O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

Peak componenti vari, e rare earth minerals

Posted by oronero su 20 ottobre 2010

Nel mio sforzo di abbattere qualcuno dei cigni neri che indubbiamente circolano sopra la mia testa, mi sono fermata sulla notizia che l’altro giorno, sulla borsa di Stoccolma, la Sony Ericsson ha perso 6% (in svedese) perché non sono riusciti a produrre abbastanza cellulari.

Potrebbe sembrare una buona notizia, così tanta domanda di cellulari che addirittura un gigante come Ericsson non riesce a starci dietro.

Ma invece si tratta di mancanza di componenti che ha reso impossibile la produzione, e pare che tutto il mercato telefonia mobile stia soffrendo di questa mancanza. Sono soprattutto i semiconduttori che non arrivano dai fornitori. Ovviamente gli analisti del settore danno la colpa alla crisi finanziaria, che ha causato un rallentamento della produzione presso i sottofornitori. Dopodiché avrebbero sottostimato la ripresa (quale ripresa?), quindi sono molto indietro con la produzione di semiconduttori.

Il semiconduttore più usato è il silicio, oppure il germanio, che poi viene drogato con p.es. antimonio o gallio o indio.

In realtà non sono solo le telefoniche che non riescono a fornire il mercato dei loro prodotti, in Svezia sta soffrendo tutto il settore industriale della scarsità di componenti.

Pare che già nel settembre 2009 hanno cominciato a notare la mancanza di componenti, e che le attese per alcuni prodotti ora sono lunghi fino a 40 settimane. I prezzi sono saliti tra 100 e 150% (link in svedese).

Volvo. Un’articolo (scusate, sempre in svedese) del 22 settembre  parla di come c’è una domanda sempre crescente per i camion del produttore svedese, che vorrebbe tanto aumentare la produzione, ma non ci riesce perché mancano i componenti. Sono parti dei motori Euro4 e Euro5 che non arrivano in tempo.

Va(n)gando in Internet ho trovato un’articolo del 2007 che parlava di mancanza di componenti. Quella volta si trattava di Asus che era arrabbiata con la Intel per la mancata fornitura di processori. In questo casa si dava la colpa al ritorno alla scuola dopo le vacanze. Intel non ha commentato.

Infatti poi limitando la ricerca per “brist på komponenter” (mancanza di componenti) all’anno 2007 mi sono venuti 21.000 hit. Non è una storia nuova allora, questa dei componenti.

A che cosa davano la colpa nel 2007, in piena bolla? A niente. Articolo dopo articolo spiega che “…mancanza di componenti causa l’aumento del costo del prodotto X. I fornitori non hanno saputo pianificare bene…”

Dopodiché ho cominciato a confinare la ricerca per la frase svedese anno in anno, partendo dal 2000. Nel 2000 gli hit erano pochi, solo 4, e ancora nel 2006 erano solo 9. Poi nel 2007, 32 volte tanti hit, cioè 289. Grafico:

Nel 2009, grande anno di crisi con domanda molto più bassa per iPhone e iPad e altre cose evidentemente non indispensabili, solo 10 hit. Ma quest’anno siamo a 12.000 e l’anno non è ancora finito.

Situazione analoga per il termine in inglese, “component shortage”.

Nella lingua inglese, il grande aumento della disperazione per la mancanza di semiconduttori e altri componenti era arrivato un anno prima, nel 2006. Niente di strano visto che il mondo tende a essere in ritardo rispetto al bacino d’utenza americano. Nel 2010 gli hit sono già oltre 16.000.

In Italia lo sviluppo è più graduale (oppure non sono riuscita a individuare la frase giusta)

Il trend è all’insù.

Ho messo insieme i risultati per “mancanza di componenti” e “carenza di componenti” e ci avrei messo anche “scarsità di componenti” e poi le varietà con la prep. articolata “dei” invece di “di”, se non fosse stato troppo faticoso. Mi servirebbe un bot.

Da notare anche la differenza di scala, ci sono molto meno pagine Internet che contengono le frasi inerenti alla scarsità, in italiano. Potrebbe essere per causa della solita frustrante mancanza di comunicazione da parte delle aziende italiane, perché non credo l’industria italiana usi meno semiconduttori di quella svedese.

Comunque guardando i grafici, sembra che i primi articoli sulla mancanza di questi famosi componenti sono arrivati intorno al 2006/2007, quando non esisteva ancora la scusa di economia crollata, con fornitori che stringono la cintura. Siamo in Peak silicio, Peak semiconduttori?

