O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

Archive for the ‘Gas naturale’ Category

Delusione shale gas in Polonia

Posted by oronero su 14 luglio 2012

E di nuovo, ma non solo, è l’infrastruttura che manca. Mentre negli Stati Uniti il problema del gas è che non c’è la quantità di pipeline necessaria per scoprire il vero prezzo del gas, l’offerta semplicemente non incontra la domanda, in Polonia le pipeline non ci sono proprio. Figuriamoci un’impianto per GNL sulla costa del Baltico. Investimenti per miliardi di dollari, che probabilmente non ci saranno mai.

Purtroppo in Polonia sembra che manchi anche il gas. Almeno Exxon si è gia ritirato dal paese, visto che i pozzi esplorativi hanno dato buca, e nel frattempo si è capito che le risorse di shale gas nel paese non sono i 5000 miliardi di metri cubi previsti dalla EIA, ma solo intorno ai 700 miliardi. Sette volte meno. E per una quantità così misera gli stranieri non rimarranno nel paese.

Oggi il paese consuma ca 15 miliardi di metri cubi all’anno:

Dati: BP Leggi il seguito di questo post »

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Gas geopolitico greco

Posted by oronero su 26 giugno 2012

Già che siamo in tema Grecia, non basta forse il cofanetto di medicine. A quanto pare potrebbe diventare necessario anche una torcia elettrica con un bel po’ di pile di ricambio, almeno se di sera vuoi leggere il giallo comprato in aeroporto.

Al tema medicine ero arrivata tramite un link da un’articolo FT che parlava in realtà della relazione della Grecia con Gazprom.

Questo giugno la utility nazionale del gas, Depa, dovrebbe pagare a Gazprom 120 milioni di euro, che non ha in cassa. Depa compra l’80% del suo gas dalla Russia, e per assicurare un flusso continuo ora sta cercando di recuperare i crediti che ha con la Laghe, il gestore della rete elettrica. Laghe da parte sua è in rosso, anche lei vittima della mancanza di credito nel paese che taglia l’accesso alle banche, e i mancati introiti dai privati. Leggi il seguito di questo post »

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Exxon e i limiti della geologia

Posted by oronero su 4 dicembre 2011

Dall’angolo anti-peak si sente spesso che i problemi lato offerta dipendono da mancati investimenti in tecnologie nuove, costruzioni di piattaforme ultra-tech, aggiornamenti a strutture esistenti etc.

Questi investimenti nella contabilità si trovano sotto la voce Capital & Exploration Expenditures, Capex, e finiscono in bilancio ammortizzati su tutta la possibile vita dell’asset in questione. Leggi il seguito di questo post »

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Da domani Nord Stream

Posted by oronero su 7 novembre 2011

Ed ecco l’orso che si sta svegliando. Domani verrà inaugurata ufficialmente la prima pipeline gas nel Baltico tra la Russia e la Germania.

Presenti: Merkel, Medvedev, il premier francese Fillon e il premier olandese Rutte. Dopottutto è un impresa russo-tedesco-franco-olandese. La seconda parte è ancora in costruzione ma sarà pronta per la fine dell’anno prossimo.

Quando sarà tutto pronto ci resterà da vedere se l’elettricità in Svezia costerà meno, come ci ha ripetutamente promesso la lobby per il gas fossile in Svezia. La Svezia sotto l’influenza di questa lobby ha raddoppiato il consumo da 0,7 a 1,4 Mtoe in soloi due anni. Per ora importa tutto dal piccolo produttore Danimarca, che ha piccato con 9,4 Mtoe nel 2005, diminuendo la produzione di 22% fino al 2010, a 7,4 Mtoe. Prezzi in discesa allora improbabili, visto che il resto dell’Europa che già oggi riceve gas dalla Russia lo paga più della Svezia. Leggi il seguito di questo post »

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Nucleare in Germania e la tua bolletta

Posted by oronero su 30 maggio 2011

La Germania ha deciso di non avvalersi più dell’energia nucleare dopo il 2022. Almeno questo vorrebbe la coalizione che attualmente governa il paese. Solo che i quattro grandi fornitori di energia alla Germania, tra cui la svedese Vattenfall (gli altri sono E.On, RWE e EnBW) avranno problemi giganteschi a sostituire l’energia mancante. Vattenfall per esempio potrebbe anche fare bancarotta, visto che ha fatto enormi investimenti nel nucleare tedesco. Il paese si terrà giusto una centrale, in modo stand-by, per salvare la fornitura di elettricità dai colli di bottiglia. Tenere una centrale nucleare in stand-by costa almeno 50 milioni di € all’anno.

