O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

Nessun risparmio americano

Pubblicato da oronero su 1 agosto 2011

Le borse asiatiche ed europee in questo momento sono tutte su tra 1% e 2% , sulla notizia che in qualche modo, dopo mesi di frigne avantindietro, repubblicani e democratici si sono messi d’accordo sul tetto dei debiti.

L’accordo prevede un alzamento del tetto di 2.400 miliardi di dollari, non aumentano le tasse e non risparmiano un bel niente. Per il momento. Per il resto ci sono un po’ di parole vuote, e promesse per il futuro e la promessa che oggi sicuramente non si fa niente.

Il mondo intero ha senza dubbio capito che si è solo trattato di un grande messinscena teatrale, con finale noto: che gli Stati Uniti non sono in grado di effettuare nessuna forma vera di austerity e che invece intendono continuare a farsi prestare soldi senza assumere nessuna responsabilità per quello che succede alle economie del resto del mondo.

I repubblicani hanno tanto voluto che si risparmi anche qualcosa. Prima 900 miliardi, dopo altre 1.500. Spalmati su 10 anni.

Ma è uno scherzo?

Quindi reducono il budget di 240 miliardi all’anno. Da mettere in relazione al deficit di 1.400 miliardi all’anno e 3.600 miliardi di spese. E la riduzione vale dal 2012, non da oggi. Se fosse stata da oggi, il deficit per il 2011 sarebbe comunque stato di 1200 miliardi o giù di li.

Tutta questa farsa serve solo per spostare il momento in cui il debito si scontra con il tetto massimo a dopo le elezioni del 2012, un modo molto greco di spingere a calci la lattina sempre più verso il fondo del vicolo cieco.

Che reagiscano gli elettori americani è una vana speranza:

“Il tetto del debito è una specie di tetto che nessuno conosce perché non ci andiamo mai.”

Possiamo solo metterci comodi con i popcorn e la coca-cola e aspettare che Obama prenda anche l’altro Nobel finto, quello di economia. E non glielo toglieranno quando nel 2013 il tetto dovrà essere alzato (dettagli vaporosi direttamenta dalla casa bianca) a più di 20 mila miliardi di dollari.

La fiducia del mondo nel dollaro come valuta di riserva non è in realtà così infondata. Hanno pur sempre un BNP pro capite che è il doppio di quello della Grecia, un paese che non ha mai prodotto o inventato niente che possiamo usare quotidianamente, tranno formaggio feta.

Si vede anche che lo stato americano si rifinanzia in modo estremamente economico, il 29 luglio gli interessi sul TIPS di 5 anni era di -0,72%. Quindi se presti soldi allo stato americano tramite questi bond protetti dall’inflazione, verrai sì compensato per l’inflazione, ma al costo di pagare loro ulteriori 0,72%. Meglio di così… Il premio per non aver mai perso un pagamento sui debiti. Solo che possono sempre stampare tutti i dollari che ci vogliono, opzione non accessibile ai PIIGS.

Il rating di un paese non c’entra quindi con il valore della sua valuta? Sembrerebbe quello il messaggio.

Il costo per noi è che dopo 20 anni di deflazione importata in forma di flatscreen-TV sempre più economici, e aumento dell’offerta, ora vedremo 20 anni di inflazione esportata (dagli US) e diminuzione dell’offerta.

Nonostante il mio personale disappunto per i mancati risparmi americani, sono devo dire sollevata che non ci sarà nessun default con tutto il caos che seguirebbe. Non si perde la speranza.

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10 Risposte a “Nessun risparmio americano”

  1. Davide ha detto

    Milano nel frattempo ritorna a quota -0,7% trascinata giù dai titoli bancari…
    La telenovela infinita…

  2. Pinnettu ha detto

    Tradotto in termini popolari suona come: “mi faccio un nuovo prestito per pagare i debiti vecchi”.

    E se fra due o tre anni (sono convinto che il debito continuerà a crescere) saranno nuovamente in prossimità del tetto, cosa faranno? Un nuovo rialzo del tetto stesso?

    Qualunque singolo individuo che si indebita per pagare altri debiti, prima o poi fallisce e li portano via la casa.

