O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

SPR e il prezzo del petrolio

Posted by oronero su 24 giugno 2011

E il prezzo del Brent/WTI & co. “crolla”.

Prima i fatti: Il 23 giugno la IEA annuncia  che verranno rilasciati 60 milioni di barili di petrolio sul mercato, gradualmente su un periodo di 30 giorni.

Già ad aprile mi sembra avevano accennato alla possibilità di aprire i rubinetti. La situazione in Libia ogni giorno toglie 1,5 milioni di barili della migliore qualità, le raffinerie in Europa sono sotto stress pesante, a New York ovviamente arriva sempre meno di questa qualità, mentre a Cushing c’è sempre quel maledetto collo di bottiglia del WTI. Nel frattempo sono usciti i numeri BP che dimostravano che nel 2010 abbiamo consumato molto più greggio di quanto veniva prodotto, e che il resto veniva coperto dai cosiddetti liquidi, come l’etanolo prodotto dal granoturco.

Siamo quindi arrivati al punto in cui produciamo un carburante, l’etanolo, spendendo la stessa quantità di energia per la sua produzione, di quanto poi contiene lui stesso.  Ovviamente nella catena di produzione di questo liquido da usare come carburante nei serbatoi degli automezzi, si usa anche il gas e il carbone, che non si possono mettere nel serbatoio. In futuro i serbatoi saranno sempre più importanti della fame.

Almeno 30 dei 60 milioni di barili di riserva strategica rilasciati saranno americani.

Da dove verranno gli altri 30 per ora è un mistero. Giappone (300mln di barili), dubito. Dalla Germania (108), Francia (30) o la Spagna (17)? O forse dalla Corea del Sud (73)? Io non so chi ha il potere di decidere dove verranno aperti i rubinetti.

Il petrolio americano sarà offerto in un unico batch, non gradualmente come detto prima, al miglior offerente. Il prezzo base sarà comunque di $112,78 al barile. Il prezzo alto dipende dal fatto che si tratta di qualità LLS – Light Louisiana Sweet.

Ora il gossip:

La prima cosa che à venuto in mente a tutti è la felicità della Cina di fronte a questa notiziona. Si sa che la Cina ha cominciato con molto ritardo rispetto all’occidente nel creare una propria SPR – Strategic Petroleum Reserve, e che intendono creare una riserva di 3 mesi, secondo l’articolo Reuters citato da ZH.

Solo un anno fa si diceva che la Cina stava creando l’infrastruttura per ben 6 mesi di riserve, non so se queste erano voci, o se hanno deciso che non era un obiettivo raggiungibile. Pare che alla fine del 2010 le loro riserve erano sufficienti per 39 giorni di consumo, questo dopo quattro anni di shopping pesante in giro per il mondo. Il prezzo del petrolio stava diventando insopportabilmente alto. Se ora crolla, buon per loro, perché saranno tra i compratori.

Se succederà così, il petrolio alla fine sarà stato tolto dal suo primo magazzino cioè la roccia, poi immesso in un magazzino americano sempre sotto terra (underground salt caverns), poi tolto da queste salt caverns, trasportati in navi attraverso mezzo mondo, e infine immesso in un magazzino cinese. Si direbbe che siamo disperati.

Anche le Filippine un paio di giorni fa hanno annunciato l’inizio di una riserva strategica, dove le compagnie petrolifere dovranno tenere 15 giorni, e le raffinerie 30 giorni di riserve. E pensa che l’India non ha neanche cominciato ancora.

La seconda cosa che è venuto in mente a tutti è la necessità di Obama di un pool di votanti abbastanza felici per le sue politiche da votarlo ancora. Anche se dovrebbe sapere che ci vogliono -$10 dollari sul barile per abbassare la benzina di miseri 20 centesimi. Una mossa geniale dall’amministrazione che si rifiuta di costruire una pipeline dal Canada (Keystone), e invece apre le riserve strategiche per venderle alla Cina. Nel senso che l’unica scarsità in vista è quella dei voti per Obama.

La terza cosa etc è la possibilità che gli US si preparino a un’altra guerra, o che gli US sappiano di un conflitto in arrivo in un altro paese produttore.

La quarta è che l’Arabia Saudita ha bisogno di buttare fuori l’Iran dal gioco, prima che ad agosto mettono in linea Bushehr.

La quinta è che si tratta di una specie di QE3 in quanto un prezzo più basso del petrolio potrebbe spingere le borse, o almeno tenerle su, proprio ora che il QE2 sta per finire.

Gli altri 30 milioni di barili, se sarebbero rilasciati in Europa, gradualmente, e non venduti in Cina, potrebbero regalarci un momento di sollievo. Se si rilasciano anche solo 500.000 barili al giorno, il sollievo non può durare più di 2 mesi.

