O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

Stravince la bici.

Posted by oronero su 27 febbraio 2012

È sempre stato ovvio a tutti quelli che vivono in centro città che la bici è più veloce della macchina. Ma ora tramite un commento al post precedente è diventato evidente come anche in piena campagna sia molto più veloce muoversi in bici che in macchina. Il nostro nuovo amico Alessandro ha spiegato di aver abbandonato per motivi economici la macchina per la bici. Nonostante i 20 km da percorrere eroicamente mattina e sera.

Ora, volevo sapere quanto si risparmia veramente, e ho fatto un paio di semplicissimi conti. Il foglio excel potete scaricare qua, così chi ha voglia di controllare se ho sbagliato qualcosa lo può fare, oppure fare i conti per la propria macchina.

Con uno stipendio mensile di 1200 € viene una paga oraria di 8,33 €, calcolato con 21 giorni lavorativi e le due ‘dicesime. Ovviamente alcuni numeri sono stime, non ho passato ore in Internet a cercare il prezzo esatto della Meriva nel 2003, e altro.

I numeri macchina:

  • Km da percorrere al giorno 20 + 20 = 40km.
  • Consumo veicolo 7,9 litri/100 km si traducono in 3,16 litri al giorno, al prezzo medio di 1,28€ sul periodo 2003 – 2011 (unione petrolifera), quindi prezzo consumo al giorno 4,04€ x 21 gg = 85€ al mese di benzina per andare al lavoro.
  • Valore Meriva 2003 = 17.000€, nel 2012 = 4200€ (quattroruote), perdita valore mensile su 9 anni = 118 €.
  • Velocità media veicolo 80 km/h, tempo passato in macchina al giorno quindi 30 minuti.
  • Finanziamento. 17000€ a un interesse di 4% su 12 mensilità e 9 anni, costo finale 24.350€, o 225€ al mese.
  • Altri costi: Assicurazione al mese 66€, gomme nuove ogni due anni al mese 8€, tagliando 200€ diviso 12 mesi = 16€, bollo al mese 14€.

Il tutto si somma a ca 535€ al mese.

Visto che per guadagnare questi 535 € sono necessarie poco più di 3 ore di lavoro al giorno (535/21 gg/paga oraria), possiamo dire che Alessandro prima passava 3,5 ore “in macchina”, cioè le 3 ore di lavoro + i 30 minuti effettivamente dietro al volante.

I numeri bici:

  • Valore bici 2003 = 1000€, nel 2012 = 0€, perdita valore mensile su 9 anni = 9€.
  • Velocità media veicolo 20km/h, tempo passato in bici al giorno quindi 120 minuti.
  • Altri costi: Gomme nuove due volte all’anno (? – non sono biciclettista) 5€, manutenzione 24€ diviso 12 mesi = 2€.

Il tutto si somma a ca 25€ al mese.

Quindo per pagare il veicolo sono necessarie 0,15 ore lavorative al giorno, 9 minuti. In tutto Alessandro passa 2 ore e 9 minuti “in bici”.

210 minuti per la macchina meno i 130 per la bici fanno 80 minuti. Se fosse contrattualmente possibile, Alessandro potrebbe lavorare un’ora in meno al giorno, rimanendo comunque con piú soldi a fine mese che con la macchina.

E anche se si trattasse di soli 5 km da percorrere, stravince la bici di ca 30 minuti. Perché finora sono stati i costi fissi della macchina a dominare il quadro, e non tanto il prezzo della benzina che ora sta a 1,80€.

E se anche si riesce a mettere via 200€ di quei 500€ di differenza tra bici e macchina, in 10 anni fanno 30.000€ senza interessi. E poi qualcosa in risparmi di palestra e spese mediche.

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14 Risposte to “Stravince la bici.”

