O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

Come ricaricare la tua macchina elettrica

Pubblicato da oronero su 18 gennaio 2012

Continuo i ragionamenti sulle macchine elettriche.

Per la nostra Renault dell’altro articolo abbiamo quindi un consumo di 22 kWh/160 km = 0,14 kWh/km. Costo del kWh in Italia approssimativo 15c€. Costo del “carburante” al km 15c€ x 0,14 = 2,1 centesimi di €. Irrisorio. Se solo si potesse risolvere con i pannelli.

In realtà ci vogliono i distributori specializzati con le apparecchiature per la ricarica veloce (vuoi andare in vacanza? o a Torino per lavoro?) oppure con le batterie di ricambio, per i paesi che optano per un sistema dove si compra la macchina senza la batteria, noleggiandola da per esempio Better Place. L’azienda USA-Israele di Palo Alto sta cercando di convincere i privati che è finalmente giunta l’ora che tutti i mercatonaivisti aspettano da 20 anni: l’automatica costruzione dell’infrastruttura per la ricarica delle macchine elettriche spinta dalla magica volontà del mercato. Basta comprare una elettrica e automaticamente spunta il palo per la ricarica. O sono forse le macchine elettriche che annegheranno il mercato una volta costruito i distributori? Le dinamiche del mercato non mi sono chiarissime.

Costruire un distributore Better Place costerebbe 500mila dollari, o 390 mila euro.

Se i distributori tradizionali in Italia sono 23.000 , e l’industria automobilistica volesse in una prima tranche spingerci a sostituire il 10% del parco macchine, ci vorrebbero 2300 distributori Better Place. Inizialmente 890 milioni di euro per farci venire la voglia di comprare l’elettrica. Sembra addirittura una cifra possibile.

Ma quale banca presta i soldi a Better Place in Italia prima ancora che ci siamo comprate le macchine elettriche? Nessuna. Ci vogliono i soldi già pronti da un player più grande. O lo stato o qualche utility con un’agenda, che è praticamente la stessa cosa. Se lo fa lo stato, vuol dire che il mercato comunque non esiste.

Il mercato nel frattempo ci sta comunicando tutt’altro. Dal 2003 al 2005 i distributori tradizionali sono aumentati di 4000 unità a 21.500 ca, e da li ad oggi sono diventati 23.000. Ci sta dicendo che gli italiani rinunceranno a tantissime altre cose prima di rinunciare alla macchina.

Tuttavia,  ci sarebbero già 270 stazioni di rifornimento per l’elettrico solo in Lombardia, e non certo al costo di 390 mila € l’uno. Il progetto e-moving di A2A con Renault ha messo su 200 semplici pali per il rifornimento a Milano e 70 a Brescia. Per il privato, il fatto che ci stia Renault, sarebbe tranquillizzante. Almeno una casa automobilistica che ci scommette. Costruendo sia il veicolo che l’infrastruttura. C’è da chiedersi come mai la FIAT non abbia mai costruito i distributori, o forse l’hanno fatto? Sono invece sicura che la VOLVO non abbia mai dovuto creare l’infrastruttura per le sue macchine.

Sul sito e-moving sono disponibili mappe  per localizzare i pali. Chiunque è in possesso di un veicolo elettrico può richiedere la e-moving card, al costo di 10 € di iscrizione più 15 € per le ricariche, illimitate per 3 mesi. Le prese dovrebbero essere a 400 volt per dare sui 40 kW e quindi ridurre la ricarica a ca 30 minuti. Ma dai pdf scaricati dal sito sembra che ci sia al massimo 3,3 kW disponibili per presa.

Leggo sul sito.

…Questa soluzione di ricarica sarà disponibile dal momento in cui verrà concordato a livello europeo il relativo standard di presa (probabilmente nel corso del 2011 – Qualcuno ne ha notizie?) e ci saranno auto con caricabatterie per la ricarica veloce. Le colonnine di A2A sono già dimensionate per erogare fino a 40kW e il punto di fornitura dell’energia elettrica di ciascuna colonnina può essere immediatamente aumentato dagli attuali 6 kW (3 kW per lato) a 33 Kw…Un tavolo di lavoro è in corso raggruppante le principali utilities e case automobilistiche europee.

Quindi il mercato funziona e utilities e case automobilistiche stanno reagendo a una forte domanda dai privati? Hm. O stanno reagendo a una forte domanda politica?

Vediamo un po chi ci guadagna, per ora. 15 € per tre mesi di pieni:

22 kWh al giorno per 60 giorni (3 mesi) lavorativi sono 1320 kWh, al prezzo di 15c = 198€

Quindi la A2A e la Renault regalano 61 € (66 – 5 ) al mese al proprietario della Renault Fluence Z.E. 730 € all’anno regalate. Ok, sarebbero 730 euro all’anno regalate se la macchina facesse il pieno tutti i giorni. Ma è una questione di iperbole.