Il futuro tedesco per l’energia sarà invece molto più fossile di oggi, rendendosi ancora più dipendente dalla Russia. Solo che l’orso fra pochi anni non sarà più in grado di soddisfare la domanda europea di idrocarburi, ancora meno di sostituire il nucleare europeo. Nella tesi di uno studente di Aleklett viene descritto come l’Europa deve aumentare l’importazione di gas naturale del 90% fino al 2030, principalmente dalla Russia e dalla Norvegia. I calcoli danno che la Norvegia avrà il peak gas nel 2020, e la Russia nel 2035. Per il 2030 la produzione norvegese sarà in forte declino, alcune stime parlano di 20 bcm meno di oggi, quindi da li non potranno arrivare le quantità di cui abbiamo bisogno. Dalla Russia arriveranno forse il 45% in più. La eventuale crescente capacità esportativa della Russia, da per esempio le isole Sakhalin, andrà verso Cina e altri paesi asiatici in espansione, non verso l’Europa.

Quindi la decisione tedesca si traduce in carbone, un’altra di quelle materie prime che continua ad apprezzarsi, tra l’altro senza dimostrare nessuna debolezza, come avviene per gas e petrolio.

Nel 2005 è stato introdotto in Europa il sistema dei diritti di emissioni che sarà ulteriormente esteso nel 2013. Finora gli impianti di produzione di energia elettrica hanno ricevuto a gratis i loro diritti, uno dei fattori che hanno aumentato le bollette a tutti i cittadini europei, mentre i produttori riuscivano ad aumentare i margini. Fra due anni invece i giganti dell’elettricità dovranno pagare i diritti, e sarà la fine dei loro guadagni, se non raddoppiano ancora la nostre bollette.

Se prendiamo l’esempio della Vattenfall si vede che nel 2010 ha emesso ca 91 milioni di tonnellate di CO2. La statale svedese sta costruendo altre due impianti a carbone in Germania, e saranno altre 15 milioni di tonnellate. I diritti di emissione vengono ora scambiati a ca 18,50 euro/tonnellata. 106 Mtonnellate x 18,50 euro = 1.961.000.000 € ovvero 1,9 miliardi di Euro solo per emettere CO2. Operating income del gigante svedese era di 1,3 miliardi per le stesse aree di attività. Lascio al lettore calcolare cosa significa per la sua propria bolletta, ovviamente andandosi a cercare questi stessi dati per l’Italia. Forse lo farò io più avanti. Una stima timida potrebbe essere un raddoppiamento da qua al 2020.

E comunque avremo peak coal nel 2025.

Io penso che la decisione tedesca verrà disfatta, perché significa anche un enorme contrattempo per il clima. Ogni TWh prodotta dal nucleare che deve essere sostituito da idrocarburi, emette un’altra tonnellata di CO2.

E per chi non mi crede, dicendo che verrà tutto sostituito dalle tecnologie nuove, ho come al solito prodotto un grafico:

Per sostituire il nucleare la Germania comprerà energia nucleare dalla Francia, e gas naturale dalla Russia. Per quanto riguarda l’eolico on-shore hanno già sfruttato al massimo il territorio la dove il vento c’è.

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Shale gas, Europa, e gioco con i numeri

Posted by oronero su 11 aprile 2011

L’Europa dipende dal gas per la sua vita quotidiana quanto dipende dal petrolio.

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Fatwa, gas e petrolio

Posted by oronero su 23 febbraio 2011

Stamattina ho chiamato Gheddafi psicopatico senza avere però la certezza che lo fosse davvero. Ora la certezza c’è. Alcune sue dichiarazioni sono decisamente da malato mentale :

“Sono un beduino rivoluzionario e la Libia guiderà l’Africa e l’America del sud” Leggi il seguito di questo post »

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Il Brasile affoga nel gas naturale

Posted by oronero su 8 febbraio 2011

È uscito il numero del 2011 di “análise ENERGIA” dove mi ha subito incuriosito il titolo “A difícil equação do gás natural”. Non credo abbiate bisogno di traduzione.

Pare che il Brasile stia affogando nel gas naturale ma che non possono utilizzarlo come vorrebbero per una serie di problemi. A guardare il grafico della produzione/consumo non sembrerebbe:



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Brent, Suez e il prezzo del petrolio

Posted by oronero su 1 febbraio 2011

Se sono i timori per la chiusura del Suez che hanno spinto il Brent sopra i 100$, dobbiamo aspettarci che il prezzo fra poco torna in giù.

Non è solo il Brent tra l’altro, anche gli altri petrolio che non sono destinati al mercato nordamericano stanno salendo.


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Ultime sul gas

Posted by oronero su 14 dicembre 2010

Le imprese impiegate nel gas si sono morsi la coda da soli. Investendo pesantemente in nuove tecnologie fino al 2007 ha reso possibile estrarre le enormi quantità di gas presenti sul territorio nord-americano. Ci hanno messo 20 anni per capire come estrarre il gas nel Bakken Shale, e quando gli sforzi finalmente sono riusciti, sono stati premiati con un totale crollo dei prezzi. Leggi il seguito di questo post »

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