Anche se lo zinco, la cui estrazione ci da anche una grande quantità dei materiali usati per i semiconduttori, come il silicio e l’antimonio, non è un rare earth mineral , credo sia importante segnalare anche l’ultimo sviluppo nelle rare earth: la Cina, che nell’ultimo mese ha fermato l’esportazione al Giappone, ora lo ferma anche verso gli Stati Uniti e l’Europa. La situazione è così grave che la questione rare earths verrà discusso al G20 nel Corea del Sud il mese prossimo.

Tante delle rare earth non sono rarissime, solo che la produzione negli ultimi 20/venti anni si è spostata in Cina per le solite ragioni per le quali abbiamo spostato tutto in Cina. Per aprire nuove miniere in altre parti del mondo ci vogliono fino a 5 anni e tanti giri in tribunale, visto che quelle miniere sono degli incubi ambientali.

Quindi un piccolo consiglio d’investimento: Compratevi adesso un paio di computer, qualche macchina fotografica da usare con batterie al litio (non litio-ion ricaricabili), che hanno un shelf life di 15 anni, e tante batterie, e altri gadget elettronici, se sono cose a cui tenete. Metteteli in cantina, al fresco asciutto. Chissà quanto ci costeranno in futuro. Anche se le batterie al litio-ion del notebook si rovinano anche se non li usi, il computer lo puoi sempre usare con il cavo, e gli altri componenti elettronici e lo schermo del notebook o della macchina fotografica digitale ha un shelf life praticamente indeterminato se non viene usato. Oppure fate esattamente il contrario di quello che dico.

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9 Risposte to “Peak componenti vari, e rare earth minerals”

  1. andreaX said

    Tante volte vedo davanti ai secchi della spazzatura televisori, elettrodomestici, addirittura caldaie. Se si facesse in maniera sistematica ed organizzata il riciclo dei componenti elettronici diventerebbe un vantaggio sia dal punto di vista ecologico che un business per il recupero degli elementi chimici rari che vi si trovano.

  2. Paolo B. said

    Le discariche come miniere del futuro prossimo.
    O si fa così oppure la civiltà tecnologica dell’Occidente muore.
    Ma c’é tanta elettronica di consumo oggi davvero superflua che però fa tanto trend, con tanti idioti che svaligiano il proprio portafoglio per star dietro ai continui aggiornamenti tecnologici delle chincaglierie elettroniche.
    Resterà solo l’elettronica essenziale, quella dei servizi primari(e militari soprattutto).
    Il resto(il superfluo) sarà ormai diventato storia…

  3. Antonio said

    Mah. Cioe’ c’e’ scarsita’ di materiali perche’ se ne parla di piu’ su internet. Il che non mi pare un argomento determinante (al contrario della concentrazione di terre rare in Cina).

    • oronero said

      Se ne parla di più perché chi fa i soldi seri, cioè l’industria, comincia a sentire la mancanza di componenti.
      4 miliardi di corone in meno per Sony Ericsson è grave, e dipende solo dalla mancanza di componenti, non perché la domanda è sparita.

  4. anonimo said

    Salve. BuonaSera Anna

    Interessante analisi.
    (vorrei non far presente, ma le motivazioni potrebbero essere molte: speculazione, scelte di politica industriale, diatribe con regole UE, e nella mancanza di componenti rientrano veramente tante cose…)
    Una cosa è certa: questa analisi va aggiunta ad altre dove si è visto che particolari fenomeni sono iniziati prima dell’ufficiale inizio della crisi e dalle quali si evidenzia che altri particolari fenomeni si presentano in quella che certi sciamani definiscono “ripresa”…che io chiamo “nuovo e più feroce modo di speculare”, fa niente se si distrugge il sistema industriale, agricolo, sanitario, istruttivo, ed in genere il progresso della civiltà -ed il tutto a favore di pochi pochi-)

    Sulle terre rare (premesso che ho apprezzato il post) invito a considerare la speculazione su cui l’Onu mise allerta (forse l’UNEP) se non erro, considererei altresì (come Anna ha difatti specificato) che le terre rare sono rare in termini relativi (per l’uso attuale) nel senso che sono stati tralasciati quasi tutti i giacimenti fuori dalla cina (che del totale, ma è possibile che ricordi male o non sia aggiornato, possiede una quata sul 40% dei giacimenti CONOSCIUTI); non dimentichiamo che il problema potrebbe non durare a lungo (relativamente, ma sufficientemente a non costringere la civiltà a tornare al medioevo -elite ed ETF permettendo- ) se la scienza del carbonio desse i risultati sperabili (nanotubi, grafene ecc.).

