arabia-saudita-e-il-petrolio.png?w=300&#038;h=197" alt="" width="300" height="197" /></a></p>
<p>Come si vede i numeri JODI per la produzione totale corrispondono a quelli EIA per produzione di greggio + lease condensate. È molto particolare che i numeri non corrispondano perfettamente visto che in entrambi i casi è la Saudi Aramco che li ha comunicato alle due agenzie. Se aggiungiamo anche tutti gli altri liquidi che la EIA include nella categoria petrolio, viene fuori che l&#8217;AS sta producendo 11,5 milioni di barili al giorno. In ogni caso il pattern è quasi uguale.</p>
<p>Da gennaio 2009 ca (EIA) o agosto 2010 (JODI)  l&#8217;AS si sta notevolmente sforzando per aumentare la produzione. Chissà quanti miliardi di dollari per trivellare quei sicuramente centinaia di pozzi nuovi. Non come a novembre 2002 quando da un mese all&#8217;altro hanno semplicemente aperto i rubinetti per compensare il petrolio dell&#8217;Iraq. Notevole previdenza, visto che il paese è stato attaccato in marzo 2003.</p>
<p>Comunque. Un piccolo sbalzo insù è avvenuto con la primavera araba e la necessità di sostituire il petrolio libico. L&#8217;embargo non è neanche iniziato ancora, e i dati JODI sono indietro di 2 mesi, quindi dobbiamo aspettare per vedere quanto riuscirà l&#8217;AS ad aumentare la produzione questa volta, ma scommetto che non è più alto di oggi.</p>
<p>Dai dati però si può vedere un trend. Che l&#8217;AS produce 6% in più di greggio oggi che in marzo 2006, ma ne esporta meno.</p>
<p><a href="http://oronero.files.wordpress.com/2012/06/arabia-saudita-e-lesportazionepng.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-3890" title="arabia saudita e lesportazionepng" src="http://oronero.files.wordpress.com/2012/06/arabia-saudita-e-lesportazionepng.png?w=300&#038;h=157" alt="" width="300" height="157" /></a></p>
<p>Per me non c&#8217;è molta correlazione tra la produzione saudita e la caduta del prezzo. Anche perché dopo varie ore che guardo questi grafici ho notato che quando l&#8217;AS in settembre 2008 ha chiuso il rubinetto su ca 1,5 milioni di barili, la ripresa sul Brent e sul WTI è stato, ma di ca 15 dollari in pochi giorni, dopodiché il prezzo ha continuato il viaggio verso sud, perdendo più di 70$ dal punto di ripresa. Quando finalmente ha preso a salire in marzo 2009, l&#8217;AS aveva già aumentato la produzione da ca 2 mesi.</p>
<p>Semmai c&#8217;è praticamente una correlazione positiva tra produzione saudita e prezzo. E allora i motivi per la discesa sono altri. Che i dati sulla domanda mondiale non sono corretti? Forse qualcuno si è finalmente accorto che se USA e Europa non consumano, allora Cina e India non producono. Tanto dal PIL cinese di 8% bisogna togliere l&#8217;inflazione di 6. Restano 2% di PIL. Simili esercizi si possono sicuramente fare per tanti paesi. Alla fine i PIL negativi OCSE non verranno che cancellati dai PIL positivi degli emergenti. Chissà se siamo arrivati all&#8217;anno zero.</p>
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