O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

Archive for the ‘Energia’ Category

Psicologia del picco energetico

Posted by oronero su 15 febbraio 2012

Leggo molto, tanti libri tecnici dei più svariati argomenti, anche se ultimamente sta apparendo narrativa post-picco che mi interessa, e tantissimi blog. Leggo blog di economia e clima, e blog di peak oil, e molte altre cose che non c’entrano qua. Leggo alcuni giornali online per non farmi sedurre da allarmismo e complotti, anche se i giornalisti usano un linguaggio troppo morbido per me: i fatti ci sono, ma non abbastanza nero su bianco. L’unico giornale che stimo, se si può usare questa parola in un contesto linguistico, è il Financial Times, al quale sono abbonata online, appunto perché non usano parole morbide. Leggi il seguito di questo post »

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Tecnomassa

Posted by oronero su 31 gennaio 2012

Dentro di noi non abbiamo dubbi che la società industriale basata sui combustibili fossili si avvicina alla sua fine. Le guerre nel medioriente e la crisi climatologica sono lati diversi della stessa moneta. I problemi con l’importazione di energia a basso costo per continuare l’esportazione di entropia, nella sua metafora attraente ordine – disordine, per esempio in forma di emissioni di anidride carbonica, sono sempre più insostenibili ed evidenti. Leggi il seguito di questo post »

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Exxon e i limiti della geologia

Posted by oronero su 4 dicembre 2011

Dall’angolo anti-peak si sente spesso che i problemi lato offerta dipendono da mancati investimenti in tecnologie nuove, costruzioni di piattaforme ultra-tech, aggiornamenti a strutture esistenti etc.

Questi investimenti nella contabilità si trovano sotto la voce Capital & Exploration Expenditures, Capex, e finiscono in bilancio ammortizzati su tutta la possibile vita dell’asset in questione. Leggi il seguito di questo post »

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Grecia: al verde ma ben difesa

Posted by oronero su 6 ottobre 2011

La Svezia ha la sua Russia, e la Grecia la sua Turchia. La Svezia, di fronte a necessità di budget e necessità energetiche molto conosciute dai politici ma mai pronunciate pubblicamente, ha scelto di piegarsi a priori, distruggendo lentamente la difesa del paese.

La Grecia fa esattamente il contrario. C’è chi da la colpa all’IMF, leggi Merkel e Sarkozy, che in cambio del pacchetto di salvataggio un anno fa hanno costretto G-Pap a rispettare i contratti per miliardi di dollari già firmati prima della crisi finanziaria. Leggi il seguito di questo post »

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Tracciando la scarsità di energia

Posted by oronero su 24 agosto 2011

Da www.energyshortage.org

Quando avevo da poco cominciato a scrivere questi blog ho pensato che un modo per tracciare la crisi energetica futura era di stare attenta a storie nei media su luoghi e situazioni dove mancava energia, soprattutto in forma di carburante. Qua e qua e qua. Leggi il seguito di questo post »

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Idee veloci per un crowd funding delle rinnovabili

Posted by oronero su 22 giugno 2011

Spesso si legge sui blog economici e anche qualche volta nei giornali, che uno degli effetti della crisi finanziaria è la difficoltà per le aziende di farsi prestare soldi dalle banche, soprattutto a degli interessi convenienti. Questo potrebbe influire negativamente sugli investimenti nelle energie rinnovabili, flussi che sono comunque molto facili da prevedere e calcolare, oltre a rappresentare un futuro un pochino più sostenibile e migliorare le nostre possibilità di decrescere la società senza troppi dolori nei prossimi decenni.

Quindi sarebbe auspicabile che la gente potesse prendere in mano propria la questione energetica, anche senza agevolazioni statali, ma soprattutto senza interventi del governo, che complicando tutti gli iter mettono bastoni tra le ruote. Gli unici interventi permessi dovrebbero aiutare a superare gli ostacoli tipo NIMBY (Not In My Back Yard).

In un contesto meno burocratico, più favorevole all’imprenditoria, troviamo il metodo di finanziamento dei progetti chiamato “crowd funding”, che funziona sia su scala piccolissima che su scala grandissima. La pagina wiki è piena di esempi di artisti che sono riusciti a finanziare i tour, o il lancio di un nuovo disco, tramite campagne di crowd funding su Internet, ma non vedo perché non dovrebbe funzionare anche con le rinnovabili.