Perché se il 10% del parco macchine italiano di 36 mln fosse elettrico, A2A e  Renault ci daranno sussidi per 2,6 miliardi di € all’anno. Estremamente improbabile. Così, per capire esattamente quanto costerà la vera ricarica ho scritto una lettera a e-moving una settimana fa:

Egregi Signori,

Ho letto sul sito che la rifornitura elettrica mi costerebbe solo 15 € al mese. Abito xxx, uso poco la macchina e ho visto che ci sono “pale” vicino a casa mia. Mi interessa moltissimo la questione ma sono insicura sul costo futuro – per quanto tempo rimaranno 15 € al mese (qua avevo sbagliato, volevo dire ogni tre mesi) anziché il costo vero della KWh? Inoltre avrei bisogno di sapere quando sarà disponibile la ricarica veloce di 30 minuti, visto che purtroppo non posso ricaricare nel mio palazzo.

Cordialmente, Anna Ryden, xxx

Ecco la loro risposta:

Gentile sig.a Ryden,

attualmente la tariffa promozionale di 15,00 euro viene riproposta per ulteriori 3 mesi. Non abbiamo modo di certificarle ulteriori rinnovi a titolo promozionale. La ricarica veloce è già possibile dalle nostre colonnine di ricarica (sempre che il veicolo sia in grado di supportare tale funzionalità).

 Cordiali saluti.

E-moving Staff

Evidentemente è già disponibile la ricarica veloce. Dovrebbero forse scriverlo sul sito, in modo da invogliarci di comprare almeno una city car.

Secondo, non hanno voluto o potuto aiutarmi a calcolare il costo futuro della ricarica. Alla loro risposta ho scritto una mail chiedendo quando esattamente finirà il periodo promozionale, ma ancora non ho ricevuto le informazioni chieste.

Vi terrò aggiornati.

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3 Risposte a “Come ricaricare la tua macchina elettrica”

  1. marco ha detto

    credo che tu abbia messo esattamente il dito sulla piaga

    Il veicolo elettrico “sciolto” (non il filobus, insomma) funziona non ad elettroni ma ad incentivi fiscali e/o industriali non avendo nè potendo avere una sua sostenibilità prima ancora che competitività economica.

    sono tutti bluff per giustificare i soldi ricevuti dagli stati, come finisce l’esercizio incentivato l’auto va a rottamare

    qui a Roma il parcheggio di villa borghese e’ stato pieno per anni di motorini elettrici dismessi dopo pochi mesi di uso, naturalmente comprati con soldi pubblici, e non c’è grande comune in italia che di veicoli elettrici non ne abbia ricevuti da vari programmi di acquisto incentivato, utilizzati per pochi mesi e poi dismessi di nascosto quando le batterie hanno iniziato a morire…(tempo fa c’erano in rete le immagini del parco ..rottami elettrici seminuovi del comune di Torino, so che qui a Roma ce ne è un altro)

    sempre qui a Roma c’è una linea con minibus elettrici in centro, costi passeggero/km esorbitanti, pura gestione spettacolo, per non fermarli continuamente per le ricariche gli sostituiscono a meta’ esercizio giornaliero le batterie con altre cariche (230kg!).

    attualmente sulle banchine dei porti americani ci sono ad arrugginire migliaia di ottime vetture elettriche cinesi marca geely che gli americani, non sufficientemente incentivati, non comprano

    perchè la domanda è: se per circolare una vettura elettrica deve essere necessariamente pesantemente incentivata, e le tasse si prendono dai cittadini, quando tutti i cittadini hanno l’elettrica e diventa una partita di giro, da chi si prendono gli incentivi? Dai marziani?

  2. medo ha detto

    Ci vorrebbe anche un post dal titolo “come comprare la tua macchina elettrica”. A meno che non sia fatta, e malamente, in Cina o India, l’auto elettrica privata “for the masses” è impossibile da acquistare. Per il futuro prossimo la scommessa verte piuttosto sul trasporto pubblico, lento, misto: elettrificato (tram, metro) e su gomma con motore ibrido o totalmente elettrico… Ho in famiglia un ingegnere Renault esperto motorista (gasolio, non motori elettrici): ha tante speranze per la “Renaultization” dell’Europa a livello di auto elettrica ma sono i primi a dire che aldilà della Francia e forse della Germania (dove comunque Renault non potrà sfondare perchè Volkswagen ha già pronto un progetto simile, lo switch è quasi impossibile in tutti gli altri paesi per via di una distribuzione di carburanti troppo frammentata ed una conformazione delle città troppo anteriore agli anni ’70 in cui razionalizzare è difficile.

  3. andreaX ha detto

    A parte tutto il problema di fondo è sempre lo stesso: la fonte primaria di eenrgia. Togli di mezzo il petrolio, lo sostituisci con le auto elettriche, ma poi l’energia elettrica per muoverle da dove la prendi?.
    Adesso ricaricare un auto a batterie costa poco rispetto alla benzina perchè di auto elettriche ce ne sono poche, ma se tutti cominciassero ad usarle bisognerebbe trovare le fonti di energia necessaria per ricaricare queste auto.
    Quindi dobbiamo prima attrezzarci: fotovoltaico sul tetto di casa, aerogeneratore, sempre nel giardino di casa, miniidroelettrico, ecc. ecc. , altrimenti è tutto inutile.
    A meno che non vogliamo ricaricare le auto con l’energia fornita dalle centrali nucleari l’unica via per avere l’energia in più necessaria è la diffusione delle rinnovabili.

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