    A questa pagina ci sono link sull’argomento metalli e terre rare

    http://www.unep.org/Documents.Multilingual/Default.asp?DocumentID=624&ArticleID=6564&l=en&t=long

    equivalentemente anche in questa

    http://www.unep.fr/scp/publications/

    Qualche DOC (spero possa interessare) del Congressional Research Service USA su estrazione/richiesta (tanto per non chiamarla sempre produzione/domanda :D )

    http://www.fas.org/sgp/crs/natsec/R41347.pdf

    (il sito ospitante è quel che è, se i doc pubblicati sono falsi…lo sono quanto quelli delle autorità :) )
    Per esempio si evidenzia una domanda attuale di 134’000Mg (Megagrammi, Ton), si stimano 200’000Mg al 2012. Le riserve “appetibili conosciute ad oggi” sono di 99’000’000Mg (quelle conosciute in totale ad oggi sono di 154Tg -Teragrammi, non so se sia unità standard- ;) ), per il resto (giusto per non confidare solo nei progressi della scienza di altri materiali) si recupera, riusa, ricicla, cambia destinazione (purche non sia l’inceneritore o il mare).

    Un buon riassunto mondiale (molto molto sintetico, sono sicuro che questo piacerà…)

    http://www.ifri.org/downloads/comptes_rendu/fichiers/51/hocquard.pdf

    Nel mentre:
    Imperial Valley, California. Stirling e parabole.
    Progetto complessivo 709MW (solo stirlingdish), superficie 25’738’920 mq, in cui nella prima fase 300MW installati produrranno 648’000’000Kwh/anno ovvero 2’160Kwh/anno ogni MW installato. Nel deserto: chi sà che con l’ombra non aiuti il suolo.

    http://www.greentechmedia.com/articles/read/secretary-salazar-approved-first-ever-solar-plants-on-federal-land/

    Saluti.
    Anonimo, :)

  5. Filippo Zuliani said

    Una domanda: ma voi dove trovate il tempo per leggere (e fare confronti incrociati, per proteggersi dalle balle) tutti quei documenti?

    • oronero said

      Io per il blog ho rinunciato ad altre 2-3 hobby e attività. Cmq sono in semi-vacanza semi-forzata e voluta, per motivi di lavoro altrui, studi miei e aggiornamento del cervello
      Ho anche il vantaggio di essere una lettrice veloce :)

      x Sig. Anonimo: leggo i suoi link, sono sempre molto interessanti. Prima o poi si formano delle associazioni.
      Purtroppo ho lo svantaggio di pensare lentamente :)

  6. anonimo said

    Salve. BuonaSera Anna,

    Credo di dover segnalare:
    ERRATA CORRIGE
    Nel commento anonimo precedente al termine “40%” leggiate “30%”. Al fianco di “CONOSCIUTE” leggiate anche “comercialmente sfruttabili attualmente”. Mi si scusi l’errore.

    UNA DUE TRE, TERRE!… O QUESTA HA MOLTO ANCORA DA OFFRIRE?

    Sul tema minerario (non solo) alcuni siti che potrebbero interessare, e qualche pubblicazione…

    http://www.greatmining.com/

    (evidente il tema trattato)

    http://deepseanews.com/

    (varie sulle acque profonde, non mancando di raccogliere news sulle attività umane)

    http://www.springerlink.com/content/100445/

    (articoli della pubblicazione “Mineralium Deposita”)

    springerlink.com/index/A364272P6T04133U.pdf
    (articolo in particolare)

    http://nextbigfuture.com/2010/10/minerals-on-ocean-floor-could-provide.html

    (da cui raggiunsi l’articolo precedente)

    nextbigfuture.com/2010/10/nautilus-minerals-first-commercial.html

    Come scrivevo in commenti precedenti: la Terra è un volume, ed aggiungo, all’interno è “viva”.
    Limiti allo sviluppo? dipende (è il caso di dirlo)…limiti al progresso? assolutamente no (tantomeno alla popolazione, che è ciò che lo permette, il progresso e direi anche lo sviluppo)…Progredire Umanamente? certo, altrimenti (per esempio) finiamo a sostenere OGM inefficienti, dannosi, criminali…
    Giusto per non abbassare la guardia: la fusione fredda (LENR) da realtà fu dipinta come alchimia, recentemente invece… i monopoli magnetici, idem…

    PEAK O NON PEAK, DOVE PEAK: QUESTO E’ UN PROBLEMA?
    (tra parentesi: tutto si trasforma, ed il Sole ne ha di energia da regalare. Il dubbio allora è: qualcuno crede davvero sia logico ridurre la popolazione e con essa la probabilità di nuove idee, o è solo una questione transitoria di soldi artificiali e differenze di potere?)

    CURIOSITA’
    Qualcosa di MOLTO interessante sull’immagazzinamento di energia…e non solo…potrebbe avere sviluppi notevoli:
    nextbigfuture.com/2010/10/dynamical-mass-generation-via-space.html
    (sul grafene, creazione di materia da energia…semplificando)

    Saluti.
    anonimo, :)

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