  1. Anonimo said

    Post molto interessante!! è da un po’ che sto meditando di sostituire la mia auto con la bicicletta. Nel paese in cui lavoro il dentista fa i 25 km che lo separano dallo studio in bicicletta confrontandomi con lui, abitiamo nello stesso comune, mi dice che ha scelto la bici per risparmiare i soldi della palestra ed avere dei tempi di percorrenza affidabili!
    (ci mette sempre ca. 1 ora)
    io purtroppo devo trovare il modo di non arrivare trafelato per poi poter indossare la giacca e la cravatta (la mia divisa) mantenendo un aspetto presentabile.
    Potrei chiedere di installare una doccia in ufficio come benefit aziendale?
    un caro saluto. carlo climber15

  2. sesto rasi said

    due osservazioni, una pro opzione bici, una pro opzione auto:
    1) 80km/h di velocità media è assolutamente irrealizzabile almeno nell’hinterland milanese: direi 30km/h è la media realistica, peraltro accresciuta dalle rotonde (10 anni fa bisognava stare sui 20km/h, che credo resti ancora il valore ottimista nel caso di percorso dentro milano)
    2) l’investimento per l’auto non può considerarsi interamente nel confronto: l’auto serve a mille altre cose.

    Io sono un ciclista appassionatissimo, ma 10 anni fa sperimentai la bici per lavoro un mese (13+13km). Costruii un “ibrido” da città con i pezzi avanzati delle mie bici “ufficiali” e (con caschetto e fischietto da vigile in bocca) sfrecciavo ben più veloce delle auto quasi ferme. Divertente, anzi quasi inebriante ma, a parte l’arrivare sudato, che forse si può sopportare (ma onestamente quando piove non arrivi presentabile da ufficio), mi resi conto che sarei davvero durato poco…

    I tempi erano sui 25-27 min. Confronti:

    – poco più alti delle due ruote motorizzate (18-20 min), che da sempre sono il mio mezzo per andare in ufficio, quest’anno anche nei giorni più freddi ho rinunciato in tutto 6 giorni; in moto/scooter rispetto rigorosamente i semafori e non passo sui marciapiedi. Mentre la moto qualche sacrificio e accuratezza nel vestirti te lo chiedeva, con gli attuali scooter con coperta e parabrezza ti basta una giubba da moto, casco e guanti, per il resto ti vesti del tutto normalmente; neanche la pioggia è un gran problema. I consumi sono la metà che un’auto media.

    – decisamente migliori dell’auto (35 min ma molto variabili, bastano due davanti che si tamponano; forse oggi con le rotonde sarebbero meno, non ho più dati sul quel percorso). Mi piace ascoltar la radio, ma se hai lo stress che vorresti arrivare e sei fermo il piacere finisce lì…

    – coi mezzi ci volevano 45-50min. Vantaggio: leggi o chiacchieri.

    Io credo che il nostro rapporto con l’auto vada rivisto. L’auto è comoda, ma bisognerebbe interrogarsi su certe tendenze:

    – quella di avere un’auto per ogni componente maggiorenne della famiglia (e attenzione che una qualche smartina elettrica un giorno non raddoppi questo coefficiente)
    – quella di cambiare auto ogni pochissimo e di volerla grossa come segno di prestigio (credo sarà dura a morire, secoli fa era la carrozza ad avere lo stesso ruolo di prolungamento della propria potenza)
    – quella di usarla comunque (oggi essere in giro in strada a piedi è percepito come diminutivo. Non a caso nei paesi in via di sviluppo appena possono fanno debiti per comprarsi il macchinone)

    Io sono quasi sempre in giro su due ruote (70% dei miei km e direi 95% del numero di spostamenti), ho sempre avuto 1600-1800cc; tendo a “consumarla”, cambiandola ogni 10 anni; ma rinunciare all’auto per fare la spesa, andare a sciare, o caricare dell’attrezzatura per andarmi a divertire mi pare davvero scomodissimo, aspetto il giorno in cui noleggi e car sharing diventeranno competitivi, oggi non lo sono, se si include anche il valore di averli vicini a casa e distribuiti capillarmente

  3. Marco said

    Ciao Anna,

    Dovremmo aggiungere la spesa necessaria al cibo per compensare i kilojoule spesi per i 40 km in bicicletta a 20km/h di media ;-)

    • sesto rasi said

      quelli vanno in sottrazione: un ciclista mangia come un lupo, vero, ma tende man mano a privilegiare i carboidrati sulla carne, e a gradire meno grassi, piatti “unti” e junk food, proprio per bisogno fisiologico (ricambio l’emoticon con strizzata d’occhio, che non so fare….)