Un esempio potrebbe essere un paio di piccoli comuni agricoli che si mettono insieme per comprare a dei prezzi migliori, l’unione fa la forza, un impianto di energia eolica, o solare. Mentre senza sussidi statali potrebbe non essere una buona idea per un privato a investire nel solare, a meno che non pensa veramente a lungo termine, se si riesce ad avere i vantaggi di scala nel comprare le installazioni, e poi anche vendere l’eccesso di energia, e i certificati di emissione, non dovrebbe essere impossibile portare il progetto a redditività.

Questa soluzione funziona quando a livello comunale ci sono già sia i soldi, che, e soprattutto, le persone capaci di convincere la comunità. Pannelli solari hanno dei tempi d’ammortamento lunghissimi, e tempi lunghi anche per arrivare a redditività, anche se i libri dimostrano utili netti.

Googolando ho trovato solo questo progetto:

Solar Mosaic Oakland, che raccogliendo $500.000 installerà 140KW di pannelli solari sui tetti di sette palazzi del comune di Oakland.

“Now, for the first time, there’s a way for every person in the country to ‘go solar’ by buying tiles in a community solar project.”

Ma è sicuramente solo il primo di molti.

 

Ma se un privato vorrebbe investire nel solare, e non ha i soldi, come fa?

Si potrebbe pensare a una soluzione dove un’impresa solare agisca come banca. La gente riceverebbe interessi EURIBOR a 12 mesi (oggi a 2,148), più di quanto ti da la banca, e la possibilità di guadagnarci qualche cosa se il prezzo dell’elettricità aumenta. Ovviamente non si tratterebbe di conti in banca con la garanzia, quindi l’impresa deve tenere un tasso più alti di liquidità di quanto si permette una banca. Che ne so, 25%?

In questo caso, l’impresa riceve dei soldi a delle condizioni molto favorevoli, e i risparmiatori guadagnano più di quanto prenderebbero mettendo i soldi in banca.

Prima parlavo di scala anche più grande. Li si potrebbe pensare a qualche azienda agricola enorme, magari produttore di latte. Installando un caseificio accanto alle stalle, con pipeline direttamente dai robot si risparmierebbe probabilmente migliaia di km di trasporto su ruote ogni anno. Poi potrebbero usare il calore del latte per il riscaldamento dell’azienda agricola, e costruire “pipeline” anche dalle stalle per  il letame (fertilizzanti), per portarlo direttamente in dei pozzi centralizzati in mezzo ai campi di grano. Da li basterebbe usare dei lunghissimi tubi per collegare questi “pozzi” a dei macchinari per la fertilizzazione. I macchinari devono purtroppo usare un carburante fossile per distribuire il tutto, ma in futuro anche questi potrebbero essere operati da pannelli solari, con un cavo in parallello al tubo del fertilizzante. Ci sono soluzioni innovative, basta cercarli. Tutto questo finanziati da un crowd, in forma di soldi immessi all’attività come se fosse una banca.

Più difficile sarà ricevere i finanziamenti per un’impianto di biogas, che costano parecchio, fino a 2 milioni di euro. Un finanziamento possibile sarebbe dare i propri soldi in cambio a dei buoni per i prodotti dell’azienda, ovviamente se abiti vicino. L’idea rimane quella di costruire un’azienda agricola a grande scala ma a zero uso di fonti fossili.

Una famiglia che compra 4 litri di latte la settimana, spende ca 16 euro al mese, oppure 192 euro all’anno. Con un interesse di 5%, se la famiglia ha investito 1000 euro, riceve indietro 50 euro (bisogna comunque dichiararlo come capitale) oltre alla parte del prestito che deve esser ripagato. Se i termini dicono 10 anni, allora la famiglia prende 150 euro in forma di latte. L’anno dopo 1000-100=900×5% = 45 euro +100 di ammortamento = 145 euro di latte. Etc.

In questo modo ci vogliono 2000 famiglie che investendo 1000 euro a testa fanno in modo che l’azienda agricola più grande della zona possa mettere su quell’impianto a biogas, indubbiamente uno delle nostre fonti future di carburanti.

La buzz word futura da imparare quindi è Crowd Funding.

Segnalatemi pure altre iniziative di crowd funding se ne conoscete qualcuna!

