O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

Peak salute

Posted by oronero su 16 maggio 2012

Prima: Per motivi multipli ultimamente non riesco a dedicare il tempo necessario per scrivere regolarmente sul blog. Mi dispiace.

Comunque, questa mattina su  ZH ho trovato un’articolo con video che parla dell’epidemia di obesità che sta colpendo gli Stati Uniti. Il problema non è certo una novità, solo che ora si sono accorti di alcuni problemi legati all’obesità che prima non venivano considerati perché l’obesità era legato a fasce sociali deboli e senza voce politica.

Il video è un documentario prodotto dalla HBO, e fa parte di una serie di quattro. Il primo:

A nessuno è estraneo l’immagine dell’americano così ciccione che non riesce ad attraversare il supermercato, o Disneyland Orlando per esempio, senza l’aiuto di un golf cart elettrico. A questo punto 69% degli americani sono sovrappeso o obesi. Ca il 30% degli americani hanno un BMI sopra 30, la soglia per obesità.

Ma fino a un decennio fa il problema riguardava le zone urbani e rurali più povere, come il Bronx a New York e il cosiddetto profondo sud. Oggi quella relazione lineare tra povertà e obesità non esiste più. In tutte le fasce di guadagno gli americani sono ingrassati, ma le fasce abbienti sono ingrassati più in fretta, fino a praticamente distribuire la ciccia come una bella coperta democraticamente su tutto il paese.

Ovviamente con pesantissimi ripercussioni sull’economia del paese, con reazioni ipocritiche dei politici al seguito. Ormai le città sono incamminabili, i sobborghi non posseggono né marciapiedi né piste ciclabili. La famiglia media americana guarda più di 8 ore di televisione al giorno, di cui la metà è pubblicità per bibite zuccherati oppure cereali – cioè qualche specie di croccantini di glutine arricchito con fruttosio (“con fruttosio!”), uno zucchero molto più pericoloso del saccarosio,  oli vegetali, aromi sintetici, vitamine sintetici, e coloranti sintetici.

E a perderci sono tra l’altro le case assicuratrici, che per preservare i loro margini di guadagno devono chiedere premi più salati agli obesi, perché questi, a differenza dei normopesi, misurato come BMI – body mass index, in effetti si ammalano abbastanza spesso. Diabete 2 che porta a problemi circolatori con cecità e amputazioni, trapianti di vari organi interni rovinati da strati di grasso, cuori che non reggono, arti che non reggono e che devono essere sostutuiti, e infine problemi di fertilità.

L’obesità costerebbe ca 150 miliardi di dollari all’anno. La metà di questi viene pagata dalla sanità pubblica, Medicaid e Medicare. Questo per una generazione che era normale da bambini. Ormai però il 19% dei bimbi americani sono obesi, creando grosse preoccupazioni per il futuro:

Skyrocketing health care costs we don’t have solutions for…

Our position in the world…we have been weakened by this overweight problem that we have…

Ah già. Sono ormai così grassi che non riescono a lavorare.

We’re going to have a productivity crisis.

Semplicemente non ci saranno persone abbastanza sane da assumere. E le aziende, come gli assicuratori, chiedono ai sovrappeso contributi maggiori per tutelarsi.

Siccome l’Europa segue sempre i trend statunitensi, possiamo aspettarci anche qua costi maggiori per chi decide di pesare sui conti pubblici. Se in forma di imposte sui cibo-spazzatura o in forma di ticket salatissimi dipende da quanto sarà forte il lobby alimentare.

Visto che è difficile qualificare il cibo-spazzatura, io scommetto sul ticket, o forse una combinazione di ticket e imposta. Perché se oggi i 5 milioni di obesi italiani costano 8, 3 miliardi all’anno, i 20 milioni del 2025 costeranno 33 miliardi.

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6 Risposte to “Peak salute”

  1. Paolo B. said

    20 milioni di obesi nel 2025? Sei alquanto ottimista Anna! A meno che tu non stia riportando soltanto delle cifre tratte altrove, sei davvero convinta che in quell’anno ci saranno in questa repubblica delle banane delle condizioni alimentari ed economiche di massa tali da garantire l’esistenza di 20 milioni di ciccioni?
    Anche l’obesità di massa è figlia diretta del paradigma della crescita infinita, e siccome siamo agli sgoccioli…

    • oronero said

      Si sono convinta. Ci vuole del tempo per tutto, non credo in un crollo veloce della civiltà. Se i bimbi oggi sono obesi, gli adulti nel 2025 saranno obesi. Anche perché non si mangerà sempre più verdura e carne magra, ma sempre più zuccheri e oli che non c’entrano niente con il metabolismo umano. In 13 anni non saremo assolutamente così poveri da non avere niente da mangiare. Saremo così poveri da mangiare cibo-spazzatura.

      • Paolo B. said

        E invece la velocità del crollo è molto attuale come dibattito, e sembra che alla crescita di una civiltà, che avviene lentamente, segua un crollo molto rapido. Spero che non sia così ma la cosa inquieta…

  2. andreaX said

    Quello che a me sembra pazzesco è che la nostra società invece è ossessionata dalla bellezza esteriore e dalla forma fisica.
    Se i film, la pubblicità, le riviste, ecc. non fanno altro che mostrare soprattutto donne (ma anche uomini) bellissime, magre (per non parlare degli stilisti con le loro modelle addirittura anoressiche) come esempio da imitare, come modello da raggiungere, come può essere che per contro, invece, la gente comune assume abitudini e comportamenti che vanno nella direzione opposta?.

    La crisi forse scatena nelle persone il bisogno di appagamento immediato che il cibo facilmente regala?, io personalmente ho cercato di fare il ragionamento opposto:
    vi è la crisi?, vi è poco denaro?, allora non sprechiamolo per comprare cibo in eccesso ma al contrario risparmiamo, anche sul mangiare. Perchè devo spendere soldi per dissipare i chili di troppo in palestra (o dal dietologo) quando già li ho spesi di troppo mangiando quello che non serviva?, a pensarci bene è un doppio spreco:sia prima sia dopo.
    Invece spendendo poco per il cibo risparmio soldi e resto in forma, mi guardo allo specchio e mi piaccio, perchè devo stare ad invidiare le persone più magre di me ed a commiserarmi, nel vedermi grasso allo specchio, quando basta ridurre quello che mangio ottenendone anche un vantaggio economico?.
    Per le donne soprattutto, che vivono il confronto con quelle più magre di loro in maniera così umilante, basta spostare il ragionamento: non devo mangiare meno perchè dimagrisco e basta, ma perchè:

    -oltre a dimagrire risparmio
    -evito altre spese aggiuntive
    -sono fisicamente più efficiente
    -quando mi guardo allo specchio mi piaccio di più
    -non dovrò spendere soldi per diete, palestre, vestiti più larghi
    -perchè cibo risparmiato e anche cibo non sprecato
    -perchè no?, per piacere di più all’altro sesso

    • perché il cibo garantisce una soddisfazione immediata che compensa il forte stress psicofisico tipico di quest’epoca. Non si sceglie di diventare obesi, lo si diventa perché si è troppo poveri per mangiare bene, e perché si è depressi/stressati e si trova sollievo nell’uso compulsivo di una sostanza che dà sollievo. Tutti sappiamo che il fumo fa venire il cancro, eppure c’è un sacco di gente che ancora fuma.

  3. fausto said

    Si, in effetti credo anche io che ci troveremo molte persone in sovrappeso; la filiera nazionale dell’ortofrutta sta affondando, e gli italiani spendono i soldi rimasti in merendine al petrolio. Avessimo almeno sto petrolio.

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