  4. andreaX said

    Tutto molto bello ed interessante, però io 20 Km ad andare ed altrettanti a ritornare in bicicletta non ci riesco proprio a farli, dite quello che volete ma è così per me e per tanta altra gente.
    Se piove?, se nevica?, se fa buio?, se fa molto freddo?, come la mettiamo?.
    Io uso i mezzi pubblici, 51 euro al mese per l’abbonamento metrebus che a roma, dove lavoro, mi vale sia per il treno che per la metropolitana, dalla fermata della metro all’ufficio mi faccio 1 Km a piedi.
    Anche in base ai conti esposti sopra mi sembra la scelta più conveniente, l’unico problema è che il treno spesso fa ritardo e quindi torno a casa tardi per colpa sua.
    Comunque è cosa nota che il mezzo di trasporto più efficiente dal punto di vista energetico (ma anche ambientale) è il treno / metropolitana / tram , insomma i veicoli pubblici su sede propria.

  5. medo said

    Se in auto si passano a prendere due o tre colleghi che abitano lungo la strada? Se l’auto la si compra in associazione? Certo sono cose IMPOSSIBILI pensando alla “cultura” dell’italiano medio, ma nel nord Europa si fanno. Noi paghiamo il fatto di aver accettato il sogno americano, più che altro i nostri genitori (o nonni). Ogni casa una lavatrice (un lavatoio per un villaggio), una tv (prima un cinema per 500), un’auto (prima un treno per 2000 persone), il risultato è che in consumi individuali sono decuplicati ma le riserve sono sempre le stesse. I nostri genitori (e coloro che amministravano durante il loro “sonno” di neo-consumatori) ci hanno semplicemente ammazzato, ma non lo sanno.

  6. cinico said

    mancano ai conti:

    10€ mese circa di bolli su revisioni e tasse su assicurazioni
    circa 0,66×85€ di tassa sui carburanti
    14€mese di bolli
    20% su 17.000-4200=2560€ di iva
    in tutto circa 11.000 euro in dieci anni di solo contributo diretto alle spese sociali collettive (ovvero tasse)

    quindi chi va in bicicletta dovrebbe mettere in conto di lavorare 147 ore l’anno in piu’ per pagare le tasse eluse..

    il tutto senza però calcolare gli effetti indotti: ogni € non speso andando in bici non fa solo mancare incassi fiscali ma anche PIL (vedi rapporto debito/PIL che peggiora, quindi maggiore spread e quindi piu’ tasse da pagare per i maggiori interessi sul debito pubblico) ed anche lavoro (meno benzinai, meccanici ecc quindi piu’ sussidi di disoccupazione e meno tasse e contributi sociali)

    ultimo non sappiamo che lavoro fa l’aspirante ciclista, se per assurdo fa il benzinaio o lavora nel marketing autoveicolistico si sta facendo mancare da solo il lavoro, a quel punto il risparmio diviene massimo perchè a mano a mano che fanno tutti come lui viene licenziato e restando a casa il suo consumo diviene zero tondo tondo

    • oronero said

      Ah ecco. L’anello che ci mancava. La colpa dell’economia italiana in caduta libera è quindi dei lavoratori, che non guidano abbastanza le loro macchine.

      Mi sembra che la tua soluzione implichi:
      -costringere tutti ad andare in macchina, rendendo illegali scelte economiche in linea con i propri gudagni, stili di vita e convinzioni personali
      -aumentare le tasse, così migliorando il rapporto debito/PIL
      -ovviamente a questo punto tutti devono comprare macchine Lada, scusa FIAT, per aiutare l’economia italiana.

      • cinico said

        No Anna, volevo solo far riflettere sul fatto che cose buone possono avere conseguenze collaterali negative che bisogna saper prevenire in tempo

        Un esempio: il comune di Roma, dove abito, ha messo in bilancio come sempre moltissimi milioni di incasso da multe, solo che nel 2011 la circolazione , e quindi le infrazioni, sono calate oltre il 15%, quindi meno traffico, meno consumo, meno inquinamento..ma anche meno trasporto pubblico, perché a questo punto non si sa come andare avanti con i cantieri della metro……probabilmente si aprirà la B1 senza comprare altri treni, usando gli stessi di prima per una linea allungata.