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Siccità, raccolte e elettricità

Posted by oronero su 5 giugno 2011

Come avevo previsto,  ovvero cercato di indovinare, all’inizio di aprile, stanno ora arrivando molte notizie negative per le raccolte di quest’anno. Per iniziare con il paese dove vivo, il Brasile, vediamo che la siccità sta minacciando le raccolte del mais. Già a metà maggio erano molto preoccupati, con stime di perdite intorno ai 3 milioni di tonnellate. Ora Agrimoney scrive che potrebbe trattarsi di 4 milioni di tonnellate. Molti produttori si aspettano perdite fino ai 40%.

La siccità all’interno del Brasile è cominciato con tre settimane di anticipo, un fattore che si è sommato al ritardo della semina su almeno la metà dell’areale. La semina ha ritardato perché la soia è stata raccolta con ritardi, ovviamente anche questo è avvenuto per il maltempo.

 “The climate is disturbing,” Carlos Favaro, Aprosoja director, said.

I 4 megatonnellate in meno saranno particolarmente sentiti visto che la domanda per il bioetanolo sta aumentando. Gli Stati Uniti hanno anche loro grandissimi problemi con la semina, almeno 1 milione di ettari, possibilmente fino a 5 mega-ettari in meno rispetto all’anno scorso.

 <lampadina> Ecco perché la EIA non aggiornerà più le statistiche sul petrolio e le altre fonti di energia: mancheranno milioni di tonnellate di etanolo da inserire come petrolio </lampadina>

Anche gli agricoltori in Francia si stanno preparando per una siccità da record, la peggiore in 50 anni con il 70% in meno di pioggia, che colpirà sia grano che mais.

La Francia è il più grande produttore agricolo dell’Europa. Si pensa che la siccità potrebbe superare quella del 2003, con la differenza che ora gli agricoltori non hanno più fondi di riserva, né in banca, né nei magazzini di grano.

France needs a “proper national policy on the rational, reasonable use of water,” Menard said. “Food security is at stake.”

La siccità in Francia farà pressione su tutti i grani in Europa, visto che si tratta del maggiore esportatore, che quindi guida i prezzi.

Secondo la Comunità Europea la raccolta europea ha perso il 10%, e il ICG – International Grain Council abbassa la sua stima mondiale del grano di 5 milioni di tonnellate, a 667 milioni. La domanda è stimata a 669 milioni (scusate, link in svedese).

Anche la Germania ha problemi, come la Gran Bretagna, il Belgio, insomma, tutti quanti. Gli agricoltori tedeschi hanno paura – non ha mai prima piovuto così poco ovvero, almeno non dal 1893. Già 20% della semina è stata distrutta e cercano di salvare il salvabile con l’irrigazione. La siccità ha fatto sopravvivere molti parassiti che si mangiano quello che è rimasto.

In Germania sono a rischio le raccolte di canola, e di malto. Manca soprattutto il malto di qualità che serve per la produzione di birra, perché le raccolte in Canada e in Australia erano già andati male l’anno scorso.

In Europa dobbiamo anche preoccuparci del vino. Non è una cosa che seguo, ma margini decrescenti potrebbero buttare fuori tanti produttori piccoli.

Il 30 maggio è arrivata la notizia che la Russia ha deciso di eliminare lo stop alle esportazioni di grano e il prezzo è scese subito di 5%. Ma poi si è ripreso, visto che i 20 milioni di tonnellate per l’export il lunedi, si sono trasformati in 10 milioni già il giorno dopo, il 31.

Secondo me, se non arrivano le pioggie per la fine di giugno, anche quest’anno non esporteranno niente. Ma non si sa mai. Le riserve di grano del paese è tanto un segreto come quelle di petrolio dell’Arabia Saudita:

“Have farmers and merchants been squirreling away grain in preparation for flooding onto export markets when trade resumes? “

Direi di no, ma possono sempre sperare.

In questo lunghissimo elenco di paesi con problemi di raccolte non può mancare la Cina. Per esempio soia – 800 mila tonnellate, il 5%. La Cina centrale sta vivendo la peggiore siccità in 50 anni. Le precipitazioni intorno allo Yangze sono dai 40 ai 80% in meno del normale, minacciando le piantagioni di riso, che richiedono moltissima acqua.

Non solo. Lo Yangtze è il fiumo più lungo della Cina, e ospita numerosi impianti idroelettrici. Il livello di acqua nel fiumo è 6 metri meno del normale.