  3. Luca ha detto

    Tutto giusto ma tralasci il dettaglio fondamentale: il mondo finanzia l’America perchè ha il più grande potere politico e militare esistente. Perchè la spesa militare americana (50% della spesa militare mondiale) è prevalentemente offensiva. Perchè il globo è costellato di basi americane. Perchè dodici (12) portaerei nucleari pattugliano le rotte energetiche del mondo.
    In definitiva paghiamo perchè abbiamo una pistola puntata alla testa e perchè gli americani sanno come si organizza un racket serio

  4. Davide ha detto

    Perchè la spesa militare americana rappresenta il 50% della spesa militare mondiale…
    Ovvero, come farsi fregare sotto il naso 4 aerei di linea per farli schiantare qua e la ed organizzare successivamente un racket serio… Prossimo obiettivo, Iran?

  5. Luca ha detto

    sui 4 aerei di linea e su chi ha schiantato cosa il discorso sarebbe lungo… Il racket esiste da più di 150 anni e basta saper qualcosa di Manifest Destiny (http://it.wikipedia.org/wiki/Destino_manifesto) per capire di che si tratta.
    Per fortuna l’entropia gioca dalla nostra parte e il collasso delle società complesse sta colpendo anche loro: come diceva Popeye “più sono grossi e più vengono giù pesanti”.
    Comunque aveva ragione quel mio amico che quando vedeva un camion militare americano (a Vicenza capita spesso) cominciava a canticchiare “the Empire Theme” http://www.youtube.com/watch?v=z5oDh7o3a00

  6. mangiumicro ha detto

    Seguo sempre con piacere questo blog, ma oggi sono disgustato dal commento sulla Grecia.
    Della Grecia usiamo da 3000 anni la filosfia, cultura, ragione e perfino la lingua che usiamo contiene radici profonde in quella greca.
    Se volessimo onestamente applicare a tutto cio` i principi su cui basiamo la nostra vita quoatidiana dovremmo probabilmente pagare royalties sufficienti a far vivere di rendita tutti i greci per parecchie altre centinai d’anni. Naturalmente lo stesso varrebbe per chi ha prodotto la cultura latina, l’illuminismo, la rivoluzione industriale, le basi delle scienze aerospaziali, tutta roba nata in Europa di cui gli americani si sono appropriati mentre sterminavano i naturali occupanti del paese in cui si sono trasferiti…

    • oronero ha detto

      Hai ragione. Dovevo scrivere “Grecia, un paese che non produce o inventa niente di nuovo da 2000 anni.” Troppo veloce sulla tastiera.

      Per quanto riguarda le royalties, mi sa che le pagheremo per tanti anni ancora. Quanti migliaia di euro pro famiglia europea non mi ricordo esattamente, ma non erano certe patate piccole. Per non parlare di quello che succede quando la UE capisce che non potrà salvare le illuminate banche italiane, guidate da gente che ha fatto il liceo classico.

  7. Pinnettu ha detto

    A proposito di Grecia, sembra che esista la possibilità che l’Italia, a causa della sua difficile situazione finanziaria, possa essere esentata dal pagamento della sua quota parte di aiuti europei alla Grecia.

    Probabilmente non succederà, ma anche il solo fatto che se ne sia parlato dimostra che chi deve aiutare non stà poi messo tanto meglio di chi chiede aiuto.

    Intanto continua la bisca dei mercati finaziari.
    In questi giorni sembrava che i guai fossero negli USA (default e taglio sulle previsioni del PIL).
    Wall street se ne frega bellamente e in questo momento stà di poco sotto lo zero. Gli indici europei invece capitombolano e perdono mediamente il 2,5%

  8. In tutto questo balletto di numeri sui debiti degli stati, qualcuno sente parlare dell’economia reale? Al momento abbiamo un’inflazione molto alta; a quando gli effetti? E gli americani, che si bullano di poter stampare dollari, quanto possono reggere la benzina a 4 dollari per gallone? Hanno dimezzato la taglia dei serbatoi dal 2008 ad oggi? Mah!

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