        Bisognerebbe aumentare le tasse altrimenti ma da noi la tassa è spesso spacciata come un fatto salutista, che serve a farti desistere da un comportamento negativo … bene e se mi convinco e smetto di andare in auto come me lo spieghi che per premio mi raddoppi per esempio le tasse sul reddito?

        Bisogna essere pronti ad un nuovo sistema economico nel quale si usa meno l’auto ma anche si supplisce in altro modo ai servizi fiscali che la petro economia fornisce direttamente ed indirettamente…. non c’è scampo se vogliamo gli stessi servizi le tasse devono aumentare quanto basta a riassorbire i soldi che si risparmiamo andando in bici

  7. Carlo said

    Io invece ho adottato una soluzione intermedia: uso l’auto per andare a lavoro (20km + 20km) ma è solo una utilitaria con impianto a GPL (LPG) e spendo pochissimo al mese. Quando arrivo in ufficio ho all’interno una bicicletta che uso per andare a trovare i clienti (la stragrande maggioranza).

    Ho pensato più volte ad andare in bicicletta anche nei viaggi di andata e ritorno dall’ufficio ma mi spaventa l’idea di affrontare chilometri di strada statale con un mezzo come la bicicletta: basta lo spostamento d’aria di un camion e si finisce nel fosso.

    ciao
    PS: complimenti per il blog

  8. Loris said

    L’idea di fondo è sen’altro ottima e quantomeno negli spostamenti cittadini sono perfettamente d’accordo nel privilegiare la bicicletta quale alternativa valida ai mezzi pubblici.
    Detto ciò, devo segnalare un errore grossolano di logica nei calcoli effettuati.
    Il costo dell’auto è stato sommato 2 volte, ossia sia con la svalutazione della stessa, e sia con le rate del finanIamento. Quindi delle due l’una: o togli la quota di competenza della svalutazione, oppure per quanto riguarda il finanziamento prendi in considerazione solo la quota interessi e non la quota capitale finanziato.

    • oronero said

      Quando hai finito di pagare le rate sulla casa la puoi rivendere, senza che abbia perso valore per colpa del lungo utilizzo.
      Quando hai finito di pagare le rate sulla macchina, la devi praticamente regalare a qualcuno per liberartene.

      (ora le case stanno perdendo “valore” perché il mercato immobiliare era stato gonfiato da banche che si facevano concorrenza per dare prestiti economici anche a chi in realtà non se poteva permettere, pensando che fosse senza rischio, riducendo quanto potevano il margine di interesse)

  9. Alessandro said

    Ciao Anna … :)

    mi hai regalato un piccolo momento di gloria, creando un post sulla bicicletta… emozione… :)

    Sono felice che il mio commento precedente abbia instaurato un dibattito sul tema della bicicletta.

    I conteggi che hai fatto sono realistici, ed è molto bella l’associazione che hai fatto tra denaro guadagnato/speso e il tempo.
    Un grande fattore è proprio quello: il tempo, un’altro aspetto che ci influenza non poco nella nostra vita quotidiana,

    Non è molto corretto il discorso che ha fatto qualcuno sopra di me, che in sostanza parlava della bicicletta come un modo che limita il PIL, o impoverisce l’economia nazionale.

    Questo è un discorso materialistico e puramente di convenienza. Se andiamo bene a guardare le origini che hanno i barili di petrolio, l’enorme speculazione e le ingiustizie che gli stanno dietro, forse consumare meno benzina è anche un modo per aiutare i deboli e gli oppressi in altre parti del mondo.

    Per mantenere il nostro tenore di vita occidentale, i nostri confort, il nostro maledetto Dio PIL … non è forse vero che hanno sterminato le popolazioni irachene, afghane o libiche?
    Le multinazionali del petrolio arrivano in Africa forniti di esercito privato!!!
    Rendiamoci conto e ammettiamo queste cose ragazzi!!
    Lo fa anche la nostra cara industria ENI, ci sono prove, foto di come l’ENI giunga in certi territori (è successo di recente in America Latina) con la forza, usando eserciti privati per cacciare la popolazione locale, terrorizzarla, sottometterla e prendere le loro risorse.
    E quelle risorse servono soltanto al nostro mantenimento, per tenere in piedi la possente e avida macchina capitalistica.