Sappiamo anche che l’Arabia Saudita non è riuscita a sostituire il petrolio perso, sia perché non producono le qualità necessarie, sia perché non hanno la capacità di riserva.

C’è quindi una scarsità strutturale

Nel 2008 quando il prezzo è crollato,  centinaia di progetti per l’esplorazione sono stati abbandonati da un giorno all’altro. Questo potrebbe aver rinforzato il problema della scarsità strutturale che stiamo vivendo ora. Se il petrolio si deprezza in continuazione potremmo commettere esattamente lo stesso errore ancora una volta.

Per quanto ho potuto leggere sui vari blog di finanza che frequento, non c’era praticamente un fondo che non fosse long petrolio. Sarà che hanno abbandonato a breve termine queste posizioni, senza comunque scendere sotto i livelli del dicembre 2010, ma torneranno molto presto ad accumulare posizioni long. Perché ora ci sarà di nuovo petrolio da usare come hedge da parte di chi vende i contratti long, mentre prima, appunto, scarseggiava.

Un paio di settimane fa, avevo tirato giù i dati per gli stock americani del petrolio, volevo vedere se esisteva una correlazione prezzo – stoccaggio.

Tracciando il prezzo del WTI contro il settimanale di stoccaggio, escluso il SPR, dal 1986, non ho trovato nessuna correlazione.

Dal 2000 in poi è positiva, ma debole, 0,48:

Quindi quando Reuters esce con un “prices go up on inventory” in realtà non è che a nessuno frega più di tanto di quel inventory.

Mentre per il prezzo del WTI tracciato contro lo Strategic Petroleum Reserve c’è sempre stata un’altissima correlazione, nel senso che il prezzo ha sempre reagito fortemente a cambiamenti nelle riserve:

Storicamente, dal 1986, abbiamo una correlazione di 0,86, altissimo.

Dal 2000 in poi il prezzo del petrolio ha sempre reagito al SPR, anche se meno forte, con una correlazione di 0,8 tra prezzo e quantità di barili nelle riserve.

Ma se guardiamo il grafico sopra, si vede che a gennaio 2004 la relazione tra i due comincia a indebolirsi. Dal 2008 in poi non abbiamo più nessuna correlazione. Non so da che cosa dipende, ma per me è un ulteriore indizio che i mercati si renderanno presto conto di aver reagito troppo velocemente, nel far scendere i prezzi bruscamente.

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8 Risposte to “SPR e il prezzo del petrolio”

  1. [...] da ORONERO [...]

  2. Alessandro said

    Potrebbe esserci anke altre spiegazioni al rilascio delle riserve USA:
    - la necessità di fare cassa visto ke devono risolvere il problema del tetto di indebitamento raggiunto, sempre ke sia petrolio governativo e qindi ke i ricavi finiscano nei conti del governo USA.

    • oronero said

      30mln barili * 112 dollari non sono che una goccia nel mare dei debiti americani.

      • Alessandro said

        Sicuramente ci saranno cm sempre + motivazioni interconnesse ma è una goccia ke potrebbe far guadagnare altro tempo, giorni o settimane, ke è lo sport + di moda attualmente nel mondo occidentale. Del resto anke il debito USA monstre di 14,3 mila mliardi di $ è spalmato su circa 30 anni.

  3. Anonimo said

    due cose:
    1) su Repubblica di ieri, sabato, Rampini ha scritto “Anche se le riserve USA sono ai massimi storici (727 miliardi di barili) … …” MILIARDI???
    2) secondo me gli USA, dall’11/9/2001 (e anche da un pò prima) hanno fatto tutto il possibile per distruggere la loro potenza economica; insomma, non ne hanno fatta una di giusta”
    Giorgio A.

  4. Neur1 said

    Sono 727 MILIONI di barili non MILIARDI!!!!!

  5. Fabrizio73 said

    Non so se l’hai gia letto ma ti lascio il link per un’articolo interessante sul prezzo della benzina. Ciao e come sempre complimenti.
    http://www.oil-price.net/en/articles/reasons-why-gasoline-prices-refuse-to-slide.php?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+Oil-pricenet-OilPriceTodayAndTomorrow+%28Oil-price.net+-+Oil+Price%2C+Today+and+Tomorrow%29

  6. Pinnettu said

    L’OPEC continua ad essere molto critico nei confronti della decisone IEA di rilasciare le scorte. Anche oggi sono continuate le polemiche.

    Intanto domani potrebbe essere interessante la pubblicazione sulla situazione delle scorte commerciali USA. Un eventuale calo sarebbe il quarto consecutivo. Forse un segnale che la situazione a Cushing stà cambiando.

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