Secondo il FT le siccitá stanno peggiorando da un decennio. Quest’anno l’atteso monsoon non si è proprio fatto vedere. Hanno anche provato a creare pioggia artificialmente, perché ormai manca addirittura l’acqua da bere.

“Lots of villagers don’t have water to drink,” Chen Tianlin, a rice farmer in Jielin village, Hubei province, told the Financial Times.

1400 laghi sono stati dichiarati morti.

Ora, per salvare il riso, e anche la gente si spera, hanno cominciato a svuotare la Diga delle Tre Gole di un metro al giorno. Lo svantaggio si traduce in una minore produzione di elettricità. Ca il 20% dell’elettricità in Cina è idroelettrico, ma la siccità, che è iniziata già questo inverno, ha ridotto la produzione di un quinto. Si stima che durante l’estate produrranno il 3% in meno, che potrebbe non sembrare tanto, se non si trattasse di una media nazionale. Le perdite di corrente si concentrano nelle zone maggiormente industrializzate. E infatti, il carbone, che dovrebbe produrre gli altri 80%, è diventato scarso anche lui. Il prezzo è aumentato di 20% rispetto all’anno scorso e più della metà degli impianti sono in perdita.

Riso o elettricità? Riso!

O forse no, visto che l’industrializzazione in Cina ha ridotto i terreni agricoli di 8,33 milioni di ettari in 12 anni, secondo Bloomberg. Ma sono in tanti e devono mangiare:

“A 5 percent shortfall in China’s overall grain harvest would potentially require 20 percent of current global grain exports to meet the country’s annual needs.”

All’inizio dell’anno ho letto varie volte, anche se ora non mi metto a cercare gli articoli, che i prezzi alimentari nel 2011 sarebbe stato più bassi. Credo Grantham ci sia messo anche lui a prevedere prezzi in discesa. Se la siccità continua nelle prossime settimane potremmo invece vedere un’esplosione dei prezzi  soprattutto del mais e del grano da questi livelli.

Comunque, la scarsità di elettricità è causata anche da una crescente domanda. Il consumo gli ultimi anni è cresciuto di ca 12% all’anno, spinto dalla crescita economica. Ma sappiamo tutti che crescita infinita non è possibile in un mondo finito. Prima o poi la crescita sbatte la testa contro uno dei limiti naturali. In questo momento la Cina soffre limiti sull’elettricità, sull’acqua, sul grano, sulla soia.

È impossibile che la crescita cinese continui come gli anni scorsi. Le interruzioni giornaliere all’elettricità in alcune zone industriali devono ridurre il PIL per forza. Non ci sto leggendo niente nelle stampe nostrane. È importante per l’economia globale che la “fabbrica mondiale” stia soffrendo? Penso di si. Mi aspetterò numerosi revisioni del PIL cinese.

———Disclaimer

Io sono long ristrambamento globale antropogenico. Seguo l’eccezionale Joe Romm su climateprogress. Quello che ci sta succedendo, e non sto parlando della costruzione della diga più grande del mondo, l’abbiamo provocato noi stessi. La grande calma con la quale noi stessi poi stiamo analizzando la situazione è straordinaria. Come se davvero pensassimo nel sottoconscio, e come collettivo, che il mondo starebbe meglio senza di noi.

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L’effetto Merkel sulle rinnovabili

Posted by oronero su 31 maggio 2011

Le aziende impegnate nelle energie rinnovabili in Italia ultimamente non hanno avuto i tempi facili. La mossa della Merkel dovrebbe però creargli qualche speranza, visto che non è possibile che abbiano messo una data così netta, il 2022, per la fine del nucleare, senza che ci sia una briciola di strategia dietro. Sono sempre tedeschi.

Sono riuscita a trovare queste aziende quotate:

  •  Kerself
  •  Greenvision Ambiente
  •  EEMS
  •  Terni Energia
  •  Pramac
  •  Beghelli
  • Enel Green Power
  • Kinexia
  •  KR Energy
  •  Alerion
  • Erg Renewable
  •  Ergycapital
  • Falck Renewables

Vediamo come hanno reagito alla notizia che la Germania toglierà dal mercato una bella fetta di gas e nucleare, con indubbi rincari per l’elettricità europea. In particolare il segmento dei pannelli solari finora ha vissuto a tempo prestato, visto che è totalmente dipendente da sussidi fatti a privati e imprese per le installazioni. Sussidi che soprattutto in un paese PIGS come la Spagna non ha nessun futuro. Quindi se i prezzi dell’elettricità dovessero aumentare di moltissimo potrebbe finalmente diventare redditizio installare pannelli senza questi sussidi, in particolare per attori grandi che installano interi parchi solari ed eolici.