    Questo è quello che accade nel mondo.

    Il Delta del Niger è inquinato da fare schifo, l’estrazione di petrolio ha devastato il loro ambiente, dal Delta del Niger ricavavano il loro unico sostentamento: la pesca per mangiare.
    In quella zona, chiamata Corno d’Africa, esiste tuttora la peggiore carestia umana che la storia ricordi e noi occidentali siamo responsabili perchè andiamo proprio in casa loro a “imporre” con la forza un business per noi, che corrisponde a morte e miseria per loro!!

    Dobbiamo dunque avere la consapevolezza che il petrolio è una risorsa utile soprattutto a “loro”, all’elite mondiale che tace e schiaccia ogni tipo di risorsa alternativa che non vuole proprio che l’uomo diventi libero dalle sue dipendenze.

    Per questo vi dico, riflettiamoci sopra.. e fermiamoci, facciamo un passo indietro ragazzi. Rendiamoci conto che il mondo non è fatto a settori, o compartimenti stagni, tutto è collegato.

    Dunque secondo me, dobbiamo ragionare soprattutto in termini umanitari, di sentimenti, dobbiamo aprirci e ragionare in maniera globale, rapportarci a Madre Terra e capire che ogni cosa nel mondo è intrecciata e collegata.

    Sbagliatissimo pensare che la guerra in Afghanistan per esempio è roba lontana da noi e un problema di loro musulmani… ogni cosa si ripercuote anche su di noi. Come lanciare un sasso nello stagno, l’onda si propaga fino a riva.

    *************

    Scusate la dilungaggine e la mia prosa appassionata su questi temi, sono cose che mi sento dentro.
    Non credete, io fino ad un anno fa (prima della crisi) lavoravo come un forsennato, facevo immense ore di straordinari per guadagnare sempre di più.
    Addirittura insistevo col mio capo per farmi lavorare il sabato, era per me una mezza giornata di lavoro ben retribuita.

    Poi c’è stata la crisi e ho capito… mi sono “svegliato”
    Mi sono reso conto che prima ero uno schiavo del cosiddetto “PIL”, vivevo per lavorare e per spendere. Entravo al lavoro come un giocatore di calcio che stava per scendere in campo nella finale di coppa del mondo. Ogni giornata per me era adrenalina pura, esaltazione di produrre sempre di più, essere velocissimo, qualitativamente affidabile e sentirmi “bravo”.

    Ora la penso in maniera diametralmente opposta!!
    Ora vivo e lavoro in maniera più rilassata, vado in bicicletta al lavoro e ho ripreso la mia vita, mi sento più libero. Ho molto più per me stesso, per leggere, per conoscere.

    La crisi, le necessità economiche, mi hanno portato a “svegliarmi”. E’ come se fossi uscito dall’ambiente in cui vivevo e avessi visto tutto quanto (compreso me stesso) dall’alto. Mi sono osservato e ho visto che finora ero una formichina infaticabile, che correva come un matto per portare a casa più soldi, risparmiare e anche togliermi qualche soddisfazione. Ma ero stressato, nervoso, la mia giornata di lavoro era produrre come un automa.

    Ora c’e’ la crisi, c’è meno stress, ho più tempo per parlare, per condividere lo stato d’animo di altri colleghi…

    C’E’ PIU’ UMANITA ADESSO!!! C’E’ PIU’ TEMPO PER GUARDARSI NEGLI OCCHI, PARLARE E CONFRONTARSI … :))

    Quando la BCE e governi vari ci dicono che il PIL è in calo, e lo ce lo spacciamo come una tragedia assoluta… io osservo la mia vita oggi di tutti i giorni e dico “ma siamo sicuri che è davvero così tragico?”

    Non è che forse PRIMA ero esageratamente schiavo, un lavoratore infanticabile che aveva stampato in testa “dai alex, devi produrre… devi riuscire oggi a finire questa commessa e anche quella”
    Ero un automa sacrificato nell’immenso ingranaggio del Dio Capitalista, un numerino infinitesimale del PIL nazionale…

    oggi mi sento diverso. Sulla mia bici ho il tempo per osservare l’alba e contemplare il Sole, osservare le sfumature bellissime del cielo, pensare a tante cose sul mondo, sull’universo, sulla spiritualità … e intanto pedalo, medito, penso, sono sereno e sto bene… :)

    *************
    Tornando al tuo post,
    perdonami davvero Anna per quanto ho scritto finora. Forse ho avuto un eccesso moralista/filosofico non attinente al sito… dunque scusami per il mio sfogo personale che in fondo vuole sole essere una testimonianza che mi viene direttamente dal cuore e nient’altro…. :)

    Le cifre che hai segnalato sono realistiche, tranne secondo me in un punto che è la cosa fondamentale: i consumi reali di carburante.

    Le cifre dei consumi promosse dalle case automobilistiche sono una piccola truffa. Loro dichiarano che una tale macchina consuma 1 litro di benzina per 20 Km in ciclo extraurbano. Ma pochi sanno come vengono realizzati questi conteggi…. :)

    Innanzitutto la macchina viene posta sul tappeto che scorre, la fanno andare a velocità ridottissima tipo 20 Km/h per pochissimi minuti a temperatura ambientale di 20° C.

    Con questa prova loro fanno una stima dei “consumi medi per litro”… ma poi la realtà è molto molto diversa… :) ehehehe

    Posso assicurarti Anna che una macchina non più nuova (e questo credo che valga per tutti i modelli) consuma come una spugna… eheheh

    Nel periodo in cui usavo la macchina solo unicamente per spostamenti casa-lavoro e nient’altro, io mettevo mediamente 40 euro di benzina tutte le settimane e la consumavo in gran parte.

    Infatti la media dichiarata dei consumi, non da una vera stima accurata dei continui “stop &go” del traffico, dei semafori, accellerate, frenate e ripartenze che fanno oscillare moltissimo i consumi.

    Mi è capitato settimana scorsa di uscire per 2 sere di fila per andare a casa di amici e percorrere circa 90 km in tutto, ho tenuto conto volutamente questi conteggi. Ho osservato che dopo questi spostamenti il serbatoio della mia Meriva è sceso di una tacca abbondante, oltre 1/4 di serbatoio (e la capienza totale è 53 litri) .. e di certo non ho una guida sportiva… :)

    • Alessandro said

      aggiungo anche un’altra considerazione.

      Noi spesso, in pieno boom economico, quindi lavorando a ritrmi forsennati come formichine (e questo vale soprattutto per me, è la mia storia di questi ultimi 10 anni) non davo per scontato quanto spendevo per la benzina.

      Buttavo dentro tot. euro e chissenefrega… tanto facevo 30/40 ore di straordinari tutti i mesi, non ci facevo neanche caso a quanto spendevo realmente per il carburante.

      Sto vedendo un mio caro collega di lavoro, che abita a 2 Km dall’azienda, si reca al lavoro con lo scooter.
      Beh ragazzi, non ci crederete ma con 10 euro a settimana per la benzina del suo scooter è rimasto a piedi!!!!!!!!

      Proprio ieri abbiamo fatto un pezzo a piedi insieme, mentre trascinava il suo scooter verso il benzinaio e ne parlavamo sorridendo.

      Lui con uno scooter, percorrezza casa-lavoro 2.000 metri, è costretto a spendere di più di 10 euro a settimana!!! Questi sono i costi reali, molto diversi dai costi automobilistici.

      E aggiungo un’altra cosa a quanto diceva Anna nel suo post a proposito del “tempo”. Il tempo è una risorsa enorme, avere più tempo per se stessi è qualcosa di grandioso e un grande beneficio.

      Prima arrivavo addirittura a lavorare mediamente 11 ore al giorno, senza neanche una pausa pranzo vera e propria… giusto un break di 15/20 minuti per un panino ed un caffè che mi prendevo “lavoro permettendo” e subito dopo a lavorare con adrenalina e grande senso del dovere.
      Ma tornavo a casa il più delle volte, sfinito, anche nervoso … caratterialmente ero più suscettibile.

      Ora non faccio più questa mole di ore di lavoro, guadagno ovviamente di meno… cavolo ma sto benissimo così!!!

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