Ora, non sto dicendo di andare a investire in queste aziende, ognuno è responsabile da solo per le proprie finanze, a me interessa solo vedere se hanno reagito alla notiziona di ieri.

Potrebbe anche essere una buona idea investire nelle terre rare, specificamente quelle pesanti, senza le quale non si costruiscono né pannelli, né turbine, né batterie. Si tratta di per esempio terbium, dysprosium, yttrium, lutetium, neodymium e gadolinium. La sporca e costosa produzione delle RE come sappiamo avviene per il 97% in Cina, che ha deciso di non venderli più all’estero. Miniere occidentali ci saranno credo fra 5 anni al più presto.

L’andamento da ieri/venerdi ovviamente influenza anche l’andamento a lungo termine.

Azienda 1 anno % 1 mese % Da venerdi 27 a martedi 31 maggio % Chiusura 31 maggio €
Kerself , KRS.MI -40,90 -10.71 21 2,73
Greenvision Ambiente, VISA.MI 13,95 10,36 7 4,96
EEMS, EEMS.MI -10,06 -9,67 5,9 1,26
Pramac, PRAM.MI -20,69 -2,72 8,5 1,08
Terni Energia, TRNI.MI -2,72 -6,52 5,9 3,55
Beghelli, BE.MI -4,66 -7,63 1,6 0,63
Kinexia, KINX.MI -29,47 1,38 1,9 1,90
Alerion, ARN.MI -7,03 -2,05 -2,3 5,35
Erg Renew, ENRT.MI 24 0 0 0,97
Ergycapital, ECY.MI -33 0 2,4 0,44
KR Energy, KAIT.MI 0 -9,8 5,7 0,55
Enel Green Power, EGPW.MI 21 dalla quotazione a novembre 2010 -2,5 6,0 1,94
Falck Renewables, AA4.MI -36 -5,8 5,6 1,47

Quasi tutti in perdita sull’anno, tranne Enel Green Power che a metà aprile aveva raggiunto 2,05€, poi di nuovo in discesa, e la Greenvision che opera nel futuro sicuro con il concetto Spazzatura-in-Energia. La spazzatura vale molto, dimostrato dalla svedese Hem della regione Halland che sta cercando di comprarsi la spazzatura napoletana.

Rispetto a chiusura venerdi sono tutti in aumento, con la Alerion la sola eccezione. Direi che l’effetto Merkel c’è stata.

Alerion:  è un caso particolare, perché prima del 9 maggio veniva scambiato a 0,55 euro, e dopo il 9 maggio a 5,70€, un bel salto di 930%.  La trimestrale è uscita solo il 12 maggio. Sono passati da un risultato netto di -200mila€ a +9milioni€ in un anno. Buon per loro! , ovvero il consiglio d’amministrazione. Quindi il risultato negativino degli ultimi giorni sono ancora prese di profitto.

Segnalatemi altre aziende quotate che operano nelle rinnovabili, così li inserisco.

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I numeri dell’energia

Posted by oronero su 10 maggio 2011

Vado in vacanza a Milano una settimana, quindi scriverò meno. Non per mancanza di tempo, ma perché soffro moltissimo di jet-lag. Ora che mi passa il jet-lag sono già di ritorno…

Nel frattempo vi invito a leggere l’ottimo articolo di Filippo Zuliani e Corrado Truffi sui numeri dell’energia. È un articolo che affronta con testa fredda il nucleare, e il fatto che l’Italia potrebbe non poter farne a meno.

Fa sempre bene informarsi dalle fonti che con i numeri ci sanno fare, senza polemica.

—–aggiornamento

Quello che penso io l’ho scritto nel post Come vivere in un mondo che non capiamo.

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Flussi e fondi in pratica

Posted by oronero su 10 gennaio 2011

Continuato da Flussi e Fondi

Rimessaggio


Nella mia “nicchia” ci vivono forse 20 persone tutto l’anno, e noialtri ci passiamo le vacanze. Si tratta di un piccolo villaggio dove una volta erano tutti pescatori, ma ora sono rimaste poche famiglie che sopravvivono con questa attività. Leggi il seguito di questo post »

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